Wednesday, 17/10/2018 UTC+2
IL SAPERE
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La Meditazione va Bene per Me ?

La Meditazione va Bene per Me ?

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Quelli seri…
La meditazione dev’essere un’attività gioiosa, dev’essere una canzone. Non devi farla come se fosse un dovere, devi divertirti, giocare. Se mediti come se fosse un dovere sei completamente fuori strada. In questo caso non può accadere. Può accadere solo se sei di un umore molto leggero, assolutamente non serio. La serietà è pesante, e tutto ciò che è pesante ti trascina in basso. Devi essere leggero come un bambino che gioca sulla spiaggia, che raccoglie conchiglie, pietruzze colorate, che corre di qua e di là, quasi come se fosse parte del vento e del mare e della sabbia e del sole. Quando c’è questa leggerezza, acquisti le ali per volare in alto. E meditazione vuol dire un movimento verso l’alto della tua energia.

Osho: The Imprisoned Splendor, Chapter 14 (Diary)

Non voglio che siate seri. Sono assolutamente contrario alla serietà: è una malattia spirituale. La risata è salute spirituale, e ti libera dei tuoi fardelli. Quando ridi, puoi mettere da parte la mente con grande facilità. Per una persona che non sa ridere, le porte del buddha sono chiuse. Per me ridere è uno dei valori più alti. Nessuna religione è mai stata di quest’idea. Tutte hanno insistito sulla serietà, ed è a causa di questa pretesa che il mondo è malato a livello psicologico.

The Language of Existence, Discorso 5

Quelli spirituali…
Ciò che faccio è molto semplice, comune; non c’è nulla di spirituale o di sacro. Non voglio fare di voi dei santi, voglio solo che siate persone sane, normali, intelligenti, che vivono con gioia, danzando e celebrando”.

Zen: The Special Transmission, Discorso 1

Quelli della New Age…
Il movimento della New Age è solo una moda che scomparirà molto presto, come sono scomparsi tutti gli altri movimenti. Adesso non vedi più gli hippies… È un grosso fenomeno che tanti hippies siano scomparsi all’improvviso. Che è accaduto alla loro rivoluzione? Era un movimento rivoluzionario; era un uscire dalla società. Perché ora sono rientrati nella società? Tutti questi movimenti hanno vita breve. Hanno nomi bellissimi – questo non è importante – ma non hanno una filosofia radicale in grado di cambiare gli esseri umani. Il movimento della New Age non ha nulla di unico, di originale, per trasformare gli individui. È una moda che morirà presto, solo una fase di passaggio. Io non faccio parte di alcun movimento. Ciò che faccio è eterno. È accaduto da quando il primo uomo è apparso sulla terra, e continuerà fino a che vivrà l’ultimo uomo. Non è un movimento, è il nucleo stesso dell’evoluzione. Quindi hai ragione quando non mi conti come parte del movimento della New Age. Non lo sono: sono parte dell’evoluzione eterna dell’uomo. La ricerca della verità non è né vecchia né nuova. La ricerca del tuo essere non ha nulla a che fare con il tempo. È un fenomeno non temporale. Io me ne andrò, ma ciò che faccio continuerà. Lo farà qualcun altro. Quando io non c’ero, lo faceva qualcun altro. Nessuno ne è il fondatore, nessuno ne è il leader. È un fenomeno molto vasto: tante persone illuminate sono apparse, sono state di aiuto e poi sono scomparse. Ma il loro aiuto ha portato l’umanità un po’ più in alto, ha reso l’umanità un po’ migliore, un po’ più umana. Si sono lasciati dietro un mondo più bello di quello che avevano trovato.

Osho: Socrates Poisoned Again After 25 Centuries, #11

Quelli che hanno fede…
“La fede è il nemico della fiducia. Fidati della vita! Non avere nessuna fede, evitale tutte! Evita qualsiasi fede, che sia induista, mussulmana o cristiana. La ricerca devi farla di persona. Forse arriverai alla stessa verità, perché la verità è una sola. Quando l’avrai trovata, potrai dire che sì, la Bibbia è vera, ma non prima. Se non l’hai sperimentata di persona, se non sei diventato un osservatore diretto, tutti i Veda e le Bibbie sono inutili. Saranno solo un peso per te, non potranno renderti più libero…
La ricerca è difficile perché la verità è sconosciuta. La ricerca è difficile perché la verità non è solo sconosciuta, ma anche inconoscibile. La ricerca è difficile perché il ricercatore deve mettere a rischio la sua vita per essa.
….Se segui le scritture, stai seguendo un fiume cha ha già un nome. Se segui una religione, una setta, una chiesa, allora hai una mappa, e non esistono mappe della verità. Non ci sono perché la verità è un fatto privato e non pubblico. Una mappa è pubblica in modo che anche altri possano seguirla. Sulla mappa sono segnate le autostrade, non i sentieri, e la religione è un sentiero, non un’autostrada. Non puoi arrivare a dio da cristiano o da indù o da mussulmano. Arrivi solo se sei te stesso, se sei autentico: non puoi seguire il sentiero di qualcun altro”.

The Search, Discorso 1

Quelli che sono scettici…
La mente scettica è uno dei fenomeni più belli del mondo. È stata condannata da tutte le religioni perché queste non erano in grado di dare una risposta alle domande degli scettici; volevano solo credenti. E la mente scettica è proprio l’opposto del credente.
Io sono assolutamente favorevole alla mente scettica. Non credere a nulla se non l’hai sperimentato di persona. Non credere a nulla, continua a indagare, per tutto il tempo necessario. La verità non è a buon mercato. Il credente non può arrivarci; è disponibile solo per lo scettico. Ricorda solo una cosa: non essere scettico con poca convinzione. Sii uno scettico totale. Quando dico uno scettico totale, voglio dire che anche le tue idee scettiche dovrebbero essere messe alla prova, proprio come ogni altra cosa in cui credi. Lo scetticismo, quando è totale, finisce per consumarsi, perché devi mettere in dubbio anche quello. Non puoi lasciare lo scetticismo al di fuori del dubbio, altrimenti assumi la posizione del credente.
Se riesci anche a mettere in dubbio lo scettico dentro di te, allora il mistico non è così distante. Che cos’è un mistico? Uno che non conosce alcuna risposta, uno che ha fatto tutte le domande possibili e ha scoperto che nessuna domanda ha una risposta. Quando scopre questo, smette di fare domande. Non perché abbia trovato la risposta – ma perché ha scoperto una cosa, e cioè che non c’è risposta da nessuna parte.
La vita è un mistero, non una domanda. Non è un indovinello da risolvere, non è una domanda a cui trovare risposta, ma un mistero da vivere, un mistero da amare, un mistero da danzare.
Una mente totalmente scettica diventa alla fine per forza di cose mistica; per questo le mie porte sono aperte a tutti. Io accetto lo scettico perché so come trasformarlo in mistico. Invito il teista perché so come distruggere il suo teismo. Invito l’ateo perché so come portargli via il suo ateismo. Le mie porte non impediscono l’accesso a nessuno, perché io non vi sto dando alcun credo. Vi do solo un metodo, una meditazione perché possiate scoprire da soli come stanno veramente le cose.
Ho scoperto che non c’è alcuna risposta. Tutte le domande sono futili, e le risposte sono ancora più futili. Le domande sono state fatte da persone stupide, e da quelle domande sono nate grandi filosofie. Queste filosofie vengono create dai furbi, dagli astuti. Ma se vuoi avere un rapporto con la realtà, non devi essere né stupido né furbo. Devi essere innocente.
Quindi qualsiasi cosa porti con te – scetticismo, ateismo, comunismo, fascismo, qualsiasi tipo di sciocchezza porti qui – la mia medicina è la stessa.
Non importa di quali sciocchezze hai piena la tua testa quando arrivi qui. Ti taglierò la testa, senza fare distinzioni. Non importa chi hai seduto sulla testa – ciò che mi interessa è tagliare! Sono solo un taglialegna.

Osho: Beyond Enlightenment, #17

Quelli che non sanno nulla…
Per un persona ignorante non è arduo riconoscere di essere ignorante: non ha nulla da perdere; ma la persona istruita non può ammettere di essere ignorante: ha moltissimo da perdere. Il vero sciocco è la persona che sa tante cose. La persona ignorante è innocente; sa di non sapere e, proprio perché sa di non sapere, sa di essere ignorante, ha già fatto il primo passo verso la saggezza.
Sapendo di non sapere, può iniziare a investigare, e la sua ricerca sarà pura, senza preconcetti. La sua ricerca non avrà conclusioni precostituite; non dipenderà dal suo essere cristiano, mussulmano o indù. Egli sarà solo un ricercatore, puro. La sua ricerca non nascerà da risposte preconfezionate, ma direttamente dal cuore.
La sua ricerca non sarà un risultato di ciò che conosce già; sarà una ricerca esistenziale, intrapresa perché per lui è una questione di vita o di morte. Vuole sapere, ecco perché va alla ricerca. Sa di non sapere, ecco il motivo della sua indagine che acquista per questo una sua bellezza. Non è uno sciocco, è solo ignorante. Il vero sciocco è colui che pensa di sapere quando invece non sa nulla”.

Dhammapada: The Way of the Buddha, Volume 2, Nr. 7

Quelli filosofici…
Una vecchia definizione di filosofo è quella che un filosofo è un cieco che in una notte scura cerca in una casa buia un gatto nero che non c’è. Ma questo non è tutto: il fatto è che riesce a trovarlo! E poi scrive grandi trattati, crea sistemi, per provare con la logica l’esistenza del gatto nero.
Guardati dalla mente: è cieca. Non sa nulla, non ha mai saputo nulla, ma è bravissima a fingere. Pretende di sapere tutto.
Socrate ha diviso l’umanità in due classi. La prima è quella degli ignoranti istruiti: quelli che pensano di sapere, ma fondamentalmente sono ignoranti. Questo è il lavoro della mente. E la seconda categoria è di quelli che chiama gli ignoranti che sanno: sono le persone che pensano di non sapere. Nella loro umiltà e innocenza, arriva la saggezza.
Quindi ci sono quelli che fingono di sapere – questa è la funzione della mente – e ci sono gli umili che dicono: “Non sappiamo”. In questa innocenza risiede il sapere, e questo è il lavoro della meditazione e della consapevolezza.

Tratto da: From Medication to Meditation

Gli uomini d’affari…
Bisogna pure fare qualcosa nella vita. Qualcuno è un falegname e qualcuno è un re, qualcuno è un uomo d’affari e qualcuno è un guerriero. Sono tutti modi di guadagnarsi la vita, di procacciarsi il pane, un tetto. Non possono cambiare il tuo essere interiore. Che tu sia un guerriero o un uomo d’affari non fa differenza: uno ha scelto un modo di guadagnarsi da vivere e l’altro ne ha scelto uno diverso.
La meditazione è vita, non sopravvivenza. Non ha nulla a che fare con ciò che fai; ha tutto a che fare con chi sei. È vero però che il business non dovrebbe entrare all’interno del tuo essere. Se anche il tuo essere pensa agli affari, ti sarà difficile meditare e impossibile essere un sannyasin… perché se il tuo essere pensa agli affari, sei troppo calcolatore. E una persona calcolatrice è una persona vigliacca: pensa troppo, quindi non può mai decidersi a fare il salto. Non è possibile usare l’astuzia a livello dell’essere.
In realtà, l’astuzia non è vera intelligenza, ne è anzi un sostituto molto povero. Le persone che non sono intelligenti, imparano a essere furbe. Chi è intelligente non ha bisogno di essere furbo; è innocente, non deve essere astuto. Opera a partire da uno stato di non-sapere. Se sei un uomo d’affari, va benissimo. Se Gesù è riuscito a diventare un meditatore e un sannyasin, e alla fine un cristo, un buddha… ed era il figlio di un falegname, aiutava suo padre a portare la legna, a tagliare la legna. Se il figlio di un falegname può diventare un buddha, perché tu no?

Osho: The Dhammapada: The Way of the Buddha, Vol 6, #4

I giovani…
La giovinezza è il periodo migliore per la trasformazione interiore perché è il periodo in cui sei più flessibile. I bambini sono ancora più flessibili dei giovani, ma non hanno la stessa comprensione. Occorre un po’ d’esperienza. La giovinezza è esattamente nel mezzo; non sei più un bambino, non sei più ignorante della vita e delle sue modalità, ma non sei ancora così strutturato come lo è un vecchio. Sei in uno stato di transizione, e lo stato di transizione è il momento migliore per saltare fuori dalla ruota della vita e della morte. La giovinezza è il momento più significativo per fare il salto, perché saltare richiede coraggio, richiede energia; devi rischiare, osare.

Osho: The Dhammapada: The Way of the Buddha, Vol. 8, #5

La vera virtù nasce dalla meditazione, la virtù falsa viene coltivata. La virtù falsa è parte del carattere, la virtù autentica è parte della consapevolezza. Tutte le società vivono in base alla falsa virtù perché è più facile da imporre ai bambini; è difficile farli diventare dei meditatori. Questo è ciò che la gente ha pensato finora. Ma non è vero: si può insegnare ai bambini a essere meditativi, ed è più facile che insegnarlo agli adulti.
Ma per secoli quest’idea è rimasta: sono bambini, come possono meditare? Certo, non possono star seduti tranquilli come vecchi, ma non occorre star seduti come vecchi. Si possono escogitare delle meditazioni proprio per loro: possono danzare, saltare e correre, e la meditazione accadrà lo stesso. La loro meditazione dev’essere molto attiva, non può essere inattiva.
Se i bambini vengono introdotti alla meditazione fin dall’inizio, la loro virtù sarà di tipo completamente diverso. Allora non occorrerà dir loro cosa è giusto e cosa è sbagliato; lo sapranno da soli.
Questo è il mio lavoro qui: aiutarti a comprendere da solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Io non affermo mai che questo è giusto e questo è sbagliato. Non ho comandamenti, nessun ‘devi’ o ‘non devi’. Voglio solo che tu sia capace di vedere, di essere limpido come uno specchio, in modo da riflettere la realtà.
Qualsiasi azione che nasca da questa chiarezza è virtuosa.

Osho: The Imprisoned Splendor, #5

I vecchi…
Il punto fondamentale è riuscire a tornare alla sorgente da cui provieni. Questo è esattamente il significato della meditazione: il ritorno alla sorgente e l’immergersi di nuovo in essa. Sei un buddha, sei sempre stato un buddha e rimarrai sempre un buddha, ma esistono tre stadi. Il primo è l’infanzia del buddha, ma poi la perdi. Inizi a cercare: è la gioventù del buddha. Poi la vecchiaia: la realizzazione.
Ogni bambino è un buddha, ogni giovane è un ricercatore, e ogni vecchio sarebbe – se tutto andasse per il verso giusto – uno che ha realizzato. Ecco perché in Oriente rispettiamo e onoriamo i vecchi. Se tutto va bene, un saggio è uno che è tornato alla sorgente.

Yoga, the Alpha and the Omega, Volume 5, Nr. 4

Quelli col senso dell’umorismo…
Tutto il mio lavoro qui è quello di tenervi meno seri possibile, per la semplice ragione che la meditazione, tutti i tipi di meditazione, vi possono rendere troppo seri, e la serietà può produrre solo una malattia dello spirito, niente di più.
Se una meditazione non ti porta a ridere di più, se non ti porta a una maggiore gioia e giocosità, evitala. Non fa per te.

Osho: The Great Pilgrimage: From Here to Here, #7

Medita come se fosse un gioco, non come se fosse una cosa seria. Quando entri nella sala di meditazione, lascia alla porta il tuo viso serio. Fai che la meditazione sia un divertimento. “Divertimento” è una parola molto religiosa; “serietà” è una parola estremamente irreligiosa. Se vuoi raggiungere la mente originaria, devi vivere una vita che non sia affatto seria, però sincera; devi trasformare il tuo lavoro in gioco; devi trasformare tutti i tuoi doveri in amore. “Dovere” è una parola sporca, oscena.

Osho: Yoga: The Alpha and the Omega, Vol. 10, #3

Il segreto delle barzellette è che ti portano al punto in cui attendi, attendi, attendi, aspettandoti la conclusione prevedibile; e questa non accade mai. Ciò che accade è del tutto improvviso… siccome ti eri aspettato un certo epilogo, eri entrato in una certa tensione; e poi improvvisamente succede qualcosa di diverso, ma la tensione ha ormai raggiunto un apice tale che esplode. Sei tutto risata. È un’enorme liberazione, è una grande meditazione. Se sei capace di ridere con totalità, proverai un istante di non–mente, senza tempo. La mente vive nella logica e nelle aspettative; la risata è qualcosa che viene da un’altra dimensione. La mente fa sempre congetture su ciò che deve verificarsi, va a tentoni. E poi accade qualcosa che è del tutto contrario alle sue aspettative: allora, per un momento, si blocca.
E in quel momento in cui la mente si ferma, la risata viene su dalla pancia, è una risata di pancia. Tutto il corpo viene attraversato da uno spasmo, diventa orgasmico.
Una buona risata è straordinariamente meditativa.

Osho:The Book of Wisdom, #28

Qualche volta, quando sei nella tua stanza, chiudi la porta e fatti un’ora solo di risate.
Ridi di te stesso.
Impara a ridere.
La serietà è un crimine e una malattia.
La risata ha un’incredibile bellezza, ha leggerezza. Ti porterà leggerezza, e ti darà ali per volare.
La vita è piena di occasioni, devi solo avere la sensibilità per notarle. Crea occasioni perché anche altri possano ridere. La risata dovrebbe essere una delle qualità maggiormente considerate, e apprezzate, dagli esseri umani – perché solo l’uomo può ridere, nessun animale ne è capace.
Poiché è una prerogativa umana, il suo livello dev’essere dei più alti. Reprimerla significa distruggere una qualità umana.

Osho:Beyond Enlightenment, #27

Cerca di comprendere: solo l’uomo, SOLO l’uomo, può ridere, e nessun altro animale. Solo allo stadio umano può esistere la risata. Se incontrassi un asino che ride, impazziresti. O se incontrassi un cavallo che ride, non potresti più prendere sonno. Gli animali non ridono. Non hanno sufficiente intelligenza. Per ridere, occorre intelligenza – quanto maggiore l’intelligenza, tanto più profonda la risata.
La risata simboleggia il fatto che sei davvero umano. Se non sai ridere, sei subumano. Se sai ridere, sei diventato umano. La risata è un segno sicuro di umanità.
Aristotele dice che l’uomo è un animale razionale. Io non lo credo, perché ho osservato l’uomo, e non vedo in lui nessuna razionalità. La mia definizione è: l’uomo è un animale che ride.
La risata mostra che puoi diventare consapevole dell’assurdità delle cose.

Osho:The Discipline of Transcendence, Vol. 3, #10

In realtà, la risata
È una delle più grandi qualità spirituali.
Quando si ride profondamente, l’ego scompare.
Esattamente come nella danza l’ego scompare.
Quando ridi davvero di pancia
Tu non ci sei più, c’è solo la risata
Tu non esisti più da osservatore distaccato
Sei totalmente immerso in essa.
E questo ti dà un assaggio di meditazione.

Osho:Eighty Four Thousand Poems, #14

Quelli speranzosi…
La speranza non è la cosa giusta. Devi vivere nel presente con tale profondità e totalità da non lasciare niente di incompiuto. Allora non ci saranno proiezioni. Entrerai nel domani con grande facilità senza portarti dietro alcun peso dall’oggi. E quando non c’è uno ieri che ti perseguita, allora non c’è nemmeno il domani. Quando il passato non continua ad aleggiare intorno a te, il futuro non esiste.
La speranza è una malattia, un’affezione della mente. È la speranza che non ti permette di vivere. La speranza non è un’amica, ricordalo, è tua nemica. È per via della speranza che continui a rimandare. Domani però sarai la stessa persona, e domani spererai ancora per qualcosa nel futuro. Può andare avanti così per l’eternità, e ti sfuggirà sempre qualcosa. Smetti di rimandare. Chi può sapere cosa ti rivelerà il futuro? Non c’è modo di saperlo. Il futuro è una possibilità aperta: tutte le alternative sono possibili. Ciò che succederà davvero, non può predirlo nessuno. La gente ci ha provato.
Ecco perché c’è chi va dagli astrologi, usa il libro degli I Ching, e cose di questo genere. L’I Ching affascina sempre le persone, gli astrologi hanno influenza sulla gente. L’astrologia sembra essere una grande forza. Perché? Perché la gente sente che qualcosa le sfugge, e spera nel futuro. Vogliono qualche indizio su cosa succederà, in modo da potersi organizzare in anticipo.
Queste cose sopravviveranno perché qui non si tratta di scienza, si tratta della speranza umana. Se la speranza non viene abbandonata, non si può abbandonare nemmeno l’I Ching. Se la speranza non viene abbandonata, non si può abbandonare l’astrologia. Avrà un grande potere sulla mente umana proprio perché sei nelle grinfie della speranza. Vorresti conoscere qualche indizio sul futuro in modo da muoverti con più sicurezza, in modo da proiettare con più sicurezza, e da rimandare tante altre cose. Se sai qualcosa del domani, non potrai vivere l’oggi. Dirai: “A che serve? Vivrò domani”. Lo stai facendo già, anche senza sapere nulla del domani. E il domani non arriva mai… e quando arriva, è sempre oggi. Ma tu non sai come vivere oggi.
Quindi sei in una brutta trappola. Lascia perdere tutta questa struttura mentale. La speranza è la schiavitù dell’uomo.

Osho: The Beloved , Vol. 2, #8

Fatemi uscire!
Non c’è l’uscita qui! È una strada a senso unico. Puoi solo entrare… non abbiamo un’altra porta, solo quella di ingresso. Sarai costretto a rinascere: quella è l’unica uscita. E la via d’uscita non è una fuga verso l’esterno, ma una verso l’interno. È andare dentro.

Dhammapada: The Way of the Buddha, Volume 12, Nr. 6

Jean-Paul Sartre ha scritto un bellissimo libretto, una descrizione dell’inferno. Il nome del libro è ‘La porta chiusa’. In questo inferno non hanno il vecchio tipo di torture, il fuoco e cose di questo genere. Ci sono tutti i comfort, l’aria condizionata, tutto ciò di cui hai bisogno. L’unico problema è che la porta è chiusa, non c’è modo di uscire. Sono tutti bloccati in questo posto con l’aria condizionata, insieme a gente di tutti i tipi, e non c’è nulla da fare e nessun posto dove andare; tutto arriva senza nemmeno chiederlo.
Desideri qualcosa e la ottieni: questa era di solito la descrizione del paradiso! Hai un desiderio ed è subito realizzato, ma non c’è modo di uscire. È un incubo con l’aria condizionata! Non puoi andar fuori; tutti sono seduti su di un bel divano, ma stare seduti è tutto. Le persone non si sopportano più a vicenda… sono sempre sotto l’occhio di tutti, non c’è privacy, e nasce di continuo il problema: ‘E adesso? Non possiamo uscire di qui…’
Quello che Sartre descrive è un incubo con l’aria condizionata proprio perché la porta è chiusa… senza comprenderlo del tutto, sta descrivendo la mente. Sei chiuso nella tua mente insieme a sogni, fantasie, proiezioni, ideologie di ogni tipo, e non c’è modo di uscire.
La meditazione non è un modo di uscire dalla mente. Ti dice: “Osserva la mente e sei già fuori. In effetti, sei sempre stato fuori”. L’idea di essere dentro la mente è falsa. Quando riesci a fermare la mente, di colpo questa idea falsa scompare e ti ritrovi fuori all’aperto. Allora hai a disposizione tutto il cielo; la libertà, la vita eterna, questa esistenza splendida sono sempre a tua disposizione, sommergendoti di benedizioni di ogni tipo.
Basta solo un trucchetto… non è nemmeno una tecnica, solo un trucco. Non sei all’interno della mente, ma questo è ciò che pensi, questo è il problema. Sicuramente ti ricordi di qualche incubo… ciò ti aiuterà a comprendere in che modo questa situazione va avanti. Nell’incubo, vorresti aprire gli occhi e non ci riesci; vorresti muovere le mani ma non puoi. L’uscita non c’è, la porta è chiusa! L’incubo diventa sempre più intenso… magari c’è un leone che ti sta proprio addosso o sei stato gettato da una montagna in un abisso oscuro e non puoi neanche vederne il fondo…
Quando arriva al massimo dell’intensità, l’intensità stessa ti porta a svegliarti. Non riesci a svegliarti finché l’incubo non è così forte; non riesci a uscirne. Ma quando diventa molto intenso, la sua qualità ti sveglia, e l’incubo non c’è più. Non sei mai stato nelle grinfie del leone e non sei stato gettato da una montagna né sei stato schiacciato da un bulldozer. Non è accaduto nulla. Era solo un sogno, ma tu pensavi di essere al suo interno.
E invece non c’eri; anche mentre stava svolgendosi, tu ne eri fuori. Era solo un film proiettato di fronte a te. Tu ne eri fuori.

The Great Zen Master Ta Hui, Discorso 23

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