Thursday, 21/11/2019 UTC+2
IL SAPERE

La Relazione tra Consapevolezza ed Energia

La Relazione tra Consapevolezza ed Energia

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La fisica moderna ha fatto una grandissima scoperta

e cioè che la materia è energia. Questo è il contributo più grande di Albert Einstein all’umanità: E = mc2, la materia è energia. La materia è solo un’apparenza… non c’è una cosa chiamata materia, non esiste nulla di solido. Persino la roccia più compatta è energia pulsante, persino la roccia più dura è energia, tanto quanto lo è l’oceano tempestoso. Le onde che sorgono nella solidità della roccia non sono visibili, sono difficili da percepire, ma ciò non vuol dire che la roccia non sia viva: essa pulsa, respira, crea onde.
Friedrich Nietzsche ha dichiarato che dio è morto. Dio non è morto, al contrario, è la materia che è morta. Si è scoperto che la materia non esiste affatto. Questa intuizione sulla materia porta la fisica moderna molto, molto vicino al misticismo. Per la prima volta scienziati e mistici si stanno avvicinando moltissimo gli uni agli altri, fino quasi a potersi tenere per mano.
Eddington, uno dei più grandi scienziati di questi tempi, ha detto: “Pensavamo che la materia fosse una cosa; adesso sappiamo che non è così. La materia è più simile a un pensiero che a un oggetto”.
L’esistenza è energia. La scienza ha scoperto ora che sia l’osservato che l’osservatore sono energia. Per secoli, come minimo per cinquemila anni, è stato un fatto riconosciuto che una polarità – quella del soggetto, dell’osservatore, della consapevolezza – è energia.
Il tuo corpo è energia e lo sono anche la mente e l’anima. Ma allora qual è la differenza tra i tre? La differenza è solo di ritmo, di una diversa lunghezza d’onda, questo è tutto. Il corpo è più grossolano, è energia che opera in modo più rozzo, visibile agli occhi.
La mente è un po’ più sottile, ma non troppo sottile, perché sei comunque in grado di chiudere gli occhi e vedere i pensieri che si muovono; vederli è possibile. Non sono visibili come il corpo; il corpo può essere visto da tutti, pubblicamente. I pensieri sono visibili solo a livello privato. Nessuno tranne te può vedere i tuoi pensieri; puoi vederli solo tu o al massimo qualcuno che si è impegnato a fondo per arrivare a leggerli. Ma normalmente non sono visibili agli altri, all’esterno.
Il terzo livello, il più alto, è quello della consapevolezza. Non puoi vederlo neanche tu. Non può essere ricondotto a un oggetto, è pura soggettività.
Se tutte queste tre energie operano in armonia, sei sano, integro. Se non c’è armonia e accordo tra loro, sei malato; non sei più integro, completo. La sacralità si raggiunge solo quando si è totali.
Il lavoro che stiamo facendo qui è quello di aiutare corpo, mente e consapevolezza a danzare seguendo un unico ritmo, tutti insieme in profonda armonia, a cooperare invece di entrare in conflitto. Nel momento in cui corpo, mente e consapevolezza iniziano ad operare di comune accordo, diventi una trinità, e in quell’esperienza trovi dio.
La tua domanda è di grande rilevanza. Chiedi: “Per favore, parla della relazione tra consapevolezza ed energia”.
Non c’è relazione tra consapevolezza ed energia.
La consapevolezza è energia, la più pura delle energie; la mente non è così pura, il corpo ancora di meno. Il corpo è troppo misto, e persino la mente non è del tutto pura.
La consapevolezza è energia purissima. Ma arrivi a conoscere la consapevolezza solo se le tre parti si fondono creando un unico cosmo, invece che un caos. Le persone vivono nel caos: i corpi dicono una cosa, vogliono andare in una direzione; le menti non tengono affatto conto del corpo perché per secoli hanno loro insegnato che il corpo è il nemico, che devi combatterlo, distruggerlo, che rappresenta il peccato.
A causa di tutte queste idee – che sono stupide, sciocche, che sono dannose, velenose, ma che sono state insegnate per così tanto tempo che ormai fanno parte della mente collettiva – non riesci a sentire il corpo che danza al ritmo del tuo essere.
Questo è il motivo per cui insisto tanto sul danzare e sulla musica: solo nella danza sei in grado di provare la sensazione di corpo e mente che agiscono all’unisono. E quando ciò accade la gioia è infinita, di grande ricchezza.
La consapevolezza è la forma più alta dell’energia. E quando le tre energie operano insieme, in armonia, nasce il quarto livello. Il quarto è sempre presente quando queste tre operano insieme. Quando queste tre funzioni formano un’unità organica, il quarto è sempre presente; il quarto non è altro che unità organica. In Oriente, abbiamo chiamato questo stato semplicemente “il quarto”, turiya; non gli abbiamo dato alcun nome. Gli altri tre hanno un nome, il quarto non ne ha alcuno. Conoscere il quarto vuol dire conoscere dio. O possiamo dire anche così: dio è presente quando sei un’unità organica e orgasmica. Dio non c’è quando sei un caos, una divisione, un conflitto. Quando sei una casa divisa e in guerra con se stessa, dio non c’è.
Quando sei straordinariamente contento di te, estatico, grato di ciò che sei, e tutte le tue energie danzano insieme, quando tutte le tue energie si uniscono in un’orchestra, dio c’è. Dio è questa sensazione di unità completa, non una persona che vive da qualche parte, ma l’esperienza dei tre quando entrano in una tale armonia da far nascere il quarto. E il quarto è più della somma delle singole parti. Se provi a sezionare un quadro ne ricaverai tela e colori, ma il quadro non è solo la somma complessiva della tela e dei colori; è qualcosa di più. Quel ‘qualcosa di più’ usa come mezzo di espressione il quadro, il colore, la tela, l’artista, ma è di più, è la bellezza. Se analizzi una rosa, troverai tutti gli elementi chimici di cui è costituita, ma la bellezza sarà svanita. La rosa non era solo la somma delle parti, era qualcosa di più.
L’intero è più della somma delle sue parti; esso si esprime attraverso le parti, ma è di più. Comprendere questo ‘di più’, vuol dire comprendere dio. Dio è proprio quel di più. Non si tratta di teologia, di qualcosa che può essere deciso con argomentazioni logiche. La bellezza va sentita, e lo stesso è vero per la musica e la danza. Alla fine devi sentire questa danza nel corpo, nella mente e nell’anima. Devi imparare come suonare gli strumenti di queste tre energie in modo che diventino un’orchestra. Allora dio è; non che arrivi a vederlo, perché non c’è nulla da vedere. Dio è il veggente supremo, è il testimone. Impara ad amalgamare corpo, mente e anima; scopri come farli funzionare armoniosamente.

The Book of Wisdom, Capitolo 23

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