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Un Messaggio Alieno è codificato nel nostro DNA. È questa la Rivoluzionaria Conclusione dello Studio di due Scienziati Kazaki

Un Messaggio Alieno è codificato nel nostro DNA. È questa la Rivoluzionaria Conclusione dello Studio di due Scienziati Kazaki

L’analisi della struttura del DNA, mostra sorprendenti analogie con un linguaggio complesso di tipo artificiale

E’ allora nel DNA che possiamo cercare l’origine aliena della razza umana?

Articolo di Adriano Forgione

La risposta alla classica domanda: “siamo soli nell’universo?” potrebbe essere proprio sotto il nostro naso, o più letteralmente, all’interno di ogni cellula del nostro corpo. I nostri geni potrebbero nascondere il “timbro del produttore” intelligente al loro interno, codificatovi eoni fa, altrove, in qualche luogo del cosmo. Tale “griffe” sarebbe il timbro indelebile di una maestra civiltà aliena che ci ha preceduto di milioni o forse miliardi di anni. Il suo lascito finale si sarebbe diffuso nella Via Lattea “a immagine e somiglianza” biologica.

Questo è quello che hanno ipotizzato due scienziati kazaki, il matematico Vladimir I. shCherbak, dell’Università Nazionale del Kazakistan al-Farabi, e Maxim A. Makukov dell’Istituto Astrofisico Fesenkov. I due studiosi ipotizzano che un segnale intelligente potrebbe essere incorporato nel nostro codice genetico, attraverso un messaggio matematico e semantico che non è coerente con l’evoluzione darwiniana.

Lo chiamano “SETI biologico” e, sostengono, abbia maggiore longevità e possibilità di essere rilevato, rispetto a qualsiasi altra forma di segnale extraterrestre. In un articolo scientifico, pubblicato sulla rivista “Icarus” dal titolo: “The Wow! Signal of the terrestrial genetic code”, affermano: “Una volta fissato, il codice potrebbe rimanere invariato su scala temporale cosmologica, essendo la più durevole struttura conosciuta. Costituisce, quindi, una memoria eccezionalmente affidabile per una firma intelligente. Una volta che il genoma è opportunamente riscritto, il nuovo codice con la firma inseritavi, rimarrà congelato nella cellula e nella sua progenie, e potrebbe, quindi, essere spedito attraverso lo spazio e il tempo”.

Per superare il test di progettazione, questa firma deve possedere modelli nel codice genetico statisticamente molto significativi e funzioni intelligenti che non sono coerenti con qualsiasi altro processo naturale conosciuto. I due scienziati, nella loro analisi dettagliata, sostengono che il genoma umano mostri proprio un’approfondita precisione e ordine nella mappatura dei nucleotidi del DNA e negli aminoacidi. “Accordi semplici del codice – hanno scritto i due – rivelano un insieme di impronte aritmetiche e ideografiche tipiche del linguaggio simbolico”, con l’uso della notazione decimale, trasformazioni logiche e l’uso del simbolo astratto dello Zero. “Accurate e sistematiche, queste impronte appaiono come un risultato di assoluta precisione” hanno scritto.

Questa interpretazione li porta a una sola conclusione: “che il codice genetico sembra sia stato inventato al di fuori del sistema solare diversi miliardi di anni fa“, una dichiarazione che offre credito all’idea della “panspermia”, l’ipotesi che la Terra sia stata inseminata di vita interstellare. Una sorta di conquista della galassia basata sull’eternità di un’impronta genetica aliena, studiata e impiantata ovunque da super-esseri.

Tuttavia, ci sono altre possibilità alla possibilità di un Disegno Intelligente nel nostro genoma, come ad esempio, che l’Universo sia una sorta di Matrice, simile ad un programma informatico (idea che ha fatto la fortuna della triologia cinematografica di “Matrix”). L’idea che qualche “Programmatore” abbia generato il codice genetico della vita nell’”universo modello”, è coerente con i suggerimenti degli autori.

Lo studio dei due scienziati kazaki, si inserisce nella lotta tra i sostenitori dell’evoluzionismo darwiniano e quelli di una corrente alternativa di pensiero chiamata: “Teoria del Disegno Intelligente”. Un insieme di scienziati che sostengono l’inadeguatezza delle attuali teorie scientifiche relative alla nascita e all’evoluzione della vita. Più specificamente, questi affermano che l’evoluzione delle specie enunciata da Darwin, presenta troppi punti oscuri e che le specie viventi hanno avuto troppo poco tempo per poter evolvere nelle forme diversificate che vediamo oggi.

Dunque la risposta a queste inadeguatezze, è stata la nascita del “Movimento del Disegno Intelligente”, i cui membri sostengono che una forma di intelligenza abbia agito in un preciso momento della storia universale, per provocare i “salti evolutivi”, che Darwin e la sua teoria non sono stati in grado di spiegare. Non si tratta però della ridefinizione scientifica del Creazionismo biblico, né il Disegno Intelligente si esaurisce alle specie viventi, estendendosi bensì all’intero universo (o multiverso).

Per quanto queste affermazioni possano sembrare incredibili, sono state fatte da scienziati, e di conseguenza vanno prese seriamente, anche in considerazione del fatto che tale Disegno Intelligente sembra sposarsi perfettamente con quanto affermano tutte le grandi tradizioni spirituali e le loro Dottrine di Sapienza.

Un’Intelligenza Creatrice

I membri del "Movimento del Disegno Intelligente", sostengono che una forma di intelligenza abbia agito in un preciso momento della storia universale, per provocare i “salti evolutivi”, che Darwin e la sua teoria non sono stati in grado di spiegare. Uno dei sostenitori di questa visione, è lo spagnolo Antonio Martinez, il quale afferma: «La teoria del Disegno Intelligente si limita ad offrire un altro paradigma alla biologia, un altro modello, che si basa sulla prova che nello sviluppo delle specie viventi è intervenuta un’intelligenza non necessariamente ascrivibile ad alcun libro sacro». Uno dei sostenitori di questa visione, è lo spagnolo Antonio Martinez, dottore in medicina e oftalmologia, membro dell’Associazione internazionale Medici e Chirurghi per l’Integrità Scientifica, il quale, in un’intervista rilasciata al giornalista David Zurdo, ha affermato: “La teoria del Disegno Intelligente si limita ad offrire un altro paradigma alla biologia, un altro modello, che si basa sulla prova che nello sviluppo delle specie viventi è intervenuta un’intelligenza, non necessariamente ascrivibile ad alcun libro sacro”.

Semplicemente si constata che la vita non si può spiegare con il fattore “caso”, con il trascorrere del tempo o con l’intervento di mutazioni. In base a ciò, la biologia deve cambiare modello, accettando che la complessità delle informazioni immagazzinate nel DNA, all’interno del nucleo di una cellula, non può essere attribuita solo a questi fattori.

Dunque, il Disegno Intelligente propone un nuovo sistema – non darwinista – di intendere la biologia, che implica la necessità di questa intelligenza nel disegno della vita. Darwin parlava di “selezione naturale” attraverso un meccanismo per cui il più forte sopravvive. Il Neodarwinismo parla delle mutazioni alla base del meccanismo di selezione naturale. Ma oggi, con la conoscenza del materiale genetico, con la conoscenza del fatto che le leggi dell’esistenza risiedono nel carico genetico di ciascuna specie, ci troviamo di fronte a una grande domanda: come è stato possibile che una specie si sia evoluta in un’altra più complessa?

Le mutazioni avanzate dai neodarwinisti non sono in grado di spiegarlo, in quanto una minima mutazione del patrimonio genetico, o non produce nulla, oppure produce infermità e morte. Le mutazioni positive sono una chimera teorica e non una realtà sperimentale. Non si conosce nessun meccanismo biologico che produca in una specie un incremento delle informazioni nel DNA  per migliorarla.

Dunque, Martinez disconosce, come i suoi colleghi aderenti al nuovo paradigma, il darwinismo e i suoi meccanismi, sebbene l’Intelligenza da questi chiamati in causa, non sia quella dei libri sacri. Anche il Disegno Intelligente, stando alle parole di Martinez, sebbene ascriva a un’intelligenza la genesi della Vita, non specifica di quale intelligenza si tratti, lasciando un alone irrisolto sulla sua natura, chiarendo solo che la teoria non parla di Dio, o almeno non del Dio dei libri sacri.

Il DNA è una doppia scala a chiocciola. Questa scala necessita di dieci pioli per effettuare un giro completo, esattamente come avviene per l’Albero della Vita della Cabala, che conta dieci Sephirot. Lo studioso Stephen Skinner, nel suo saggio: “Geometria Sacra”, ha dimostrato come il progetto geometrico del DNA si apprezzi meglio se visto dall’alto. “Se osserviamo il DNA dalla verticale – afferma Skinner – la sua struttura ricorda molto la forma della lettera greca Phi (F), cioè la proporzione aurea equivalente a 1,6180, e geometricamente consiste in una serie di pentagoni doppi che formano la vista assiale composita della doppia ellisse del DNA, la cui rotazione completa contiene dieci molecole di fosfato e zucchero. Il Phi è parte integrante della costruzione del pentagono e il patrono geometrico più importante della citata vista assiale del DNA, che rivela tre grandi doppi pentagrammi. Ogni pentagono crea un’intersezione con altri due, in modo tale che queste intersezioni presentano la proporzione aurea iscritta nella struttura assiale di questa molecola”.

Dunque, se il DNA è relazionato attraverso la sua struttura geometrica di base, all’intera creazione, ne consegue che l’Uomo è fondato su tale Progetto Geometrico Intelligente. Non è quindi un caso se questi sia inseribile in un pentagono, visto che è il solido alla base del progetto del DNA. Non deve meravigliare, dunque, se nel corso della sua storia le civiltà hanno voluto imitare l’atto creativo divino, erigendo templi e piramidi secondo le stesse proporzioni. Questi non sono altro che simulacri della relazione vibrazionale e per derivazione geometrica esistente tra Dio, quale energia creante, e l’Uomo, quale unico essere su questo piano, che non solo contiene in sé tale potenza (solo se ne è consapevole), ma che è anche in grado di renderla manifesta.

Un Universo Cosciente.

Il fisico americano Andrei Linde, come molti suoi colleghi, afferma che l’Universo, o meglio, il Multiverso, possiede un’impronta uniforme e sembra essere disegnato affinché non sia l’Uomo a doversi adattare ad esso, ma il contrario. Questo Universo sarebbe strutturato per adattarsi all’Uomo. È ciò che è conosciuto come “Principio Antropico”, divulgato per la prima volta dal fisico Brandon Carter, dell’Università di Cambridge, nel 1973. Carter affermò che una serie casuale di leggi avrebbe lasciato l’universo morto e oscuro e che le leggi della fisica stesse, per come le conosciamo, sono “tarate” per far emergere la vita e, dunque, l’Uomo. Un’innumerevole serie di fattori concomitanti, secondo questi fisici contemporanei, avrebbe quindi permesso la vita, un numero talmente alto che è contro ogni legge statistica e ogni calcolo delle probabilità.

“La Vita non sembra essere una componente accidentale dell’Universo – ha detto Linde – ma pare esserne il suo fine ultimo. Se solo uno di questi innumerevoli fattori fosse stato solo di poco diverso da quello che è, oggi noi non esisteremmo”. Linde ha anche speculato che la coscienza potrebbe essere una componente fondamentale dell’Universo, proprio come lo spazio e il tempo, e questo sarebbe dimostrato dalla relazione rilevata in laboratorio tra l’osservatore e le particelle osservate: le due componenti si influenzano vicendevolmente. Ciò dimostra che tutto forma un sistema unico dove la coscienza ha la sua parte. In breve, la Creazione esiste in quanto esiste qualcuno che la osserva. Non è forse questa la ragione insita nella creazione dell’Uomo, narrata da tutte le Grandi Tradizioni Spirituali di ogni epoca e luogo, semplicemente spogliata dei suoi elementi allegorici e simbolici? Non è stato sempre detto fin dai tempi antichi che Tutto è Uno? “Senza qualcuno che osservi l’Universo – ha affermato Linde – l’Universo non esisterebbe”.

Anche il Fisico James Gardner si è espresso in termini simili, con la sua “Teoria dell’Universo Autocosciente”, affermando che la vita e l’intelligenza sono i primari fenomeni cosmologici e che tutti gli altri fenomeni, vale a dire ciò che la fisica definisce “costanti fondamentali” per l’Universo, sarebbero in realtà solo secondari. Gardner ha speculato che alla base di questa creazione, nei primi momenti di vita di questo e di altri universi, vi sia stata una “forma di vita intelligente altamente evoluta” che lo ha provvisto di un “codice cosmico” (un insieme di leggi fisiche e costanti) finalizzato alla vita, in grado, una volta giunta al massimo stadio di evoluzione (consapevolezza), di ripetere il ciclo. Chi può mai essere questa forma di vita altamente evoluta alla base della creazione? Alieni? O un Super-Essere primordiale? Non si può, in effetti, escludere una forma di Coscienza Universale.

L’Uomo, quale essere al massimo stadio di evoluzione, si comporterebbe come il DNA, avendo come compito quello di essere l’organo riproduttivo della creazione stessa, in grado di spargere il seme della creazione e le sue costanti geometriche in lui insite, e questo sembra essere proprio quello che ipotizzano i due studiosi kazaki, Vladimir I. shCherbak e Maxim A. Makukov.

A questo punto, siamo giunti a definire quello che è lo scopo ultimo del grande Disegno Intelligente, che riunifica Scienza e Spirito, vale a dire la Coscienza/Consapevolezza. La Creazione, frutto di un’intelligenza che è Coscienza, genererebbe nuova Coscienza in forma embrionale: l’Uomo. Questi possiede i semi di questa coscienza… ma li esprimerebbe solo al suo massimo grado evolutivo.

Insomma, tutto nel creato sembra basarsi su un progetto preciso, e la teoria del Disegno Intelligente, nata in seno a un gruppo di scienziati che non accettano le teorie evolutive tradizionali, sebbene non parli di una divinità, a questa si lega indissolubilmente, per quanto involontariamente, essendo le sue acquisizioni del tutto sovrapponibili e corrispondenti al Sapere che da lontane epoche, civiltà e uomini sapienti, ci arriva: Tutto è Uno, quell’Uno è Dio e quel Dio è in noi.

Fonte:Articolo tratto dalla rivista: “X-Times”, n°56

 

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Tra le pieghe della storia.........ci sono cose che sistematicamente vengono ignorate..................non presumo di sapere........ma di appassionare con delle ricerche questo....posso farlo.........

2 Comments

  1. Simone Ravasio

    L’articolo secondo me salta troppo velocemente a conclusioni “new age” ma non spiega bene cosa hanno trovato i due scienziati; sembra molto una costruzione fantasiosa così, ma mi piacerebbe approfondire la cosa.
    In compenso ti posso dire che qualche settimana fa, degli scienziati sono risuciti a imprimere nel dna di un batterio una gif di un cavallo che galoppa; quindi qualcuno che sa quello che fa potrebbe tranquillamente aver lasciato un codice.

  2. Daniele Grassi

    Sono d’accordo con te sull’articolo ma so che l’argomento ci interessa molto, cmq è una teoria che comincia ad essere presa seriamente in considerazione nel mondo accademico perché effettivamente ha delle basi di fattibilità concrete che noi umani stiamo scoprendo solo ora

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