Thursday, 21/11/2019 UTC+2
IL SAPERE

L’Alimentazione Pranica

L’Alimentazione Pranica

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L’alimentazione pranica è un tipo di “dieta” a base di prana, l’energia vitale

Ma davvero è possibile? Le persone che intraprendono questo tipo di percorso vengono chiamate respiriani, pranarianani, breathariani. Ricordiamoci di andare oltre le etichette, i giudizi e le identificazioni.
In questa intervista Nicolas Pilartz, mi aiuta a far luce sull’argomento grazie alla sua esperienza in materia.
Vi auguro una buona lettura a cuore aperto.

1) Su quali principi si basa l’alimentazione pranica? Si può dire che “si vive di aria e d’amore”?
Si, si può anche dire questo. È da definire ciò che è nell’aria e ciò che significa amore, quindi partiamo da questo. Nell’aria sembra “vuoto” in realtà è “pieno” di punti di energia che ancora non riusciamo a definire bene, l’energia della vita creatrice di tutto è nell’atomo. L’atomo è ancora qualcosa che stiamo esplorando a livello scientifico, umano, occidentale.
Si stanno scoprendo le sue potenzialità: al centro di ogni atomo c’è come un micro sole che può essere assimilato ad un mini buco nero, con una potenza infinita incalcolabile, e tutti i centri degli atomi sono collegati fra loro a livello quantistico.
La scienza quantistica sta spiegando questo fenomeno molto diverso dalla matematica convenzionale, materiale. Quindi nell’aria vi sono anche tutte queste energie e lo spazio vuoto che in realtà è pieno è una cosa molto sconosciuta da noi, nella nostra società.
Il nostro corpo è costituito da atomi e tra un atomo e l’altro vi è uno spazio vuoto che in realtà è pieno di energia, il vuoto vero non esiste, è tutto un campo unito. Entrare in questa unione è proprio vivere d’amore, essere uniti, avere questa riconnessione con tutti gli atomi del nostro corpo e nello stesso momento con tutti gli atomi del creato.
Questo significa che ogni centro è collegato con il centro di ogni atomo e quindi tutto l’universo è Uno: potrebbe anche essere visto come l’infinità di piccole espressioni dello dell’Uno, non ci sono due atomi che si assomigliano come non ci sono due esseri umani che si assomigliano.
Quindi vivere di aria e di amore significa vivere di prana, che significa energia vitale, soffio della vita. Vivere d’amore è vivere in uno stato di coscienza, sto provando a spiegarlo ma è molto limitato questo perché è come quando tu racconti dell’amore ma non ha niente a che fare con quando tu vivi quell’amore.

2)Avvicinarsi all’alimentazione pranica comporta un cambio di paradigma interiore. Cosa scatta dentro chi ha deciso di vivere di prana?
Ti faccio un bell’esempio figurativo: ci sono delle pecore bianche e delle pecore nere, ma sempre pecore sono, sono nel recinto con il pastore che ha in una mano il bastone e nell’altra la carota.
Avvicinarsi all’alimentazione pranica è come spalancare il recinto, aprirsi completamente alle possibilità, non avere più schemi e farsi crescere le ali dicendo “io divento cavallo alato e comincio a volare”.
Questo è quello che decide uno che ha deciso di intraprendere qualcosa che tutt’ora nessuno può spiegare razionalmente, poiché esci completamente dagli schemi e dalle credenze alle quali siamo abituati a credere.
È come dire che siamo l’amico di Galileo, quando non aveva prove tangibili della sua scoperta, e quindi o gli diamo la nostra fiducia in qualche modo oppure pensiamo che è “fuori”.
Ma se tu senti Galileo che ti spiega le cose e senti che è nel vero, che sta dicendo qualcosa che lui ha sperimentato, ha visto, ha calcolato, che sente, in questo caso si aprono tutte le possibilità: da una terra piatta è diventata rotonda, e da qualcosa che sembrava impossibile è diventato tutto possibile. Quindi chi è l’amico di Galileo?

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3) In cosa consiste il processo dei 21 giorni? E perché proprio 21?
21 è un numero che risuona con la quantistica dell’essere umano come essere.
È in media il numero di giorni necessario per cambiare un’abitudine per le cellule del corpo. Si crea una nuova condizione.
L’idea dei 21 giorni è come un acceleratore per l’alimentazione pranica.
Permette di dare un’abitudine alle cellule e di dire questo: “tutte le mie cellule prendono nel prana tutto ciò che serve per essere in perfetta salute e in perfetta armonia”.
Il protocollo dei 21 giorni in cui io accompagno ci permette di riconnetterci a questa possibilità, non è quello originale descritto nel libro di Jasmuheen del ’96 che è all’acqua dal giorno 1 al giorno 21.
Quindi è un acceleratore, non dà garanzie, non dà niente, semplicemente aiuta il corpo a ripristinare lo stato naturale dell’Essere, uno stato naturale di guarigione, armonia, riconnessione e amore.
Al giorno 21 vediamo come si è comportato il corpo, se è stato fatto un digiuno o se veramente ha capito l’informazione e ha risvegliato il codice genetico e il ripristino delle cellule che vanno a prendere direttamente in modo sufficiente tutto ciò che serve al corpo umano per essere in perfetta salute e armonia.
Quello che testimoniamo sono i livelli dell’alimentazione pranica.
Sono 4 i livelli di espressione dell’alimentazione pranica:
– livello 4: è il livello massimo, in cui una persona non ha più bisogno di assumere né cibi solidi né liquidi, neanche l’acqua (e non fa più nemmeno la pipì) e sta benissimo da anni o decine di anni;
– livello 3: è il livello di chi mangia per puro piacere o per bisogno reale ma questo è molto diminuito, può essere una volta al mese o una volta a settimana, ogni tanto per la condivisione o qualsiasi altro motivo ma non più per credenze o abitudine;
– livello 2: è il livello di chi ha fatto un’esperienza pranica ma ha deciso di non diventare “respiriano”;
– livello 1: è quello delle persone che, sanno della possibilità ma non hanno mai ancora intrapreso niente;
– livello 0: è quello delle persone che non ne sono a conoscenza e non sanno nemmeno che è possibile.
Io mi trovo al terzo livello, mediamente mangio una volta a settimana, adesso sono 22 giorni che ho fatto il mio ultimo pasto (ottobre 2016 ndr) e sto accompagnando in questi giorni un gruppo. Quindi ripeto il processo dei 21 giorni è un acceleratore per provocare questo tipo di alimentazione, da fare con un accompagnatore e non da soli, non è facile, bisogna essere molto informati e preparati, dev’essere una scelta soprattutto del cuore, dell’intuito, fatta non per perdere peso ma per attingere a qualcosa di più di quello che siamo oggi.

4) Che differenza c’è tra alimentazione pranica e digiuno? Come ce ne possiamo rendere conto?
Il digiuno lo fai quando sei malato o quando vuoi perdere peso, non si fa un digiuno eterno, non esiste. Le tue riserve diminuiscono meccanicamente, hai stress, magari non hai voglia di fare digiuno e lo devi fare perché costretto.
È molto difficile digiunare con il cuore.
Il digiuno è una costrizione.
L’alimentazione pranica non ha limite, quando tu risvegli la forma finale, al livello 4, è digiuno eterno ma non è un digiuno perché tu lo fai con gioia, benessere e armonia.
Inizialmente può esserci una fase molto simile al digiuno ma non c’è paragone con l’alimentazione pranica.
Tutto dipende da come tu cominci con il pensiero di fare questo.
Per esempio, prendiamo un uomo e una donna che si mettono insieme, un conto è viverlo come un amore profondo e un conto è viverlo come un’attività sessuale.
Il digiuno è un atto meccanico, l’alimentazione pranica è un atto di coscienza e di amore.
Si verifica al giorno 21 del processo, oppure per chi fa un altro tipo di percorso può verificarsi in modo spontaneo perché l’alimentazione pranica si risveglia in modo spontaneo, come nelle persone che non sentono più il bisogno di mangiare e stanno benissimo (cosa che accade nelle diverse civiltà ed è sempre accaduto). Oppure si può verificare in chi ha un approccio dolce, piano piano mangia di meno e mangia meglio e si accorge che non aveva quel bisogno reale di mangiare così tanto fino a che arriva ad uno stato di armonia e perfezione totale per cui si sente sempre pieno completamente, non ha più bisogno di nutrirsi con cibo materiale.
Come si verifica? La tua energia non manca, il tuo sonno è diminuito, il tuo peso è stabile.

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5) Lo stress/blocchi e ferite emotive ci condizionano nel rapporto con il cibo. È un bene lavorare su questi aspetti per evitare dispersione di energia? Possono influire sul prana assimilato?
Assolutamente. Il primo blocco per incanalare abbastanza prana per essere sostenuto sono gli schemi e le attività mentali e gli schemi e le attività emotive/emozionali.
Non c’è un’emozione positiva, sono tutte negative.
E-mozione, “uscire dal centro”. Quando si fa l’alimentazione pranica ci si purifica ma non solo a livello fisico, poiché si guarisce tutto, ma anche dei pesi, poiché le emozioni si cristallizzano fin nell’atomo stesso. Il cibo ha il potere di fare da collante, non solo gioie e dolori, rimane tutto nella memoria cellulare della persona. Siamo tutti respiriani, tutti quanti noi attingiamo dal prana.
Il prana siamo noi e tutto attorno a noi.
Semplicemente, quanto è attivo in noi? Moltissima gente già si nutre di prana ma sta anche mangiando moltissimo e quindi sta facendo doppia razione diciamo.
Nell’esempio dei 21 giorni ci sono diverse fasi rispetto le 3 settimane: la prima settimana è la detox fisica, la seconda settimana è la detox cellulare ed emozionale in cui si rilasciano le emozioni. Per questo ci vuole un accompagnatore poiché si affronta qualcosa di molto più profondo: lasciare andare e non identificarsi con le cose che accadono.
Noi dobbiamo osservare ciò che accade in noi per lasciare andare questi pesi che ci siamo messi addosso e che la vita ci ha messo addosso.
Nella terza settimana si entra in uno stato di pace e beatitudine, questa non è un’emozione ma un sentimento.
Tutti quanti noi cerchiamo la pace, qualcosa di equilibrato, ed è la percezione di pace e tranquillità che viene da dentro di noi.
Noi cerchiamo fuori ma è tutto dentro: pacificando tutti gli organi, guarendoli e mettendoli a riposo, tutto il corpo si mette in sintonia con il “fuori”.
Essendo disturbati dentro, mangiando sempre ed essendo sempre in digestione, si attiva una specie di guerra dentro di noi che si manifesta fuori.
Per cui c’è la necessità di cambiare: bisogna lasciare ciò che è passato al passato, ciò che è futuro al futuro e vivere il presente, il qui ed ora.

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6) Scegliere questa via è un cambio di vita in senso assoluto? La pressione della società è forte? Il condizionamento del cibo e il piacere del gusto come vengono superati?
Il gusto c’è sempre ma è molto diverso, finché stai bene lo fai perché ti senti meglio.
È una scelta. È facile da superare perché ti fa stare bene.
Se ti fa stare bene per quale motivo mangi così tanto?
Quindi va bene mangiare del cibo ogni tanto, perché la società sta mangiando, infatti io mangio ogni tanto, e va bene condividere il qui ed ora con gli altri.
Io voglio allungare la mia vita, ho sperimentato e mi fa stare bene, più in sintonia con me stesso e con questa nostra terra. E sento che sono diventato più vivo.
Il benessere dev’essere la prima ragione. Ad esempio, quando uno diventa vegano, vegetariano, fruttariano, è la stessa cosa. Gli amici gli pongono domande su come può fare per la carne e tutto il resto e lui spiega. Trent’anni fa chi era vegano o fruttariano era visto come un alieno, oggi lo è chi diventa respiriano. Mi sento un po’ pioniere per questa cosa e devo dire che mi piace, non mi da nessun problema essere il primo a fare questo e metterci la faccia.

7) Contando che l’energia è sempre disponibile si modificano i tempi di sonno e riposo? Se ne ha ancora bisogno?
Assolutamente. Il sonno pranico è un sonno pesante, molto corto e molto profondo, in cui il corpo viene messo a riposo completamente e il prana fluisce molto meglio quando uno non svolge attività.
Quindi siccome non c’è la digestione non c’è così tanto bisogno di dormire.
Ad esempio c’è chi dorme una o due ore a notte, io ne dormo tra le tre e le sei ore, dipende dalla stagione o da se ho mangiato prima: se non ho mangiato da più di una settimana dormo molto di meno, l’inverno dormo un po’ di più, l’estate dormo un po’ di meno, dipende anche dalle attività che svolgo nella giornata. Ho testimonianze di persone che vivono di prana e sono al livello 4 quindi non mangiano né cibo solido né liquido, magari un caffè ogni tanto o un po’ d’acqua, e dormono una o due ore per notte.
Anche il recupero del fisico è molto più rapido: il corpo non avendo tossine da smaltire recupera più in fretta, i muscoli sono più rilassati e possono essere operativi subito. Anche il soffio del respiro, il cuore, i polmoni, tutto l’Essere. Il corpo umano è una meraviglia!

8) L’alimentazione pranica ha effetti sul DNA e sul sistema immunitario? In caso di malesseri, al bisogno, si usano farmaci/medicine naturali o si usa l’energia?
Personalmente da quando ho iniziato non vado più dal medico né dal dentista, non avendo più tartaro.
L’alimentazione pranica ha effetto su tutta la meccanica del corpo: sul sistema immunitario e linfatico, sulla circolazione sanguigna, sul respiro, sul cuore sul DNA.
Si creano geni nuovi, prima di tutto per curare tutto ciò che c’è da curare, questo si verifica molto di più al livello 4 dove non c’è più veramente contatto con il cibo materiale e si è entrati nella profondità, nella cellula, nel codice e nel DNA.
Il DNA a livello epigenetico segue l’intenzione e la vita stessa che si conduce, i parametri sono: come pensi, cosa fai e cosa ti circonda.
Questi tre parametri condizionano completamente il DNA: se sei in armonia con il creato intorno a te, se la gente intorno a te respira come te il benessere, se tu riesci a non attingere più al materiale che vibra in una certa maniera ma attingi al cibo più puro possibile che sarebbe il cibo stesso del prana (del campo quantico, dell’universo, si può paragonare allo spirito santo e all’amore, alla coscienza pura) il tuo DNA viene stimolato da quello.
L’epigenetica fa questo genere di esempio per farti capire meglio: prendiamo le api, hanno tutte quante lo stesso codice genetico. Se ad alcune api dai il polline o il miele magari diventano operaie in un mese o due poi lasciano il corpo. Se ad un’ape dai la pappa reale diventa regina e le regine sono molto poche in una famiglia, producono le api, sono molto più grosse e più forti, vivono anche anni.
Quindi solo con il cibo cambi completamente il DNA e il codice genetico della struttura molecolare e cellulare. Con l’alimentazione pranica si comincia un nuovo Essere in pratica, al livello 4 tutto è possibile per questo lo chiamo lo stato naturale dell’Essere. Siamo davanti ad una nuova struttura dell’essere umano, l’uomo sapiens sta evolvendo o sta ritornando alle sue antiche possibilità, è veramente una meraviglia.
Al livello 4, i pochi che stanno testimoniando, dicono che si creano geni nuovi per guarire ciò che dev’essere guarito nel corpo e si amplificano tutti i potenziali, quelli che possiamo chiamare poteri miracolosi.

9) Che influenza ha la qualità dell’aria che respiriamo?
Per far capire un attimo come funziona l’alimentazione pranica, in generale il cibo, lo spiego in questo modo: un atomo è un micro sistema solare, c’è il nucleo, sole o il buco nero al centro (sole o buco nero, dipende da come lo vedi), intorno ci sono gli elettroni e i protoni, a seconda del tipo di cibo e la densità vibrazionale, l’atomo gira più o meno forte e questo siccome è la prima struttura del nostro corpo esso ne risente. Per cui siamo molto pesanti dopo aver mangiato e ci viene proprio l’abbiocco. Il mangiare stanca il corpo, per cui non mangiando non si stanca. La stanchezza induce un invecchiamento e questo incide su tutti gli organi del corpo, da qui può nascere la malattia.
Non si vive più a lungo come prima, si sta accorciando la vita pur avendo tutta la tecnologia che abbiamo, visto il numero di obesi o in sovrappeso, di morti collegati a tutti i problemi legati al cibo, come il diabete , stiamo parlando di più di 100mila morti legati al cibo, in Italia, che la gente definisce come morte naturale ma a 60 anni morire di questo non è naturale per niente, perché l’essere umano è fatto per vivere almeno 100 anni in salute, non male.
Si verifica un sovraccarico di cibo e il fisico non ce la fa, secondo la qualità del cibo.
Appena cambi alimentazione ad esempio con quella vegetariana hai più energia, con quella vegana hai più energia ancora, e fruttariana ancora di più.
Chi si nutre di prana ha un’energia incredibile e la emana, emana pace e tranquillità. Non tutti sono così, alcuni lo fanno troppo mentalmente: alcuni vegani, vegetariani e alcuni che pensano che fanno alimentazione pranica dovrebbero veramente mangiare senza fare differenze, senza creare separazione. In realtà il cibo è uno, è sempre composto di atomi, quindi secondo la qualità anche del cibo per come è stato strutturato o è stato fatto, da chi è stato fatto, come tu lo mangi, se ti abbuffi o se ci metti coscienza, tutto questo è molto importante perché lo trasmuti.
Vale anche per la qualità dell’aria. Quando tu vibri e l’atomo vibra ad una certa velocità, alcune malattie non ti possono più toccare, non diventi più malato, noi ci ammaliamo semplicemente perché vibriamo di meno.
Quindi l’atomo vibra nel nostro corpo e all’unisono nell’universo e l’aria può essere anche inquinata ma non ti inquina. Ci possono essere delle onde, qualcuno le può sentire ma tu non le senti oppure le trasmuti, perché non ascolti altri che ti dicono che ti farà male. Se non senti il male non c’è il male. Molto spesso noi ci ammaliamo perché pensiamo che ci ammaliamo e quindi pensando alla paura di cadere in malattia è proprio quello che lo provoca, l’aspetto negativo o positivo dei pensieri è molto importante. Questo è il miracolo. A livello 4 non è un problema, tu puoi stare ovunque e il tuo corpo stesso diventa una macchina di autopulizia, questo anche al livello 3. La qualità dell’aria influisce quando tu vibri in modo basso, ma se uno vibra alto no.

10) Se una persona che vive di prana volesse mangiare qualcosa, ad esempio una pizza, andrebbe incontro a malesseri? Il corpo come si adatta? Gli organi, come lo stomaco ad esempio, non si riducono?
Io tecnicamente il massimo che ho fatto è stato due mesi. Il cibo fa questo al corpo, ti forma gli organi interni. Quando fai alimentazione pranica gli organi interni, gli organi vitali, riprendono una forma normale, molto più piccola, ma anche essendo piccola non è un problema.
So di alcune persone che sono state a livello 4 svariati anni e hanno deciso di fare un’esperienza nella materia riprendendo a mangiare tranquillamente.
Io, sono al livello 3 in modalità ibrida, e non ho mai riscontrato problemi mangiando tranquillamente e masticando bene.
Ma chi fa digiuno, che è molto diverso, stressa il corpo e non lo fa con l’intento di vivere in armonia. Il corpo stressato deve attingere a un protocollo di recupero dal digiuno, quindi prima prendere cibo liquido, poi incominciare a prendere la frutta, le verdure cotte e pian piano variare.
Uno dei più famosi respiriani del mondo è un indiano che si chiama Prahalad Jani, che ha più di 80 anni adesso, e testimonia che è più di 70 anni che non mangia e non beve, è sceso giù dalle sue montagne per andare in un ospedale in india, ed è stato visitato per dieci giorni per due volte 2003-2010. I medici hanno visto che i suoi organi interni erano come quelli di un giovane di 25 anni, perfetti, in piena salute.

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11) L’alimentazione pranica influisce sull’attività sessuale? Ha effetto sull’energia sessuale?
Si, molto. L’attività sessuale non è più un atto meccanico ma diventa un vero atto d’amore, una vera gioia e condivisione. Si fa letteralmente l’amore.
Il sesso per me è una cosa egoistica. Personalmente ho provato prima e dopo ma non ci sono paragoni, hai molto più controllo su te stesso, ad esempio a livello di eiaculazione decidi come e quando, ti conosci meglio, ti senti meglio, senti l’altro.
Il cibo ha la tendenza ad annebbiare, a renderti egoista, perché sei pieno di materia densa ed è più una ricerca del piacere tuo più che dare o condividere piacere. Dev’essere un’armonia, si può dire anche attività tantrica.
Tantrismo è veramente l’orgasmo, condiviso.
Il cibo materiale ti riempie di un’energia che non è la tua e la devi usare in qualche modo. La gente nel mondo la usa in molti modi, si fa pure la guerra dato che c’è troppa energia e si fa sesso, sport, ci si arrabbia perché c’è troppa energia.
Quindi vivendo di prana, sei in armonia, vivi per il tutto, molto più in amore e in ascolto verso gli altri. Ribadisco non si tratta di smettere di mangiare oppure no, è trovare il giusto e reale bisogno fuori dalle credenze e dalle abitudini.

12) Anche i bambini possono farlo? Fin dalla nascita magari?
Io mi occupo di adulti. Dico tutto l’universo è pranico, è fatto di atomi, è semplicemente un risvegliarsi. Un bambino lo può fare naturalmente, deve crescere secondo la società in cui si trova. Quello che consiglio è di lasciare il bambino libero, non si deve riempirlo di cibo ma nemmeno togliere il cibo, si mette il cibo a disposizione secondo quello che si sente, così sceglie lui. La natura ha fatto bene le cose e l’essere umano sa scegliere, anche i bambini sanno scegliere.

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13) Quale lampadina ci vuoi lasciare grazie alla tua esperienza?
Voglio raccontare la storia del bruco e della farfalla: il bruco tribola e soffre molto, perché deve trovare un posto per fare il bozzolo e non sa per quale motivo deve trovare un posto, usa il corpo e i muscoli, ci sono tutti gli animali che lo vogliono mangiare, magari non trova neanche il posto per fare il bozzolo, ha qualche difficoltà. Ma alcuni ce la fanno. Fanno il bozzolo che deve essere tranquillo per un po’ di tempo. Se tu apri il bozzolo prima del tempo sembra un vomito, eppure arrivato a conclusione questo si trasforma in farfalla, stende le ali, le lascia asciugare al sole e comincia a volare.
Tu immagina queste farfalle che guardano il bruco o il bruco che guarda le farfalle, forse non si vedono neanche eppure la farfalla che vola era un bruco ma non si ricorda neanche della sua vita di bruco e il bruco non sa neanche che può diventare una farfalla. Lo sente dentro ma non lo sa finché non lo diventa.
È questo il paradigma, io penso che stiamo vivendo questo.
Penso che la sofferenza siamo tutti quanti in grado di risolverla, in qualche modo ce la siamo messi noi addosso, pensiamo che sono gli altri però in realtà ci mettiamo noi nelle condizioni. Io dico questo: accogliamo anche quello come un dono. Se arriva è perché c’è un motivo e non c’è qualcosa di troppo duro o troppo difficile. Se siamo in armonia con noi stessi accogliamo anche sorella morte, perché non si sa quando arriva. Siamo gioiosi e abbiamo fiducia adesso e non rimettiamo al domani la nostra felicità e non rimandiamo a domani ciò che vogliamo essere oggi.
Viviamo nella semplicità. Quindi felicità e gioia: mettiamo più gioia, dev’essere la prima cosa nella nostra vita, in quello che ognuno fa. La prima priorità è la gioia, il tempo con gli amici e le persone dev’essere di felicità e gioia. Se qualcosa non ci porta più gioia allora è tempo di cambiare e di prendere altre strade. La sofferenza non è da rifiutare, è da accogliere come parte di noi ed è così che possiamo trasmutarla in qualcosa di più gioioso.
E dopo diventiamo una farfalla. C’è veramente un mondo nuovo che ci aspetta. Abbiamo tutti quanti la possibilità di raggiungere le bellezze che da sempre abbiamo sognato.

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Grazie Nicolas!!
Per chi volesse maggiori informazioni può contattarlo qui:
profilo facebook : https://www.facebook.com/profile.php?id=723097375
sito per il processo dei 21 giorni :http://www.prana-21.com/

sito Pranic World Festival 2017: http://www.breatharianworld.com/

Fonte: buongiornobuongiorno.blogspot.it

 

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Ricercatore della Verità, appassionato di Arti Marziali, Musica ed Esoterismo.

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