Wednesday, 21/8/2019 UTC+2
IL SAPERE
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La Psicologia dei Buddha

La Psicologia dei Buddha

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Amato Maestro, cos’è la psicologia dei buddha?

Apparentemente sembra essere una scienza per i soli esseri illuminati, che hanno bisogno di tirare, spingere, sedurre, colpire o baciare i loro discepoli al momento giusto, in modo che non vacillino, non si blocchino e non cadano in trappole. Per favore, puoi rivelare qualcosa delle tue scoperte negli ultimi trent’anni?

La domanda che hai posto è una domanda a cui fondamentalmente è impossibile rispondere. Ma di certo si possono dare alcune indicazioni, fare alcuni cenni… con l’assoluta certezza che ti sfuggiranno, ma questo non è un mio problema.
Io farò del mio meglio. Da parte tua, se riesci a non essere altro che una mente passiva, silenziosa, senza cercare di interpretare, allora forse ti si potrà schiudere una certa porta.
Tutto dipende da te. Il processo non è molto difficile, si tratta solo di una vecchia dipendenza. Noi non siamo capaci di limitarci ad ascoltare, nel modo in cui, ad esempio, ascoltiamo la musica. Noi immediatamente cominciamo a reagire, a interpretare, a cercare di trovare il senso di quello che si dice. Ci perdiamo nelle nostre menti, e la musica ci passa accanto senza fermarsi.
Innanzitutto… ho usato il termine “psicologia del buddha” non per indicare ciò che esso significa. L’uomo illuminato è andato oltre la mente. Di fatto, la mente si è dissolta, proprio come si dissolvono i sogni.
Tutte le psicologie dell’Occidente si preoccupano di capire come funziona la mente, come lavora, perché certe volte funzioni bene e altre volte male. Esse hanno accettato un’ipotesi di base che è falsa: l’ipotesi che voi non siete altro che la mente, che siete una struttura di psicosoma. E naturalmente, la fisiologia guarda dentro il vostro soma e la psicologia scandaglia la vostra mente e il suo funzionamento.
Il primo punto da annotare, riguarda coloro che sono arrivati a conoscere in loro stessi uno spazio diverso, che non può essere confinato all’interno della mente, e che non può essere definito una parte del suo funzionamento. Tale spazio silenzioso, libero da qualunque pensiero, da qualsiasi increspatura, è l’inizio della psicologia dei buddha.
La parola “psicologia” viene usata in tutto il mondo a sproposito; tuttavia, quando qualcosa viene inglobato in una tradizione, diviene una convenzione, e noi di solito ce ne dimentichiamo. Perfino la stessa parola “psicologia” non indica qualcosa che riguarda la mente, ma la psiche. Il significato originario di psicologia è “la scienza dell’anima”. Non è la scienza della mente. E se la gente fosse onesta, dovrebbe usare un altro termine, perché quello usato è sbagliato, è fuorviante, e porta la gente sulla via dell’errore. Al mondo non esiste alcuna psicologia, nel senso di “scienza dell’anima”.
Per motivi arbitrari, soltanto perché ci si possa capire, diciamo che tu sei diviso in tre parti. Ma ricorda, questa divisione è puramente arbitraria. Tu sei un’unità indivisibile. Il corpo è la tua parte esterna. E’ uno strumento immensamente prezioso, che l’esistenza ti ha donato. E tu non hai mai ringraziato l’esistenza per il tuo corpo. Non sei nemmeno consapevole di ciò che esso continua a fare per te, per settanta, ottant’anni, in certi posti perfino per centocinquant’anni… e in alcune remote regioni dell’Unione Sovietica, addirittura per centottant’anni… e questa realtà mi induce ad affermare, che l’idea comune — secondo cui il corpo muore all’età di settant’anni — non sia un fatto, ma una falsa convinzione, che si è tanto diffusa, che il corpo si limita ad attenervisi.
Prima di arrivare a novant’anni, George Bernard Shaw stupì gli amici, perché si mise a cercare un luogo fuori Londra — città in cui aveva vissuto per tutta la sua vita — con l’intenzione di trasferirvisi.
Tutti gli chiesero: “A che scopo? Hai una bella casa, tutte le comodità; perché cercare un nuovo posto in cui vivere? E seguendo un’idea un po’ strampalata… alcuni pensano che ti sia rimbambito.” Infatti, Show girava per i villaggi, senza entrare in città… visitava i cimiteri, dove gironzolava, leggendo le pietre tombali…
E alla fine, decise di stabilirsi in un villaggio, dove trovò una lapide su cui era scritto: “Quest’uomo è deceduto assai prematuramente — aveva solo centododici anni”.
Show spiegò ai suoi amici: “Per quanto mi riguarda, si tratta di un’ipnosi mondiale… poiché si è tanto insistito sull’idea che si muore a settant’anni, per secoli e secoli, il corpo umano si limita ora ad assecondare tale idea. Se esiste un villaggio in cui un uomo muore a centododici anni, e gli abitanti pensano che sia morto ’assai prematuramente’, in quanto non era ancora il momento per lui di morire…”.
E George Bernard Shaw visse in quel villaggio l’ultimo periodo della sua vita, e arrivò a cent’anni.
In Kashmir, nella parte ora occupata dal Pakistan, la gente vive senza problemi fino a centocinquant’anni. E questo, semplicemente perché le loro menti non sono state avvelenate dall’idea che la vita duri solo settant’anni. Nell’Azarbaydzhan, nell’Usbekistan, angoli remoti dell’Unione Sovietica, la gente vive perlomeno centottant’anni, e non sono casi rari: migliaia di persone hanno raggiunto quell’età, e sono ancora giovani. Non hanno ancora smesso di lavorare: si occupano dei campi, dei giardini.
L’ho raccontato a uno dei miei professori, che non mi ha creduto: “Io sono un professore di filosofia e di psicologia, e non posso essere d’accordo con la tua idea secondo cui l’umanità muore a causa di un condizionamento psicologico.”
Risposi: “Te lo dimostrerò.”
Mi chiese: “Cosa intendi dire?”
“Dammi alcuni giorni”, replicai, “perché nessuna discussione può dimostrarlo. Voglio darti una prova concreta.”
Un giorno… egli viveva a quasi due chilometri di distanza dalla Facoltà di Filosofia, nel campus universitario. E aveva una salute di ferro: ogni giorno, camminava fino alla Facoltà, e a piedi tornava a casa… io andai da sua moglie e le dissi: “Mi deve fare un favore. Domani mattina, quando il Professore S.S. Roy si sveglia, gli chieda con naturalezza: ’Cos’è successo? Non hai dormito bene? Sei così pallido, non avrai la febbre?’…”.
Ma lui la zittì: “Che sciocchezze stai dicendo? Io sto benissimo. Non ho affatto la febbre, e ho dormito bene. Sto benissimo”… io avevo chiesto a sua moglie di scrivere esattamente tutto quello che il professore avrebbe risposto… in seguito, avrei raccolto queste annotazioni.
Poi, dissi al suo giardiniere: “Quando esce, tu di’ semplicemente: ’Cosa Le è successo, professore? Ha un aspetto così sofferente’… e ricordati di scrivere tutto quello che dice.” E al giardiniere rispose: “A quanto pare, stanotte non ho dormito bene”.
Vicino a casa sua, c’era l’ufficio postale, e lui passava sempre di fronte… il direttore dell’ufficio era suo amico, e io gli dissi: “Devi fare così e così…”.
Mi chiese: “Ma perché, cosa cerchi di dimostrare?”
Gli spiegai: “Si tratta di una discussione sorta tra me e il Professore S.S. Roy, e io voglio dimostrargli una certa cosa. Ti racconterò poi tutta la storia. Per ora è sufficiente che, quando il Professor Roy passa di fronte all’ufficio postale, tu esca e gli dica: ’Non ti reggi in piedi, non andare all’Università oggi. Ci penso io a informare il rettore che non stai bene’…”.
E a lui, il professore rispose: “Anch’io stavo pensando di non andarci. Ho la sensazione che qualcosa nel corpo non funzioni…”. Infine, persuasi il bidello della Facoltà di Filosofia… era sempre seduto di fronte all’ingresso… non fu facile convincerlo, ma sapeva che il Professore S.S. Roy mi voleva molto bene, quindi non potevo avere intenzioni cattive… gli dissi: “Nel momento in cui arriva… devi correre e afferrarlo. Anche se fa resistenza, non ti preoccupare; fallo sdraiare sulla panca e digli: ’Non era proprio il caso che si facesse una passeggiata di quasi due chilometri, Lei sta proprio male!’…”.
Quell’uomo replicò: “Ma io sono un semplice bidello, un pover’uomo…”.
Gli dissi: “Non ti preoccupare. Ti assicuro che non avrai fastidi. Ricordati, però, di scrivere quello che lui dirà, e fammi anche sapere se farà resistenza oppure no.”
Roy non oppose alcuna resistenza. Si limitò ad assecondare l’idea del bidello; si sdraiò sulla panchina e disse a quell’uomo: “Per favore, puoi far venire l’auto della Facoltà e dire all’autista di portarmi a casa…? Non credo proprio di poter camminare per altri due chilometri. Sto proprio male!”
Alla fine, passai a raccogliere tutti quegli appunti… S.S. Roy era sdraiato su di un lettino, simile a quelli che gli psicanalisti adoperano per i loro pazienti, e aveva l’aria di uno che fosse malato da mesi. Anche la sua voce si era affievolita, era a stento in grado di sussurrare qualcosa. Gli dissi: “Sei certamente molto malato, ma come hai fatto in una sola notte ad ammalarti al punto da sembrare infermo da mesi? Non più tardi dell’altra sera, quando ti ho lasciato, stavi benissimo.”
Rispose: “Anch’io sono perplesso…”.
Dissi: “Non occorre che tu sia perplesso. Leggi questi appunti!”
Leggendo le annotazioni — da ciò che aveva detto alla moglie, fino ad arrivare al bidello — ebbe un’improvvisa ripresa. Disse: “Sei un vero birbante… è meglio non entrare mai in polemica con te! Avresti potuto uccidermi. Stavo già pensando di fare testamento.”
Dissi: “Ecco la risposta a ciò di cui discutevamo alcuni giorni fa… il corpo segue le idee della mente.”
I settant’anni sono diventati un chiodo fisso, in quasi tutto il mondo. Ma non è una verità del corpo. E’ una corruzione del corpo, da parte della mente. E per quanto possa sembrare strano, tutte le religioni sono contro il corpo — eppure il corpo è la vostra vita; il corpo è la vostra comunione con l’esistenza.
E’ il corpo che respira, è il corpo che vi mantiene in vita, è il corpo che compie quasi dei miracoli. Avete la benché minima idea di come trasformare un filone di pane in sangue e scomporla nei suoi diversi elementi, per poi mandarli là dove sono necessari? Avete idea di quanto ossigeno richiede il vostro cervello? In soli sei minuti, se il vostro cervello non riceve ossigeno, cadete in coma. E il corpo continua a rifornire il cervello dell’esatta quantità di ossigeno, per una intera vita!
Come spiegate il processo della respirazione? Di certo non siete voi che respirate: è il corpo che continua a farlo. Se foste voi a respirare, non sareste qui. Avete così tante preoccupazioni… in ogni momento, potreste dimenticarvi di respirare… in particolare la notte: o respirate, oppure dormite… e non è un processo tanto semplice: l’aria che il corpo assume, è composta anche di diversi elementi che sono pericolosi per la vostra vita. E il corpo seleziona quelli che alimentano la vita, ed espelle quelli che sono pericolosi, in particolare l’anidride carbonica.
Nessuna religione del mondo ha mai apprezzato la saggezza del corpo. E le vostre persone più sagge, non eguaglieranno mai la saggezza del vostro corpo. Funziona in maniera perfetta! E la sua saggezza è stata tenuta assolutamente fuori dal vostro controllo, perché in questo caso avrebbe potuto rivelarsi distruttivo.
Dunque, il primo elemento che compone la vostra vita, è il corpo. E il corpo è reale, autentico, sincero. Non c’è modo di corromperlo, sebbene tutte le religioni abbiano cercato di farlo: esse vi insegnano a digiunare, una cosa contro natura, che va anche contro i bisogni del corpo… tuttavia, la persona che riesce a digiunare più a lungo, diviene un grande santo. Io, però, lo definirei lo sciocco più grande, che si è lasciato dominare dalla stupidità della folla.
Le religioni vi hanno insegnato a praticare il celibato, senza capire come funzioni il meccanismo del corpo. Voi mangiate il cibo, bevete l’acqua, respirate ossigeno… in questo modo, così come viene creato il sangue, viene creata anche la vostra energia sessuale: è qualcosa che va aldilà di voi. Non è mai esistito un solo celibe al mondo. E io sfido tutte le religioni, che pretendono di dire che i loro monaci sono celibi, a farli esaminare da scienziati: essi scopriranno che hanno le stesse ghiandole e la stessa energia di chiunque altro.
Il celibato è un crimine — esso crea solo perversioni — così come è un crimine il digiuno. Mangiare troppo è un crimine; ma lo è anche non mangiare a sufficienza. Se ascolti il corpo e ti limiti a seguirlo, non hai bisogno di un Gautama Buddha, o di un Mahavira, o di un Gesù Cristo che ti insegnino ciò che devi fare con il corpo. Esso ha un suo programma intrinseco, e tale programma non può essere modificato: può solo essere pervertito…
Mi sono imbattuto in una infinità di santi di religioni diverse, ma non ho mai incontrato un solo santo che sembrasse intelligente. Non è possibile: la sua disciplina distrugge la sua intelligenza.
Migliaia di persone, in India — e ora questa malattia si sta diffondendo in tutto il mondo — stanno ritte sulla testa… e tutti costoro ignorano che, se alla testa arriva una quantità eccessiva di sangue, il sistema nervoso può subire lesioni, è molto fragile, ed è questo sistema a creare la vostra intelligenza… ecco perché non troverete mai uno yogin che sia intelligente; è impossibile: egli ha distrutto la possibilità di esserlo!
L’uomo è divenuto intelligente perché non si muoveva orizzontalmente, come gli altri animali. Quando un animale cammina orizzontalmente, come fanno tutti, il sangue circola in eguale misura in tutto il corpo, compresa la testa. Se invece state eretti sui due piedi, l’ultimo posto a cui il sangue arriva, combattendo contro la forza di gravità, è la testa. Questo è il motivo per cui l’uomo è divenuto intelligente, ha iniziato ad essere poetico, creativo.. e sono nati i pittori, i danzatori, i mistici. Ma voi non ne siete consapevoli. L’intero processo è stato tenuto fuori dal vostro controllo, altrimenti ci sarebbe stato il rischio che vi poteste distruggere.
Quindi, io vi insegno, prima di tutto, ad avere un profondo rispetto, amore e gratitudine per il vostro corpo. Questa sarà la base della psicologia dei buddha, della psicologia di coloro che si sono risvegliati.
Al secondo posto, dopo il corpo, viene la vostra mente. La mente non è altro che una finzione. Essa è stata adoperata, — di fatto adoperata anche troppo — da ogni sorta di parassiti. Questi sono le persone che vi insegneranno sempre a essere contro il corpo e a favore della mente.
Esiste un meccanismo, che si chiama cervello. Il cervello fa parte del corpo, ma non ha un suo programma intrinseco. La natura è così compassionevole, che lascia il cervello privo di un suo programma intrinseco: questo significa che l’esistenza vi dona la libertà. Qualsiasi cosa vogliate fare del vostro cervello, potete farla. Ma ciò che è stato fatto per compassione da parte della natura, è stato poi sfruttato dai vostri preti, dai vostri politicanti, e dai vostri cosiddetti “grandi uomini”. Essi hanno compreso la grande opportunità di riempire il cervello con ogni genere di stupidaggine.
Il cervello è una tabula rasa: qualsiasi cosa inscriviate su di lui, diventa la vostra teologia, la vostra religione, la vostra ideologia politica. E ogni genitore, ogni società, sono estremamente solleciti nel non lasciare che il vostro cervello sia nelle vostre mani: fin dai primi giorni, iniziano a incidervi sopra il Santo Corano, la Sacra Bibbia, la Bhagavadgita… e all’epoca in cui venite definiti “adulti”, e siete riconosciuti capaci di prendere parte agli affari del mondo, non sarete più voi stessi.
E’ un gioco così astuto, e così criminale, che mi sorprende che nessuno lo abbia mai messo in evidenza. Nessun genitore ha il diritto di forzare il figlio a essere un cattolico, un hindu o un giainista.
I bambini sono nati attraverso di voi, ma non vi appartengono… non puoi essere il padrone di un essere vivente. Puoi amare i tuoi figli, e se li ami veramente, darai loro la libertà di crescere secondo la propria natura, senza alcuna persuasione, senza alcuna punizione, senza alcuna forzatura, da parte di chiunque.
Il cervello è un’ottimo strumento: esso testimonia la libertà donatavi dalla natura, è uno spazio in cui crescere. Ma la società, prima che possiate crescervi, lo riempie con ogni sorta di stupidaggini.
Conoscevo un uomo, il professore Rungar, che viveva nell’ashram del Mahatma Gandhi. Non si trattava proprio di un ashram: ci vivevano solo alcune vedove e alcune persone bizzarre; in tutto, non più di venti persone. Ma il cibo è gratis, i vestiti sono gratis, si può dormire gratis, e tutto ciò che si deve fare sono alcune banalità… essi le chiamano adorazione, la definiscono preghiera.
Il professor Rungar era un uomo istruito, ma ciò non ha importanza… prima della vostra istruzione, viene il vostro esser già contaminati, siete già inquinati. Per cui, nonostante la sua cultura, per sei mesi, non fece altro che mangiare sterco e bere urina di vacca… queste cose furono il suo unico cibo; e tutto questo fece di lui un grande santo. Il Mahatma Gandhi dichiarò persino che si era illuminato! Se per raggiungere l’illuminazione bastasse mangiare sterco di vacca, se ne potrebbe dedurre che, per una migliore illuminazione si deve mangiare merda di toro! E quando Mahatma Gandhi disse che si era illuminato, l’intero paese ci credette ciecamente… non ho mai trovato qualcuno che avanzasse delle riserve.
Io dissi al professor Rungar: “Per me, lei è l’uomo più stupido di questo paese”. E’ una gara durissima…
Ma guardate tutte le vostre religioni, guardate con che cosa vi hanno riempito il cervello!
E troverete lo stesso tipo di idee ovunque… desidero che lo si capisca con chiarezza: il cervello è naturale; la mente è il materiale con cui lo si è riempito. Per cui, il cervello non è cristiano, ma la mente può esserlo; il cervello non è hindu, ma la mente può esserlo.
La mente è una creazione della società, non è un dono della natura. Come prima cosa, la psicologia dei buddha, elimina tutto questo ciarpame che voi chiamate mente, e lascia il vostro cervello nel più assoluto silenzio, nella purezza e nell’innocenza che avevate, quando siete nati.
La psicologia moderna, in tutto il mondo, sta facendo qualcosa di stupido: analizza la mente, analizza tutti i pensieri che formano la vostra mente.
In Oriente, abbiamo scrutato nelle sfere più intime dell’umanità, e abbiamo compreso che la mente non richiede analisi alcuna: sarebbe come analizzare ciarpame. Occorre semplicemente ripulirla da quei contenuti. E nel momento in cui tutto questo viene cancellato — e il metodo per farlo, è la meditazione — siete lasciati con un corpo che è assolutamente bello, con un cervello assolutamente silenzioso, libero da qualsiasi rumore. E quando il cervello è libero dalla mente, l’innocenza del cervello diventa consapevole di un nuovo spazio, che noi abbiamo chiamato anima.
Allorché avete trovato la vostra anima, avete trovato la vostra casa. Avete trovato il vostro amore, avete trovato la vostra estasi inesauribile, avete scoperto che l’intera esistenza è pronta perché voi danziate, perché voi gioite, cantiate… perché viviate intensamente, e moriate beatamente. Queste cose accadono spontaneamente.
La mente, è la barriera tra il vostro cervello, il vostro corpo e la vostra anima. Potete vedere la differenza: la psicologia nata in Occidente si preoccupa della parte non-essenziale di voi: essa continua a girare in circolo, analizzando la mente. La psicologia dei buddha, in un solo colpo, fa cadere la mente e accetta solo ciò che l’esistenza vi ha donato, non la società in cui, sfortunatamente, siete nati.
Ma ogni società è sfortunata, ogni religione è infausta: questa è la più grande calamità con cui l’umanità abbia sinora convissuto. Qual è la differenza tra un maomettano e un cristiano, eccetto la mente? Qual è la differenza tra un comunista e uno spiritualista? Solo la loro mente è diversa: sia l’uno che l’altro hanno avuto un’educazione diversa.
Quindi, la prima cosa, e la più essenziale, è che la psicologia dei buddha ha sviluppato metodi di meditazione, che di fatto non sono altro se non metodi chirurgici, in grado di asportare la mente: è l’escrescenza cancerogena peggiore, che sia cresciuta in voi.
Fatta eccezione per la mente, ogni altra parte del vostro essere, è assoluta bellezza. E questo perché solo la mente è un manufatto umano. Tutto il resto, proviene dalla sorgente eterna della vita.
Mi chiedi: “In apparenza sembra essere una scienza per i soli esseri illuminati, che hanno bisogno di tirare, spingere, sedurre, colpire o baciare i loro discepoli al momento giusto, in modo che non vacillino, non si blocchino e non cadano in trappola.”
Per gli illuminati non sembra affatto una scienza, ma semplici “pulizie di primavera”. Mentre, per chi non è illuminato sembra proprio essere ciò che tu dici: serve a “tirare, spingere, sedurre, colpire o baciare i loro discepoli al momento giusto”.
E’ così che appare, vista dall’esterno. Ma, dal punto di vista del maestro, ogni momento è il momento giusto.
Al mondo non esistono momenti sbagliati.
E di certo, non è una scienza nel senso che voi intendete, perché la scienza rimane confinata alla mente. Assomiglia di più a un’arte. Il maestro osserva il discepolo; continua a fare ogni possibile sforzo per svegliarlo. Nel momento in cui il discepolo si risveglia, non esiste differenza alcuna tra maestro e discepolo… ed egli può usare qualsiasi tipo di metodo arbitrario. Ma i metodi sono sempre arbitrari, non sono scientifici. Vi farò un esempio, per dimostrarvi come la scienza sia un fenomeno di gran lunga inferiore….
Una mattina Chuang Tzu si mise a sedere sul letto… la cosa era strana perché era solito alzarsi di buona lena… come mai, se ne stava seduto, con un’aria tanto afflitta?
Non era uomo da essere afflitto dalla tristezza.
In realtà, non ho mai trovato nessun altro, nel mondo della letteratura, che abbia scritto delle storie tanto belle e tanto assurde. Esse non hanno alcun senso, ma sono meravigliose.
Anche in quel caso, stava creando una situazione…
I discepoli erano preoccupati, accorsero e chiesero: “Cosa succede?”
Chuang Tzu disse: “Ho un grosso problema: la notte scorsa ho dormito… sapevo perfettamente di essere Chuang Tzu. Ma durante la notte ho sognato di essere diventato una farfalla.”
I discepoli risero. Ma lui disse: “Zitti! Non è uno scherzo, la mia vita è in pericolo!” Essi replicarono: “Maestro, si è trattato solo di un sogno!”
Ma lui disse: “Prima dovete ascoltare tutta la storia… al mattino, quando mi sono svegliato, in me è nata l’idea che se Chuang Tzu può diventare una farfalla in un sogno, cosa mi garantisce che una farfalla non possa diventare Chuang Tzu in un sogno? E ora mi chiedo: chi sono io? La farfalla che sogna, o…”
Di certo, la situazione che aveva creato era irrisolvibile. Credete che possa esistere una soluzione razionale, per questo caso? La sua domanda è molto pertinente: se Chuang Tzu in un sogno può diventare una farfalla, è possibile che anche una farfalla addormentata, diventi Chuang Tzu. Il problema è che Chuang Tzu sta perdendo la sua identità. Egli disse ai suoi discepoli: “Meditate e trovate una soluzione. Fino a che non ne troverete una, resterò seduto sul mio letto senza mangiare, perché è di una questione di vita o di morte.”
Essi uscirono, discutendo: “E’ una cosa completamente assurda! Anche noi abbiamo sognato, ma questa idea…”, eppure l’idea non dava vie d’uscita!
A quel punto, arrivò Lieh Tzu, il primo discepolo di Chuang Tzu, e tutti gli altri chiesero a lui cosa dovessero fare. Lui disse: “Non vi preoccupate.” E, invece di andare da Chuang Tzu, si avviò verso il pozzo. Gli altri chiesero: “Dove vai?”
Lui rispose: “Aspettate. Conosco il mio maestro.” E tirò su un secchio d’acqua. Era una fredda mattinata d’inverno, ed egli portò quel secchio d’acqua… e lo versò addosso a Chuang Tzu.
Chuang Tzu rise e disse: “Se tu non fossi venuto, la mia vita sarebbe stata in pericolo. Mi hai salvato!”
Lieh Tzu ribatté: “Esci subito dal letto, o tornerò con un altro secchio d’acqua. Hai solo bisogno di essere tirato fuori dal tuo sogno… stai ancora sognando!”
E Chuang Tzu disse: “No, no, esco subito!”
I maestri non possono creare una scienza, poiché la scienza può essere solo obiettiva. Tuttalpiù potete chiamarla arte, perché l’arte ha più flessibilità, una gamma maggiore di approcci diversi…
Ebbene, come definireste il metodo di Lieh Tzu, che arriva con un secchio d’acqua? Un metodo scientifico? E’ solo una limpida intuizione, da cui scaturisce un metodo arbitrario, ingegnoso, ma intelligente.
Di fatto, Chuang Tzu aspettava che qualche discepolo facesse qualcosa… non era una questione che si potesse risolvere stando seduti e ponderandola. Era una questione risolvibile solo se qualcuno faceva qualcosa che dimostrasse, col suo gesto, di avere chiarezza… e in quel momento, Chuang Tzu dichiarò Lieh Tzu il suo successore. Tutti gli altri discepoli non furono in grado di capire ciò che era accaduto: che soluzione era mai quella?
La psicologia dei buddha non è una scienza, non è una filosofia. Tuttalpiù la possiamo definire un’arte molto flessibile. Ecco perché non esistono risposte fisse per ogni situazione.
Vi farò un altro esempio. Una mattina, doveva essere una mattina stupenda, un uomo arriva da Gautama il Buddha e gli chiede: “Esiste Dio?”. Tutti sono curiosi di sentire ciò che Buddha risponderà.
E Buddha dice all’uomo: “Non esiste alcun Dio… non solo adesso, non è mai stato esistito. E’ una semplice invenzione, per sfruttare gli sciocchi.” L’uomo ne rimane profondamente colpito.
Nel pomeriggio arriva un altro uomo, che chiede: “Cosa pensi dell’esistenza di Dio?” Di nuovo, la stessa domanda…
Buddha guarda l’uomo e dice: “Certo, Dio esiste, ed è sempre esistito.”
E la sera arriva un altro uomo e anche lui chiede: “Non so nulla di Dio. Sono assolutamente ignorante. Sapendo che tu eri qui, sono venuto per avere lumi su questa questione.”
Buddha lo guarda, e poi chiude gli occhi… nessuna risposta e, cosa strana, i discepoli videro che anche l’altro chiudeva gli occhi. Passò probabilmente un’ora prima che l’uomo li riaprisse, toccasse i piedi di Gautama il Buddha e dicesse: “Hai risposto alla mia domanda, e io ti sono immensamente grato.”
Ananda, che accudiva Gautama il Buddha ventiquattr’ore al giorno, andò in completa confusione. Chiunque si sarebbe confuso: al mattino dice una cosa, nel pomeriggio dice esattamente il contrario, e la sera non dice nulla e l’uomo riceve la risposta, gli tocca i piedi, piange di gioia e se ne va!
Quando tutti se ne furono andati, Ananda disse: “Stanotte non potrò prendere sonno se non mi dirai qual era la vera risposta.”
Gautama il Buddha disse: “Innanzitutto, devi ricordare una cosa: nessuna di quelle domande era la tua. Perché mai dovresti preoccuparti delle risposte? Tu sei stato con me per quarant’anni. Se avessi avuto delle domande, avresti potuto farmele. Queste erano domande di tre diverse persone.”
Ananda disse: “E’ vero, mi dispiace. Nessuna di quelle domande era mia, ma io ho orecchie e ho udito. E tutte e tre le domande, e le tre risposte erano così in contraddizione, che adesso ho in me una profonda agitazione.”
Buddha disse: “Tu non capisci un’altra cosa. Il primo uomo che era venuto a farmi visita, era un credente in Dio. Era un teista, e tutto ciò che voleva, non era una risposta, ma un sostegno al suo credo. Io non posso sostenere il credo di nessuno. La mia funzione è distruggere tutti i credo, in modo che uno possa vedere da solo, in prima persona, direttamente, cosa sia la verità. Ecco perché ho decisamente negato l’esistenza di qualsiasi Dio, e ho detto che non è mai esistito nessun Dio.
L’uomo che è venuto nel pomeriggio era esattamente l’opposto: era un ateo. Egli non credeva in Dio, e anche lui era venuto qui per avere un sostegno, per poter dire alla gente: “Non solo io sono ateo… lo è anche Gautama il Buddha.” Ma anche questo è un credo, non un’esperienza, perché l’esperienza non pone mai domande. E’ sempre una professione di fede che continua a creare domande.”
La tua mente trabocca di professioni di fede, tutte prive di esperienza. Ecco perché Gautama il Buddha disse: “Ho dovuto essere molto severo con quel tale, e gli ho detto che c’è un Dio e che c’è sempre stato.”
Si tratta di semplici metodi arbitrari, per distruggere diversi tipi di professione di fede. Ma lo scopo fondamentale è distruggere i credo, in modo che possiate trovare il vostro cuore, la vostra fiducia essenziale.
“E il terzo era un uomo molto innocente, perché accettava la propria ignoranza, e non rivendicava alcun credo. Non era venuto per trovare sostegno alle sue tesi, era venuto per essere veramente aiutato. E c’è differenza tra essere sostenuti nelle proprie convinzioni e essere aiutati. “Poiché non aveva alcuna domanda, non c’era bisogno di rispondere. Io ho chiuso gli occhi e lui ha capito che anche lui doveva chiuderli: forse avrà pensato che era questo il modo in cui Gautama il Buddha gli avrebbe risposto… e aveva ragione: l’innocenza ha sempre ragione. In quell’unica ora, il mio silenzio è entrato nel suo essere. La mia presenza ha circondato il suo essere. Egli ne è rimasto immensamente appagato, si è realizzato.
“A nessuno interessava Dio… di certo, non preoccupava quest’ultimo uomo. Tutto ciò che egli voleva, era una particolare comunione con l’esistenza, in qualsiasi modo la si voglia chiamare. Tu sei perplesso per il fatto che abbia detto: ’Ho ricevuto la risposta’, sebbene io non gli abbia risposto con parole. E, in segno di gratitudine, mi ha toccato i piedi, piangendo di gioia. Io gli ho fatto provare il gusto… gli ho dato l’esperienza; ho condiviso me stesso con lui: ecco perché era così riconoscente. Ma, in ognuno dei tre casi, ho dovuto usare un diverso metodo, e tutti e tre erano arbitrari, perché quelle tre persone avevano tre menti diverse.”
La psicologia dei buddha non può essere una scienza. La scienza è sempre oggettiva, riguarda “l’altro da sé”; non riguarda mai il tuo stesso essere. E’ estroversa, non è mai introversa.
Ma l’uomo che si è risvegliato, trova i modi per scuoterti dal tuo sonno, per svegliarti dalla tua mente, che rappresenta il tuo coma, che è la tua cecità. Ecco perché, maestri diversi, di diversi paesi, hanno usato metodi differenti. Nessun metodo è scientifico. Dipende dalla persona su cui bisogna agire: questo tipo di intervento chirurgico, non può essere definito “scienza”. Pertanto, la psicologia dei buddha, sarà estremamente flessibile.
Certo, a volte è possibile che il maestro ti colpisca, e a volte che ti abbracci: tutto dipende dal tipo di mente su cui sta lavorando… ed egli sta lavorando su tipi di mente diversi. Voi tutti avete menti diverse; altrimenti, sarebbe stato sufficiente un unico metodo.
Tradizionalmente esistono centootto metodi diversi di meditazione. Io li ho sperimentati tutti, non mi sono limitato a leggere ciò che di essi è scritto sui libri: ho provato ognuno di questi metodi. La mia ricerca consisteva nel trovarne il nucleo essenziale, perché doveva esserci, necessariamente, qualcosa di essenziale. E per mia esperienza, posso dire che l’essenza di tutte le meditazioni è l’arte di testimoniare, di essere testimoni.
Perciò, alla fine, ho creato i miei metodi, perché ho scoperto quel nucleo essenziale. Quei centootto metodi sono diventati, in un certo senso, obsoleti: furono creati da maestri diversi, per tipi di persone diverse, per trasformare menti diverse. La mente dell’uomo contemporaneo non esisteva ancora: la mente dell’uomo contemporaneo ha bisogno di metodi nuovi. E i metodi saranno diversi rispetto a ciò che non è essenziale. Il nucleo essenziale, l’anima del metodo, sarà sempre lo stesso.

Osho, Tratto dOsho, Tratto da: Oltre le Frontiere della mente

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