Sunday, 26/1/2020 UTC+2
IL SAPERE

Satana l’Avversario [R]

Satana l’Avversario [R]

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Satana l’Avversario

Da sempre una domanda tormenta l’essere umano: Perchè esiste il male? Se c’è un Dio, per definizione bontà infinita, che senso ha la sofferenza che tormenta gli esseri umani, talora sin dal momento della loro nascita?

Alla luce di queste domande vediamo che Dio dopo aver dato la libertà alle sue creature lascia che esse facciano le loro esperienze in un universo ove il bene e il male esistono indipendentemente dal suo intervento. Così entra in scena la figura di SATANA, un angelo che fa la parte del DIAVOLO nella vita di ciascuno, ma che non è affatto necessario identificarlo con il concetto del MALE, essendo più logico e più semplice intenderlo come contrapposizione tra luce e ombra, un’ombra anch’essa indispensabile per riuscire a capire che cosa sia la LUCE.

Platone, molto saggiamente, a proposito del male disse: NELLA MATERIA ESISTE UNA FORZA CIECA E INERTE CHE SI OPPONE ALLA VOLONTA’ DEL GRANDE ARTEFICE.

Una forza naturale che è stata via via chiamata Diavolo, Satana, Belzebù o comunque altro si voglia. Gli ebrei di quel periodo erano convinti che se Dio era l’unico creatore dell’Universo e di tutto ciò che contiene, come è descritto dalla Genesi, ne discese logicamente che lo stesso Jehovah doveva essere la fonte del male come del bene.

Disse il profeta Amos: Vi sarà un male nella città, senza che sia opera del Signore ?

Lo stesso concetto è ripreso da ISAIA: Io formo la luce, e creo le tenebre, io fo la pace e creo le sciagure, io il Signore, fo tutte queste cose e dall’Ecclesiaste: Le cose buone e cattive, la vita e la morte, la povertà e la ricchezza, vengono dal Signore.

I riferimenti Biblici sono i seguenti: Amos III , 6; Isaia, XLV, 7; Ecclesiaste, XI ,14; il Re XXIV, 1; il Re XVI, 14; Giudici IX, 23; Isaia XIX, 14, infine, il Re XII, 19-22 (la vicenda di Achab). Senza dubbio la figura del diavolo si formò più tardi, e diversi passaggi del Vecchio Testamento, che con lui non avevano nulla a che vedere, vennero poi interpretati come prove della sua esistenza nelle Sacre Scritture.

Il nome di Satana, come già si sa, è una parola che deriva dall’ebraico e significa: AVVERSARIO.

Nei libri più antichi del Vecchio Testamento, scritti prima che gli israeliti venissero condotti in esilio in Babilonia, un Satana era semplicemente un oppositore: E l’angelo del Signore si pose sulla strada dinanzi a Balaam, come un avversario (SATAN); si legge nei numeri XXII, 22.

Lucifero, si disse, era stato il suo nome di Arcangelo nel cielo, e Satana fu chiamato dopo la caduta. Il passaggio di Isaia potrebbe riferirsi alla leggenda  della splendente luce del mattino, che camminava nell’Eden, e che nel suo folle orgoglio cercò di rivaleggiare con Dio. Lucifero, figlio del mattino, è in ebraico Helel ben Shahar, astro del giorno, figlio dell’alba. Ebrei, arabi, greci e romani attribuivano alla stella del mattino (pianeta Venere) il genere maschile; in greco era chiamata Phosphoros e in latino Lucifer, parole che entrambe significano portatore di luce.

I satanisti per glorificare Satana gli dedicarono dei periodi particolari come ad esempio il 2 febbraio, il 21marzo, il 30 aprile, il 24 giugno, il 31 ottobre (capodanno di Satana/notte di sabba) e il 21 dicembre.

L’adorazione del Diavolo

L’adorazione del diavolo si colloca al di fuori del corpo principale delle tradizioni magiche, solo chi si arrende totalmente alle forze del male, potrà diventare una cosa sola con esse. Un testo del XVI secolo, il Fausti Hollenzwang (i tormenti infernali di Faust), dice in una prefazione attribuita allo stesso dott. Faust:

Se desideri diventare un vero mago e compiere le mie stesse imprese, devi avere conoscenza di Dio come delle altre creature, ma non devi onorarlo in altro modo se non quello di cui si compiace il Principe del Mondo. Chi vuole praticare le mie arti, ami gli spiriti dell’Inferno e quelli che regnano nell’aria; perché essi soli possono darvi la felicità in questa vita; e chi desidera la sapienza, deve cercarla dal Diavolo. Perché cosa c’è nel mondo di cui il migliore esponente non sia il Diavolo, che è Principe del Mondo? In una parola, chiedi ciò che vuoi, ricchezze, onori e gloria, potrai averli da Lui: e se ti aspetti qualcosa di buono dopo la morte, in questo t’inganni.

Per i maghi il bene e il male girano in una ruota che è composta di una sola cosa e non di molte; sono le due facce della stessa moneta, solo in apparenza separate ed opposte, ma in realtà due aspetti di un solo più vasto Ente. Nel suo tentativo di divenire “UOMO COMPLETO”, cioè Dio, il mago cerca di sperimentare e dominare tutte le cose, quali che siano le loro definizioni o etichette formali. Sino a quando non sarà giunto a tanto, completando la Grande Opera, sarebbe atto di presunzione da parte del mago il cercar di scoprire la verità celata dietro le etichette: perché, disse il SERPENTE dell’Eden, la conoscenza del BENE e del MALE appartiene agli dei.

Il Satanismo è respinto dalla maggior parte dei maghi (anche se pretendono di conoscere questo tipo di ENERGIA) con lo stesso rigore col quale lo respingono i Cristiani. Ma mentre le Chiese (a parte il periodo della Preistoria) che per prime diedero vita al diavolo, ne condannano giustamente l’adorazione come atto di omaggio al male, i maghi la disprezzano come risultato dell’incapacità di comprendere la vera natura dell’Universo.

Continuando nel vasto mondo satanico, perfino grandi personaggi si lasciarono coinvolgere dalla notte, ad esempio prendiamo un noto poeta italiano che dedicò una poesia a Satana.

 

A Satana

A te, de l’essere Principio immenso, Materia e spirito, Ragione e Senso;
Mentre nè calici il vin scintilla Si come l’anima ne la pupilla;
Mentre sorridono la terra e il sole e si ricambiano d’Amor parole,
E corre un fremito d’imene arcano dà monti e palpita Fecondo il piano;
A te disfrenarsi il verso ardito, Te invoco, o Satana, Re del convito.
Via l’aspersorio, Prete, e il tuo metro!
No, prete, Satana Non torna in dietro!
Vedi: la ruggine Rode a Michele il brando mistico,
ed il fedele Spennato arcangelo Cade nel vano.
Ghiacciato è il fulmine a Geova in mano. Meteore pallide, Pianeti spenti,
Piovono sugli angeli da i firmamenti. Ne la materia che mai non dorme,
Re dei fenomeni, Re de le forme, Sol vive Satana.
Ei tien l’impero nel lampo tremulo d’un occhio nero,
O ver che languido Sfugga e resista, od acre ed umido provochi, insista.
Brilla dè grappoli nel lieto sangue, per cui la rapida Gioia non langue,
Che la sfuggevole vita ristora, che il dolor proroga,che amor ne incora.
Tu spiri, o Satana, nel verso mio,
Se dal sen rompermi sfidando il dio dè rei pontefici, dè re cruenti;
E come fulmine Scuoti le menti. A te, Agramainio, Adone, Astarte,
E marmi vissero e tele e carte,
Quando le ioniche Aure serene Beò la Venere Anadiomene.
A te del Libano Fremean le piante, De l’alma Cipride Risorto amante:
A te ferveano Le danze e i cori, A te i virginei Candidi amori,
Tra le odorifere Palme d’Idume, Dove biancheggiano le ciprie spume.
Che val se barbaro il nazareno Furor de l’agapi Dal rito osceno,
Con sacra fiaccola I templi t’arse E i segni argolici A terra sparse?
Te accolse profugo Tra gli dei lari la plebe memore Ne i casolari.
Quindi un femineo Sen palpitante Empiendo, fervido Nume ed amante,
La strega pallida D’eterna cura Volgi a soccorrere L’egra natura.
Tu a occhio immobile De l’alchimista, Tu de l’indocile Mago a la vista,
Del chiostro torpido Oltre i cancelli, Riveli i fulgidi Cieli novelli.
A la Tebaide Te ne le cose Fuggendo, il monaco triste s’ascose.
O dal tremite Alma divisa, Benigno è Satana; Ecco Eloisa…

PER EVITARE DI SCRIVERLA TUTTA (DEVO AMMETTERE CHE E’ INCREDIBILMENTE LUNGA), METTERO’ LA PARTE FINALE DELLA POESIA CONCLUSA NEL SETTEMBRE DEL 1863

“Su l’infrenabile Carro del foco. Salute, o Satana. O ribellione,
O forza vindice de la ragione! Sacri a te salgano gl’incensi e i voti!!
Hai vinto il Geova de i sacerdoti.”

Evidentemente il poeta in quel periodo non era certo in buoni rapporti con il clero, ma questa poesia va di certo OLTRE i problemi con la CHIESA, questo fa capire che NESSUNO E’ IMMUNE DAL MALE: quindi VEGLIATE.

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