Saturday, 25/1/2020 UTC+2
IL SAPERE

Metamedicina

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La malattia:  una Chiave per comprendere Se stessi

Come nacque la Metamedicina

La Metamedicina nacque in seguito all’esperienza vissuta da Claudia Rainville nel Centro Écoute ton corps (Ascolta il tuo corpo).

Nata in Québec in un ambiente modesto, Claudia scopre molto rapidamente che può contare solo su sé stessa. Senza padre, con una madre che svolge diversi lavori per arrotondare a fine mese, lei si rifugia nel suo mondo interiore e negli studi. Dapprima intraprende gli studi in biologia medica e si specializza in seguito in microbiologia medica. Un terribile sentimento di essere sola e incompresa dai suoi cari la porta a voler mettere fine ai suoi giorni.

A trentadue anni viene dichiarata clinicamente morta dopo un tentativo di suicidio. Ma questa morte clinica la condurrà verso una nuova vita che avrà inizio con l’incontro nel settembre 1983 con Lise Bourbeau, fondatrice del Centro Écoute ton corps (Ascolta il tuo corpo). Nell’agosto 1984 volta pagina ad una bella carriera in microbiologia medica e diventa volontaria a tempo pieno nel Centro Écoute ton corps. Nel 1985 apre la prima succursale del Centro Écoute ton corps e, quello stesso anno, diventa co–animatrice di Lise Bourbeau per il suo corso di formazione degli animatori di Écoute ton corps. All’inizio dell’anno 1986 riveste il ruolo di Coordinatrice dello sviluppo del Centro Écoute ton Corps.

Nel giungo 1986 lascia il centro “Ecoute ton corps” per poter esprimere tutta la creatività che aveva trattenuto per restare fedele a Lise. Apre allora il Centro di armonizzazione interiore l’Éveil Radieux (il Risveglio radioso) mettendo l’accento sulla terapia individuale e di gruppo. Studia il funzionamento del cervello limbico e crea il seminario «Liberazione della memoria emozionale» che ha permesso e permette ancora a migliaia di persone di trasformare la loro vita.

Nel 1987 crea la Metamedicina in seguito ad una trasmissione televisiva in cui le si chiedeva di definire e presentare il suo approccio.

Nella primavera 1988, dopo serie difficoltà finanziarie con il suo Centro, riceve il messaggio che deve partire oltremare e che il suo Maestro l’aspetta per iniziarla.

Chi é questo Maestro, dov’è? Non lo sa, tutto ciò che sa è che deve recarsi ai Giardini di Findhorn. Il messaggio é chiaro: «  Deve partire… » Questo le richiede di lasciare tutto dietro di sè, i suoi figli, la sua famiglia, i suoi amici, il Centro nel quale si é investita anima e corpo.

Questa odissea che lei racconta nel suo libro La mia vita per la luce – Dalla depressione alla felicità, la conduce nel sud dell’India dove conosce il grande Avatar Sathya Saï Baba. Poi si reca in Himalaya dove incontra Sua Santità il Dalai Lama, nonostante non conoscesse nulla né di lui né del buddismo. Questo incontro avrà un’importanza capitale nella sua vita poiché Sua Santità il Dalai Lama diventa il suo riferimento, il suo modello da seguire, colui che la ispira per far si che la Metamedicina diventi uno strumento di Compassione e di Risveglio di coscienza.

Il 14 settembre 1989 Claudia Rainville ha pubblicato il primo libro “Partecipare all’Universo – Sani nel corpo e nello spirito” (Participer è l’Univers – Sain de corps et d’Esprit).Questo libro riveduto e arricchito diventerà nel 1995: Métamédecine La guérison à votre portée (Ogni sintomo é un messaggio) che sarà il suo best-seller, tradotto in diverse lingue. Clicca qui per guardare una delle prime video interviste di Claudia (in francese). Nel 1991 una nuova chiamata le richiede di rendersi disponibile per una nuova odissea in India. Questa volta rivede il Maestro Sathya Saï Baba, conosce il Grande Maestro di Béas, segue una formazione all’Unversità Brahma Kumaris, incontra Madre Teresa di Calcutta e segue una formazione sul buddismo con un lama saggio prima di ritrovare il suo maestro Sua Santità il Dalai Lama.

Cos’è la Metamedicina

La parola Metamedicina é formata dalla radice greca «meta» che significa «al di là», perché é proprio ciò che fa la Metamedicina, ricercando a livello dell’inconscio quello che ha fatto nascere un disturbo, una malattia o le difficoltà che incontriamo.

In sanscrito, la parola «meta» significa: amore e compassione.  Non può esistere la Metamedicina senza amore e compassione. Tuttavia non dobbiamo confondere la compassione con la pietà. Nella pietà ci impietosiamo sul destino della persona mentre nella compassione gli offriamo la nostra comprensione e la nostra fiducia nel suo potenziale di guarigione e di trasformazione.

Per la Metamedicina, la sofferenza partecipa all’evoluzione dell’essere. Gli scenari di sofferenza che si ripetono equivalgono a saltare su un trampolino. Mentre utilizzare queste sofferenze per risvegliare la nostra coscienza equivale a utilizzarli come una rampa di lancio.

Alcune persone definiscono la Metamedicina come una filosofia di vita, altri la presentano come una medicina psicosomatica, altri ancora come la medicina delle emozioni, altri come la medicina dell’anima, ma tutti concordano nell’affermare che é innanzi tutto e soprattutto una medicina di risveglio della coscienza che conduce la persona che si impegna in questo percorso ad avere una migliore padronanza della sua vita.

Quando si tratta di fare una diagnosi, di intervenire per correggere un disfunzionamento o riparare un tessuto questo é compito della medicina maschile. Ma quando la causa é astratta o di natura emozionale, allora la Metamedicina trova il suo posto poiché offre la modalità ed il tempo alle persone per liberarsi dallo stress del quale non sono consapevoli e che fa nascere tante affezioni. Rifiutare una a favore dell’altra vorrebbe dire sacrificare un emisfero cerebrale a favore dell’altro.

La madre di Socrate era un’ostetrica. Socrate pensava : «Io farò nascere gli spiriti…» In questo modo Socrate sviluppò il modo di fare domande in cui colui che viene interrogato arriva da solo a trovare in se stesso le verità. La domanda mira a fargli emergere dei ricordi, é la famosa teoria della teoria della reminiscenza.

In Metamedicina si evitano le deduzioni o le generalizzazioni tipo:

«Se hai male alle spalle é perché ti sovraccarichi troppo peso sulle spalle!» Malgrado questa deduzione possa essere giusta, un dolore alle spalle può avere anche altre cause.

Un approccio induttivo usa delle domande pertinenti. Queste domande conducono la persona che viene in consulto a farsele a se stessa. Ad esempio: Cosa stava vivendo prima che comparisse quel disturbo? Come si é sentita quando é stata ringraziata….quando ha scoperto che….quando le hanno detto che…..

È così che le si insegna ad ascoltare i propri sentimenti anziché affidarsi a coloro che credono di saperne più di lei. Così facendo, recupera il suo proprio potere sulla sua salute, la sua felicità e la sua vita.

Fonte: http://it.metamedecine.com

Considerazioni personali:

Noi crediamo che la realtà che ci circonda, così come la interpretiamo sia soggettivamente che collettivamente, sia frutto rispettivamente della percezione data sia dalla propria “costituzione-mentale/personalità” sia da quello che comunemente viene chiamato “inconscio” o “inconscio collettivo”.

Riteniamo quindi che per capire la Metamedicina sia fondamentale decifrare questo aspetto dell’essere umano. L’inconscio per la nostra mente razionale è incomprensibile, pertanto l’unico modo che abbiamo è comprendere le sue manifestazioni e quindi il messaggio più profondo che si cela dietro ogni fenomeno osservabile nella realtà (compreso quindi ciò che accade al nostro corpo essendo anch’esso parte della realtà che percepiamo come “esterna”) cercando di interpretare il suo linguaggio: il simbolo.

Il simbolo è una rappresentazione della realtà, che permette di comprenderne determinate sfaccettature, molti personaggi noti hanno cercato di identificare e classificare i simboli per cercare di creare una mappa da consultare per imparare a conoscere se stessi attraverso l’osservazione della realtà che si percepisce come esterna (l’unica osservabile da uno stato di coscienza ordinario). Lo ha fatto per esempio Carl Gustav Jung con gli Archetipi, o Alejandro Jodorowki attraverso la sua “psicomagia”  ecc. ma nessuno mai ha svolto questa operazione dando una mappa in correlazione con il corpo, la sua anatomia e fisiologia, come ha fatto la Metamedicina che ne ha associato ad ogni sintomo.

In conclusione, nella nostra esperienza, alle volte si è rivelato molto utile adottare questa mappa creata dalla Metamedicina come punto da cui partire per comprendere noi stessi. Pertanto crediamo sia bene che ognuno conservi in casa almeno l’opera dell’autrice in questione, appunto Claudia Rainville, che si intitola “Il Grande Dizionario della Metamedicina”, dove è possibile trovare in un elenco dalla A alla Z tutti i disturbi e patologie con delle domande per indagare sull’aspetto mentale che inconsciamente dovrebbe aver generato la malattia.

Giuseppe e Ilenia (03-07-2017).

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