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Il Tempo: l’Inesorabile Ticchettio nell’Infinito Sé [R]

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Il Tempo è una Variabile Complessa dal Valore Energetico

 Siamo abituati  a ” leggere” il Tempo guardando, più che osservando, i cambiamenti sostanziali della forma: si pensi ad un neonato e poi a quello stesso individuo, divenuto adulto, per comprendere come il cambiamento di forma sia stato anche abissale, se ne si considera la forma dell’istante del primo vagito in relazione  a quella dell’ultimo prima del “commiato”. Eppure quell’individuo è sempre lo stesso nonostante i cambiamenti nel “tempo”.  In verità ciò che è cambiato, è lo stato cosciente di quell’essere che ha percorso un viaggio in una forma esistenziale. La natura di quel viaggio è stata molteplice perché ha rivestito molte connotazioni e toccato differenti visioni tanto che tutta la sfera cognitiva ed emotiva hanno risentito , nel “bene” e nel “male” delle differenti forme mentali, al passo con quelle evolutive.

Il Tempo è molto importante per noi “umani” perché siamo abituati a scandire i nostri ritmi secondo scansioni temporali appunto misurabili in frazioni molto piccole, dette orarie. In verità il  computo va attributo ai movimenti della Terra di rotazione sul proprio asse (detto giorno), di rivoluzione attorno al Sole (anno) e di movimenti precessionali di periodi molto lunghi dovuti all’oscillazione della Terra sull’asse dell’eclittica, che è inclinata rispetto alla perpendicolare passante per i Poli; tale oscillazione produce un movimento a “trottola” (nutazione) che pone un “osservatore” a cogliere visioni differenti nell’arco di migliaia di anni (26000 circa un movimento completo),  nei confronti delle costellazioni poste all’orizzonte terrestre (precessione). I movimenti terrestri sono così importanti per la vita sulla Terra, che sono oggetto di studi fin dall’Antichità, ovvero fin da quando si pensa l’Uomo fosse dotato della sola “clava”, dunque incapace di pensieri volti a qualcosa di più grande dei suoi bisogni primari. Questo è tanto vero che Templi maestosi megalitici sono sparsi ovunque sul pianeta a testimonianza di come non solo l’Uomo s’interrogasse e conoscesse tali movimenti terrestri, così come possedesse conoscenze in tutte le arti quali la cartografia (si pensi alla mappatura di Piri Reis, che mostra dettagliatamente le coste artiche in un tempo anteriore all’ultima glaciazione), ma anche vivesse in civiltà floride per cultura e profondità spirituali. Ai movimenti della Terra fin qui esposti bisogna aggiungerne un quinto che è la traslazione che essa fa con tutto il Sistema Solare di spostamento nella galassia e a sua volta della galassia nelle galassie del cosmo.

Quanto detto comporta come il Tempo vada inteso non più come una linea retta sull’Infinito, bensì come una costante energetica, attiva a carattere ciclico. Proseguendo su questo sentiero ci possiamo accorgere che il Tempo è altresì un nodo di passaggio fra tempi più piccoli, che si biforcano in altrettanti tempi più piccoli, dove ciascun tempo è figlio e padre dei tempi concatenati, che danno vita via via alle varie possibili esistenze. Non un meccanismo statico dunque, perpetuo e monotono, ma attivo perché co-creato dagli individui-esseri pensanti che vibrano gli uni con gli altri formando un tutt’uno cosmico.

Ogni oggetto in questa ottica è vivente; una roccia che vive dalla notte dei tempi, quanti eventi ha vissuto, quali traumi ha subito e quali metamorfosi geologiche ha posto in essere per essere qui, ora in questo tempo? E quante ancora vivrà, prima che si dissolva totalmente? E quand’anche si dissolvesse non tornerebbe sotto mentite spoglie, come la gocciolina di pioggia che, cambiando stato, passa a quello gassoso per tornare allo stato liquido successivamente?

E’ solo questione di tempo ed il ciclo dell’acqua si rinnova: ogni volta una certa gocciolina porta con sé la memoria del tempo andato, ma non per questo è meno vitale di quella del tempo “precedente”… dunque il tempo non è solo un processo d’invecchiamento e quindi di distruzione, ma può essere un cammino di trasformazione, per l’insorgenza della saggezza   delle coscienze.

Chi beve quell’acqua la trova “pura” nella misura in cui non è giovane, ma fresca con nuove energie catturate nell’aria e giunte dal cosmo. Il ringiovanimento così come l’invecchiamento (si pensi ad una botte contenente vino lasciato a decantare), sono due processi molto simili perché implicano un passaggio energetico, il quale si verifica nello spazio di un tempo, per quanto piccolo esso sia. Il tempo si manifesta nella nostra esistenza in un battito di ciglia, eppure quell’istante è già passato, andato…

I poeti hanno molto riflettuto su tali significati reconditi, arrivando  a teorizzare il famoso consiglio oraziano “Carpe diem”, così come venne ripreso da molti altri artisti soprattutto contemporanei. Si pensi al film “L’attimo fuggente” recitato da uno strepitoso professore di lettere quali Robin Williams poteva interpretare. Il prof. Keating è un educatore non convenzionale che abbandona i libri di testo e chiede ai suoi studenti non di stare chini sulle proprie scrivanie, bensì di alzare lo sguardo e scrutare il mondo da una nuova angolazione, affinché s’interroghino sui valori della poesia e sul senso delle proprie esistenze. Williams fa citare da Keating autori quali Thoreau nei versi “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza ed in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, […] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte che non ero vissuto” e Whitman in: “O me o vita –  domande come queste mi perseguitano. . .  – Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. Che v’è di nuovo in tutto questo, o me o vita? Risposta. Che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo verso?”

In queste citazioni il senso del tempo assume significati evolutivi di presa di coscienza e dunque di rinnovata consapevolezza di sé, del proprio pensare e del conseguente proprio agire. Il tempo è quella variabile non necessaria ma fondamentale per consentire che vi sia un momento di chiusura nel proprio bozzolo meditativo per comprendere, per studiare ed approfondire i temi dell’esistenza. Solo chi vive dedicando una parte del proprio tempo a tali pratiche riflessive può giungere a quel salto evolutivo pubblicizzato anche dalla new age, per il quale, di fatto, si concretizza che la riflessione porta un dato uomo ad assumere piena responsabilità del suo agire. Tale Uomo giungerà poi in punto di morte, sapendo di aver vissuto veramente senza sprecare Tempo, ma vivendo …l’Attimo negli attimi.

Una riflessione doverosa va fatta a questo punto per comprendere come il superamento della ciclicità sia la forza evolutiva che predispone le coscienze ad acquisire nuove forme di consapevolezza; tuttavia il tempo non è “tiranno”, ma alleato se lo consideriamo come opportunità di spazio privilegiato per reiterare esperienze e/o per offrire modalità di radicamento dell’esistenza, la quale senza radici diventa vuota, con rischi di perdita di “contatto”. Si pensi alla Madre Terra: se non vivesse la sua rotazione quotidiana, così come tutti i suoi piccoli movimenti tellurici di assestamento energetico, come potrebbe vivere in uno Spazio infinito perpetuo? Sono proprio i suoi movimenti ritmici che ne scandiscono la vita, così come il Battito cardiaco della madre sono la forza vitale per il feto, che a sua volta relaziona il suo battito a quello materno, per quanto quest’ultimo risulti decelerato rispetto al primo, poiché è proprio il Tempo fetale che richiede maggiore velocità per percorrere tutte le tappe accrescitive ed evolutive nel tempo consentito di circa nove mesi, nel caso specifico del cucciolo di uomo.

Il Tempo è dunque un’opportunità da assaporare come la Vita stessa. Le rughe che solcano certi volti sono il riflesso del Tempo di quello andato… per alcuni un tempo da rincorrere, per altri un tempo da tramandare perché portatore di saggezza vissuta. Gli Antichi abitanti di questo pianeta conoscevano già tali e tante conoscenze, pur essendo cittadini di “quel primo Tempo” ricordato da tutte le civiltà remote: essi Sapevano.

Il Tempo intercorso è servito perlopiù a far insorgere l’Oblio evolutivo; ora è tornato il Tempo di sapere, di conoscere, di apprendere come la saggezza di allora sia ancora e di nuovo alla nostra portata. La ciclicità in questo senso è possibilità di riscatto.

Chi si ferma, è perduto.

Cinzia Vasone (12/10/2016)

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cinzia vasone
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Appassionata lettrice e studiosa di antichi misteri, è sulla scia del "Sacro Graal" in un cammino di crescita e profonda consapevolezza.

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