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La Moringa Oleifera

La Moringa Oleifera

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L’Albero Magico che purifica

Questa proprietà di purificazione è ben nota nelle zone nelle quali spesso l’acqua non è pura. In tali luoghi, la Moringa oleifera è definita come ‘l’albero dell’acqua pulita’. Nella valle del Nilo, per esempio, è nota con il nome di ‘Shagara al Rauwaq’ che significa testualmente ‘albero che purifica’. Era la pianta preferita di Fidel Castro, il cui stato di salute (pur se avvolto dal mistero) sembra abbia avuto alle spalle l’aiuto miracoloso della Moringa che aiuta il sistema immunitario in generale, oltre a essere una panacea per la pelle e lo stomaco, in quanto ricca di vitamine e minerali.

Sembra che il leader cubano ne aveva una ‘piantagione privata’ a cui attingere, e Cuba sta investendo moltissimo nella produzione di Moringa, cooperando con la Cina attraverso strutture di ricerca nello Yunnan (una provincia della Cina) e a L’Avana. ‘Ha decine di proprietà medicinali’, ha detto Fidel Castro, ‘E i suoi effetti sul sistema digestivo sono molto buoni, oltre alle sue elevate qualità proteiche, ma non si dovrebbero superare i 30 grammi al giorno. So che alcuni ne consumano in forma di the, o in polvere, con ottimi risultati grazie anche alle sue qualità sedative che sono utili per un tranquillo riposo’.

La Moringa Oleifera è originaria dell’India orientale, delle regioni ai piedi della catena himalayana dell’Uttar Pradesh. La specie è variamente diffusa e coltivata in tutta la fascia tropicale ed equatoriale del pianeta, soprattutto Etiopia, Filippine e Sudan. In Sudamerica si trova a Cuba, nella Repubblica Dominicana, in Paraguay e in Argentina. Raggiunge dai 4 ai 7 metri di altezza, ma con un suolo profondo e fertile supera anche i 10 metri. In ambiente tropicale la pianta può fiorire due o tre volte all’anno. Le radici hanno un forte odore e sapore di ravanello, da cui deriva il nome di horseradish tree, cioè ‘l’albero del ravanello’.
 Praticamente, tutta la pianta è commestibile e di notevole interesse dal punto di vista nutrizionale.

Le foglie sono molto ricche in proteine, vitamine e sali minerali e hanno un sapore leggermente piccante e gradevole anche allo stato crudo. Spesso sono preparate in insalata, ma possono essere cotte come gli spinaci. Contengono il 25% in peso di proteine (più delle uova e il doppio del latte di mucca), il quadruplo in vitamina A delle carote, quasi otto volte la vitamina C delle arance, il triplo del potassio delle banane.

Un simile contributo proteico e vitaminico fa pensare che tale nutrimento possa essere un utile supporto per le gestanti e per l’allattamento umano in condizioni di povertà e difficoltà. Per quanto riguarda i frutti, l’uso più diffuso e frequente è la preparazione (mediante bollitura) dei baccelli immaturi -detti ‘mazze da tamburo’- che hanno il sapore degli asparagi. Nella medicina Siddha sono considerati dei potenti afrodisiaci per ambedue i sessi.

I semi vengono assunti bolliti o tostati e hanno il sapore dei ceci. L’estrazione di olio dai semi è un’importantissima risorsa: i semi contengono dal 30 al 50% di olio (le olive dall’8 al 20%). L’olio estratto contiene dal 65 al 76% di acido oleico che è lo stesso grasso insaturo dell’olio d’oliva. L’olio è dolce, saporito, non irrancidisce ed è adatto all’alimentazione umana.

Estratti gli oli dai semi, la pasta residua contiene il 60% di proteine pregiate. Questa è una quantità enorme se si considera che il residuo dell’analogo trattamento della soia (prodotto di discreta qualità proteica vegetale) produce dal 30 al 35% di proteine, la cui gamma di aminoacidi, come per la gran maggioranza degli altri vegetali noti, è incompleta.

imageLe proteine ottenute della pasta residua sono adatte per l’alimentazione umana. Anche le radici sono commestibili e, come accennato, hanno sapore piccante come di ravanello. L’aroma piccante delle radici è più pronunciato di quello delle foglie. L’uso comune delle radici è quello di aromatizzante (analogo al rafano), ma per la presenza di un alcaloide (la spirochina) che interferirebbe con la trasmissione nervosa ne è sconsigliato l’uso in quantità eccessiva. Anche i fiori sono commestibili, e di norma si preparano in insalata.

La moringa è una pianta mellifera e, quindi, dai suoi fiori può esser prodotto il miele. È di grande rilievo il fatto che il contenuto proteico delle parti della pianta è completo (cioè contiene tutta la gamma degli aminoacidi, anche quelli pregiati), fatto pressoché unico tra i vegetali.

Tali caratteristiche rendono la Moringa una pianta interessante dal punto di vista umanitario, in quanto possiede un grande potenziale per combattere fame, malnutrizione, e povertà. L’olio estratto dai semi può essere usato per produrre saponi, lubrificanti e cosmetici dal valore equivalente a quelli prodotti con l’olio di oliva, e quindi piuttosto elevato. Dalle foglie di Moringa oleifera si può preparare, mediante infusione delle foglie in acqua per diversi giorni, un concime liquido. L’aumento di crescita delle piante concimate mediante la nebulizzazione del liquido ottenuto sulle superfici assorbenti è notevole (fino al 25%).

L’uso più famoso della pianta è quello di depurazione dell’acqua tramite i semi. La farina di semi di moringa è un ottimo depuratore dell’acqua o di altri liquidi alimentari, in quanto ‘fissa e adsorbe’ i corpi batterici e le altre impurità in sospensione nel liquidi inglobandoli in fiocchi che poi precipitano al fondo, lasciando il liquido più limpido e depurato.

Per quanto riguarda l’azione curativa della meringa oleifera, tutte le sue parti (fiori, frutti, semi, corteccia e foglie) vengono ampiamente utilizzate per la preparazione di medicinali per la cura di alcune malattie largamente diffuse: artrite, anemia, reumatismi e dolori articolari, diarrea, asma, stipsi, cancro, mal di stomaco, ulcere, mal di testa, pressione alta, epilessia, diabete, problemi legati al cuore, infezioni, problematiche legate alla tiroide, calcoli e ritenzione idrica.

Inoltre ha un’ottima azione antiossidante e antinfiammatoria, e mostra un profilo nutrizionale molto ricco di sostanze importanti (e con un contenuto calorico molto basso). Infatti, è un alimento multivitaminico naturale contenente 90 sostanze nutritive e 46 sostanze antiossidanti, ed è la più ricca fonte di ferro e di calcio naturale. La maggior parte degli integratori alimentari a base di moringa vengono prodotti utilizzando le sue foglie, note per essere una straordinaria fonte di vitamine del gruppo B, di vitamina C e di beta-carotene (due dei più efficaci antiossidanti presenti in natura), di vitamina K e di proteine.

Il calcio (minerale fondamentale per le nostre ossa) nelle foglie di moringa è più del triplo che nel classico latte vaccino e il potassio (importante per la salute dei nostri muscoli) contenuto in 100 grammi di foglie di moringa equivale a quello contenuto in 300 grammi di banane. Ecco un modo diverso di mangiare la solita insalata. Basterà scegliere la verdura fresca che preferiamo, condire con aceto di mele (o limone) e poco olio extravergine e potremmo anche evitare di utilizzare il sale, perché l’aggiunta di 1 cucchiaio di farina di moringa cambierà immediatamente il gusto della nostra insalata.

imageProprio per la grande quantità di vitamine e sali minerali la moringa oleifera funge anche da idratante e drenante naturale, con un grande potere depurativo. Importante è la capacità di questa pianta di migliorare lo stato del nostro apparato cardiocircolatorio ed è anche un buon supplemento durante le diete dimagranti perché, oltre ad aumentare il metabolismo basale, è in grado di mantenere il giusto livello di energia (poiché ha un elevato contenuto di proteine). Dunque, stabilizza i livelli ormonali, il metabolismo e aiuta nel controllo del peso.

La dose giornaliera da assumere questa particolare e straordinaria pianta varia a seconda della patologia riscontrata e nel modo in cui essa si presenta. Partendo dal presupposto che la moringa è ricca di proteine, sali minerali e vitamine, è facile pensare al suo contributo nella protezione delle cellule del corpo umano da eventuali danni proprio grazie alle sue proprietà antiossidanti.

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Dicono che l’assunzione di 3 grammi di polvere di questa pianta presa due volte al giorno per la durata di 21 giorni circa può essere utile per ridurre sensibilmente gli attacchi per tutti coloro che soffrono di asma. Per le donne che vogliono incrementare la produzione di latte materno dopo il parto, sembra che il dosaggio giornaliero di moringa di 4 grammi-dose per due volte al giorno sia un forte aiuto in caso di scarsità di colostro.

La dose standard (nel caso non vi siano patologie gravi in corso) è di circa 1 cucchiaino al giorno per la durata di 3/5 giorni, qualora invece vi trovaste in situazioni in cui è necessario utilizzare dei ricostituenti (per esempio dopo una malattia virale) la dose può arrivare fino a due cucchiaini al giorno. Chi pratica sport trova giovamento da questo tipo di integratore alimentare, ma è comunque sconsigliato assumerne più di 4 cucchiaini al giorno.

Quando ci si trova ad assumere un farmaco per la prima volta è facile sbagliare il dosaggio giornaliero; però, anche con la moringa il vostro corpo non tarderà a farvi capire se il dosaggio è troppo alto, con dei campanelli d’allarme ai quali bisogna prestare attenzione (nausea, mal di pancia, diarrea, bruciore di stomaco). Per non incorrere in questi effetti collaterali sarà sufficiente iniziare con mezzo cucchiaino di prodotto al giorno.

Gli effetti indesiderati possono essere tenuti sotto controllo o diminuendo le dosi giornaliere oppure suddividendo il quantitativo di moringa nei tre principali pasti della giornata… ma è sempre meglio ‘prevenire’ che correre ai ripari! Dopo due settimane di assunzione regolare di moringa è possibile rivedere le dosi, aumentandole o diminuendole a seconda della reazione avuta dal vostro organismo.

Se pensate di iniziare una cura a base di moringa è importante tenere in considerazione la vostra età, il vostro stato di salute, l’attività fisica giornaliera che praticate, il vostro sesso e altri fattori ambientali. Ed è sempre consigliabile interpellare il proprio medico curante o il farmacista di fiducia.

Oltre ad essere ingerita, la polvere di meringa può essere applicata localmente sulla pelle in caso di ascessi, gengiviti, forfora, morsi, verruche e ferite, ovviamente le dosi dipendono dall’ampiezza della zona da trattare. Il momento migliore per assumerla è senza dubbio la mattina, a stomaco pieno dopo aver fatto colazione. Abbiamo visto gli effetti benefici della moringa oleifera sulla nostra salute, ma come possiamo inserirlo nella nostra dieta, in modo da sfruttare tali benefici?

Intanto ecco una semplice idea per un centrifugato detossinante (estivo): acqua naturale (possibilmente alcalina), anguria, ‘un pizzico’ di moringa in polvere. La moringa con l’aiuto dell’anguria aiuterà la progressiva eliminazione delle tossine del tuo corpo.

Ovviamente, esistono diversi integratori a base di moringa, ma possiamo sfruttare le proprietà di questa pianta anche nella cucina di ogni giorno. La moringa in polvere può essere inserita in frullati, tisane (con aggiunta di miele per migliorare il gusto), insalate e zuppe.

La farina di moringa permette di sfruttare in modo semplice anche in cucina le proprietà di questa pianta utile alla nostra salute. Con questa farina si può dare un gusto nuovo a diversi piatti… ma come si ottiene la farina di moringa? Si ottiene dalla macinazione delle foglie essiccate della pianta. Abbiamo infatti visto che è nelle foglie che si riscontra una concentrazione di vitamine e minerali di gran lunga maggiore rispetto alla frutta e alla verdura che normalmente portiamo in tavola. Il sapore della farina di moringa, che è leggermente piccante, permette di usarla con molta facilità nei piatti salati.

Infatti, sembra che la farina di moringa sia un ottimo ingrediente per le minestre di verdure oppure per zuppe (così piacevoli nella stagione invernale), e il leggero retrogusto piccante fa sì che la minestra acquisti un sapore del tutto nuovo! L’unica accortezza per utilizzare la farina di moringa in questi piatti è quella di evitare di cuocere la farina stessa: infatti la cottura porta alla perdita di parte delle sostanze nutritive contenute nella moringa. Quindi la scelta più indicata è quella di aggiungere la moringa alla fine della cottura, mescolando bene; e la farina sarà utile anche per addensare zuppe e minestre, nel caso siano troppo brodose. images-73

Una ricetta per una merendina veloce, con poche calorie ma in grado di soddisfare il palato, è un bel frullato con cui fare il pieno di vitamine e antiossidanti aggiungendo la farina di moringa alla frutta da noi scelta.

Per esempio, possiamo provare a mescolare 2 pere, 2 arance e 1 mandarino tagliati a pezzi, 20 grammi di frutta secca (noci, mandorle o anacardi secondo il nostro gusto), 1 cucchiaio di farina di moringa, 1 cucchiaino di miele integrale. Mettiamo tutti gli ingredienti nel frullatore, aggiungiamo 150 ml di acqua e frulliamo finché non otteniamo una crema pronta da bere subito. Se vogliamo, possiamo sostituire l’acqua con la spremuta di arancio e aggiungere un pizzico di zenzero (ottenendo un sapore ancora più piccante) al nostro frullato e utilizzare banane, kiwi oppure mele.

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Un altro classico della cucina regionale italiana è il pesto… Prepararlo aggiungendo la farina di moringa è semplicissimo; Pestiamo insieme (o frulliamo) 1 spicchio d’aglio, 50 grammi di foglie di basilico, 40 grammi di parmigiano reggiano, 30 grammi di pinoli, aggiungiamo 100 ml di olio extravergine di oliva e 1 cucchiaio di farina di moringa. Et voilà!…

Sarà buono? Per saperlo dovremo provarlo!

Comunque, ricordiamoci sempre di attenerci alle dosi consigliate e anche di arrivarci gradualmente, ascoltando le necessità vere del nostro organismo e usando sempre il buon senso! Il fatto di scegliere di curarci con metodi o sostanze naturali (che si trovano in Natura) non ci preserva da ‘inconvenienti’ e non è detto che ciò che è naturale sia per definizione ‘innocuo’.

Chi ha studiato farmacologia ha di certo sentito ripetere fino allo sfinimento la frase del grande medico Paracelso: dosis sola facit ut venenum non fit… e cioè che ‘solo la dose fa sì che una sostanza non divenga un veleno’.

Beatrice Marchetti-Mondo Naturale, L’Armonia della Vita!

fonti: it.wikipedia.org www.moringa-italia.it www.repubblica.it

Articolo revisionato dalla Redazione de IL SAPERE

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