Sunday, 16/12/2018 UTC+2
IL SAPERE
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Momo e il Tempo degli Uomini

Momo e il Tempo degli Uomini

Momo di Michael Ende

Momo è una bambina venuta da non si sa dove e senza un’età definibile, l’unica cosa che si sa è che è una bambina con un grande dono.
Lei ha una capacità di ascoltare tale da riuscire a far parlare anche le pietre più silenziose e da districare i conflitti di chiunque gli si presenti d’avanti.Il suo modo d’ascoltare è diverso da chiunque altro,quando lei ascolta ti entra dentro e riesce a farti tirare fuori tutto quello che il tuo cuore sente.
Dicevamo,che Momo non appartiene a nessuno anzi appartiene un pò a tutti; Vive in un vecchio anfiteatro,e le persone dei dintorni,anch’essi poveri di tasca ma non d’animo la presero in cura scoprendo che la piccola non aveva nessuna famiglia nè aveva la minima intenzione di andare in un orfanotrofio. Ognuno la aiutava come poteva, chi costruendo mobili con pezzi di legno presi qua e là , chi portandole un frutto o un tozzo di pane,insomma a Momo non mancava mai nulla e lei amava vivere così. In cambio Momo era sempre disposta ad ascoltare silenziosamente tutti e tutto,tant’è che nacque il detto”Và da Momo che ti passa.”

Tutti amavano starle intorno anche perchè lei riusciva a tirare fuori il meglio da ogni cosa,i bimbi inventavano giochi e storie più affascinanti che mai, i vicini litigiosi si riappacificavano.
In particolare Momo aveva due cari amici,l’uno opposto all’altro:Beppo Spazzino,il cui cognome nessuno ricordava più e proprio per questo il suo lavoro ne aveva preso il posto;era lento e parlava in modo contorto e metaforico,solo Momo riusciva a comprenderne il senso.
Gigi Cicerone,anche il suo cognome non era vero ma lo descriveva a perfezione, amava fare il cantastorie,raccontarne e inventarne di nuove e assurde per i suoi ascoltatori. E’ così che si guadagnava da vivere, portava i turisti al vecchio anfiteatro e ogni volta che finiva di raccontare la storia di quel rudere (sempre rigorosamente diversa dalla precedente) tirava giù il cappello sperando che qualcuno ricompensasse la sua fatica con una moneta.

Il meraviglioso mondo di Momo inizia a essere minacciato da una strana presenza che vaga per la città senza che nessuno se ne ricordi le sembianze o le parole. Essa penetra nel cuore degli uomini e li convince che tutta la loro infelicità sia dovuta alla mancanza di TEMPO che loro stessi sprecano in attività futili come leggere, svagarsi,prendersi cura di chi gli sta accanto e così via. Sono presenze fredde e tutte uguali: vestiti in completi grigi,con bombette e venti quattro ore grigie e un sigaro anch’esso grigio. Vanno per la città convincendo la gente che risparmiare il TEMPO presso la loro banca sia l’unico modo per averne di più; nonostante ciò la gente è sempre più affannata e con sempre meno tempo.
E’ chiaro che i nemici numero uno dei Signori Grigi siano i bambini che di tempo invece ne hanno quanto ne vogliono,in special modo Momo. Fu così che un bel giorno se ne presenta uno davanti a Momo, la quale si trovò in difficoltà dato che in lui non riusciva a vedere nulla e nemmeno ad ascoltarlo,era come se fosse vuoto.Ma Momo non demorde e riesce, nonostante la grande sensazione di freddo, a farlo parlare e a scoprire che il risparmio del tempo non è che una grande truffa e che è l’unica fonte di vita per i Signori Grigi.
“Esiste un grande eppur quotidiano mistero.Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci…Questo mistero è il TEMPO. Esistono calendari e orologi per misurarlo,misure di ben poco significato, perchè tuti sappiamo che, talvolta,un’unica ora ci può sembrare un’eternità, e un’altra invece passa in un attimo…dipende da quel che VIVIAMO in quest’ora.
Perchè il TEMPO è VITA. E la VITA dimora nel CUORE.
E nessuno lo sapeva meglio dei Signori Grigi.”

Scoperto ciò che nascondevano queste arpie, Momo cerca di dirlo a tutti ma gli adulti sono troppo presi dal lavoro e lei è solo una perdita di tempo. Anche ai Signori Grigi non è sfuggita la fuga di notizie e così iniziano a dare la caccia alla loro più grande nemica: Momo.
Fortunatamente Momo sa ascoltare tutti,anche coloro privi di parola, e così incontra una tartaruga sul cui carapace compaiono delle scritte che solo chi presta veramente attenzione può leggere. La tartaruga prosegue molto lentamente ma Momo la segue, passano le ore e a un certo punto la bimba si ritrova in un quartiere illuminato da una strana luce,prosegue sempre lentamente ma va avanti. I Signori Grigi la cercano a centinaia in tutta la città ma riescono a scorgere la bambina solo poco prima che lei entri nella strada illuminata,tuttavia più cercano di raggiungerla e più rimangono bloccati,alla fine, privi di forze, si arrendono.

Momo scopre il fantastico mondo di Mastro Hora che da sempre custodisce il tempo degli esseri umani. Egli, ora in sembianze di vecchio ora assomigliante a un giovanotto e ora a un bimbo poco più piccolo di Momo, spiega che sono stati proprio gli UOMINI a creare i Signori Grigi e che sono stati proprio loro a permettergli di rubargli il tempo; Egli è sempre stato a guardare ma ora bisognava fare qualcosa.

Mostra a Momo dove nasce il TEMPO, una meravigliosa stanza infinita dove a ogni movimento della lancetta di un immenso orologio nasce un’Orefiore che fiorisce e poi appassisce, e ogni fiore è più bello e profumato del precedente.

Momo scopre che quel posto è il suo cuore e che i Signori Grigi esistono grazie ai loro sigari grigi che non sono altro che Orefiore seccati e arrolotolati,esse sono fisicamente il tempo risparmiato dalle persone.

Anche i Signori Grigi conoscono Mastro Hora e lo hanno sempre temuto, ma ora possono scoprire dove si trovi la sua dimora e impadronirsi di tutto il tempo degli uomini.Seguono Momo e la tartaruga Cassiopea e capiscono che per accedere alla città illuminata devono procedere lentamente,perchè tanto più lentamente si cammina tanto più strada si percorre.
Arrivati davanti al Vicolo di Nessun Luogo,dove dimora Mastro Hora, essi si disfano letteralmente perchè in quel vicolo il tempo scorre al contrario ed essi, non potendo invecchiare poichè non possiedono tempo, muoiono.

Mastro Hora decide di fermare il tempo, mettendosi a dormire e affida a Momo e a Cassiopea un’Orafiore e la missione di liberare tutte le altre Orefiore congelate nella Banca del Tempo dei Signori Grigi.
Dopo grandi peripezie Momo riesce a liberare il tempo di tutti gli esseri umani e la vita tornò a essere più dolce e leggera di prima. Nessuno aveva più timore di perdere tempo e tutti si goderono ogni singolo momento facendo ciò che più gli conveniva.

 

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