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Le Misteriose Profezie di Ildegarda di Bingen

Le Misteriose Profezie di Ildegarda di Bingen

Ildegarda nacque nel 1098 a Bermesheim in Assia, quale decima ed ultima figlia di una famiglia della piccola nobiltà

All’età di 8 anni fu affidata come “oblata” alle cure dell’austera Jutta, con la quale visse in solitudine, pratica assolutamente crudele per la nostra attuale mentalità. Di seguito fu avviata alla Regola benedettina e frequentò le lezioni del “magister” Volmero, per merito del quale approfondì la conoscenza delle Sacre Scritture e dei trattati dei padri della Chiesa. Nel 1136, alla morte di Jutta, fu eletta badessa, ma continuò la sua profonda ricerca culturale in molteplici discipline. Ma accanto alla sua grande vivacità intellettuale, emerse una straordinaria vocazione mistica, che si manifestò con originalissime visioni. Ildegarda stessa, nella sua biografia, ci parla delle sue visioni, collocandole già nella prima infanzia: “nel terzo anno della mia vita, vidi una luce così forte che mi misi a tremare dalla paura, ma a causa della mia giovanissima età, non osai dire nulla di quanto mi era capitato”. Queste visioni si susseguirono anche nell’adolescenza,al punto che molti di quelli che la ascoltavano, non esitarono a parlare di possessione demoniaca. La situazione cambiò quando Ildegarda divenne adulta: all’età di 42 anni fu ispirata, o si convinse, a comunicare quanto aveva visto, come riferisce all’inizio della sua prima opera “Sci vias” (conosci le vie). Ammalatasi e turbata dalle sue stesse visioni, Ildegarda si rivolse a Bernardo di Clairveux, tramite il quale potè godere della protezione e della benevolenza di papa Eugenio III. Da qui cominciò la redazione dei tre grandi volumi di visioni, grazie all’aiuto del magister Volano, dell’amata consorella Riccarda e del segretario Gilberto. Nel 1150 si trasferì nel nuovo edificio presso Bingen e nel 1185 seguì la fondazione di un altro monastero, grazie all’amicizia personale con l’imperatore Federico barbarossa ed all’appoggio finanziario di alcune potenti famiglie nobiliari. Ildegarda, per la sua epoca, rappresentò un esempio unico di donna predicatrice, viaggiando molto per favorire l’apostolato e si schierò apertamente contro la corruzione e i soprusi del clero medioevale. Non ebbe paura neanche di contrastare l’amico imperatore, presso il quale godeva di grande influenza, difendendo il papa legittimo Alessandro III, al quale il monarca teutonico opponeva due antipapi graditi. L’estro di Ildegarda spaziò in tutti i campi: scrisse trattati di fisica e di medicina, all’avanguardia per il suo tempo; un’opera linguistica dai contenuti enigmatici, “Lingua ignota”; un’opera di canti spirituali e più di 300 lettere. Ma dai manoscritti ci sono pervenute soprattutto tre grandi opere, nelle quali sono contenute le sue visioni: il già menzionato “Sci vias”, una profonda testimonianza di fede mistica, suddivisa in tre parti; il “Liber vitae meritorum”, che è un modello morale di comportamento per l’uomo; ed infine l’opera forse più misteriosa e sconvolgente, il “Liber divinorum operum”, che rappresenta una sorta di storia della salvezza universale, nel quale l’uomo è posto al centro dell’universo.
L’opera teologica di Ildegarda si pone nella tradizione del simbolismo, traendo i principali spunti dall’interpretazione agostiniana, secondo cui l’intero corso della storia deve essere considerato in funzione della salvezza promessa da Dio. La rivelazione di Cristo, pertanto, può essere compresa soltanto partendo dalla natura e dalla storia. Gli eventi dei tempi post biblici si pongono a loro volta in relazione con i tempi biblici, in una specie di mutuo chiarimento di significati e di disvelamento dei segni. Per la badessa di Bingen, all’interno della concezione trinitaria, il macrocosmo della creazione ed il microcosmo dell’uomo interagiscono a diversi livelli.
Nelle trascrizioni dei contenuti delle sue visioni, sono descritte numerose figure di forma circolare o sferica, che simboleggiano la trasposizione dell’interpretazione neoplatonica della realtà: il cerchio e la ruota comprendono la totalità del reale ed indicano anche il cosmo con l’uomo al suo centro, secondo un ordine prestabilito dal Creatore. La storia della salvezza, immaginata da Ildegarda, si può riassumere nel seguente schema: creazione (constitutio), caduta nel peccato (destitutio), redenzione (restitutio). All’uomo, come essere dotato di ragione, è attribuita la responsabilità del creato, ma tale situazione ha implicazioni drammatiche, perchè l’uomo non riesce ad onorare queste responsabilità. Fedele alla visione di Paolo di Tarso, Ildegarda presenta Cristo come “l’uomo cosmico” (vir), che compendia in sè la perfetta virtù (virtus) e lo Spirito santo (caritas). Sempre presente nelle visioni della monaca di Bingen, è la figura dell’Anticristo, l’antico serpente, il grande ingannatore, che, in tutte le epoche, e in diverse forme, cercherà di blandire l’uomo e di portarlo dalla sua parte, prima della vittoria finale di Cristo. In una delle sue visioni, Ildegarda annuncia che, quando tutto sarà compiuto, l’uomo occuperà il posto più alto del coro degli angeli, che dal momento della caduta di Lucifero rimase vuoto. Questa tematica merita un approfondimento a parte, che non mancherò di delineare in un prossimo articolo, cioè il parallelismo teologico della creazione di essere spirituali (angeli) e materiali (uomini) nella complessa dinamica dell’escatologia della salvezza. Bisogna intanto precisare che i modelli principali, fonte di ispirazione per Ildegarda, furono principalmente i libri di Daniele ed Ezechiele, nonchè l’Apocalisse di Giovanni di Patmos.
Pur potendo ricavare le sue principali fonti ispiratrici, la rielaborazione profetica delle visioni della badessa furono così originali, da risultare quasi incomprensibili ai più esperti esegeti nel campo della teologia e della simbologia medioevale. L’esposizione delle sue visioni è così carica di citazioni delle Sacre Scritture, da sembrarne naturale emanazione, ma nello stesso tempo intrisa di elementi assolutamente figli del loro tempo. La maggior parte delle profezie di Ildegarda è stata considerata in chiave “avveniristica”, anche se la sua maggiore preoccupazione fu quella di spiegare gli eventi contemporanei e futuri sempre in chiave biblica. Con veemenza si scaglia contro la corruzione della Chiesa, anzi intravedendo in essa terreno fertile per l’ascesa dell’Anticristo o dello pseudoprofeta… E concludiamo con la più celebre delle sue profezie, riguardante proprio l’Anticristo, che, in un prossimo articolo, metteremo in relazione con visioni sul tema di altri mistici: “dopo aver trascorso una govinezza silenziosa in mezzo a uomini molto perversi e in un deserto dove ella sarà stata condotta da un demonio travestito da angelo di luce, la madre del figlio di perdizione lo concepirà e lo darà alla luce. Egli farà morire quelli che si rifiuteranno di credere in lui, si associerà a re, ai principi, ai grandi, e ai ricchi che disprezzano l’umiltà, ed avrà stima solo per l’orgoglio; infine soggiogherà l’universo intero con mezzi diabolici. Sembrerà che egli agiti l’aria, che faccia discendere il fuoco dal cielo, produrre dei lampi, il tuono e la grandine, rovesciare le montagne, seccare i fiumi, spogliare il verde degli alberi, delle foreste e renderglielo in seguito. Sembrerà anche che egli renda gli uomini ammalati, che guarisca gli infermi,che cacci i demoni, che qualche volta risusciti i morti, facendo in modo che un cadavere si muova come fosse in vita. Tuttavia questa specie di risurrezione non durerà mai oltre un’ora, perchè la gloria di Dio non ne soffra. Conquisterà molte persone, dicendo loro: voi potete fare tutto ciò che vi piacerà, è sufficiente che voi mi amiate, che sono il vostro Dio………..omissis………

Luigi Angelino (27-02-2018)

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About

Luigi Angelino ha conseguito la maturità classica a Napoli e poi la laurea in giurisprudenza presso l'Università Federico II. A seguire, ha ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione forense presso la Corte di Appello di Roma ed un master di secondo livello in diritto internazionale presso l'Università di Roma tre. Non ha mai abbandonato la passione per le materie classiche, filosofiche e teologiche, partecipando a molteplici corsi e seminari parauniversitari, conseguendo una laurea in scienze religiose presso l'Istituto Superiore di scienze religiose di La Spezia. Ha pubblicato un romanzo di ampio respiro con la Cavinato editore international dal titolo "Le tenebre dell'anima" nel 2017, che è stato tradotto con il titolo "The darkness of the soul". Nel 2018 ha pubblicato un libro sui grandi misteri religiosi, filosofici e di costume dal titolo "I Miti- luci e ombre", che dopo una settimana è entrato nei primi 100 consigliati su Ibs. Scrive per alcuni blog. Attualmente vive a La Spezia, dove lavora presso un'Amministrazione pubblica.

2 Comments

  1. danairu 02

    la chiesa è sempre stato un quartier generale di posseduti da larve o di gente che sta li a posta per prestare la propria mente alle entità interessate a sedare i poteri degli uomini soprattutto facendo in modo che il fenomeno di possessione sia frainteso o chi manifesta certi poteri non può essere altro che l anticristo o qualcosa di malefico, basta guardare come si comportano i potenti del mondo o il clero, cosa capiscono sotto le righe, o a che livelli di comprendonio si trovano senza che dici niente, sono superficiali, fiutano e rendono importante tutto ciò che mette la mente nella fanghiglia o nella mancanza di ispirazione facendo credere che fare quello che si vuole significhi solo fare porcherie e mai sia qualche prodigio, vedono con che toni la si può rendere piacevole e comoda questa sterilità, tutto al contrario, in realtà sono felici i parassiti e l individui stanno in coma, programmati per produrre energia quando le larve gli danno il comando di pensare alla cosa che lo eccita o lo turba, ovviamente non è tutta colpa delle larve, loro fiutano e vanno la dove ti spaventiamo di più come se fossimo noi a suggerirgli come bloccarci… detto ciò era per dire che penso che tutto ciò che di mistico e magico che si può trovare nella chiesa serve solo ad incantare e rendere astratto il concetto di poter fare quello che si vuole.

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