Saturday, 24/8/2019 UTC+2
IL SAPERE
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Teologia della Liberazione (Parte Sesta)

Teologia della Liberazione (Parte Sesta)

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Sulla vostra isola ci sono molti oggetti (alcuni buoni, altri meno) che dovete conoscere prima di mettere mano alla scopa. E, come detto, una volta che siete riusciti a farne la lista è opportuno che cominciate da quelli più piccoli e innocui. Cercar di ramazzare quel grosso porco che vedete divorare cannolicchi sulla battigia con il misero scopettino di cui disponete ora vi ridurrà, quasi certamente, a mal partito.

Allora, individuate un obiettivo che sia alla vostra portata e, quindi, raggiungete un accordo con il porco…tu mi lasci arrivare sin lì e, in cambio, potrai continuare a rimpinzarti di molluschi ancora per un po’ (ciò, ripeto, presuppone che sappiate con certezza quale sia il tipo di molluschi preferito dal vostro porco, in modo da cominciare a sottrargli quelli che meno predilige).

Un’unica raccomandazione: quando decidete di lanciare una sfida (piccola o grande che sia), andate sino in fondo. Non commettete l’errore di “dimenticarvene”, poiché ciò sarebbe fatale. Avete a che fare con una parte di voi che condivide la vostra stessa intelligenza e, cosa più grave, che incarna totalmente le vostre peggiori caratteristiche. Se subodorerà che non siete determinati in massimo grado farà di voi un solo boccone, inchiodandovi per sempre.

Ricordate che, per bene che vi vada, una volta entrati nel tirocinio ci resterete diversi anni. Gli anni più difficili e duri che non possiate mai pensare di sperimentare.

E’ durante questo tempo che il guerriero ha le prime visioni dell’Aquila (Pleroma). Visioni che, solitamente, sopravvengono in sogno, spesso al raggiungimento del 30° Grado. Si tratta di sogni molto duri, che lasciano un segno profondo e durante i quali il guerriero sperimenta l’Aquila.

Vi è da dire che tale esperienza può riguardare anche persone che guerrieri non sono e, in tale caso, è vissuta per lo più come un incubo.

I guerrieri, invece, hanno la tendenza a trasformare tale prova in una sfida. Si tratta dell’esperienza del Nulla oltre a sé; una cosa molto difficile da descrivere, persino a se stessi, tanto che spesso, quasi come autodifesa, il guerriero carica il Nulla di talune, specifiche qualità quali il buio e il gelo assoluti. In effetti, è l’invincibile forza che promana dal Nulla ad atterrire l’individuo, giacché gli parla di un annientamento che va ben oltre la morte fisica.

Il guerriero entra nel mondo solo dopo molti anni di lotta e, in ogni caso, non prima che il suo Agguato sia divenuto sufficientemente fulmineo e potente. Quando ciò accade, lo Spirito, che sino a quel momento ha tenuto il guerriero nascosto, chiede a questi di esporsi al fine di rendere disponibile quanto conquistato durante gli anni del Tirocinio.

Come detto, nella gnosi chiamata “Il Filo del Rasoio” esiste un unico maestro: lo Spirito. Ne consegue che qui non vale la regola, peraltro vigente in ogni “scuola” misterica, in base alla quale chiunque intenda salire di un gradino la scala della conoscenza, deve prima trovare qualcuno che occupi il posto che si appresta a lasciare.

Qui, nessuno chiederà al guerriero di gabbare un nuovo apprendista per metterlo al proprio posto giacché questo fatto, da solo, creerebbe un legame e, quindi, un peso, un inciampo sulla Via della Libertà.

Ciò nonostante, il guerriero è in ogni caso tenuto a pagare un tributo allo “Spirito dell’Uomo”, in termini di conoscenza e di consapevolezza.

Per questo, alle soglie del 22° Grado, al guerriero è chiesto di entrare nel mondo ed è sempre per questo che tal entrata, è sancita e salutata da un vero prodigio, un evento portentoso che ha il compito di manifestare al mondo ciò che sta accadendo.

Esattamente come la cometa annunciò al mondo la venuta del Cristo (e fatte le debite proporzioni), quest’evento eccezionale annuncia al mondo la nascita di un nuovo Mahollael (In ebraico: la-Forza-che-produce-la-gloria – Sibaldi).

Va da sé che, con ogni probabilità, tal episodio sarà riconosciuto nei termini descritti esclusivamente dal suddetto Mahollael. Tuttavia, ciò non ha alcun’importanza.

Ciò che rileva è che da quest’istante il guerriero (il cui altro nome, ora, è “Il Mondo”, come il Trionfo N. 21 dei Tarocchi, al 22° Grado della Tavola) deve rendersi accessibile e deve mantenersi pronto a condividere il suo sapere con chiunque lo voglia davvero.

Deve fare questo senza chiedere alcunché in cambio e senza aspettarsi risultati di qualsiasi tipo. Suo compito sarà esclusivamente quello di spargere il Seme in modo impeccabile.

Che il Seme attecchisca o sia divorato dagli uccelli, non è cosa che lo possa minimamente riguardare. L’unica cosa che deve curare è l’impeccabilità. Egli dovrà rappresentare, per coloro con i quali verrà in contatto, la semplice possibilità d’avere una possibilità. Nulla più di una porta aperta sulla stanza del Maestro.

Si tratta, com’è facile vedere, di una situazione precaria e pericolosa. Tanto pericolosa che, senza un’impeccabilità assoluta, può divenire mortale soprattutto perché il guerriero, a questo livello di sviluppo, ha già conseguito un certo potere personale.

Forte della conoscenza e del potere acquisiti durante gli anni del Tirocinio, capace com’è di far funzionare l’Agguato in modo fulmineo, il guerriero che si è reso accessibile incontra i pericoli più insidiosi proprio nella sua conoscenza e nel suo potere.

Più la gente con cui interagisce è stupida e preda di passioni, più il pericolo è grande e più la sua impeccabilità dovrà essere assoluta. A ogni buon conto, tale periodo non è senza termine.

Il tempo, durante il quale al guerriero è richiesto di tener aperta la porta sulla stanza del Maestro, si compie nel giro di un anno.

Periodo al termine del quale egli è pronto per accedere al 15° Grado del Microcosmo.

Il Risveglio ha inizio al 15° Grado del Microcosmo. Quando il guerriero entra nel 15° Grado prende il nome di Temperanza (Trionfo N. 14) e comincia a percepire barlumi di quella che si può chiamare coscienza globale di Ihoah-Abraxas. Affermiamo che questo è propriamente il segno dell’Inizio del Risveglio. In tale stato il guerriero sente con l’intera Totalità che sia lui stesso, sia tutto quando lo circonda è Ihoah-Abraxas.

Accade che in questa fase egli sia affascinato dalle cose che lo circondano, giacché ha preso a riconoscerne il fulgore.

E’ nel 15° grado che il guerriero inizia realmente a vedere e a darsi ragione di quanto riferito da Juan Matus, ossia che quando uno vede tutto è colmo sino all’orlo.

Ihoah-Abraxas è lì, dentro e fuori di lui, maestoso e terribile, bellissimo e spietato.

E’ il grande Trogoautoegocrat, una creatura infinita e infinitamente potente, che esprime, nello stesso tempo, atroce meccanicità e assoluta intelligenza e che è espressa, allo stesso modo e nel medesimo tempo, dalla cosa più grande e da quella più piccola, da quella più buona e da quella più cattiva, da quella più sublime e da quella più infima.

Di fronte ad una tale visione il guerriero acquisisce la precisa consapevolezza di come persino il colore delle mutande che sta indossando in quell’istante è stato deciso durante i primi tre secondi del Big-Bang.

Il limite proprio del 15° Grado è costituito dal carattere sporadico di tali esperienze. Queste, infatti, si presentano come momenti di particolare intensità, durante i quali egli si sente sempre più vicino a vedere l’energia. Di seguito, il passo annotato da un guerriero in occasione della sua entrata nel 15° Grado:

Dentro il periodo forse più duro della mia vita, si apre una porta…vado sul mio balcone e una colomba fende l’aria davanti a me…ha un fare buffonesco e vedo che quella burla è per me…improvvisamente vedo che e’ tutto perfettamente sincronizzato…Abraxas sincronizza ogni cosa attraverso la meccanicità…ogni spostamento, ogni evento, ogni sfumatura nella scena che sto guardando è orchestrata da Lui…passano dei ragazzi e uno di essi si volta perché ha sentito il rumore di un motore che sopraggiunge da dietro…tutto perfettamente meccanico…TUTTO PERFETTAMENTE VOLUTO!…voluto da chi?…voluto da noi! Voluto da Abraxas!!

D’ora in avanti e sino al raggiungimento del 12° Grado, il procedere sarà molto più difficoltoso di quanto sia mai stato prima.

Il passaggio al 14° Grado è costituito da una o più ottave di proporzioni davvero gigantesche. Il guerriero che si trovi a questo punto del cammino deve aspettarsi un attacco formidabile, spesso accompagnato da uno o più sogni a gran contenuto emotivo e nei quali egli vive momenti di lotta con potentissimi alieni. Nella vita reale il tutto è reso dal verificarsi di situazioni molto pericolose e pressanti, capaci di “togliere il fiato” e che, per persone comuni, stante la straordinaria quantità d’angoscia che veicolano, potrebbero facilmente divenire letali.

Dunque, il segno che il passaggio al 14° Grado si è compiuto, è costituito dalla capacità di trasformare in positiva ogni emozione negativa generata da tali ottave.

 Ciò comporta un fatto tanto importante quanto pericoloso: l’incontro definitivo con il Terzo Nemico dell’Uomo di Conoscenza. L’incontro con il Potere.

A questo livello il guerriero ha una Volontà Vera, ne consegue che ogni sua azione (in senso fisico, emozionale o mentale) costituisce un Vero Fare; in altre parole ogni atto del guerriero è un atto di potere.

Stiamo parlando di potere vero, concreto. Potere su cose e persone, il fardello più gravoso e il nemico più temibile e che accompagnerà il guerriero sino alla fine del suo cammino.

Durante il 14° Grado, inoltre, il guerriero realizza la comprensione piena e definitiva di come, una volta divenuto Uomo N. 8, potrà entrare nella Libertà. E’ ancora un sogno ad indicarglielo. Un sogno nel quale egli sperimenta la tremenda pressione del Pleroma (o Aquila). Come detto, tali sogni possono manifestarsi fin dal 30° Grado; tuttavia, è solo grazie alla tremenda intensità di questo sogno che la via di fuga diviene visibile. Così come diventa trasparente il fatto che e’ necessario divenire infinitamente piccoli per poter incontrare l’infinitamente grande.

Per usare le metafore castanediane, si tratta, dopo avere aperto e attraversato la Vagina Cosmica, di lasciare che l’Aquila (o Pleroma) ci comprima sino a livello atomico (monadico). Lì troveremo la porta, l’ingresso per l’Altro Mondo perché solo nell’infinitamente piccolo riusciremo a sviluppare la forza necessaria a compiere l’Ultimo Salto Quantico.

Tuttavia, questo può essere fatto solo dall’Uomo N. 8 (o Bagatto). Cercare di farlo prima significa, con ogni probabilità, votarsi all’annientamento o alla follia.

Uscito dal sogno e ancora preda del cupo terrore nascente dalla spaventosa pressione appena sperimentata, il guerriero vede chiaramente che Corpo e Mente non possono avere accesso alla dimensione spirituale giacché non possono passare attraverso il Pleroma. Durante il 14° Grado, dunque, il guerriero comprende che la Liberazione si raggiunge passando attraverso l’Aquila, ossia raggiungendo l’altro lato della moneta con il passaggio attraverso la moneta stessa.

Ora il nome del guerriero è Morte (tredicesimo Trionfo dei Tarocchi).

Durante il 13° Grado il nome del guerriero è “L’Appeso”, dodicesimo Trionfo dei Tarocchi e simbolo del mercurio stabilizzato.

Il mercurio è anche il simbolo della mente e ciò significa che, a questo livello, è possibile iniziare utilmente la pratica della meditazione in cammino. Si tratta di una tecnica simile a quella descritta da Castaneda nei suoi primi libri e che ha, come quella, l’obiettivo principale di realizzare segmenti sempre più lunghi di silenzio interiore.

Praticare tale tecnica prima del 13° Grado è sconsigliato giacché, se nella quasi totalità dei casi non produce alcun effetto, essa può perdere l’individuo.

Iniziare la “meditazione in cammino” prima d’essere divenuti maestri dell’Agguato ci può perdere perché, attraverso tale tecnica, per alcuni di noi può essere molto facile ottenere spostamenti rilevanti dell’attenzione totale (P.U.).

Il fatto è che, un volta ottenuti, tali spostamenti vanno gestiti e questa è una cosa impossibile senza un’assoluta padronanza dell’attenzione stessa. Padronanza che nasce e si consolida solo attraverso la più profonda conoscenza dell’Agguato.

L’altro enorme pericolo è costituito da quei fenomeni che in oriente sono conosciuti come siddhi, ossia poteri che si manifestano durante la meditazione e che seducono il miste, distogliendolo dal vero scopo della meditazione stessa.

Una domanda, magari un po’ retorica ma che dovrebbe bastare a chiarire la portata di quest’enorme pericolo: qualora doveste acquisire il potere di levitare oggetti (compreso il vostro stesso corpo) potreste dirvi, sol per questo, realizzati?

Ad ogni buon conto, la “meditazione in cammino” va iniziata in un luogo isolato. Consiglio le mura domestiche nei momenti in cui si è soli. Basta un corridoio da percorrere avanti e indietro ma, se la casa è angusta, qualsiasi luogo solitario e pianeggiante può andar bene. Curate solo che non si tratti di un luogo nel quale siano accadute cose sinistre, o che risulti solitamente frequentato da gente strana (mi riferisco soprattutto ai cultori del satanismo e ai maghi d’ogni genere).

Il resto è semplice perché, una volta entrati nel 13° Grado, in voi dovrebbe essere già presente una buona percezione della struttura della vostra mente. In particolare, della corona di diciotto Golem che, adesso, tale mandala disegna. Anzi, non è improbabile che abbiate, altresì, sviluppato la capacità di “sentire” l’avvicendarsi dei Golem alla guida della Totalità.

Se così non è, la cosa sarà solo un pochino più difficile. Si tratta di camminare cercando di mantenere fermo, nel luogo in mezzo agli occhi, il medesimo Golem osservatore per un tempo sufficiente (posto che tale specifico “quantitativo di tempo” può variare sensibilmente da individuo ad individuo).

Praticando, forse e come prima intuizione/sensazione, riuscirete a vedere che, in realtà, la mente si comporta come un cristallo che riflette una forza che proviene dal basso.

E’ come se il mandala fosse una sorta di giostra in continuo movimento, azionata da un ininterrotto flusso di forza che erompe dalle profondità del corpo…dal terzo cervello o centro motore!…ma si, è vero!…come ho potuto non accorgermene prima? E’ sorprendente scoprire quanto, secondo tale funzionamento, siamo meccanici.

Nelle profondità del nostro corpo e almeno per l’intera prima parte della vita (0-40 anni) è accesa una vera e propria fornace atomica. La fornace sprigiona un flusso d’energia costante che, risalendo la colonna vertebrale, investe il cristallo della mente facendolo brillare di “apparente” luce propria (il parallelo con i microchip è impressionante).

Sotto questo profilo la mente funziona come un trasformatore che converte energia psichica in pensiero logico (binario, vero/falso) e, nello stesso tempo, traendo da ciò quell’illusione d’autodeterminazione che abbiamo chiamato “sonno fattuale”.

Pensate ad un funambolo che si esibisce da solo in una stanza poligonale, su ogni parete della quale è posizionato uno specchio; similmente, vi è un grande specchio sul pavimento ed uno sul soffitto.

Il funambolo compie acrobazie fantastiche e, mentre fa questo, non smette mai di vedersi e…di compiacersi.

Ora, il funambolo può essere il campione mondiale di scacchi, il migliore chirurgo in circolazione, il brillante ingegnere, l’avvocato più astuto e figlio di puttana sulla piazza ma il meccanismo non cambia: stiamo parlando, sempre e in ogni caso, di un pagliaccio solitario, che salta e balla dentro la stanza degli specchi per compiacere solamente se stesso…una dimora dalla quale uscirà solo “con i piedi avanti”.

La meditazione in cammino ha, quindi, come primo scopo quello di far cessare l’attività riflettente della mente, dividendo l’attenzione in due parti distinte: la prima focalizzata sulla mente stessa e tesa al mantenimento del “silenzio interiore”, la seconda focalizzata sul corpo e, quindi, sul flusso d’energia che, come un fiume che abbia trovato il letto sbarrato, ora cerca un’altra via per la quale fluire. E questa via alternativa è il Centro Emozionale.

Coltivare per anni l’Arte dell’Agguato significa divenire come il primo dei due gigli, ossia pronti alla trasmutazione cui conduce la corretta meditazione in cammino.

Che dire di più?

Della Morte del Guerriero (12° Grado)

Qui mi devo fermare, giacché non ritengo opportuno svelare altro. Del resto, solo per arrivare alle soglie del 12° Grado vi ci vorranno numerosi anni di lotta e molta, moltissima fortuna.

Dirò solo che, per entrare nel 12° Grado (Uomo N.6) il guerriero deve morire e, in effetti, non è improbabile che, entrandovi, scompaia per sempre dal mondo.

 

Conclusione

La Teologia della Liberazione si conclude qui.

Si è trattato, come ognuno può vedere, di un coito breve ma intenso, per intenderci, qualcosa di più vicino all’Aesthetica di Baumgarten, piuttosto che alle maratone erotiche di Rocco Siffredi.

Alexander Gottlieb Baumgarten (1714/1762), filosofo tedesco seguace di Leibniz, fu il primo a considerare l’attività estetica come autonoma e, diversamente da Leibniz, reputò la conoscenza sensibile, dal maestro ritenuta “oscura” e, quindi, subordinata a quella intellettuale e “chiara”, gnoseologicamente valida. Egli, anzi, pone tale conoscenza sensibile come base dell’attività estetica, la quale mena al riconoscimento del bello come valore autonomo. Di fatto, il termine “estetica” fu creato da questo signore. Con ogni probabilità, quindi (ma è opinione personale), fu Baumgarten il “protagonista iniziatore” della gigantesca ottava destinata a portare l’uomo moderno dalle aride rive del razionalismo illuminista sino ai titanici contrafforti della Libertà Totale.

Lazzi a parte, vi è rappresentato il frammento accessibile della gnosi chiamata “Il Filo del Rasoio”.

In buona sostanza, “Teologia della Liberazione” descrive lo Stato dell’Arte nelle tecniche per il conseguimento della Libertà Totale.

Una conoscenza costata a chi scrive ventidue anni di sofferenza volontaria.

A tale proposito vorrei aggiungere solo una cosa. Quanto scritto in queste pagine costituisce parte di ciò che è possibile chiamare l’Insegnamento o, anche, la Regola.

Ora, chiunque abbia sufficiente cervello per verificare l’esattezza di quanto avuto in resto dalla cassiera del supermercato può vedere facilmente, soprattutto riguardo alla Tavola Microcosmica, quali e quante possano essere le possibilità di sviluppo in termini sia psichici, sia spirituali del materiale presentato.

A ciò si aggiunga che lo sforzo mediatico di chi scrive ha connotazione inevitabilmente soggettiva e, di conseguenza, necessariamente limitante.

Ben vengano, quindi, gli affinamenti, le novelle, i compendi, le epitomi e le glosse tese a rendere tale “mappa” più completa o, anche, solo più leggibile. Poiché, se questo libretto deve essere un portolano allora è almeno giusto che, nel futuro, sia destinato ad arricchirsi delle esperienze concrete dei guerrieri che già sono o che si metteranno sulla Via.

Con un’unica raccomandazione: l’impeccabilità. Atteso che, chiunque tentasse di piegare la Regola ai propri fini (fossero questi economici o ideali) condannerebbe se stesso e chissà quanti altri ad un inevitabile fallimento, compromettendo fatalmente la forza di questo lavoro.

Ciò, sulla scorta della seguente, semplice verità: le nostre brame (da quelle materiali a quelle religiose) deformano la nostra capacità d’amare, giacché costringono la Mente a piegare l’Affetto al fine della realizzazione di quelle stesse brame.

Ciò che ne scaturisce è di solito brutto e, soprattutto, sempre sbagliato.

Con Affetto.

Appendice

Riporto, di seguito, alcuni frammenti della disciplina che ho chiamato Psicochimica al solo scopo di fornire, a chiunque interessi e ne sia capace, significative possibilità di sviluppo ulteriore. Al di là, infatti, del suo contenuto “esoterico” ritengo che la “Teologia della Liberazione” costituisca l’unica base valida per l’edificazione di una Psicologia degna di tale nome.

Se, infatti, la costruzione di una Tebhah (in ebraico: dimora – Sibaldi. Per esteso: un corpo immortale) capace di galleggiare sopra la grande piena del Diluvio (il grande Nulla, l’Aquila) è necessariamente un fatto di pochissimi (giusto di Noah, della sua anima, dei suoi tre figli e delle loro consorti), ciò non significa che tutti gli altri non possano godere, ove ne avvertano il desiderio, di un vero strumento di auto-conoscenza.

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Partiamo dal presupposto che la struttura della Monade sia identica a quella di un atomo.

Ciò comporta che la Monade sia costituita da un nucleo e da una periferia.

Un nucleo, sede di PsicoProtoni (PP) e PsicoNeutroni (PN) e caricato positivamente ed una periferia, sede di PsicoElettroni (PE), caricata negativamente.

In termini psichici (e spirituali) il centro realizza una presenza, mentre la periferia realizza un’assenza.

In buona sostanza e sulla scorta di tali premesse, la Monade presenta una struttura duale nella quale sono Essere e Non Essere.

A loro volta le Monadi, combinandosi fra loro, costituiscono i Golem che, di conseguenza, possiamo pensare strutturati come molecole.

PP, PN e PE vengono mantenuti vicini da “forze monadiche” (corrispondenti delle forze nucleari).

Tali forze monadiche risultano, quindi, rilevanti solo all’interno della Monade e trascurabili al di fuori di essa.

Per questo nella “chimica della Totalità” (Psicochimica) ad avere rilevanza sono esclusivamente le “forze golemiche” (corrispondenti delle forze elettriche), ossia quelle forze in grado di provocare un cambiamento di posizione delle Monadi stesse, ovvero in grado di determinare la distruzione dei Golem così come la loro (ri)creazione.

Ne consegue che i processi di creazione e distruzione delle Monadi non rientrano nell’ambito della Psicochimica.

Al contrario, vi rientrano senz’altro i processi di distruzione e (ri)creazione dei Golem, ossia quei processi anticamente trattati dall’Alchimia.

Sotto questo profilo possiamo ritenere il termine Psicochimica come sinonimo di Alchimia.

Accade che Monadi e Golem eccitati traducono tale apporto energetico nel processo di distruzione e (ri)creazione dei Golem (ossia nel processo che presiede alla produzione della consapevolezza) solamente a determinati livelli di energia psichica (frequenza).

La conclusione di questo fatto è la medesima che si ha in fotochimica, ossia che il singolo PE funziona sempre ad un livello determinato d’energia.

Quindi e sotto questo profilo, abbiamo visto che Sistema Monadico (SM) e Sistema Golemico (SG) sono entrambi sistemi quantizzati.

Ciò significa che possono avere solo determinati livelli definiti d’energia.

Anche la Totalità presa nel suo insieme è un sistema quantizzato. Qui, tuttavia, la differenza fra i vari livelli energetici non è sufficientemente grande da poter essere apprezzata.

 

La conseguenza più importante di questo fatto è l’illusione che la mente ha di una Totalità continua e non quantizzata. Tale illusione è chiamata “sonno”.

Come la velocità della luce costituisce il limite del sistema fisico, così la velocità di funzionamento del Centro Emozionale costituisce il limite dei sistemi Golemico (SG) e Monadico (SM).

 

 Tabella 1

TAVOLA MICROCOSMICA
Grado Monadi GOLEM Monadi per Golem Mondo Salto Quantico Stato Trionfo Nome Guerriero
144.000 1 144.000 Assoluto Liberta’ Totale Matto
144.000 2 72.000 3 72000 UomoNumero 8 1 Bagatto
144.000 3 48.000 48000 2 Papessa
144.000 4 36.000 6 36000 UomoNumero 7 3 Imperatrice
144.000 5 28.800 28800 4 Imperatore
144.000 6 24.000 24000 5 Papa
144.000 8 18.000 12 36000 UomoNumero 6 6 Innamorato
144.000 9 16.000 16000 7 Carro
144.000 10 14.400 14400 8 Giustizia
10° 144.000 12 12.000 24000 9 Eremita
11° 144.000 15 9.600 28800 10 Ruota Fortuna
12° 144.000 16 9.000 9000 11

Forza

13° 144.000 18 8.000 24 16000 UomoNumero 5 12 Appeso
14° 144.000 20 7.200 14400 13 Morte
15° 144.000 24 6.000 24000 14 Temperanza
16° 144.000 25 5.760 5760 15 Diavolo
17° 144.000 30 4.800 24000 16 Torre
18° 144.000 32 4.500 9000 17 Stelle
19° 144.000 36 4.000 16000 18 Luna
20° 144.000 40 3.600 14400 19 Sole
21° 144.000 45 3.200 16000 20 Giudizio
22° 144.000 48 3.000 9000 21 Mondo
23° 144.000 50 2.880 5760
24° 144.000 60 2.400 24000
25° 144.000 64 2.250 48 9000 UomoNumero 4
26° 144.000 72 2.000 16000
27° 144.000 75 1.920 5760
28° 144.000 80 1.800 9000
29° 144.000 90 1.600 16000
30° 144.000 96 1.500 9000
31° 144.000 100 1.440 5760
32° 144.000 120 1.200 24000
33° 144.000 125 1.152 5760
34° 144.000 128 1.125 3375
35° 144.000 144 1.000 16000
36° 144.000 150 960 5760
37° 144.000 160 900 9000 UomoNumero 3
38° 144.000 180 800 16000
39° 144.000 192 750 9000
40° 144.000 200 720 5760
41° 144.000 225 640 16000 UomoNumero 2
42° 144.000 240 600 9000
43° 144.000 250 576 5760
44° 144.000 288 500 19000
45° 144.000 300 480 5760 UomoNumero 1
46° 144.000 320 450 9000
47° 144.000 360 400 16000
48° 144.000 375 384 5760
49° 144.000 384 375 96 3375 Mondo Della Luna e Della Follia
50° 144.000 400 360 5760
51° 144.000 450 320 16000
52° 144.000 480 300 9000
53° 144.000 500 288 5760
54° 144.000 576 250 19000
55° 144.000 600 240 5760
56° 144.000 640 225 9000
57° 144.000 720 200 16000
58° 144.000 750 192 5760
59° 144.000 800 180 9000
60° 144.000 900 160 16000
61° 144.000 960 150 9000
62° 144.000 1.000 144 5760
63° 144.000 1.125 128 16000
64° 144.000 1.152 125 3375
65° 144.000 1.200 120 5760
66° 144.000 1.440 100 24000
67° 144.000 1.500 96 5760
68° 144.000 1.600 90 9000
69° 144.000 1.800 80 16000
70° 144.000 1.920 75 9000
71° 144.000 2.000 72 5760
72° 144.000 2.250 64 16000
73° 144.000 2.400 60 9000
74° 144.000 2.880 50 24000
75° 144.000 3.000 48 5760
76° 144.000 3.200 45 9000
77° 144.000 3.600 40 16000
78° 144.000 4.000 36 14400
79° 144.000 4.500 32 16000
80° 144.000 4.800 30 9000
81° 144.000 5.760 25 24000
82° 144.000 6.000 24 5760
83° 144.000 7.200 20 24000
84° 144.000 8.000 18 14400
85° 144.000 9.000 16 16000
86° 144.000 9.600 15 9000
87° 144.000 12.000 12 28800
88° 144.000 14.400 10 24000
89° 144.000 16.000 9 14400
90° 144.000 18.000 8 16000
91° 144.000 24.000 6 36000
92° 144.000 28.800 5 24000
93° 144.000 36.000 4 28800
94° 144.000 48.000 3 36000
95° 144.000 72.000 2 48000
96° 144.000 144.000 1 72000

 

Honros  (07/01/2016)

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Le persone spesso si spaventano per quello che dico e che scrivo perché temono, a ragione, che uccida i loro sogni. E nessuno rinuncia facilmente ai propri sogni perché l'illusione che esista qualcosa di misterioso e potente dal quale dipendono i nostri destini, qualunque forma o dimensione abbia, permette loro di continuare ad ignorare il fatto d'essere loro stessi i creatori di tutto quanto li circonda. Io, però, non mollo. Forse, perché seminare il panico, in fondo, mi piace.

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