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IL SAPERE
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Riflettici! Dagli Scritti di Alice Bailey e del Maestro Tibetano Djwal Khul

Riflettici! Dagli Scritti di Alice Bailey e del Maestro Tibetano Djwal Khul

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Estratto dalle conclusioni del libro

Concludo con un appello a tutti coloro che leggono queste istruzioni affinché riuniscano tutte le loro forze, rinnovino il loro voto di dedizione al servizio dell’umanità, subordinino le proprie idee e i propri desideri al bene del gruppo, distolgano lo sguardo da se stessi e lo fissino nuovamente sulla visione, si trattengano da discorsi oziosi, critiche, pettegolezzi e insinuazioni, leggano e studino in modo che il lavoro possa procedere con intelligenza. Che tutti gli studenti, in quest’ora di emergenza e opportunità in rapido sviluppo, decidano fermamente di sacrificare tutto ciò che possiedono per aiutare l’umanità. Questo è il momento della necessità e della richiesta. Questa è l’ora dell’urgenza e faccio appello a tutti voi che cerco di aiutare, affinché vi uniate allo strenuo sforzo dei Grandi Esseri. Essi s’impegnano giorno e notte per alleviare l’umanità e per controbilanciare il male e i disastri inerenti all’attuale situazione. Vi offro l’occasione e vi dico che siete tutti necessari, anche il più modesto fra di voi. Vi assicuro che gruppi di studenti operanti all’unisono e con amore fermo e profondo gli uni per gli altri, possono ottenere risultati di rilievo.

Che ciascuno di voi possa lavorare in questo senso, dimenticando se stesso di fronte alla necessità del mondo, questa è la sincera preghiera e la più profonda aspirazione del vostro fratello, IL TIBETANO. (4-639/40)

(2) L’identificazione con l’aspetto forma della vita, che data da tempi remoti, non è facile da superare e il compito è lungo e arduo, ma tale da promettere un felice esito finale, purché sostenuto da chiaro pensiero, serio proposito e ordine scientifico. (10-265)

(3) La VIA si apre davanti a loro ed essi (discepoli e aspiranti) finiranno per riconoscere la luce. La necessità del servizio compiuto da uomini e donne liberi da illusione e annebbiamento non è mai stata così drammaticamente attuale come oggi, ed è per questi potenziali servitori, così necessari, che ho scritto.

La mia più ardente preghiera è che l’Angelo della PRESENZA faccia sentire la sua vicinanza e vi ispiri ad attraversare con coraggio i fuochi del terreno ardente; il mio più profondo desiderio è che percepiate la PRESENZA che, passato quel terreno in fiamme, vi guidi a più intensa attività. L’augurio è che la luce risplenda sulla vostra via e rechi i frutti del travaglio e delle lotte che hanno caratterizzato la vostra vita. Vi chiamo a un impegno più attivo e costante.

IL TIBETANO. (10-271/2)

(4) La serie di testi sull’occultismo e sulle forze occulte che ho scritto è da intendersi come un seguito di segnali indicatori, o di fari sulla via della conoscenza. Contengono indicazioni e suggerimenti ma devono essere interpretati da chi studia secondo la luce che è in lui. Esamini ciò che accade intorno a lui alla luce del Piano e della conoscenza impartita in queste pagine, e poi rintracci per suo conto l’apparire della natura psichica istintiva di Dio nelle vicende del mondo e nella sua propria vita, poiché ciò avviene di continuo. E ricordi che egli stesso è dotato di una natura psichica che è parte di un tutto maggiore, e quindi soggetta a impressioni dalle sorgenti divine. Coltivi in sé la tendenza alla sintesi; il proposito: “non sarò separativo nella mia coscienza” sia dominante nella sua vita giornaliera. (15-234/5)

(5) Non dirò altro per ora. Ho voluto indicarvi cose che sono certo possibili. Seguendo questi suggerimenti e lavorando con intelligenza, con ogni probabilità l’opera della Gerarchia e del Cristo ne sarà potentemente accelerata. La necessità e l’occasione esigono giusta comprensione, nonché gioiosa collaborazione e sacrificio di voi stessi, del vostro tempo e denaro, nel tentativo di rendere possibile la nostra opera.

Non farò altro appello al vostro aiuto. Ho cercato di educarvi ai nuovi ideali e all’opera del nuovo gruppo di servitori del mondo. La responsabilità di agire correttamente e di raggiungere il pubblico è degli aspiranti e dei discepoli che leggono queste parole. Non vi è nulla che io, personalmente, possa fare. E il vostro tempo (e ognuno di voi, senza eccezione, può darne) che il Cristo e l’umanità oggi reclamano. Chiediamo la vostra attività e capacità di raggiungere coloro che potete avvicinare.

È’ il vostro denaro che ci occorre per raggiungere gli uomini che aspettano. La vostra meditazione e l’intensa cooperazione interiore costruiranno il canale attraverso il quale lo spirito di pace potrà operare e potranno entrare le forze della luce. La Gerarchia attende. Ha fatto quanto poteva secondo la Sua opportunità. Il Cristo attende in silenzio, attento al lavoro che concreterà la Sua opera in terra, e gli permetterà di terminare l’opera compiuta duemila anni or sono in Palestina. Il Buddha si libra sul pianeta, pronto a compiere la Sua parte, se l’umanità gliene darà l’occasione. Vi prego di notare quanto ho detto. Ora tutto dipende dalla giusta azione degli uomini di buona volontà. (15-750/1)

(6) Questa è l’ora della massima occasione per l’umanità, e se supererà (con la forza dell’anima) questo male presente, la sua evoluzione sarà accelerata oltre quanto si credeva possibile. Sarà una liberazione, iniziata e conseguita da essa stessa, e che tanto conta nella vita dell’umanità quanto in quella del singolo discepolo. Questa occasione non deve andare perduta; i valori spirituali ed eterni conquistati sono assai più importanti che l’angoscia temporanea.

Quando pensate a Noi, nei Nostri cosiddetti sicuri rifugi, non potete immaginare come la capacità d’identificarsi con il dolore del mondo, e la sensibilità all’infelice condizione umana, facciano del Nostro compito di sostegno una suprema angoscia spirituale. Noi comprendiamo le profondità dì reazione umane, perché siamo una cosa sola con tutti gli uomini. È inclusività assai maggiore che non possiate comprendere, e può essere espressa solo dicendo “identificazione”. La Gerarchia ha bisogno del saldo appoggio di tutti i discepoli, del loro amore costante, della lealtà, della risposta incondizionata alle necessità umane per portare più agevolmente il pesante fardello del Karma umano che Essa porta volontariamente.

Lo farete? Volete aiutare il Nostro lavoro in ogni possibile modo, tanto come personalità dedicate al servizio, che come anime sulla Via illuminata? L’umanità ha bisogno d’amore e di luce, la Gerarchia ha bisogno di canali e di collaboratori in Terra, e ciò può trarre da voi tutto quel che avete da dare ed evocare l’anima (unica vera ricompensa del discepolo) nel potere e nell’amore. E così sarà, se dimenticherete il sé minore. (5-101)

(7) Così, il discepolo procede di stadio in stadio, da luce a luce, da percezione a percezione, da forza ad energia, dalla polarizzazione nella personalità all’integrazione egoica e quindi dall’anima allo spirito, dalla forma alla vita. Ha esplorato tutte le vie della conoscenza; è disceso nelle profondità, nell’inferno e nelle valli; ha scalato il monte dell’iniziazione, e da quella vetta si è lanciato oltre lo spazio e il tempo; ha perduto ogni interesse per sé ed è un punto focalizzato di pensiero nella mente di Dio. Posso dirvi di più? Credo di no, fratelli miei. E così pongo fine a questa serie d’istruzioni: la mia responsabilità in proposito è terminata. Ora incomincia la vostra. (5-773)

(8) Tutto quel che spero e per cui prego è che la vostra volontà individuale possa fondersi nella volontà divina, che la rivelazione aumenti sempre più, e che percorriate con accresciute risoluzione il Sentiero che va dalle tenebre alla luce e dalla morte all’immortalità. (18-718)

(9) Possano l’amore e la luce risplendere sul vostro cammino, e possiate a tempo debito e col minimo indugio possibile stare davanti all’iniziatore e raggiungere le file di Coloro Che — attivamente e coscientemente — amano i Loro simili, lavorano come Energie ricostruttrici e rigeneratrici e per sempre — SERVONO.

monaco-medita

Firmo col mio nome, quale Maestro Djwhal Khul, perché la mia identità è stata rivelata.

IL TIBETANO. (18-738)

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