Sunday, 15/12/2019 UTC+2
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Melarosa, Proprietà e Uso

Melarosa, Proprietà e Uso

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La melarosa, nota anche come mela thai o mela di Giava, è un frutto ricco di fenoli e antociani.

Nota per le proprietà antiossidanti, è utile contro i malesseri della gola ed è di sostegno al cuore. Scopriamola meglio.

Articolo di Mira Tonioni

Descrizione del frutto

Con l’aumento della popolazione straniera in Italia e la conseguente apertura di esercizi commerciali aditi alla vendita di cibi etnici ed esotici, specie nelle grandi città, abbiamo sempre più la possibilità di scovare tra i banchi tipi di ortaggi e verdure che altrimenti sarebbero vere e proprie rarità.

Così non è più difficile imbattersi nella melarosa, chiamata talvolta in italiano mela thai o mela di Giava. In realtà ha un aspetto più periforme, simile ad una campana per via dell’apertura concava nella parte inferiore del frutto, che a conti fatti somiglia molto ad un peperone.

Melarosa è il nome generico per i frutti di varie piante del genere Syzygium, soprattutto la samarengense, la malanccense, la jambos, e la aqueum, imparentate col chiodo di garofano.

Una volta matura ha un aspetto lucido e un colore rosso rosato con venature verdi o bianco crema, più o meno intense a seconda della varietà. La polpa ha più o meno la consistenza della polpa di anguria: croccante ma ricca d’acqua. Il sapore è poco intenso, dolce con una lieve aromaticità e una punta di aspro appena percepibile.

Melarosa, alleata di Gola, cuore, trattamenti per ristabilire la salute o prevenire i malanni.

Calorie, composizione nutrizionale e proprietà della melarosa

La melarosa contiene 40 kcal ogni 100 g. È un frutto assai ricco di fenoli, antociani e numerosi antiossidanti, il suo consumo è infatti prescritto per combattere stati infiammatori (specie della gola) e per abbassare la pressione sanguigna.

La tradizione popolare gli attribuisce anche proprietà diuretiche, carminative, astringenti, antimicrobiche, antiscorbutiche. I maggiori principi nutrizionali contenuti solo l’acido ascorbico, il carotene, il potassio.

Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia della melarosa nel combattere la diarrea e alcune malattie tramite le proprie capacità antibiotiche date da particolari tannini e vai fitosteroli.

Controindicazioni della melarosa

Nessuna particolare controindicazione. Si consiglia solo di fare attenzione agli eventuali semi, che in alcune varietà possono essere alquanto coriacei, e di accertarsi quando possibile dell’origine e dei metodi di coltivazione della pianta prima di mangiarne la buccia: benché sia una parte commestibile e anche piuttosto buona del frutto, possono concentrarvisi eventuali pesticidi e antiparassitari usati per proteggere il frutto.

Come si mangia la melarosa

Il frutto della melarosa viene venduto nei negozi etnici generalmente sigillato dentro delle vaschette e protetto dagli urti con imballaggi per ortofrutta. Di norma ogni vaschetta contiene due frutti.

Come anticipato, la buccia, così come ogni altra parte del frutto, è commestibile, è in genere è sufficiente aprirlo tagliandolo longitudinalmente, estrarne i semi e consumarlo fresco.

Tuttavia è possibile farne estratti, confetture e sorbetti. Talvolta viene consumato crudo con una spolverata di sale, un filo di salsa di soia o un’aggiunta di zucchero di canna. I bambini amano molto la melarosa cotta nello sciroppo di zucchero.

Curiosità

La melarosa è originaria della Malesia e dell’Indonesia ma attualmente è coltivata, commerciata e consumata anche in India, Sri Lanka, Bangladesh, Birmania, Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos, Cina, Taiwan, ma anche (dal 1793 grazie a William Blight) Caraibi, stati dell’America Centrale.
Spesso capita di fare confusione nel riferirsi al frutto per via dei suoi numerosissimi nomi: wax apple (che fa riferimento alla lucidità cerulea della buccia), rose apple (per via della somiglianza coi boccioli di rosa), bell fruit (a causa della forma a campana), mela di Giava o mela thai o mela malesiana (in riferimento alle aree di origine) o con numerosi nomi locali: champho, jambu, makopa, eccetera. Autorevoli testi italiani la definiscono «melarosa».

Fonte: http://www.cure-naturali.it/melarosa/4330

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