Wednesday, 29/1/2020 UTC+2
IL SAPERE

La Magia come Via di Liberazione [R]

La Magia come Via di Liberazione [R]

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Il guerriero, la magia e la trappola planetaria della Realtà

  • L’antico detto, che la VOLONTÀ muove le montagne, si fonda sulla VIBRAZIONE. Non esistono ostacoli insuperabili per la volontà umana. Non lo dico per consolare né per far coraggio, ma come LEGGE IMMUTABILE. Da gran tempo gli uomini hanno acuito i loro voleri; ma non comprendono ancora lo STADIO di COSCIENZA NECESSARIO per imprimere alla VOLONTÀ la PIENA POTENZA dell’AZIONE, allorché si può dire che TUTTO È CONSENTITO. NON SI ATTRAVERSANO LE TENEBRE SENZA UNA LUCE. Pensate com’è nuovo questo monito. Ma voi non accendete i vostri fuochi. Non cercate neppure dove sia la sorgente del fuoco. Non deridete forse quelli che l’hanno trovata? Non sapete neppure che il fuoco rinvenuto non è per sé stessi, ma per l’umanità. Ma a coloro che l’hanno trovato io dico: TUTTO È CONSENTITO. Agni Yoga, Morya – 1929, ed. Nuova Era
  •  Se il libro che stiamo leggendo non ci sveglia con un pugno in testa, perché mai lo leggiamo? Perché ci renda felici? Mio Dio, saremmo felici lo stesso, anche senza libri, e i libri che ci rendono felici, quelli, all’occorrenza, potremmo scriverli da soli. UN LIBRO DEV’ESSERE UN’ASCIA PER IL MARE GHIACCIATO CHE C’È DENTRO DI NOI. Di questo sono convinto. Franz Kafka nella Lettera a Oskar Pollak.
  •  Tutte le società umane dell’era preindustriale erano d’accordo sul fatto che il mondo materiale, quello che percepiamo e nel quale operiamo nella vita di tutti i giorni, non è l’unica realtà. La loro visione del mondo comprendeva l’esistenza di DIMENSIONI NASCOSTE della REALTÀ, abitate da vari DEI, DEMONI, ENTITÀ DISINCARNATE, SPIRITI ANCESTRALI e ANIMALI di POTERE. Stanislav Grof (fondatore della psicologia transpersonale).
  • Per stupefacente che ciò possa sembrarvi, vi dirò che la CARATTERISTICA PRINCIPALE dell’essere di un uomo moderno e ciò SPIEGA TUTTO CIÒ CHE GLI MANCA, è il SONNO.
  • L’UOMO MODERNO VIVE NEL SONNO; NATO NEL SONNO, EGLI MUORE NEL SONNO. G.I. Gurdjieff (cit. in Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto, di P.D. Ouspensky)
  •  Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo. Johann Wolfgang Goethe.
  •  Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero. Giulio Cesare, 100-44 «De bello gallico»
  •  Il mio desiderio è di non avere desideri. Ma anche questo è un desiderio.
  •  ONESTO è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. DISONESTO è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero. Proverbio Arabo

 Noi esseri umani soffriamo e non sappiamo perché. In fondo all’anima, nella MINIERA, sentiamo però che la nostra sofferenza è ILLUSORIA e che forse potremmo vivere nell’amore, nella gioia e nell’abbondanza ogni giorno della nostra vita se solo ci venissero forniti i MEZZI per OPERARE UN VERO CAMBIAMENTO INTERIORE. Percepiamo che qualcosa in noi è IMMORTALE, ma ancora non riusciamo a metterci in contatto con questa parte profonda, che tuttavia sentiamo essere molto reale. Sappiamo per certo che sentimenti quali il desiderio di vendetta o il senso del possesso appartengono solo al nostro LATO ANIMALE, ma non sappiamo come distinguere noi stessi da questi demoni che albergano nella nostra psiche.

Talvolta ci chiediamo il perché della nostra vita, e della vita in generale. Abbiamo come il sentore che qualcosa non stia andando per il verso giusto, che ci sia un INGANNO, un MISTERO celato dietro l’apparenza di una quotidiana normalità che contraddistingue l’esistenza degli esseri umani. È possibile che il nostro scopo quaggiù si riduca a una lotta per la sopravvivenza e alla funzione riproduttiva? La Verità sulla natura dell’Universo e dell’uomo, cosi come il segreto per ottenere felicità e immortalità, sono a portata di mano, si nascondono in un luogo spaventosamente vicino al ricercatore stesso: SI CELANO DENTRO DI LUIUomo conosci te stesso, e conoscerai l’Universo e gli Dei recitava l’oracolo di Delfi. Ambula ab Intra (muoviti dall’interno) dicono gli Alchimisti. L’acrostico V.I.T.R.I.O.L. è emblematico delle finalità del mago/alchimista: Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem (Visita le terre interiori e lavorando al tuo interno e rettificando, troverai la Pietra Occulta). Lo scopo della ricerca viene indicato come il ritrovamento della pietra occulta, cioè nascosta. È una pietra misteriosa e di estrema preziosità. Una pietra che possiede immensi poteri e che essenzialmente permette quella trasmutazione dell’essere che giustifica il completo dedicarsi alla sua ricerca. Una pietra che viene ad essere qualificata filosofica, perché nota ai filosofi, e, dopo opportune lavorazioni o rettifiche, diventa filosofale, con il potere di trasmutare i metalli vili in oro e capace di dare l’immortalità. Esistono conoscenze antiche di millenni che possono condurre ogni ricercatore sincero e determinato dalle tenebre in cui si trova gettato al momento della nascita fino alla luce della Verità e della Gioia. VANNO PERCIÒ ACQUISITE PROFONDE, E A VOLTE TERRIBILI, CONOSCENZE CHE VANNO A COLPIRE IMPIETOSAMENTE I NOSTRI CONDIZIONAMENTI MORALI ORMAI SCLEROTIZZATI RISVEGLIANDOCI AD UNA DIMENSIONE SUPERIORE E RENDENDO SACRA LA NOSTRA VITA. All’alba di una nuova era dell’evoluzione umana il SENSO DEL SACRO sta prepotentemente tornando, nell’arte cosi come nell’alimentazione, nella letteratura o nel sesso, e niente potrà sbarrargli la strada. Il SACRO si insinua nella nostra vita di tutti i giorni per ricordarci, in ogni nostra attività, che NOI SIAMO DIO.

Il MAGO/ALCHIMISTA/GUERRIERO è l’unico vero scienziato, in quanto NON DIVIDE IL MONDO FRA REALTÀ INTERIORE E REALTÀ ESTERIORE, non concepisce un IO chiuso in un corpo e separato dall’Universo là fuori, ma sa bene che solo AGENDO AL SUO INTERNO POTRÀ REALIZZARE CAMBIAMENTI ALL’ESTERNO, essendo le due realtà intimamente connesse, al punto da rappresentare una (L’ESTERNO) il RIFLESSO dell’altra (L’INTERNO). L’autentico ricercatore è al contempo soggetto e oggetto del suo esperimento: solo in tal modo si può approdare alla Verità. L’Astrologia, la Magia e l’Alchimia non fanno parte della superstizione o della fantasia di uomini vissuti in altre epoche e non originano dalle ancestrali e inconsce paure dell’essere umano. Esse sono SCIENZE SACRE: discipline che, laddove correttamente applicate, trasformano l’individuo in qualcosa di superiore, lo riconducono all’UNO. Lo scopo di una scienza sacra, è quindi l’obiettivo principe del sentiero magico che noi possiamo intraprendere, è il RISVEGLIO SPIRITUALE, che coincide con il ritorno all’UNO: LA FUSIONE CONSAPEVOLE DELL’EGO INDIVIDUALE NELL’ASSOLUTO. Questo ci consente di entrare in uno stato di coscienza dove l’AMORE, la GIOIA e la GENIALITÀ divengono MANIFESTAZIONI QUOTIDIANE TANGIBILI. Tutte le altre acquisizioni occulte, dalla CHIAROVEGGENZA, alla CAPACITA DI VIAGGIARE IN ASTRALE, fino alla stessa IMMORTALITÀ, fanno parte degli EFFETTI COLLATERALI DEL PERCORSO.

Chi intraprende questa via si identificherà perciò con la divinità e conseguirà l’immortalità, come testimoniano gli scritti di numerosi filosofi/ermetisti appartenenti a tutte le epoche. Il mago/alchimista è un essere umano che decide di affrontare un lavoro di tipo introspettivo con lo scopo di rinnovare radicalmente la propria coscienza. Egli, ottenendo la conoscenza diretta dell’Universo e delle sue leggi, consegue sia l’immortalità sia la capacita di comandare certe FORZE OCCULTE, i suoi DEMONI PSICHICI, che DIMORANO nel MONDO ASTRALEIL DOMINIO DI TALI FORZE GLI CONSENTE DI AGIRE ESOTERICAMENTE SULLA REALTÀ MATERIALE, SIA A SCOPI BENEFICI CHE MALEFICI. A motivo del fatto che il SENTIERO della MAGIA svincola l’uomo da ogni assoggettamento gerarchico e NON CONTEMPLA IL RIFIUTO DELLA CARNE tipico delle religioni dogmatiche, esso e sempre stato avversato dalle chiese ufficiali e bollato come UN PERCORSO DIABOLICO. 

In realtà solo alcune deviazioni, sebbene molto diffuse, della Magia si sono effettivamente votate al male e all’adorazione del diabolico, il Lato Oscuro della Forza, ma per il resto essa e sempre rimasta una via spirituale sommamente efficace e adatta a ricercatori intrepidi.

Dal momento che in alcuni punti del presente articolo compaiono citazioni tratte dalle opere di Aleister Crowley, e bene si faccia fin da subito chiarezza su questo controverso personaggio. Non e mai stato un satanista e con il satanismo non ha mai avuto nulla da spartire. Sia sufficiente leggere la sua opera più famosa, MAGICK, uno fra i testi fondamentali per chiunque voglia accostarsi seriamente alla Magia, per comprendere fino a che punto egli intendesse l’Ars Regia come una via iniziatica verso superiori stati di coscienza. Il fatto che si facesse chiamare provocatoriamente la Grande Bestia 666 unito all’utilizzo sperimentale, a volte anche estremo, che egli ha fatto della Magia Sexualis, hanno creato intorno a lui un’aura di satanismo che, se invece si studiano attentamente i fatti, non ha alcuna giustificazione reale. I suoi comportamenti e le sue affermazioni miravano sicuramente a scioccare le coscienze dell’epoca, ma dietro quest’apparenza sulfurea si nascondeva in realtà un conoscitore approfondito della filosofia yoga e delle tecniche yogiche, e un pioniere nella ricerca degli stati alterati di coscienza e nell’utilizzo magico dell’energia sessuale. In queste ricerche è stato sicuramente un precursore di illustri personaggi della controcultura che sono venuti dopo di lui: Timothyb Leary, John Lilly e Aldous Huxley (che lo ammirava e si considerava suo continuatore) sono i nomi più conosciuti. Fu contemporaneo del geniale psichiatra Wilhelm Reich, occupato anch’egli in maniera pioneristica negli studi sull’energia sessuale, e intrattenne rapporti personali con lo psicanalista Alfred Adler. Furono influenzati dal suo pensiero John Lennon, Jim Morrison, i Led Zeppelin e tanti altri musicisti, anche se nella maggioranza dei casi avevano scambiato il famoso mago per un satanista, contribuendo così a incrementare il travisamento della sua opera. Il fatto che molte sette sataniche abbiano tratto ispirazione dai suoi scritti sulla Magia non significa che egli avesse un seppur minimo coinvolgimento con tali ridicole ed efferate pratiche. E come se l’Ordine dei Cavalieri del Tempio (i Templari) e la Compagnia di Gesù (i Gesuiti) di Ignazio di Loyola venissero accusati di aver professato idee nazionalsocialiste solo perché secoli dopo Heinrich Himmler si e ispirato a questi organizzazioni per strutturare il suo Ordine Nero delle SS.

 Differenza tra mago e cerimonialista

Gli antichi manuali di magia, i Grimori come La Chiave di Salomone, il Lemegeton, il Libro di Papa Onorio, ci insegnano, passo dopo passo, come si celebra una cerimonia magica: MA I GESTI RITUALI, NON ISPIRATI DALLA CONOSCENZA VERA, SONO MOVENZE VUOTE. ECCE ENIM REGNUM DEI INTRA VOS EST (PERCHÉ, ECCO, IL REGNO DI DIO E DENTRO DI VOI) Luca 17,21. Il mago è un individuo che non si ferma all’acquisizione intellettuale di conoscenze o alla partecipazione a rituali, ma decide di lavorare su di se per ottenere una reale trasformazione della propria coscienza; egli provoca una vera deflagrazione del proprio essere che è costretto a mutare in qualcosa di nuovo e sconosciuto. L’energia che lo muove è una indicibile sete di conoscenza, di ordine cosmico e quindi non riferita al potere materiale, che lo porta a sacrificare se stesso (il suo attuale EGO) fino a fondere la propria coscienza in quella dell’UNO, pur restando sempre AUTOCONSAPEVOLE. In cambio dei suoi prolungati e indefessi sforzi si aspetta di conseguire questi obiettivi principali:

  •  Il RISVEGLIO INTERIORE, cioè l’uscita dal sonno della coscienza per approdare all’amore incondizionato ed alla Verità
  • L’IMMORTALITÀ, che si ottiene come conseguenza dell’APERTURA del CUORE e dell’identificazione completa con l’anima
  • La conoscenza delle misteriose LEGGI della PSICHE, che conferisce al mago la capacita di interagire consapevolmente con i mondi sottili e le diverse entità che li abitano

Egli si colloca al di là del bene e del male e le sue azioni sono slegate da ogni vincolo karmico, in quanto la sua volontà è divenuta pura, non più inquinata dai piccoli desideri della personalità. Tale volontà perfetta, supportata dalla conoscenza, gli dona il potere di fare ogni cosa AGENDO IN DEROGA ALLE LEGGI FISICHE CUI SOTTOSTÀ LA GRAN PARTE DEL GENERE UMANO. Il mago non ha dunque nulla da spartire con quei volgari individui, schiavi dei propri bassi istinti, che cercano nella Magia unicamente i mezzi per soddisfare senza disciplina la propria brama di sesso e potere, il desiderio di vendetta o l’odio nei confronti di altri uomini cosi come di Dio stesso. Niente di tutto questo appartiene all’autentica Ars Regia. Il mago, è vero, utilizza anche l’arte del sesso, ma sempre all’interno di un contesto iniziatico, dove essa viene adoperata per la realizzazione di uno stato di coscienza superiore, secondo le pratiche alchemiche più occulte e raffinate, sia occidentali che orientali, che concernono l’imbrigliamento dell’energia sessuale. Avvicinarsi all’Olimpo degli Dei è affare per persone intuitive, dall’intelligenza viva, capaci di auto dominarsi e autodeterminarsi, desiderose di infrangere i limiti cerebrali per traslare la propria coscienza in quella dell’amorevole Tutto. L’autentico mago non e mai coinvolto in basse emozioni; ha interamente sottomesso la propria natura emotiva inferiore e gli istinti sessuali nella loro manifestazione primitiva. Egli rende il sesso uno strumento evolutivo, gode di emozioni sottili come l’amore, la compassione e la tenerezza e si abbandona alla creatività artistica. Non si lascia mai andare ad atti violenti, alla rabbia, alla vendetta o all’odio: non sarebbe infatti questo il comportamento di un superuomo, di un maestro dell’Ars Regia. Sembra davvero improbabile poter assistere alla scena di un mago autentico coinvolto in una rissa da strada. Come anche uno psicologo neolaureato con laurea triennale sarebbe in grado di affermare senza difficolta, reagisce a un’offesa, fisica o morale, solo chi è ancora dominato dal suo PICCOLO IO, solo chi in fondo non solo non è ancora un superuomo, ma non è nemmeno un uomo. Tale è, non a caso, il tipico comportamento di un adolescente, il quale attacca perché ha paura e perché ha ancora bisogno di dimostrare agli altri la propria forza. Reagire a ogni offesa con la vendetta non è certo segno di grande originalità di pensiero, gli uomini fanno cosi già da milioni di anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e non è certo questo il modo di guadagnarsi un’esistenza tranquilla ed il rispetto degli altri. Una vita passata a guardarsi dalla vendetta di decine di nemici non può dirsi una vita serena e ricca di soddisfazioni. Per quanto possa forse sembrare assurdo, un mago che ha realizzato dentro di se il potere; quello che deriva dall’essersi identificato con l’Uno; è proprio colui che di fronte all’offesa viene invaso dall’amore per il suo avversario e porge l’altra guancia, in quanto non ha più un EGO che DEVE DIMOSTRARE QUALCOSA A QUALCUNO.

Un essere umano che non ha imparato a dominare se stesso non sarà mai in grado di dominare forze superiori come quelle astrali, grazie alle quali si possono effettuare operazioni magiche con lo scopo di trasformare la realtà tangibile. SOLO CHI HA SOTTOMESSO I DEMONI DEL SUO SUBCONSCIO PUÒ SOTTOMETTERE I DEMONI DEL MONDO ASTRALE, ESSENDO I SECONDI UNICAMENTE IL RIFLESSO ESTERIORE DEI PRIMI. Allo stesso modo, solo chi ha sviluppato dentro di se qualità superiori come la compassione e l’amore per tutti gli uomini, può sperare di entrare in contatto con entità angeliche in grado di assisterlo. Il Samurai, il Cavaliere Templare, il Guerriero Sioux, il Maestro di Arti Marziali, il Monaco Combattente della Cina potevano tutti contare sul rispetto degli altri, ma si tratta di quel genere di rispetto che si impone quando l’individuo emana intorno a se una potente aura che richiama all’ordine senza nemmeno dover sguainare la spada. Egli viene rispettato perché gli altri percepiscono in lui, più o meno consciamente, la presenza di un potere super-umano: un amore, una volontà, un equilibrio ed una giustizia letteralmente non umani. Non è temuto, bensì amato. Quanto è piccolo l’uomo nelle sue vendette. Quanto deve essere addormentata la coscienza per non accorgersi della differenza esistente fra la fermezza incrollabile del Samurai e i piccoli meschini desideri di vendetta del mago deviato, che ha ancora bisogno di affermarsi nel mondo attraverso la violenza per essere riconosciuto come un individuo forte.

All’Ars Regia non interessano allievi, bensì RICERCATORI SERI, che si dedicano QUOTIDIANAMENTE alla TRASMUTAZIONE della loro BASSA NATURA per AMORE DELLA CONOSCENZA. Chi non lo fa resta confinato nel mondo illusorio della sua psiche e diviene presto facile bersaglio per talune disgustose entità astrali. Un uomo che non domina le sue emozioni resta un ragazzino vulnerabile quando accede al mondo della Magia. Che un mago debba disciplinarsi emotivamente e mentalmente alla stregua di un guru orientale, anziché abbandonarsi ai piaceri della carne, e, anzi, fare di questi lo scopo stesso della propria vita, a qualcuno potrà apparire strano, ma ciò è interamente dovuto alla diffusa ignoranza che oggi si ha della materia e da cui gli stessi cosiddetti esperti sono irreparabilmente affetti. Si confonde infatti troppo spesso L’AUTENTICO MAGO con il cosiddetto CERIMONIALISTA. Chiunque, o quasi, può divenire un cerimonialista; per esserlo e sufficiente leggere molti libri sulla Magia Cerimoniale, partecipare regolarmente a rituali e messe, a sfondo più o meno sessuale, saper operare fatture e incantesimi, rifiutare le religioni ufficiali, accondiscendere ai piaceri della carne ed ai sentimenti di vendetta e votarsi all’acquisizione di un maggiore potere personale in seno alla società. Ciò che maggiormente differenzia il mago dal cerimonialista è che di norma quest’ultimo non ha mai operato alcuna concreta trasformazione della propria coscienza e dunque il suo dedicarsi all’adorazione di certe forze occulte si pone, dal punto di vista iniziatico, sullo stesso livello del praticare uno sport o del collezionare francobolli.Di contro, il mago è un vero e proprio SACERDOTE (colui che dà il sacro). Egli non ha bisogno di credere ciecamente ad alcunché gli venga detto da altri, in quanto è risvegliato alla Verità, è immortale e si trova già in diretto contatto con i mondi spirituali. Per inciso voglio qui ricordare che non e sufficiente vestirsi con i paramenti liturgici e officiare una messa per diventare autentici sacerdoti o sacerdotesse. E nemmeno è garanzia del sacerdozio l’essere stati investiti da una sedicente autorità gerarchicamente superiore, la quale è tale solo in virtù del fatto che fa parte di un certo ordine iniziatico da più tempo rispetto ad altri, e non perché ha realizzato nella pratica la conversione della sua coscienza in quella dell’Uno. D’altronde chi non è mai stato un falegname, se cioè non ha mai acquisito le capacita operative tipiche di quel mestiere, non lo diviene certo per il solo fatto che un altro uomo lo nomina tale attraverso una pomposa cerimonia.

La differenza fra il cerimonialista e il mago e che il primo, pur avendo acquisito maggiori conoscenze intellettuali e capacita di manipolazione delle energie sottili, ed essersi votato a un nuovo credo, rimane fondamentalmente una persona, con gli stessi limiti di prima riguardo la comprensione di se stesso e, dunque, dell’Universo. Il mago e invece colui che ha accesso alla Verità. Egli è divenuto, per mezzo di un percorso magico/alchemico, un essere illuminato, pervaso d’amore, che ha superato i limiti della DUALITÀ e identifica se stesso con il cosmo intero. Ha anche raggiunto l’immortalità e, tra le altre cose, ha acquisito la capacita di muoversi a piacimento sul piano astrale; ma queste ultime devono essere ritenute solo conseguenze del suo nuovo stato di coscienza, e non fini verso cui tendere. La concezione che di norma si ha del mago è quella di un individuo che conosce a memoria un gran numero di complicate formule magiche e le recita durante elaborate cerimonie. Ma questo è, per l’appunto, solo un cerimonialista. Ecco perché tutti possono diventare cerimonialisti, mentre solo pochi posseggono la perseveranza e le capacita di dominio di se indispensabili per entrare sul sentiero della Magia. A dire il vero sono già pochi anche solo coloro che nel corso della loro vita vengono a sapere di tale autentica possibilità trasformativa.

La Magia è quanto di piu sacro esiste sul pianeta: essa concerne la reale possibilita per l’uomo di FARSI DIO, PERMETTENDO IN TAL MODO A DIO DI FARSI CARNE.

La nuova era che sta per giungere, l’Eone di Horus o Età dell’Acquario, sarà caratterizzata da un’energia femminile, quindi accogliente, inclusiva e sintetica, anziché penetrante, separativa e analitica come quella maschile che ha contraddistinto la Età dei Pesci. Ciò significa che sia i maschi che le femmine saranno intrisi di una femminilità interiore che li porterà a una differente concezione della filosofia, della scienza, dell’economia, della politica. Le donne, dal momento che, in generale, possiedono già nel loro essere le qualità femminili summenzionate, manifestano una naturale ricettività a questa nuova energia e si sentono più pronte dei loro compagni nel mettere in gioco se stesse attraverso percorsi magico/alchemici cosi come in ogni altra via di trasformazione interiore. Nonostante storicamente l’ermetismo sia sempre stato associato a figure maschili di grandi maghi, alchimisti e astrologi, e sebbene questo scritto sia rivolto a maschi e femmine in egual maniera, esso sarà forse più apprezzato e compreso interiormente da quelle donne e quegli uomini che cominciano ad avvertire l’autentica femminilità della loro anima. Amore incondizionato e accoglienza interiore saranno le caratteristiche principali di maghi e maghe.

 La trappola planetaria della realtà

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La Terra è allo stesso tempo un PIANETA-SCUOLA e una TRAPPOLA per le ANIME. È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime, frammenti Divini, si incarnano per sperimentare l’autocoscienza e sviluppare QUALITÀ SEMPRE NUOVE usando il CORPO, la MACCHINA BIOLOGICA. È una trappola, in quanto una volta incarnati sul piano materiale si cessa di essere l’UNO ONNICOMPRENSIVO e ci si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimenticandosi del primigenio scopo evolutivo. Si inizia inoltre a credere che esista un mondo là fuori sul quale non si ha nessun controllo e del quale si è VITTIME. 

CREDERE CHE IL MONDO SIA QUALCOSA DI SEPARATO DA NOI E NON ESCLUSIVAMENTE UNA NOSTRA PROIEZIONE, È LA CAUSA PRIMA DI TUTTE LE PAURE CHE CI AFFLIGGONO.

Le nostre PAURE originano infatti dalla credenza che possa esistere un MONDO ESTERNO alla nostra COSCIENZA, separato da noi, il quale PUÒ AGIRE SU DI NOI INDIPENDENTEMENTE DAL NOSTRO VOLERE. Questa convinzione errata è stata generata, divulgata ed alimentata da FORZE che governano il mondo nell’ombra. Ma essi stessi sono prigionieri della loro trappola. OGNUNO DI NOI CREA, SPESSO INCONSCIAMENTE, SITUAZIONI E PERSONE CHE GLI SONO PIÙ UTILI PER COMPIERE IL PASSO SUCCESSIVO SUL SUO CAMMINO EVOLUTIVO. LE PERSONE E LE COSE NON SONO FUORI DI NOI, BENSÌ DENTRO DI NOI. L’anima, la coscienza, letteralmente materializza nel cosiddetto MONDO ESTERNO, SOLO CIÒ DI CUI HA BISOGNO. Nella misura in cui noi siamo identificati o addormentati nel corpo, NON SIAMO COSCIENTI DI STARE CREANDO IL MONDO e quindi SUBIAMO LE DECISIONI DELLA NOSTRA STESSA ANIMA COME SE NON FOSSERO NOSTRE.

Solo l’incapacità di udire la voce della nostra vera essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che SVANISCE OGNI PAURA E DIVENIAMO FINALMENTE LIBERI. L’ÉLITE che governa il mondo al soldo di certe forze è costituita da individui estremamente intelligenti e raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che esista un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, quest’ultimo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’economia siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: IO E IL MONDO SIAMO DUE COSE SEPARATE. Così il Mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il diabolico paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il PECCATO DEI PECCATI che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. CREDIAMO CHE NEL MONDO POSSANO NASCONDERSI SORPRESE E PERICOLI INASPETTATI, QUANDO INVECE NEL MONDO INCONTRIAMO SEMPRE E SOLO NOI STESSI. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce. Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. QUANTO IN BASSO SIAMO SCESI NOI GUERRIERI DIVINI E IMMORTALI?

Facciamo un esempio: un giorno ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che un’entità temibile e onnipotente conosciuta come IL MONDO si sia abbattuta su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà invece il coraggio di pensare:

IO MI SONO LICENZIATO. HO USATO IL MONDO PER LICENZIARMI. AFFINCHÉ EMERGESSERO PROPRIO LE EMOZIONI CHE MI STANNO ATTRAVERSANDO IN QUESTO MOMENTO. Ecco la CHIAVE MAGICA, usandola in ogni circostanza si può APRIRE LA PORTA, altro non serve. SONO LE NOSTRE EMOZIONI A PLASMARE IL MONDO, E NON VICEVERSA. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è DENTRO la nostra coscienza.

SIAMO GUERRIERI, PORTATORI DELLA FIAMMA, SIGNORI INCONTRASTATI DELLA NOSTRA REALTÀ E INVECE DELEGHIAMO AL MONDO ESTERNO IL POTERE DI DECIDERE QUANDO CI È CONCESSO ESSERE FELICI E QUANDO NO. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni DIGNITÀ dell’Essere. Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito unicamente di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare. LAMENTARSI, ACCUSARE GLI ALTRI E GLI EVENTI, DEL NOSTRO DISAGIO, È COME ACCUSARE LA NOSTRA IMMAGINE ALLO SPECCHIO, ARRABBIARSI CON LEI ED AVERNE PAURA. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner. Siamo ipnotizzati da un fantomatico mondo di fuori, come serpenti da baraccone veniamo incantati dal suono di una fittizia realtà. Crediamo che le disgrazie possano colpire a caso, non riusciamo a concepire UN’INTELLIGENZA NASCOSTA, la NOSTRA, che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il Mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente. La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: CRISI ECONOMICA, IMMIGRAZIONE, TERRORISMO, PANDEMIA, PEDOFILIA

MA IL MONDO NON POSSIEDE UN’ESISTENZA AUTONOMA, È SOLO UNO STUPIDO SCHERMO PRIVO DI VITA SUL QUALE OGNUNO DI NOI PROIETTA IMMAGINI DI SE STESSO. IN NOI È LA VITA, E NOI SIAMO I REGISTI DEL FILM.

 Appello ai guerrieri coraggiosi 

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Per gli anni che verranno servono guerrieri coraggiosi, uomini e donne, PORTATORI DELLA FIAMMA. Le trombe del Giudizio stanno suonando: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole?

  • IL GUERRIERO DELLO SPIRITO INCARNA IL VERO POTERE PERCHÉ SA CHE IL MONDO NON PUÒ FARGLI NULLA DI MALE.
  • IL GUERRIERO SA CHE VIVRÀ SOLO LE CRISI E LE SFIDE CHE GLI SERVIRANNO, CHE LUI STESSO ANDRÀ CREANDO PER AUTO INIZIARSI.
  • PERTANTO NON HA PIÙ PAURA DEL MONDO, E UN ESSERE SENZA PAURA SFUGGE A OGNI GABBIA PSICOLOGICA, DIVENTA IMPREVEDIBILE, PERICOLOSO.
  • IL GUERRIERO SENTE DI ESSERE SEMPRE, CONSCIAMENTE O INCONSCIAMENTE, IL CREATORE DELLA SUA REALTÀ, IL RE DEL SUO REGNO.
  • IL GUERRIERO NON HA PAURA DI MORIRE, PERCHÉ È GIÀ MORTO: NON HA PIÙ UN EGO DA DIFENDERE, NON DEVE PIÙ DIMOSTRARE NIENTE NÉ A SE STESSO NÉ AGLI ALTRI.
  • FA IL LAVORO PER CUI È VENUTO SUL PIANETA, NEL SILENZIO, ASPETTANDO CHE UN GIORNO, FINALMENTE, MUOIA ANCHE IL CORPO.
  • VIVE NEL PRESENTE, NELL’ADESSO, NON È CONDIZIONATO DAI RICORDI DEL PASSATO E NON INVESTE ENERGIE NEL CREARSI ASPETTATIVE RIGUARDO IL FUTURO.
  • QUANDO COMBATTE NON PENSA A UN RISULTATO FINALE, SI CONCENTRA SUL DARE IL MEGLIO ISTANTE DOPO ISTANTE, PERCHÉ SA CHE SOLO L’ISTANTE ESISTE.
  • SE HA DATO IL MEGLIO RESTANDO SEMPRE NEL QUI ED ORA SENZA FARSI DISTRARRE DA PENSIERI ED EMOZIONI HA GIÀ VINTO.

Al di là del risultato ESTERIORE, che è solo APPARENTE, il Guerriero ha vinto perché ha vinto con se stesso, con i suoi limiti psicofisici, e il fatto che all’esterno possa anche incontrare un avversario più forte, è previsto, e non lo infastidisce minimamente. Il Guerriero vince quando VINCE L’ILLUSIONE DEL TEMPO, non quando batte qualcuno all’esterno. Ogni attimo è nuovo, ogni attimo l’Universo si ricrea, e si ricrea uguale solo perché noi lo pensiamo uguale, questo ci dà la parvenza della continuità. Non si può vivere nel passato o nel futuro, tutto ciò che esiste è questo istante; il Guerriero è semplicemente qualcuno che SE LO RICORDA SEMPRE.

IL GUERRIERO SA CHE L’AVVERSARIO È SEMPRE SOLO UNA PARTE DI SÉ. IN REALTÀ NON C’È NESSUNO LÀ FUORI, NON C’È NESSUNO OLTRE I CONFINI DELLA SUA COSCIENZA. I suoi nemici sono quelli della che albergano nella sua anima. MENTRE COMBATTE VEDE NELL’AVVERSARIO SOLO UN FRAMMENTO DEL SUO ESSERE DA REINTEGRARE. Infatti il suo scopo principe non è ucciderlo, ma imparare a conoscerlo e quindi dominarlo. LA MORTE DELL’AVVERSARIO È NECESSARIA SOLO SE LO È ANCHE LA MORTE DI QUELLA PARTE DI SÉ. Mentre fronteggia il nemico, in uno stato di TOTALE PRESENZA, fermo nel suo centro, la mente immobile, le emozioni assenti, il corpo in equilibrio, il respiro sotto controllo, l’attenzione orientata all’interno non meno che all’esterno ad un certo punto accade qualcosa: VEDE CHE L’AVVERSARIO SI MUOVE DENTRO DI LUI, CHE È SOLO UN PRODOTTO DELLA SUA PSICHE, L’ESTENSIONE DI UNA ZONA SCONOSCIUTA DELLA SUA ANIMA. DIVIENE COSÌ CONSAPEVOLE CHE GLI EVENTI NON ACCADONO A LUI, BENSÌ DENTRO DI LUI. Questo è il risveglio interiore del Guerriero ed a ogni nuova battaglia tale risveglio può accadere.

Avete mai visto due grandi maestri di arti marziali incontrarsi? Si fronteggiano immobili per qualche minuto, in ascolto, talvolta a occhi chiusi, quasi senza respirare. Ognuno sta irradiando la vibrazione del suo essere e al contempo cerca di conoscere l’essere dell’altro. È un sottile scrutarsi interiormente. Si chiedono il perché di quell’incontro ed entrambi scoprono qualcosa di nuovo riguardo se stessi: un’emozione, un’incertezza, un’aspettativa, una qualunque manifestazione egoica, ossia una crepa nell’essere. A un certo punto, silenziosamente, si stabilisce una GERARCHIA: la forza interiore di uno si rivela maggiore di quella dell’altro. Uno è più INTEGRO dell’altro, uno è più PRESENTE a se stesso rispetto all’avversario. Uno ha vinto e l’altro ha perso, senza la necessità di uno scontro sul piano fisico. Si salutano e si ABBRACCIANO. ASSUME ALLORA UN SENSO DIVERSO L’USANZA DI ABBRACCIARE IL PROPRIO AVVERSARIO ED ESSERGLI GRATO INCHINANDOSI. Ciò che oggi è rimasto come vuoto gesto di cortesia una volta costituiva l’ovvia manifestazione di una comprensione interiore di quanto era accaduto durante l’incontro.

Oggi il risveglio interiore non lo si ottiene più negli ashram, nelle sinagoghe o nelle moschee, bensì per mezzo delle BATTAGLIE QUOTIDIANE. I nuovi monasteri sono le città, dove il GUERRIERO OCCIDENTALE si forgia lottando con le sue ombre nella finanza, in fabbrica, in ufficio, in famiglia. I colleghi, i clienti, i superiori, i dipendenti sono tutte parti di lui, sono i frammenti del suo inconscio che emergono. L’atteggiamento del Guerriero sul posto di lavoro è un atteggiamento di studio e allenamento, si reca al lavoro come ci si reca nell’ashram. Quali parti di me emergeranno oggi in ufficio? si chiede al mattino quando si desta. IL GUERRIERO È USCITO DALLE CATEGORIE DELLA MENTE DUALE: mi è simpatico/mi è antipatico, è uno in gamba/è un imbranato, è carino/è bruttino. LUI È ME STESSO dovrebbe concludere ogni volta che incontra un nuovo cliente o rivede il vecchio collega.

  • COSA MI STA FACENDO VEDERE DI ME?
  • PERCHÉ LO STO CREANDO NELLA MIA VITA?

ALLORA IL GUERRIERO PIANGE DI COMMOZIONE, PERCHÉ VEDE LA PERFEZIONE DI QUANTO GLI È ACCADUTO: GLI INCONTRI, LE AMICIZIE, I LICENZIAMENTI, GLI INCASTRI PERFETTI DI PERSONE E LUOGHI, LE SINCRONICITÀ CHE LO HANNO CONDOTTO PER MANO FIN DOVE È ORA. In uffici che sono anguste celle d’insetti lo schiavo moderno operosamente lavora per bisogno, non per passione. La manipolazione all’interno della NEURO PRIGIONE è perfetta, direi geniale, consiste nel far credere a uno schiavo, il quale per sopravvivere deve lavorare otto ore al giorno arricchendo qualcuno che si trova in cima alla piramide, DI ESSERE UN UOMO LIBERO CHE ESERCITA IL SUO DIRITTO AL LAVORO. FAR PERCEPIRE LA PRIGIONIA COME UN DIRITTO, QUESTO È STATO IL VERO CAPOLAVORO DI INGEGNERIA PSICHICA. FOLLE CHE MANIFESTANO NELLE PIAZZE PER IL LORO DIRITTO AD ESSERE SCHIAVE, QUESTA È LA PAZZIA INVISIBILE. IL GUERRIERO NON SI PIEGA MAI AL BISOGNO, ACCETTA DI LAVORARE SOLO SE LA SUA MANSIONE LO APPASSIONA, ALTRIMENTI VIVERE O MORIRE NON FA PIÙ ALCUNA DIFFERENZA. Lavora perché vuole realizzare un SOGNO, non per sopravvivere. Quando il sogno è più grande della paura di morire di fame, allora il Guerriero si butta nella vita, rischia e se il suo ardore è autentico la vita lo premia, sempre. 

IL MONDO È UNA TUA COMPLETA CREAZIONE. E SE TU CAMBI LUI È COSTRETTO A SEGUIRTI. Ma se si vive nel dubbio, la vita ci schiaccia, perché NON AMA I TIEPIDI. Se si è ancora schiavi della psicologia del posto fisso, ciò a cui anelano i servi, se prima di buttarsi nell’avventura ci si preoccupa di avere una scorta sufficiente di denaro sul conto in banca, se si fa in modo di poter tornare indietro nel caso non andasse bene, si verrà stritolati dallo stesso mondo di cui si ha paura. Come può vincere il Guerriero che prepara già la ritirata? I soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale una volta superate le linee nemiche facevano saltare i ponti su cui erano passati, i ponti che dovevano assicurare la loro ritirata: o vittoria o morte!

IL GUERRIERO NON MENDICA IL LAVORO, LO CREA. Per lui non c’è crisi e non c’è disoccupazione, il suo benessere non dipende da quanto accade nel mondo, ma dalla FORZA DEL SUO SOGNO, perché sente che IL MONDO È DENTRO DI LUI E RIFLETTE CIÒ CHE LUI È. Venire scelti da qualcuno per un lavoro come una puttana sulla strada viene scelta dal suo cliente, andare a un colloquio e sperare di risultare adatti agli scopi di qualcun altro, tutto questo LEDE LA DIGNITÀ DEL GUERRIERO. Non importa chi è e cosa mi fa fare, purché paghi per la prestazione: che vi piaccia o no sentirvelo dire, questo è in sostanza il lavoratore stipendiato. Insegnare a un giovane a cercare lavoro, istruirlo su come scrivere il curriculum, su come vestirsi e cosa dire al colloquio, significa addestrare il nuovo mendicante affinché faccia impietosire i passanti, è come insegnare a una puttana a truccarsi per risultare più provocante. Fra il lavavetri al semaforo e il dirigente che lavora nei quadri della Fiat c’è solo un differenza quantitativa, non qualitativa, sono entrambi privi di un SOGNO e stanno mendicando uno stipendio da qualcuno.

CHI NON HA UN SOGNO È DESTINATO A SEGUIRE CHI CE L’HA. NON C’È NULLA DI MALE A SEGUIRE IL SOGNO DI UN ALTRO, SE QUESTO È DIVENTATO ANCHE IL NOSTRO SOGNO, SE LO SENTIAMO IN MANIERA APPASSIONATA NEL NOSTRO CUORE. Per ogni grande impresa infatti servono collaboratori che condividano gli stessi scopi, gli stessi sogni. IL GUERRIERO INSEGUE IL SUO SOGNO, LA SUA PASSIONE, E SE IL SUO ESSERE È INTEGRO, CENTRATO, PRIVO DI PAURA, ALLORA IRRADIA INTORNO A SÉ UNA FORZA CHE ATTIRA LE CIRCOSTANZE, IL DENARO, I COLLABORATORI, ALTRI MONACI GUERRIERI CHE LO AIUTERANNO A REALIZZARE IL SUO PROGETTO. Solo lui ne è il responsabile, solo lui può realizzarlo o farlo fallire. E ciò vale per ogni collaboratore a ogni livello della piramide. Il successo esterno è sempre il prodotto naturale dello sviluppo dell’essere interiore di un individuo. Il vero leader sa che le basi del successo di un’impresa si costruiscono all’interno di sé. Se l’ESSERE non è integro non lo saranno nemmeno il FARE e l’AVERE.

L’addestramento del Guerriero è sempre stato distribuito su 3 livelli:

  1. FISICO
  2. EMOTIVO
  3. MENTALE

Sul PIANO FISICO si sforza di vivere, nei limiti del possibile, una vita sana. È essenziale che elimini lo zucchero perché danneggia gravemente l’organismo e indebolisce le funzioni del cervello. Non assuma vaccini perché minano il suo sistema immunitario, questo è vero in particolare per quanto concerne i bambini; non si dovrebbero mai far vaccinare i bambini e in ogni caso mai prima dei tre anni d’età. Mangia poca carne e molti cibi freschi. Tiene attivo il corpo attraverso l’esercizio fisico regolare, che deve essere attento, impegnativo, ma mai esasperato. L’allenamento competitivo che va di moda fra gli atleti oggi, tutti i giorni, talvolta anche due volte al giorno, inevitabilmente logora il fisico consumandolo. Il guerriero alterna sonno e veglia in maniera regolare. Non è tanto importante il numero di ore che riesce a dormire, ma la regolarità e il ritmo dell’alternarsi sonno/veglia. Andare a letto una sera alle 23:00, quella dopo alle 03:00 e la successiva alle 22:00, a lungo andare logora l’organismo. Il guerriero alla fine del suo addestramento di norma è capace di consumare un solo pasto al giorno e dormire tre o quattro ore per notte. Mangiare solo l’essenziale fa sì che non si abbia bisogno di dormire molto. Ma per mangiare poco è NECESSARIO INTRODURRE ENERGIA IN ALTRO MODO, la regola infatti è che non si può togliere niente, ma si deve sempre SOSTITUIRE. Per avere più energia a disposizione è però indispensabile lavorare sugli altri 2 livelli: EMOTIVO e MENTALE.

Sul piano emotivo e su quello mentale ci sono ALCUNE REGOLE RIGIDE CUI ATTENERSI. L’auto-osservazione, lo sforzo di non lamentarsi mai, di non giudicare il comportamento degli altri, la capacità di stare sul dolore senza fuggire, tutto ciò rende INTEGRO, inattaccabile, invulnerabile il tuo essere, e con il tempo porta ricchezza anche sul piano materiale. La DISCIPLINA MENTALE consiste nell’eliminare la lamentela, la critica e il giudizio dalla propria vita. Detto in una frase: smetterla di buttare addosso al mondo esterno la responsabilità per quanto ci accade. D’altronde che senso avrebbe per il Guerriero incolpare il mondo di qualcosa che non va, quando sa bene che è lui stesso a creare inconsciamente le sue fortune e i suoi dolori? Smettendo di lamentarsi egli acquisisce sempre più potere interiore. La DISCIPLINA EMOTIVA, inizialmente, consiste nel non esprimere all’esterno le emozioni negative, il che non significa non provare più rabbia o gelosia, ma solo non esprimerle all’esterno attraverso parole, azioni, espressioni facciali, tono della voce. CIÒ FA SÌ CHE SI ACCUMULI ENERGIA ALL’INTERNO. NON FAR CAPIRE ALL’ESTERNO COSA STIAMO PROVANDO. QUESTO PERMETTE DI OSSERVARE CON ACCURATEZZA L’ENTITÀ DELLE ENERGIE CHE SI SPOSTANO AL NOSTRO INTERNO. Non è semplice cominciare a pensare che sei tu a creare il mondo e non il mondo a creare te. All’uomo medio non piace differenziare troppo il proprio pensiero dal resto della comunità. È più prudente uniformarsi, sentirsi folla, stare gomito a gomito con la massa, percepirsi simile ai propri simili, condividere dolori e gratificazioni collettivi, non eccellere, non disturbare troppo, giocare tutti insieme al superenalotto per aderire a speranze comuni. Questo appartenere al branco fornisce un senso di sicurezza.

QUALCUNO, AL CONTRARIO, TROVERÀ MOLTO ILLUMINANTE SAPERE DI ESSERE L’UNICO RESPONSABILE DELLA SUA SITUAZIONE ECONOMICA, LAVORATIVA, SENTIMENTALE E, SOPRATTUTTO, SAPERE DI POTER MODIFICARE L’ESTERNO SEMPLICEMENTE AGENDO NELLA SFERA INTERIORE.

Il Guerriero diventa così portatore del SACRO FUOCO, del VRIL NECESSARIO AL CAMBIAMENTO. Chi si limita a criticare e puntare il dito contro qualcuno non può fregiarsi del titolo di Guerriero, perché il Portatore della Fiamma lavora all’INTERNO di sé, non all’esterno e come conseguenza del mutamento del suo ESSERE, acquisisce capacità di FARE e quindi di AVERE e ciò modifica per forza di cose la realtà che lo circonda. Il MONDO è la nostra OMBRA, non ha esistenza di per se stesso, esiste solo in quanto proiezione di ciò che siamo all’interno. Siamo in una trappola, in una neuro-prigione, perché continuiamo a pensare come oggettivo qualcosa che oggettivo non è, e dipende invece esclusivamente da noi che ne siamo i creatori. CREIAMO CON LA NOSTRA PARTE INCONSCIA, SENZA VOLERLO, EPPURE CREIAMO. Il Guerriero vuole giungere a CREARE COSCIENTEMENTE al fine di divenire il RE DEL SUO REGNO anziché un Servo del Mondo. Il Guerriero ha cessato di vivere nella superstizione: ha smesso di idolatrare il Mondo come un’entità dotata di vita propria, ha smesso di averne paura, per questo diviene invulnerabile. Sa che il mondo è SUO. L’AVERE È SOLO UNA CONSEGUENZA DELL’ESSERE. GLI STATI INTERIORI DI UN INDIVIDUO E GLI EVENTI ESTERNI CHE LO COINVOLGONO SONO DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. Come può agire con Forza e per il Bene Comune un individuo che si fa ancora sedurre dal finto potere del Mondo? LA VITTORIA SUPREMA È VINCERE SE STESSI, ossia non permettere a nessun evento o condizione di produrre ferite interne, di scalfire l’essere. Questa è conosciuta come INVULNERABILITÀ. Le NOSTRE AZIONI sono frutto della PAURA: la paura di essere aggrediti per strada, la paura di venire licenziati, la paura di non avere soldi a sufficienza, la paura di venire abbandonati dal partner. LE AZIONI DETTATE DALLA PAURA NON POSSIEDONO FORZA PER DEFINIZIONE, PERCHÉ SONO REAZIONI TOTALMENTE MECCANICHE, NON AZIONI PRO-ATTIVE E PRODUTTIVE. COME PUÒ NASCERE AMORE DALLA PAURA? COME PUÒ NASCERE RICCHEZZA DALLA PAURA?

Su molti siti e su molti libri si gareggia a dare la colpa della nostra situazione di schiavitù psicologica a un Governo Occulto, ai Banchieri, alla Massoneria o addirittura agli extraterrestri. Questo è il frutto dell’addormentamento della coscienza umana. Si crede nel MONDO come in un DIO, lo si teme e gli si dà la colpa per le nostre disgrazie. Questi sono gli stupidi che combattono le loro stesse ombre credendo che esistano indipendentemente da loro, fornendo così a queste ombre una forza che non posseggono. Il MONDO MATERIALE come NUOVA RELIGIONE in cui credere, a cui votare se stessi. NON SEI UNO SCHIAVO PERCHÉ QUALCUNO TI DOMINA, MA QUALCUNO TI DOMINA PERCHÉ SEI UNO SCHIAVO. La prima cosa da combattere è proprio questa voglia di accusare qualcuno, di trovare un responsabile contro cui scagliarsi. Dobbiamo combattere questa irrefrenabile VOGLIA DI FARE ALL’ESTERNO DI NOI, perché questo desiderio ci infogna maggiormente nella neuro trappola. PIÙ CREDIAMO AL POTERE DEL MONDO PIÙ QUESTO CI CATTURA. Non va CONFUSO lo SPIRITO GUERRIERO CALMO, SERENO, COLMO D’AMORE MA EFFICACE, IMPLACABILE con la LAMENTELA, L’AGGRESSIVITÀ e L’ODIO VERSO IL SISTEMA, che polarizzano ed intrappolano ancor più nel sistema l’individuo. Un uomo che va in giro svelando inquietanti misteri socio-politici non sta realmente creando problemi allo status quo. Chi crea siti o rilascia interviste contro il governo o le famiglie dei banchieri non è un problema per chi detiene il potere, infatti sono fenomeni che vengono tollerati, tenuti sotto controllo ma tollerati. L’UOMO CHE COMINCIA A SENTIRE DI ESSERE IL CREATORE DELLA SUA REALTÀ È INVECE MOLTO PERICOLOSO. LA SUA SERENITÀ NON DIPENDE PIÙ DA QUELLO CHE FA IL GOVERNO OPPURE DALLA CRISI ECONOMICA. NON CERCA CAPRI ESPIATORI DENTRO L’ILLUSIONE. SI È LIBERATO DALLA TRAPPOLA, ALLORA DIVENTA UNA SCHEGGIA IMPAZZITA FUORI CONTROLLO, UNA SPINA NEL FIANCO DEL SISTEMA. Ed ecco che inizia il lavoro Alchemico dell’uomo su sé stesso che deve consistere innanzitutto nella PURIFICAZIONE da tutte le EMOZIONI NEGATIVE che PERVADONO LA SUA PERSONALITÀ. La lamentela, l’odio, la rabbia, la gelosia e ogni genere di giudizio e fastidio verso gli altri devono essere scomparsi prima che egli possa avventurarsi nei mondi spirituali. In queste dimensioni superiori l’aspirante viene sottoposto a ogni sorta di attacchi emotivi e mentali da parte delle forze ostili che vi abitano e che egli stesso suscita per risonanza. SOLO UN PERFETTO EQUILIBRIO DI EMOZIONI E PENSIERI POTRÀ RENDERLO CAPACE DI DIFENDERSI E DI DISTINGUERE LA REALTÀ DALLE ALLUCINAZIONI.

 La magia

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Non è sufficiente che leggiamo libri rari e ci meditiamo sopra per comprendere la magia. Essa va PRATICATA. Ma ciò non possiamo farlo limitandoci ad allestire rituali magici, bensì attuando la TRASMUTAZIONE DI NOI STESSI per mezzo di TECNICHE OCCULTE ANTICHE DI MILLENNI. E a nulla vale dare vita a un nuovo ordine iniziatico o a un movimento spirituale, attività entrambe piuttosto di moda in questi tempi, se prima non siamo stati in grado di operare tale TRASMUTAZIONE PSICOLOGICA E SPIRITUALE AL NOSTRO INTERNO.

TRASMUTAZIONE è infatti la PAROLA CHIAVE DELL’OPERA MAGICA. Nessun percorso può dirsi realmente magico/alchemico se esso non conduce a trasmutare l’uomo ordinario in un ESSERE SPIRITUALE. Diventare mago non significa addobbarsi con paramenti di dubbio gusto estetico e imparare a memoria delle formule da recitare in stanze semi-buie, di fronte a un altare.

Colui che si è fatto mago lo è sempre, in ogni occasione della sua vita, in quanto ha ormai conseguito lo stato di COSCIENZA DEL MAGO, a partire dal quale gli è possibile comprendere la realtà che lo circonda e agire in sintonia con la volontà universale. La magia concerne innanzitutto lo spalancarsi della coscienza del singolo individuo alla dimensione dell’Assoluto e il conseguimento da parte sua di determinate facoltà sopranormali. Cerimonie, formule e incantesimi, seppur talvolta indispensabili, costituiscono in fondo GLI ELEMENTI PIÙ TECNICI E GROSSOLANI DELL’ARTE.

L’assenza della Presenza o l’imbarazzante condizione della nostra Coscienza

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Prima di dare inizio a un qualunque genere di lavoro trasformativo su noi stessi, è indispensabile che intraprendiamo un’attenta opera di OSSERVAZIONE della NOSTRA ATTUALE SITUAZIONE, al fine di comprendere in maniera esatta qual è il punto di partenza dal quale ci muoviamo. COME POSSIAMO COMINCIARE UN PERCORSO DI EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA SE NON SAPPIAMO ANCORA QUAL È LA SITUAZIONE DELLA NOSTRA COSCIENZA IN QUESTO MOMENTO?

IL PRIMO FONDAMENTALE PASSO CONSISTE NEL RENDERCI PIENAMENTE CONTO CHE ALLO STATO ATTUALE STIAMO DORMENDO. CREDIAMO DI ESSERE SVEGLI, MA NON LO SIAMO. Quando ci destiamo al mattino in realtà NON CI SVEGLIAMO, MA PASSIAMO DA UNO STATO DI SOGNO A UN ALTRO. Passiamo al SONNO VERTICALE; un sonno, cioè, che permette la posizione verticale, il movimento, il parlare, lo studiare purtuttavia è ancora ben lungi dall’essere un REALE STATO DI VEGLIA. Si tratta di una CONDIZIONE di PERPETUO RINTRONAMENTO NELLA QUALE NON PENSIAMO, MA VENIAMO PENSATI; NON PROVIAMO EMOZIONI, MA SIAMO DA ESSE TRASCINATI; NON GESTIAMO IL NOSTRO CORPO, MA SUBIAMO PASSIVAMENTE LA SUA FISIOLOGIA. Possiamo rilevare 4° principali stati di coscienza:

  1. Sonno Profondo
  2. Sogno (fase REM)
  3. Sonno Verticale (il cosiddetto stato di veglia comune)
  4. Veglia Reale (risveglio spirituale, identificazione con l’anima) 

SE VOGLIAMO LAVORARE PER EVADERE DALLA PRIGIONE È IMPERATIVO CHE SAPPIAMO DI ESSERE ALL’INTERNO DI UNA PRIGIONE. Dobbiamo esserne pienamente convinti come conseguenza dell’averlo sentito con tutto il nostro essere, altrimenti il successivo lavoro di risveglio poggia le sue fondamenta sulla sabbia. Non possiamo realmente svegliarci partendo da una semplice ipotesi intellettuale circa il nostro addormentamento. DOBBIAMO SENTIRLO CON TUTTO NOI STESSI. Per avere la certezza di essere in uno stato di prigionia e necessario vederlo con i propri occhi e, magari, rimanerne scioccati. L’IDEALE SAREBBE RIUSCIRE A SENTIRE EMOTIVAMENTE L’ADDORMENTAMENTO. Questo fornisce lo stato d’animo occorrente per iniziare a lavorare su di se e proseguire con perseveranzaIL PIÙ GRANDE OSTACOLO AL RISVEGLIO E CHE NOI PENSIAMO DI ESSERE GIÀ COSCIENTI E PIENAMENTE LIBERI. Ci attribuiamo sia l’autocoscienza che il libero arbitrio, ma ciò non corrisponde a verità. Un’attenta osservazione di noi stessi nell’arco della giornata ci permette di vedere come siamo fatti e in quale stato viviamo tutti i giorni; serve a farci comprendere che durante il giorno dormiamo e di conseguenza non siamo mai coscienti di noi. VIVIAMO DENTRO UN’ALLUCINAZIONE, NON VEDIAMO LA REALTÀ E NON SIAMO IN GRADO DI MODIFICARLA SEMPLICEMENTE PERCHÉ DORMIAMO. 

Nell’addormentamento ognuno di noi interpreta i fatti secondo una sua personale allucinazione mentale. Crediamo di condividere una realtà oggettiva uguale per tutti, invece viviamo chiusi nel nostro mondo privato fatto di idee ed emozioni. Tuttavia riusciamo a vivere una vita normale pur dormendo placidamente tutto il giorno. Nel sonno possiamo prendere due lauree, innamorarci, sposarci, fare carriera, scrivere libri di carattere religioso o addirittura libri sul risveglio spirituale. Tutto questo senza mai sospettare di essere addormentati: ESATTAMENTE COME IN UN SOGNO. Ci accorgiamo del nostro addormentamento solo nel momento in cui proviamo a uscirne attraverso lo svolgimento di ESERCIZI PRATICI. Tali esercizi, che richiedono un COSTANTE SFORZO, ci consentono di capire quanto siamo addormentati e prigionieri. Nel presente istante state leggendo queste pagine e credete di farlo in STATO DI VEGLIA. Bene vedremo che non e cosi. Questa è la GRANDE ILLUSIONE o MAYA di cui è SCHIAVA TUTTA L’UMANITÀ.

Facciamo un piccolo esperimento mentale: immaginiamo di essere nati in una prigione. Fin da bambini siamo sempre vissuti al suo interno e di conseguenza adesso questa e tutta la nostra realtà. Tale limitato modo di vivere ci sembra normale proprio perché non ne conosciamo un altro. Un giorno pero ci accade di parlare con il garzone che rifornisce di cibo le cucine del carcere, il quale ha contatti con l’esterno, e costui ci dice che esiste un altro mondo, più bello, oltre il grande portone della prigione, ma che noi non possiamo vederlo perché non ci e concesso di uscire. Se qualcuno non ce lo avesse detto non avremmo mai ipotizzato qualcosa del genere. Ma anche adesso che siamo venuti al corrente di questa possibilità, come possiamo essere sicuri di trovarci in una prigione e che al di fuori esiste effettivamente qualcosa di diverso? 

Il garzone ci dà un buon consiglio: ci dice di provare a fare qualcosa che non abbiamo mai fatto, sovvertendo l’ordine consueto degli eventi della nostra vita. Possiamo rifiutarci di rientrare in cella dopo il pranzo; decidere di restare mezz’ora in più nel cortile durante la pausa pomeridiana; pretendere una bottiglia di vodka dopo cena; chiedere di avere compagni di cella differenti; oppure potremmo tentare di uscire dal portone principale. Ci mettiamo subito all’opera e facciamo qualche prova, ma ogni tentativo di cambiamento viene sistematicamente ostacolato da un POTERE PIÙ GRANDE DI NOI che fino a quel momento era sempre restato nell’ombra e della cui esistenza noi non sospettavamo. Dopo una serie di fallimenti, ci accorgiamo finalmente che non possediamo la capacita di cambiare alcunché della nostra vita e men che meno possiamo uscire dalla struttura stessa della prigione, perché alcune robuste guardie carcerarie, che fino ad allora non avevamo mai notato, ci impediscono di attraversare il portone. Tentiamo più volte, ma il risultato e sempre lo stesso: veniamo respinti.

ALLORA PER LA PRIMA VOLTA PRENDIAMO CONSAPEVOLEZZA DI NON ESSERE LIBERI E DI NON ESSERLO MAI STATI. Facevamo quello che facevano tutti perché lo ritenevamo normale e non aspiravamo a niente di diverso, ma non potevamo sospettare che in realtà eravamo costretti a fare quello che facevano tutti. Abbiamo creduto di essere liberi solo fino a quando non abbiamo tentato di cambiare qualcosa di veramente importante nella nostra esistenza quotidiana, allora ci siamo anche resi conto della presenza di un potere occulto a cui questo nostro desiderio di cambiamento non va tanto a genio. Potevamo scegliere fra due diversi primi piatti quando eravamo in mensa e potevamo scegliere quale canale guardare alla televisione: questo e stato sufficiente per trattenerci nell’illusione di possedere libero arbitrio e per non farci mai sospettare di essere invece in una prigione. MA QUANDO ABBIAMO PROVATO A CAMBIARE DEGLI ASPETTI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA ROUTINE QUOTIDIANA CI SIAMO SCONTRATI CON QUALCOSA DI PIÙ GRANDE DI NOI E SIAMO STATI RIGETTATI ALL’INDIETRO. Se nasciamo in prigione non possiamo accorgerci di essere dei carcerati fino a quando non proviamo a mettere in discussione le regole che ci sono state imposte sin dall’infanzia e alle quali ci siamo supinamente adeguati. Tutti intorno a noi hanno sempre fatto le stesse cose e nessuno ha mai provato a cambiare nulla, quindi come può venirci in mente la possibilità di una realtà completamente diversa? Studiamo all’università perché cosi fa la maggior parte delle persone intorno a noi, cerchiamo un partner perché cosi fanno tutti, iniziamo a lavorare perché cosi fanno tutti, facciamo nascere dei figli perché cosi fanno tutti. Trascorriamo la vita a produrre e consumare fino a quando non ci viene un tumore e moriamo. Questo lo chiamiamo libero arbitrio. Educhiamo i nostri figli secondo i criteri soporiferi ai quali siamo stati educati noi stessi, affinché anche loro non siano tentati di mutare lo status quo imposto dalla società. Anzi, di norma facciamo di tutto per ostacolarli al fine di evitare che essi compiano delle scelte inconsuete e rischiose per il loro futuro, un futuro di produzione e consumo. 

QUANDO CI ACCORGIAMO DI ESSERE IN UNA PRIGIONE DALLA QUALE E DIFFICILE USCIRE, PROVIAMO AD ACCENNARLO A CHI CI STA INTORNO, MA IL RISULTATO E SPESSO DELUDENTE. Risulta infatti pressoché impossibile far vedere al cittadino medio il suo stato di sonno. Non crederà mai di stare dormendo mentre parla, lavora e fa progetti per il futuro. Inoltre, più possiede un’elevata opinione di se stesso, spesso derivata dal conseguimento di titoli di studio presso le scuole dove viene praticata L’EDU-CASTRAZIONE dei giovani, più sarà difficile fargli comprendere la realtà dei fatti. In altre parole: più crede di essere intelligente, più è addormentato. L’ADDORMENTAMENTO È UNO STATO RELATIVAMENTE COMODO, MENTRE LO STARE SVEGLI RICHIEDE COSTANTE SFORZO E ATTENZIONE. Gli stessi discepoli di Gesù poterono fare esperienza di tale difficolta allorquando si addormentarono, metaforicamente, nel giardino del Getsemani, la notte in cui il loro maestro fu arrestato. Lasciar scivolare dolcemente la nostra coscienza nel sonno della routine quotidiana non richiede sforzo, e semplice e, fino a un certo punto, persino piacevole. Vivere tra sofferenze, delusioni, ansie e qualche momento di piacere emotivo o sessuale, ci appare come tutto ciò che un essere umano può pretendere da questa esistenza. Non e granché, ma in fondo e cosi per tutti. Perché, dunque, iniziare un faticoso viaggio alla ricerca di altro?

  • Adesso ti dico perché sei qui.
  • Sei qui perché INTUISCI qualcosa che NON RIESCI A SPIEGARTI.
  • È tutta la vita che hai la SENSAZIONE che ci sia qualcosa che NON QUADRA NEL MONDO. Non sai bene di che si tratta, ma l’avverti, è un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto.
  • È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando.
  • Di MATRIX
  • Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos’e?
  • Matrix è ovunque.
  • E intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo.
  • È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore.
  • L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse.
  • E il mondo che ti e stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.
  • Quale verità?
  • Che tu sei uno schiavo Neo, come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore.
  • Una prigione per la tua mente.
  • Nessuno di noi e in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri.
  • Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos’e.
  • È la tua ultima occasione. Se rinunci non ne avrai altre.
  • Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai.
  • Pillola rossa: resti nel Paese delle Meraviglie e ti mostrerò quanto è profonda la tana del Bianconiglio. 

            Morpheus – dal film Matrix

Osservazione e ricordarsi di se 

Per arrivare a OSSERVARSI veramente occorre innanzitutto RICORDARSI DI SE STESSI. Altrimenti, voi non siete nelle vostre osservazioni; e in questo caso quale può essere il loro valore? COLORO CHE SANNO QUESTO SANNO GIÀ MOLTO. IL GUAIO E CHE NESSUNO LO SA. Se domandate a qualcuno se può ricordarsi di se stesso, vi risponderà naturalmente che può. Se un uomo realmente sa che non può ricordarsi di se stesso, è già vicino ad una comprensione del suo essere. G.I. Gurdjieff (cit. in Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto, di P.D. Ouspensky)

Se vogliamo divenire degli autentici MAGHI il nostro scopo deve essere il RISVEGLIO. Non possiamo conseguire alcunché di sovrannaturale in una situazione di addormentamento nella quale non vediamo la realtà e ci limitiamo a proiettarne all’esterno una illusoria, edificata sulla base di quelle che sono le nostre attuali caratteristiche psicofisiche. Ognuno di noi vive in un suo MONDO SOGGETTIVO: a seconda delle nostre peculiarità fisiche, emotive e mentali proiettiamo all’esterno una realtà che non può mai essere oggettiva, in quanto è sempre solo il riflesso di tali peculiarità. La nostra genetica, l’educazione, i traumi infantili, l’ambiente in cui siamo vissuti tutto ha contribuito a plasmare sia il corpo che la psiche, per cui adesso percepiamo un mondo interamente soggettivo. Esso è simile a quello di tutti gli altri unicamente nella misura in cui il nostro apparato psicofisico è simile, ma mai identico, a quello di tutti gli altri.

La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe. Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine, credette di possedere l’intera verità. Gialal al-Din Rumi, Poeta Sufi

 Nello STATO IPNOTICO in cui ci troviamo NON AGIAMO, bensì ci limitiamo a REAGIRE AGLI STIMOLI ESTERNI, esattamente come macchine biologiche fabbricate per sopravvivere. La nostra PERSONALITÀ infatti non è altro che una macchina biologica il cui compito e REAGIRE con la massima efficacia di cui è capace alle situazioni quotidiane. FINCHÉ DORMIAMO RESTIAMO MACCHINE PER LA SOPRAVVIVENZA. Se qualcuno ci insulta, noi nel rispondere non agiamo in maniera consapevole, ma reagiamo come farebbe una qualsiasi macchina che e stata programmata per farlo. Nei rapporti con il partner, sul lavoro, mentre guidiamo, davanti alla televisione, non siamo in grado di agire attivamente con coscienza, ma reagiamo passivamente a tutti gli impulsi esterni secondo quelle che sono le nostre caratteristiche psicofisiche, cioè i PROGRAMMI DI REAZIONE CHE SI TROVANO REGISTRATI NEL SUBCONSCIO DI CIASCUNO. 

  • Durante un colloquio di lavoro siamo NERVOSI: lo abbiamo voluto noi o stiamo subendo l’azione di un meccanismo che si trova preregistrato nel nostro apparato psicofisico?
  • Mentre guidiamo la nostra auto qualcuno ci taglia la strada in maniera brusca e ci IRRITIAMO: lo abbiamo voluto noi o stiamo subendo l’azione di un meccanismo che si trova preregistrato nel nostro apparato psicofisico?
  • Nel corso di un esame universitario siamo ANSIOSI e abbiamo PAURA DI FALLIRE: lo abbiamo voluto noi o stiamo subendo l’azione di un meccanismo che si trova preregistrato nel nostro apparato psicofisico?
  • Quando il nostro partner ci abbandona cadiamo in DEPRESSIONE, oppure DIVENTIAMO VIOLENTI: lo abbiamo voluto noi o stiamo subendo l’azione di un meccanismo che si trova preregistrato nel nostro apparato psicofisico?

I nostri consueti modi di pensare e i nostri abituali atteggiamenti emotivi sono cosi radicati in noi da rispondere al posto nostro. Di fronte agli eventi della vita la nostra autocoscienza, non essendo ancora stata pienamente sviluppata, non ha mai la forza di agire in maniera consapevole, viene quindi bypassata dai nostri meccanismi psichici: ALL’EVENTO CORRISPONDE IMMEDIATAMENTE UNA REAZIONE DI TIPO FISICO ED EMOTIVO SENZA CHE NOI, IN QUANTO AUTOCOSCIENZA, POSSIAMO FARE NULLA PER INTERVENIRE. Siamo SCHIAVI DELLA NOSTRA NATURA INFERIORE, la quale segue le leggi meccaniche della sopravvivenza, esattamente come ogni altro animale. PER USCIRE DA QUESTA POCO RASSICURANTE SITUAZIONE E TRASFORMARCI IN MAGHI, DOBBIAMO COMINCIARE A SVILUPPARE LA NOSTRA PRESENZA, UNA REALE AUTOCOSCIENZA: LA COSCIENZA DEL QUI ED ORA. 

L’osservazione di noi stessi, cioè l’osservazione distaccata, giorno dopo giorno, dei comportamenti inerenti la nostra personalità, il nostro apparato psicofisico, consente la progressiva creazione di un TESTIMONE: UNA PARTE DI NOI CHE NON SI LASCIA COINVOLGERE DALLE SOFFERENZE O DAI PIACERI DEL CORPO, DAL DOLORE O DALL’EUFORIA, MA LI GUARDA CON COMPASSIONE PRENDENDONE LE DISTANZE. Il TESTIMONE diviene in tal modo GRADUALMENTE CONSAPEVOLE di essere qualcosa di diverso da un MUCCHIO DI CARNE DA MACELLO, qualche emozione e una serie di pensieri. Esso, sviluppandosi grazie all’osservazione, provoca al contempo, come per magia, la disgregazione dei nostri COMPOSTI PSICHICI: le paure, i rancori e i giudizi del nostro lato animale. Il TESTIMONE non è altro che LEMBRIONE DEL NOSTRO SE, l’anima immortale, la nostra parte più profonda. TUTTI NOI ABBIAMO UN’ANIMA, MA E COME SE NON L’AVESSIMO FINO A QUANDO NON NE DIVENIAMO REALMENTE CONSAPEVOLI, CIOÈ FINO A QUANDO NON DIVENIAMO TUTT’UNO CON ESSA. 

Di norma L’ANIMA esiste in noi SOLO IN POTENZA, come possibilità realizzativa, ma non siamo capaci di sentirla o meglio, di ESSERLA. Restiamo pertanto tenacemente identificati con la nostra parte più animale, illudendoci di essere solo quella: MATERIALE DEPERIBILE. La creazione del TESTIMONE non serve a operare il controllo sulla realtà: il dominio sulla materia è ancora un BASSO DESIDERIO DELL’IO. Attraverso l’osservazione dei comportamenti della personalità il TESTIMONE ci consente di spostare giorno dopo giorno la nostra coscienza dall’involucro animale all’essenza spirituale, fino all’identificazione completa con la PACE DEL SE. Dobbiamo assistere in silenzio, dietro le quinte, senza modificare qualcosa intenzionalmente.

MA COSA VUOL DIRE OSSERVARSI? Dobbiamo cominciare a considerare ogni manifestazione della nostra personalità come materiale di studio, senza identificarci con le emozioni e i pensieri che essa produce in continuazione. L’AGGRESSIVITÀ, L’INVIDIA, LA COMPETITIVITÀ, LA PAURA, IL SENSO DI INADEGUATEZZA, SONO ESPRESSIONI DELL’ANIMALE DI CUI SIAMO OSPITI CHE NOI DOBBIAMO PRIMA CONOSCERE E POI IMPARARE A CONTROLLARE E SFRUTTARE A NOSTRO VANTAGGIO. Non possiamo però ottenere questi risultati tentando di controllare direttamente la macchina. Il mago/alchimista agisce con astuzia: si limita ad osservare tutto senza provare ad alterare nulla, anche perché all’inizio non sapremmo cosa e meglio cambiare e cosa e meglio che resti com’è. Come farebbe uno scienziato, ognuno di noi deve annotare i comportamenti della macchina biologica senza alcun coinvolgimento, quasi fossero questioni che non lo riguardano personalmente. Proseguendo sul sentiero magico/alchemico capiremo presto che quello che veramente siamo non ha nulla da spartire con una mente e un involucro di carne. Tali radicali considerazioni non implicano, si badi bene, l’indifferenza o addirittura il disprezzo per la personalità, tutt’altro, l’Amore per essa e per le sue difficoltà è l’energia che deve muovere la nostra osservazione distaccata. Il giudizio nei confronti della nostra personalità, cosi come il giudizio verso quella degli altri, ci ricaccia nell’ego impedendoci ogni genere di sviluppo. Comprenderemo che noi certamente non siamo né mente ne materia, ma allo stesso tempo sentiremo il bisogno di amare ed elevare mente e materia spiritualizzandole. Se stiamo giudicando alcuni aspetti di noi che non ci piacciono, ciò è segnale sicuro che non stiamo osservando con gli occhi del TESTIMONE, ma ancora con quelli della mente. Se ci stiamo giudicando troppo addormentati, o troppo aggressivi, o troppo impacciati, non è il TESTIMONE a osservare. Il giudizio nei riguardi di noi stessi e di chi ci circonda deve scomparire dalla nostra vita, o non progrediremo di un passo.

Il TESTIMONE osserva dapprima con distacco e poi addirittura con amore e infinita compassione. Dobbiamo stare all’erta, perché la macchina biologica farà di tutto per giocarci. Per favorire il processo di osservazione e consigliabile tenere un diario personale, o meglio, un diario della personalità, sul quale annotare la sera, prima di andare a dormire, le manifestazioni della macchina biologica che a noi sono sembrate maggiormente rilevanti.

  • COSA L’HA FATTA IRRITARE?
  • COSA LE HA DATO FASTIDIO?
  • COSA L’HA FATTA SENTIRE IN IMBARAZZO?
  • QUALI SONO I SUOI ATTEGGIAMENTI PIU TIPICI NELL’AMBIENTE DI LAVORO?
  • COME SI COMPORTA CON IL PARTNER?
  • QUALI SONO LE CAUSE DEI LITIGI?
  • COME RISPONDE ALLE OFFESE?
  • QUALI SONO GLI ARGOMENTI SU CUI VERTONO PIÙ SPESSO LE SUE CONVERSAZIONI?
  • COSA LE DA PIÙ FASTIDIO QUANDO È ALLA GUIDA DELL’AUTO?

Un simile processo di osservazione, in fondo, viene compiuto anche nel corso di una TERAPIA PSICANALITICA, dove il paziente, mettendo l’attenzione sugli eventi passati e presenti della sua vita, impara a GUARDARLI E AD ANALIZZARLI IN MANIERA DISTACCATA, quasi come non appartenessero più a lui. Con il passare del tempo, attraverso il dialogo, egli riesce a togliere loro la pesante drammaticità di cui sembravano pervasi. In un certo senso lo psicanalista fa le veci del testimone interiore. Se anche nel campo della psicanalisi venisse spiegato che la LIBERAZIONE definitiva dell’individuo è possibile sono nella misura in cui si crea una NUOVA ENTITA, un TESTIMONE INTERNO CAPACE DI NON FARSI COINVOLGERE DAGLI ASPETTI GROSSOLANI DELL’APPARATO PSICOFISICO, TUTTO IL PROCESSO RISULTEREBBE PIÙ RAPIDO.

La presenza o ricordo di se o consapevolezza del qui ed ora

Può essere vista come una forma intensa e concentrata della semplice osservazione di se. Nell’ambito di questa pratica si tratta di essere presenti QUI ED ORA almeno in corrispondenza di determinate occasioni che vengono stabilite a priori. Dobbiamo cioè osservarci nel mentre compiamo certe azioni o manifestiamo certe reazioni emotive, e non prima o dopo come accade nella normale osservazione. QUANDO CI RISVEGLIAMO COMPLETAMENTE ALLA NOSTRA ANIMA IL RICORDO DI SE DIVENTA UNO STATO COSTANTE.

ALLORA DIVENIAMO PRESENTI QUI ED ORA PER  24 ORE AL GIORNO ANCHE NEL SONNO. Si verifica infatti un particolare fenomeno detto continuità DI COSCIENZA: lapparato psicofisico sta riposando, ma l’anima, il Se, resta ininterrottamente vigile e cosciente. Fino a quando pero non ci troviamo in uno stato permanente di risveglio dobbiamo organizzare i nostri tentativi di rimanere presenti qui e ora secondo una ben definita serie di sforzi. IL RICORDO DI SE E UN LIVELLO DI COSCIENZA SUPERIORE CHE POSSIAMO RAGGIUNGERE SOLO SFORZANDOCI DI RICORDARCI DI NOI.

SI TRATTA DELL’UNICA AUTENTICA AUTOCOSCIENZA, CHE NOI ESSERI UMANI CI VANTIAMO DI POSSEDERE PER DIRITTO DI NASCITA, MA CHE INVECE, COME VEDREMO PIÙ AVANTI PROVANDOLO SULLA NOSTRA PELLE, NON POSSEDIAMO AFFATTO, IN QUANTO NON E POSSIBILE ESSERE AUTOCOSCIENTI SE NON NEI MOMENTI DELLA NOSTRA VITA NEI QUALI CE LO RICORDIAMO IN MANIERA CONSAPEVOLE. 

IN ALTRI TERMINI PER ESSERE AUTOCOSCIENTI DOBBIAMO ESSERE AUTOCOSCIENTI, E NON BASTA CREDERE DI ESSERLO SUL PIANO INTELLETTUALE.

Ricordarsi di se implica che diveniamo finalmente autocoscienti concentrando tutta la nostra attenzione nell’Adesso. Un’attività a cui noi esseri umani, sempre persi nei ricordi del passato e nelle anticipazioni del futuro, non siamo abituati. Eppure, come ogni essere illuminato può testimoniare, solo L’ADESSO esiste realmente, mentre i ricordi del passato e le nostre fantasie sul futuro sono frutto di un’attività meccanica e incontrollata della mente. Una volta messa a tacere la mente grazie alla pratica della presenza, i problemi sono finiti. La Pratica del Ricordo di SE ha origini antichissime: di solito viene assegnata alla tradizione Sufi, l’esoterismo islamico, ma con ogni probabilità proviene dalle civiltà già presenti sul CONTINENTE ATLANTIDEO. In occidente e stata introdotta grazie alla preziosa opera divulgativa di George Ivanovitch Gurdjieff e del suo allievo Piotr Demianovich Ouspensky e, più di recente, dall’americano Eugene Jeffrey Gold.

IL RICORDO DI SE È IL FENOMENO PIÙ IMPORTANTE SIA DELLA MAGIA CHE DELL’ESOTERISMO IN GENERE. Compreso questo, l’uomo possiede la chiave per farsi progressivamente strada in altri stati di coscienza e acquisire nuovi poteri. L’unico modo che abbiamo per capire cosa è il ricordo di se è fare degli esercizi; esso non può infatti venire afferrato attraverso una spiegazione intellettuale come un qualunque altro concetto. Possiamo conoscere il sonno della coscienza solo se tentiamo di contrastarlo: se noi siamo nati in catene, se siamo nati in una prigione, fino a quando non proviamo a uscire e ci accorgiamo che è difficilissimo, non abbiamo alcuno strumento per capire di essere nati dentro un carcere. Fino a quando stiamo zitti e buoni all’interno della nostra prigione tutto fila liscio; solo quando tentiamo di superare il muro perimetrale, e non ci riusciamo, comprendiamo che non siamo liberi e non lo siamo mai stati. Attraverso il PERSISTENTE SFORZO TESO AL RICORDO DI SE si produce nella materia della macchina biologica (l’apparato psicofisico) una trasmutazione alchemica che consente di costruire prima il testimone e poi il corpo dellanima o corpo di gloria e di trasferire in esso la nostra coscienza. TALE NUOVO CORPO OSPITA INFATTI IL SE, E NON PIÙ L’EGO, CHE È INVECE ANCORA UN IO PSICHICO LEGATO ALL’APPARATO PSICOFISICO. IL SE SOPRAVVIVE ALLA MORTE DELLA MACCHINA BIOLOGICA. Ciò significa bere dal Sacro Graal l’Elisir Vitae Aeternae e il conseguimento della Pietra Filosofale, l’apertura del Cuore. QUESTO RISULTATO SI OTTIENE GRAZIE AI RIPETUTI SFORZI TESI VERSO L’OSSERVAZIONE DI SE E IL RICORDO DI SE, LA PRATICA DEL NON GIUDIZIO, IL PERDONO E L’IMITATIO CHRISTI.

La pratica del ricordo di se 

Si può usare praticamente tutto come chiave, se lo si usa volontariamente e coscientemente. Ammesso che si riesca a trovare una serratura. E.J. Gold, La Vita nel Labirinto.

Noi crediamo di poter manifestare Libero Arbitrio e Volontà nel corso delle nostre normali attività quotidiane. Ciò non e vero. In verità non esprimiamo mai libero arbitrio per mezzo del consueto fare, ma potremmo riuscirci grazie ALL’INIBIZIONE DEL FARE. Qualsiasi attività svolgiamo è infatti meccanica, cioè derivante dall’azione dei nostri meccanismi inconsci: i programmi di reazione all’ambiente che sono registrati al nostro interno. Per questo motivo quando facciamo qualcosa non stiamo in realtà manifestando alcun libero arbitrio, ma stiamo semplicemente concedendo libera espressione al nostro ANIMALE MECCANICO. Quando al ristorante ordiniamo una pizza invece che un risotto ai funghi non stiamo manifestando libero arbitrio, ma solo esprimendo all’esterno i desideri momentanei nel nostro apparato psicofisico.

QUANDO CI ARRABBIAMO, PROVIAMO PAURA O DECIDIAMO DI SPOSARCI LO FACCIAMO SEMPRE IN BASE ALLE CARATTERISTICHE DELLA MACCHINA BIOLOGICA NELLA QUALE CI TROVIAMO.

Tali caratteristiche non le abbiamo volute noi: non abbiamo scelto di essere alti un metro e sessantacinque, né di avere quei dieci chili di troppo, né di possedere una certa predisposizione per la depressione o per l’aggressività. E tutti questi aspetti condizionano le nostre scelte, il nostro fare: con chi ci sposeremo, quali amici frequenteremo, come reagiremo agli insulti, cosa ordineremo al ristorante. Se il fare è meccanico, allora possiamo fabbricarci una vera volontà da mago INIBENDO IL FARE o, comunque, OSSERVANDO E MODIFICANDO IL CONSUETO DISPIEGARSI DEL NOSTRO QUOTIDIANO FARE. 

Dobbiamo spezzare la meccanicità del fare. Se di solito quando siamo seduti accavalliamo le gambe, sforziamoci di non farlo. Accavallarle costituisce la linea di minor resistenza, la meccanicità, la passività, mentre inibire questo impulso meccanico significa esprimere libero arbitrio. Se ci grattiamo abitualmente il naso proviamo a smettere di farlo, se rispondiamo sempre nello stesso modo a una data domanda, sforziamoci di rispondere in maniera diversa. Nel compiere ciò costruiamo il nostro libero arbitrio, qualcosa che travalica la volontà passiva e lunare della macchina biologica in quanto dà origine a una nuova volontà attiva e solare che appartiene all’anima. Abbiamo libero arbitrio solo nella misura in cui lavoriamo per ottenerlo. Inserire momenti di ricordo di se all’interno del nostro fare quotidiano rompe il procedere della meccanicità e crea un TESTIMONE: STATO DELL’ESSERE che si pone a metà strada fra l’ego illusorio della personalità e il SE.

GLI ESERCIZI: Una mattina ci alziamo e prendiamo una decisione risoluta. Oggi, mentre sono in ufficio, voglio ricordarmi di me tutte le volte che giro la maniglia di una porta per aprirla. Questo significa che ogni qualvolta stiamo aprendo una porta dobbiamo essere presenti e pensare: ECCO, SONO PRESENTE, SONO COSCIENTE DI STARE APRENDO QUESTA PORTA. Tornati a casa, oppure alla sera prima di andare a dormire, analizziamo la giornata e verifichiamo quante volte siamo riusciti a ricordarci di noi aprendo una porta. Se aprendo una porta non ci siamo mai fermati a pensare: ecco, ora ci sono, sono presente, sto aprendo la porta, allora non ci siamo mai ricordati di noi. Abbiamo aperto le porte nell’inconsapevolezza più totale, cioè nello stesso stato in cui abbiamo compiuto tutte le altre azioni nel corso della giornata. Le prime volte probabilmente non ci ricorderemo mai, o addirittura non ci ricorderemo nemmeno di analizzare la giornata alla sera per verificare se qualche volta siamo stati presenti. Ma se tutte le mattine, per giorni e giorni, ci riproponiamo di farlo, la situazione presto migliorerà. È importante ribadire che un uomo risvegliato vive permanentemente in quello stato di ricordo di se che noi fatichiamo a riprodurre solo per qualche istante nella nostra giornata. Essere svegli significa, tra le altre cose, anche questo: RICORDARSI DI ESSERCI. 

Aprire le porte con consapevolezza rappresenta un esercizio efficace perché ci si costringe a restare presenti in un momento in cui è difficile esserlo, in quanto stiamo passando da un ambiente a un altro. Tale esercizio possiede pertanto anche un significato metaforico: accedere a una nuova sfera dell’esistenza rimanendo auto-consapevoli. Ci tornerà utile un giorno quando dovremo lasciare il corpo fisico e passare nel mondo astrale. Aprire la porta è solo un esempio e le varianti dell’esercizio adottabili sono molteplici. Possiamo fare sforzi per ricordarci di noi tutte le volte che:

  • APRIAMO LA PORTIERA DI UN’AUTO PER SALIRE O SCENDERE
  • SALIAMO O SCENDIAMO DA UN AUTOBUS
  • CI ALZIAMO DA UNA SEDIA O CI SEDIAMO
  • SQUILLA UN TELEFONO (SIA NOSTRO CHE DI ALTRI)
  • PORTIAMO IL BICCHIERE ALLA BOCCA PER BERE QUALCOSA
  • AZIONIAMO LA FRECCIA ALLA GUIDA DELL’AUTO
  • TIRIAMO UNA BOCCATA DALLA SIGARETTA
  • ACCENDIAMO O SPEGNIAMO UN INTERRUTTORE DELLA LUCE
  • STRINGIAMO LA MANO A QUALCUNO

Scegliamo una qualunque azione e ci imponiamo di ricordarci di noi tutte le volte che la svolgiamo, tenendo conto del fatto che l’esercizio serve solo fino a quando ci costringe a compiere uno sforzo; quando ci abituiamo perde la sua efficacia e si deve passare a un altro. 

  • NON FACCIAMO ESERCIZI PER OTTENERE RISULTATI.
  • I RISULTATI NON CONTANO NULLA.
  • IL RISVEGLIO NON E ALTRO CHE UN COSTANTE TENDERE VERSO IL RISVEGLIO. 

Pertanto il nostro obiettivo è restare sempre in uno stato di sforzo verso il risveglio, e non raggiungere il traguardo di ricordarci di noi, né un qualunque altro traguardo. LA TRASMUTAZIONE ALCHEMICA SI PRODUCE A CAUSA DELLO SFORZO, NON DEL RISULTATO. Il lavoro alchemico è imprevedibile e non lo si può programmare, perché è un salto nel vuoto, è l’accettazione della propria Eternità. Ma a questo stadio è difficile comprendere tale affermazione. Gli esercizi di ricordo di se prolungato sono molto differenti dai precedenti, e di norma anche più semplici da approcciare. Non si tratta infatti di ricordarsi di se per un istante in corrispondenza di azioni distribuite lungo la giornata, e che possono anche giungere all’improvviso, non possiamo infatti sapere quando squillerà il telefono o in quale momento ci alzeremo dalla sedia, si tratta invece di ricordarsi di se più a lungo che si può durante lo svolgimento di un’azione prolungata nel tempo. Un esercizio classico consiste nel ricordarci di noi mentre laviamo i piatti; oppure mentre spazziamo il pavimento, scendiamo le scale, ci laviamo i denti, facciamo la barba, ci depiliamo, mangiamo un panino, facciamo la doccia, oppure nel tragitto fra l’automobile parcheggiata e il posto di lavoro, o fra casa nostra e la fermata dell’autobus, mentre ci vestiamo o ci spogliamo. Ogni attività che abbia una durata non eccessiva può essere utilizzata come esercizio. Consiglio di cominciare da questo genere di pratiche, in quanto gli esercizi appartenenti alla prima serie risultano più difficili per la maggior parte dei praticanti.

SI TRATTA DI PORRE UN OSTACOLO COSCIENTE AL LAVORIO DELLA MENTE; IL DIALOGO INTERNO; TUTTE LE VOLTE CHE CI RICORDIAMO, E SFORZARCI POI DI RIMANERE PRESENTI PIÙ A LUNGO POSSIBILE PRIMA DI RICADERE NELL’IDENTIFICAZIONE CON I PENSIERI E LE IMMAGINI. Dobbiamo concentrarci su quello che stiamo facendo rimanendo coscienti di noi, senza divagare con il pensiero mentre il corpo fisico esegue il lavoro meccanicamente come accade di solito. Il corpo fisico sa lavare benissimo i piatti anche se intanto la mente pensa all’ultimo film che ha visto, ma lo scopo dell’esercizio è che TUTTO L’ESSERE lavi i piatti, non solo il corpo; dobbiamo rimanere pienamente coscienti di ciò che facciamo come se il corpo senza il nostro aiuto cosciente non potesse farlo. Mentre il corpo lava i piatti la mente deve essere lì con lui, evitando di vagare per associazioni di pensiero come e abituata a fare. Negli istanti in cui riusciamo a essere presenti sappiamo già che a breve ripiomberemo nel sonno e ci identificheremo con il contenuto della mente sognando a occhi aperti e immaginando situazioni e dialoghi assortiti. Ma per ora siamo schiavi e non possiamo evitarlo, non abbiamo sufficiente VOLONTÀ per evitarlo, possiamo solo sforzarci di tornare in noi appena ce ne ricordiamo e prolungare questo stato di presenza fin tanto che ci e possibile. Noteremo presto che questi esercizi sono quindi un continuo andare e venire da uno stato di presenza a uno di assenza.

La lotta continua per rimanere svegli, consapevoli e presenti

La lotta contro la meccanicità e ciò che ci serve per provocare la COTTURA ALCHEMICA al nostro interno. Tale COTTURA permette la formazione del CORPO DI GLORIA, detto anche CORPO CAUSALE nella tradizione teosofica e l’identificazione con il SE. Anche questa pratica può essere condotta per 7 giorni e 7 settimane. I due diversi generi di esercizi possono essere alternati di settimana in settimana, in modo che dopo 14 settimane abbiamo completato un ciclo di 7 esercizi diversi per ognuno dei due tipi. Il praticante deve imparare ad ascoltarsi per decidere quali esercizi gli sono più utili in un certo periodo.

L’attenzione divisa 

Praticando gli esercizi ci si accorge che il ricordo di se implica il verificarsi di un particolare fenomeno detto ATTENZIONE DIVISA, cioè la capacita di prestare attenzione a ciò che si sta facendo e contemporaneamente a se stessi. L’attenzione prende così 2 direzioni: UNA VERSO L’ESTERNO E UNA VERSO L’INTERNO. Nel corso della vita normale invece l’attenzione è monodirezionale, cioè la coscienza è interamente assorbita nell’evento esterno, ciò che chiamiamo CONCENTRAZIONE. Se una persona ci sta parlando noi siamo concentrati sul cercare di comprendere il suo discorso, la nostra attenzione è interamente persa nel discorso, annullata nell’avvenimento esterno. Quando ci sforziamo di rimanere presenti ci accorgiamo che e possibile parlare con una persona prestando attenzione a quanto dice e contemporaneamente ricordarci di noi. Possiamo cioè tenere una parte dell’attenzione rivolta sempre verso l’interno: questo è il TESTIMONE. Questo sforzo fa sì che dentro di noi si strutturi il CORPO DELL’ANIMA e al contempo che il nostro CENTRO DI CONSAPEVOLEZZA; il punto dove ci sentiamo coscienti; SI SPOSTI IN ESSO. ACCADE COSÌ CHE NOI DIVENIAMO PROGRESSIVAMENTE L’ENTITÀ CHE OSSERVA L’APPARATO PSICOFISICO AL LAVORO E NON SI IDENTIFICA PIÙ INTERAMENTE CON ESSO, NON SI ANNULLA PIÙ IN ESSO. IL CENTRO DI CONSAPEVOLEZZA NON È PIÙ INFOGNATO NELLA MENTE.

Distinguere fra se stessi e la mente è sempre stato lo scopo principe di tutte le tradizioni esoteriche, occidentali e orientali. Questa è solo una pseudo-entità, ma è già uno stato di coscienza superiore, ciò che in oriente viene definito testimone, losservatore imparziale. Il nostro disidentificarci dalla macchina biologica, il rimanere presenti come spettatori mentre il corpo e la mente agiscono, fa sì che spostiamo il nostro centro di consapevolezza prima nel testimone e poi nell’anima. Quand’anche noi ci dedicassimo alla meditazione o alla recitazione di mantra, ma tutto ciò senza sviluppare l’attenzione divisa, non otterremmo mai quel genere di autocoscienza tipica del mago e dell’alchimista, vale a dire dell’occultista nel senso più pieno del termine. Nella VIA DIRETTA magistralmente esposta negli insegnamenti dell’Advaita Vedanta, l’essere umano giunge all’UNO ELIMINANDO IL SUO EGO, ma può farlo anche senza passare dalla fase intermedia di COSTRUZIONE DELL’ANIMA: si getta direttamente nel VUOTO. Questa è la peculiarità dell’antico percorso magico/alchemico, indicato da G.I Gurdjieff con l’espressione QUARTA VIA: non si salta alcun passaggio e pertanto si diviene COSCIENTEMENTE IMMORTALI. Essa si differenzia da altre vie in quanto si concentra sull’acquisizione di una sempre più perfetta autocoscienza: il SE, OSSIA L’ANIMA CONSAPEVOLE DI SE, DIVIENE DIO, NON CI SI PERDE IN ESSO. Non è migliore o più completa delle altre vie, in quanto tutte devono comunque ricondurre all’UNO, il quale di per se si colloca al di là di spazio e tempo, dove concetti come evoluzione e stati di coscienza superiori sono privi di valore; è solo una via diversa.

Ognuno e libero di impiegare il proprio tempo sulla Terra come più gli aggrada.

 

Alcuni interessanti ed inaspettati aspetti filosofici

Se riteniamo che le nostre macchine biologiche siano già sveglie, o ci illudiamo di possedere la volontà necessaria a risvegliarle ogni volta che lo desideriamo, allora non possiamo prepararci per il Lavoro, poiché siamo ipnotizzati e completamente schiavi del SE IMMAGINARIO, che parla in prima persona e che, a torto, chiama se stesso IO, dandoci l’illusione di continuità e unita. E. J. Gold, Il Lavoro Pratico su Se Stessi.

Siamo fatti di quella materia di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata da un sonno. Shakespeare, La Tempesta

Se mentre camminiamo per strada ci proponiamo fermamente di rimanere svegli fino all’incrocio successivo, ma dopo qualche secondo sorprendiamo la nostra mente a fantasticare sopra gli argomenti più svariati, allora ancora una volta ci siamo dimenticati di noi, ci siamo addormentati. Non abbiamo il controllo della nostra mente. Non abbiamo il controllo delle nostre emozioni. Non viviamo la vita che scegliamo noi, ma solo quella che la nostra macchina biologica ci permette di vivere. A questo punto l’assenza del libero arbitrio diviene per noi un fatto indubitabile.

Non dobbiamo affidarci alle teorie di qualche filosofo per decidere se l’uomo possiede oppure no una libera volontà. Lo possiamo sperimentare direttamente sulla nostra pelle. Ogni filosofia diventa superflua quando abbiamo la facoltà di toccare con mano l’innegabilità della nostra condizione. Se mentre ci laviamo i denti siamo in grado di essere presenti e controllare il dialogo interno che immancabilmente si svolge nel nostro cervello, allora possediamo una qualche forma di libero arbitrio, ma se nonostante la nostra decisione di non avere pensieri, la meccanicità dell’attività mentale ha comunque il sopravvento su di noi, bypassando la nostra volontà, allora in che misura possiamo dirci liberi? In che misura sono nostri quei pensieri che non abbiamo voluto? Se in occasione di un colloquio di lavoro decidiamo di non essere nervosi, la nostra macchina biologica obbedirà alla nostra volontà oppure si comporterà come ha sempre fatto, seguendo dei codici di programmazione inscritti a livello subconscio? Il fine è quello di essere presenti, senza cambiare nulla.

Ciò che deve cambiare, cambierà SPONTANEAMENTE. Attraverso lo SFORZO di RICORDARCI DI NOI STESSI tocchiamo con mano la carenza di Volontà che ci CONTRADDISTINGUE, ma non dobbiamo abbatterci a causa dei risultati POCO INCORAGGIANTI. IL NOSTRO LAVORO CONSISTE NELLO SFORZARCI OGNI GIORNO DI RIUSCIRE, NON NELL’OTTENERE UN RISULTATO, IL RISULTATO NON INTERESSA MINIMAMENTE I NOSTRI SCOPI. 

Non possiamo applicare al mondo dell’esoterismo gli stessi criteri di competitività che adotteremmo nel dirigere un’azienda. Il nostro EGO è un ammasso di condizionamenti meccanici il cui valore dal punto di vista ontologico (dell’essere) e pressoché NULLO. L’ego non è, non può dirsi esistente, non può essere fregiato dell’esserci. L’ESSERCI è un attributo del SE, dell’ANIMA, ma NON DELL’EGO. L’ego vive di ricordi e anticipazioni, entrambi prodotti della mente, entrambi fasulli, mentre il SE vive di ADESSO, di QUI ED ORA, di PRESENZA. È QUESTA E L’UNICA REALTÀ. 

Un ipnotizzatore per mezzo di un comando postipnotico può fare sì che noi cambiamo idea riguardo la nostra squadra di calcio preferita o il partito per cui votare. Se fino a un dato giorno eravamo pronti a morire per un certo candidato alla presidenza, dopo una sola seduta di ipnosi orientata a farci cambiare idea succede che decidiamo di dedicare la nostra vita al candidato della fazione opposta, con la medesima convinzione, intensità e abnegazione che dedicavamo al suo avversario. Tutto ciò che è inerente il nostro apparato psicofisico, il quale e esterno a noi, può essere modificato e strumentalizzato. Lo sanno bene tutti i regimi, i servizi segreti e le altre organizzazioni che hanno praticato e tuttora praticano il ben noto lavaggio del cervello o la manipolazione mentale (si veda a tal proposito anche il progetto MK-ULTRA portato avanti dalla CIA a partire dagli anni ’50).

SOLO CIÒ CHE NOI REALMENTE SIAMO, IL SE, NON PUÒ ESSERE CAMBIATO. Anche i politici e i pubblicitari sanno bene fino a che punto un individuo può essere docilmente portato a compiere una libera scelta, come decidere di acquistare una nuova merendina o l’ennesimo nuovo modello di auto. L’intero nostro sistema sociale si fonda sul fatto che non abbiamo alcun controllo sulle modificazioni che avvengono in noi a livello mentale ed emotivo, in quanto siamo addormentati in una macchina biologica i cui bisogni emozionali e le cui idee possono venire manipolati da un governo scellerato cosi come da un’azienda che produce merendine.

TUTTO QUANTO ACCADE NELLA NOSTRA MENTE PENSIAMO CHE SIA NOSTRO, PENSIAMO DI AVERLO DECISO NOI, MA NON E COSI.

 

Il Quarto stato

L’errore principale della moderna filosofia e psicologia risiede nell’aver ignorato un 4° STATO DI COSCIENZA oltre i 3 già noti all’uomo ordinario. Gli stati normalmente conosciuti sono:

  1. SONNO VERTICALE (quello ritenuto a torto il normale stato di veglia dell’uomo)
  2. SONNO PROFONDO ORIZZONTALE
  3. SOGNO

Nessuna psicologia e nessuna filosofia sono proponibili se non si considera la possibilità nell’uomo di un 4° STATO: lo STATO DI RICORDO DI SE, che è il REALE STATO DI VEGLIA. Il RICORDO DI SE è il TERRIBILE SEGRETO DELL’ARS REGIA che pochi fra gli stessi alchimisti conoscevano, e chi ne era a conoscenza si è preoccupato di tenerlo occultato nei suoi scritti. È L’AGENTE UNIVERSALE, IL FUOCO LENTO A CUI LA MATERIA DEVE ESSERE SOTTOPOSTA PER OTTENERE UNA TRASFORMAZIONE. In alcune scuole alchemiche si parla del segreto riferendosi ALL’AMORE (IL CUORE APERTO) oppure ALL’ENERGIA SESSUALE. Sono considerazioni corrette, tuttavia esiste un segreto che si colloca alla BASE di ENTRAMBI, e questo è il RICORDO DI SE. Senza la GIUSTA PRESENZA, senza L’ATTENZIONE DIVISA, non si giunge al VERO AMORE, l’agape, né si diviene capaci di utilizzare correttamente l’energia sessuale. Il ricordo di se è la condizione di effettiva autocoscienza dell’essere umano, il quale, quando non si trova in questo stato, in verità non e mai realmente cosciente.

Molti psicologi e filosofi trattano l’argomento con estrema superficialità, in quanto parlano di coscienza attribuendola indistintamente a tutti nello stesso grado. Inoltre parlano della coscienza come se fosse un’esperienza della mente, quando invece non è cosi, perché può essere sperimentato che essa risiede nel CUORE. Ogni uomo è cosciente con una profondità differente ed inoltre ogni uomo può essere cosciente in misura maggiore o minore nei diversi momenti della sua giornata o della sua intera vita. Parlare dell’essere umano in generale e definirlo cosciente per il solo fatto che appartiene alla specie umana, non ha alcun senso. LA COSCIENZA, ALLA PARI DELLA VOLONTÀ E DEL LIBERO ARBITRIO, NON CI VIENE REGALATA AL MOMENTO DELLA NASCITA. TUTTO È FRUTTO DI UNO SFORZO, DI UN LAVORO. 

D’altronde risulta piuttosto intuitivo che caratteristiche quali VOLONTÀ, LIBERO ARBITRIO, COSCIENZA DI SE, sono strettamente connesse fra loro ed inscindibili e che a causa della loro stessa natura possono svilupparsi in noi unicamente in virtù di un NOSTRO PERSONALE SFORZO COSCIENTE. Possiamo rafforzare la nostra volontà solo portando avanti un compito con IMPEGNO, possiamo manifestare libero arbitrio solo INIBENDO i comportamenti meccanici dell’ego, possiamo sentirci autocoscienti solo IMPONENDOCI di esserlo nel corso delle nostre giornate. Filosofi e psicologi normalmente tendono a democratizzare l’autocoscienza: accordano a tutti indiscriminatamente la facoltà di essere coscienti di se, e di esserlo in qualunque momento della loro vita. Non si accorgono di trattare qualcosa di cui pochi hanno esperienza, e di cui loro stessi hanno esperienza solo nei momenti in cui vi portano l’attenzione. Come Gurdjieff ha fatto notare, quando chiediamo a qualcuno se è cosciente di se, egli risponde senza esitare: CERTO, È OVVIO CHE SONO COSCIENTE DI ME.

 E se proviamo a dargli dell’incosciente lo percepirà come un insulto privo di fondamento. Ciò che accade è che ogni qualvolta qualcuno ci induce a portare l’attenzione sulla nostra coscienza noi in effetti per un istante diveniamo autocoscienti, salvo poi ripiombare nello stordimento più totale un istante dopo. NON CI È QUINDI CONCESSO DI PERCEPIRE LA NOSTRA INCOSCIENZA, PERCHÉ QUANDO CI PROVIAMO SIAMO COSTRETTI A ESSERE COSCIENTI. 

Detto in altre parole, quando ci chiediamo se siamo coscienti di noi stessi oppure no diveniamo per forza di cose coscienti di noi stessi. Da questo fatto traiamo due importanti quanto stravaganti conclusioni:

  • CREDIAMO DI ESSERE AUTOCOSCIENTI SEMPRE
  • CREDIAMO CHE TUTTI GLI ESSERI UMANI LO SIANO, ANCHE CHI NON SE LO CHIEDE IN QUESTO MOMENTO

In tal modo siamo tutti convinti di essere costantemente coscienti di noi stessi, e che lo siano anche gli altri. E l’equivoco può protrarsi all’infinito. La consapevolezza dell’anima è una caratteristica di POCHI, perché solo nella misura in cui ci stabilizziamo nel SE possiamo essere AUTOCOSCIENTI. Di norma nella vita quotidiana sperimentiamo una VAGA SEMI/COSCIENZA che ci consente di vivere in uno stato di rintronamento vicino a quello ipnoticoPER POTERCI DEFINIRE REALMENTE COSCIENTI DOVREMMO RICORDARCI DI NOI IN CONTINUAZIONE. DOVREMMO CIOÈ CHIEDERCI A OGNI ISTANTE SE SIAMO COSCIENTI O MENO (il che, detto per inciso, rappresenta una valida tecnica per costringersi a restare svegli). NON SIAMO MAI SVEGLI, MA, DAL MOMENTO CHE INTORNO A NOI NESSUNO LO E, NON CE NE POSSIAMO ACCORGERE E QUINDI NON CE NE VERGOGNIAMO. L’autocoscienza, la sensazione di esserci, non è un caratteristica della mente, bensì del CUORE.

Il pensiero IO SONO è un prodotto della MENTE, ma la SENSAZIONE di ESSERCI possiamo averla anche in assenza di pensieri, proprio perché È UNA PREROGATIVA DELL’ANIMA. Se rimaniamo abbastanza a lungo in uno stato di presenza, a un certo punto il CUORE inizia ad APRIRSI e quindi sperimentiamo di persona il LUOGO D’ORIGINE DELLA COSCIENZA. Ma per poterne essere sicuri bisogna averne fatto esperienza, altrimenti resta solo l’ennesima teoria a cui credere. L’asserzione che l’uomo non vive mai in uno stato di piena coscienza viene in genere trattata superficialmente e ritenuta solo un modo per criticare su un piano filosofico/morale l’attuale stile di vita delle persone. In verità, praticando per un certo periodo gli esercizi proposti, ci è possibile constatare di persona la drammaticità del paradosso che affligge l’uomo moderno: CREDE DI VIVERE COSCIENTEMENTE MA IN REALTÀ NON LO FA, E FINO A QUANDO LO CREDERÀ NON LO FARÀ. 

Dal momento che il fatto stesso di portare l’attenzione sulla nostra incoscienza ci rende immediatamente più coscienti, c’è un solo modo per scoprire di NON ESSERE COSCIENTI: nei rari momenti in cui lo siamo, dobbiamo pensare allo STATO IN CUI CI TROVAVAMO QUALCHE MINUTO PRIMA. Si tratta di pensare:

  • ORA CI SONO, MI SENTO PRESENTE, MA COME ERO QUALCHE MINUTO FA?
  • ERO COSCIENTE DI ME COME LO SONO ADESSO, OPPURE ERO TOTALMENTE IDENTIFICATO CON I PENSIERI DELLA MIA MENTE? 

La percezione del contrasto fra lo stato di presenza attuale e lo stato di sonno in cui ci trovavamo qualche momento prima, ha un effetto risvegliante sulla nostra coscienza. Potete farlo anche in questo istante. Smettete di leggere e portate l’attenzione sulla vostra presenza. Ditevi: CI SONO. IN QUESTO MOMENTO SONO COSCIENTE DI ME. Ma se ora siete presenti, come eravate qualche secondo fa mentre leggevate queste pagine. Eravate totalmente immersi nella lettura, concentrati in una sola direzione, identificati con la vostra mente, incoscienti di voi stessi. Questa è la differenza fra esserci e non esserci. In pochi secondi avete potuto toccare con mano ciò che il filosofo Heidegger ha teorizzato per tutta la vita. Si tenga presente che l’effettivo stato di ricordo di se è uno stato EMOTIVO SUPERIORE, non un fenomeno intellettuale.

È L’UNICO STATO ATTUALMENTE POSSIBILE PER NOI, UNA CONDIZIONE DI OSSERVAZIONE DI SE MOLTO CONCENTRATA, CHE ALL’INIZIO È SOPRATTUTTO DI CARATTERE INTELLETTUALE, NELLA QUALE CI SFORZIAMO DI RIMANERE PRESENTI PER RICORDARCI DI NOI. 

Con l’espressione RICORDO DI SE ci si riferisce perciò allo SFORZO DI OTTENERE QUESTO STATO, E NON ALLO STATO STESSO. Grazie a un IMPEGNO COSTANTE sarà pero possibile attivare il CENTRO EMOTIVO SUPERIORE (il CUORE della tradizione cristiana o CENTRO ANĀHATA nella tradizione indù) e quindi entrare nel REALE RICORDO DI SE E QUESTO È IL NOSTRO SCOPO FINALE. A un certo stadio del percorso magico/alchemico, se vogliamo progredire ulteriormente, è indispensabile che avvenga il PASSAGGIO dalla MENTE al CUORE. La fabbricazione del CORPO DI GLORIA e la nostra IDENTIFICAZIONE CON L’ANIMA coinvolge l’apertura del CUORE, cioè l’attitudine a proiettarci nell’amore incondizionato per tutti gli esseri: AMARE I NOSTRI NEMICI. Ciò che inizialmente ci appare come un lavoro di stampo intellettuale, si trasformerà progressivamente nella capacita di creare stati emotivi superiori: UNITA, AMORE, GIOIA E COMPASSIONE. Quegli stati che nell’individuo comune si manifestano raramente, quando non sono addirittura totalmente assenti.

Prima che possiamo portare la macchina alla vita, dobbiamo aver portato alla vita il SOLO CENTRO che è ordinariamente MORTO in ogni essere umano: il CENTRO EMOZIONALE. J. Gold, La Macchina Biologica Umana.

L’illuminazione dell’ego 

E possibile conseguire una sorta di ILLUMINAZIONE DELLA PERSONALITÀ, un fenomeno di cui poco si tratta perché poco si sa. Se lo scopo di chi lavora per il proprio risveglio spirituale è vivere più felice, amare tutti gli uomini, dedicarsi ad aiutare il prossimo, prendere in mano la propria vita per ottenere successo, allora non è necessario che si giunga all’autentica illuminazione, quella che concerne l’apertura del Cuore e il ritorno all’Unita, cioè l’uscita dallo spazio-tempo, perché tutti questi fini possono essere ottenuti attraverso la pratica di tecniche specifiche.

  • È possibile smettere di provare paura e rabbia?
  • È possibile ottenere ricchezza e salute fisica?
  • È possibile ottenere poteri magici e contatti con entità di altri piani?

Certamente, è possibile ottenere tutto questo senza doversi minimamente risvegliare. Il buon allevatore agisce sulla personalità dei maiali che aspirerebbero sinceramente a risvegliarsi, propinando loro tecniche che esteriormente possono essere scambiate per autentiche pratiche di risveglio, ma che invece nell’essenza sono molto più vicine all’ipnosi. Vengono scritti centinaia di libri e vengono tenuti centinaia di seminari che illustrano tecniche e segreti per ottenere ricchezza e vivere felici. VIENE INSEGNATO COME VINCERE NEL MONDO, NON COME VINCERE IL MONDO. MA IN VERITA NON E MAI POSSIBILE VINCERE NEL MONDO, PERCHE IL MONDO È GOVERNATO DALLE FORZE DELLA DUALITA, PERTANTO LO SI VINCE SOLO TRASCENDENDOLO. Ci si può accontentare di un ego illuminato, che vive in pace con se stesso e con gli altri, che aborrisce la guerra e che aiuta il prossimo, e che quotidianamente svolge un’attività di suo gradimento con una gioia idiota stampata sul viso. Tutti noi non aspiriamo forse a questo tipo di società? È giusto si sappia che essa è a portata di mano e il suo ottenimento non necessita un reale risveglio, anzi, è indispensabile un notevole grado di addormentamento, perché tali metodi si fondano su una sorta di riprogrammazione dell’apparato psicofisico, che viene indotto a REAGIRE PORGENDO L’ALTRA GUANCIA DI FRONTE A UN’OFFESA, PUR NON AVENDO REALIZZATO DENTRO DI SE L’APERTURA DI CUORE NECESSARIA PER PORGERE L’ALTRA GUANCIA CONSAPEVOLMENTE.

L’apparato psicofisico può anche essere riprogrammato per ottenere benessere e successo nella vita pur restando addormentato. Mettiamoci nei panni di chi ha lavorato per anni al proprio miglioramento ed e ancora afflitto quotidianamente da piccoli e grandi problemi; egli impiega tutte le sue energie nel tentativo di osservarsi e risvegliarsi, ma questo lavoro gli appare difficile e di durata infinita. Come reagiremmo davanti alla prospettiva di ottenere finalmente la pace interiore applicando per un periodo di tempo definito una serie di tecniche pseudo-trasformative che magari ci saranno presentate da un nuovo messia capace di compiere miracoli, in perfetto stile new age?

Dal punto di vista della personalità il benessere che si ottiene in questo modo è un benessere a tutti gli effetti, e chi lo realizza non finge, si sente realmente in pace, e quando viene la sua ora di essere macellato dall’allevatore muore con il sorriso sulle labbra, poiché è in pace. 

Perché allora ostinarsi nella ricerca del VERO, quando e possibile conseguire un FALSO che, per quanto ci riguarda, PRODUCE GLI STESSI EFFETTI DEL VERO?

 La differenza può essere percepita solo se non si e più completamente identificati con la personalità, il cui scopo e unicamente eliminare i problemi, ottenere il benessere, allontanare la sofferenza ma non risvegliarsi. TALE DIFFERENZA RISIEDE UNICAMENTE NEL GRADO DI COSCIENZA ED E VERAMENTE SOTTILE ANCHE SE ENORME.

Il lavoro con l’energia Sessuale

Il Tantrismo consente ai suoi adepti di raggiungere in questa incarnazione, se ne hanno la forza, o almeno in una successiva esistenza, l’immortalità fisica e l’autocoscienza con tutti i poteri sopranormali, poiché per l’appunto lo Yoga Tantrico mira a realizzare:

perfetta salute, longevità, volontario distacco dal corpo, poteri telepatici, guaritori o taumaturgici, chiaroveggenza del passato, del presente e del futuro, ricordo chiaro di tutte le passate esistenze, il potere di iniziare altri individui preparandoli per l’ascesi yogica; ricchezza finanziaria, possesso di tutti i beni materiali della terra per potere svolgere bene il proprio lavoro e quello dei propri discepoli; eliminazione di tutti i pensieri e le azioni egoistiche e cattive, operando sempre il bene per l’Umanità.

PREMETTIAMO CHE IL LAVORO ALCHEMICO DELL’UOMO SU SE STESSO DEVE CONSISTERE INNANZITUTTO NELLA PURIFICAZIONE DA TUTTE LE EMOZIONI NEGATIVE CHE PERVADONO LA SUA PERSONALITÀ. La Lamentela, l’Odio, la Rabbia, la Gelosia e ogni genere di GIUDIZIO e FASTIDIO verso gli Altri devono essere scomparsi prima che egli possa avventurarsi nei mondi spirituali. In queste DIMENSIONI SUPERIORI l’aspirante viene sottoposto ad ogni sorta di ATTACCO EMOTIVO e MENTALE da parte delle FORZE OSTILI che vi abitano e che egli stesso SUSCITA PER RISONANZA. Solo un perfetto equilibrio di emozioni e pensieri potrà renderlo capace di difendersi dagli attacchi e di DISTINGUERE LA REALTÀ DALLE ALLUCINAZIONI. L’intero significato del lavoro alchemico compiuto utilizzando l’energia sessuale può essere espresso affermando che in virtù di tale operazione il PIACERE DEI SENSI VIENE CONVERTITO IN UN’ESPLOSIONE D’AMORE CORRETTAMENTE VEICOLATA. 

L’ENERGIA SESSUALE È LA FORMA DI ENERGIA PIÙ POTENTE DI CUI L’UOMO PUÒ DISPORRE. Essa è la spinta creativa che porta in manifestazione l’Universo Stesso. È infatti l’energia creativa per eccellenza, la fonte primordiale di ogni genere di creazione. A seconda di come l’energia sessuale viene diretta si può creare un UNIVERSO, si può creare un NEONATO, oppure si possono creare OPERE D’ARTE: scritti, dipinti, intuizioni scientifiche o filosofiche. Se tale energia è veicolata da colui che possiede le necessarie conoscenze occulte essa può venire utilizzata per incrementare la propria attitudine ad amare e a soccorrere l’umanità, mentre al contempo si creano in se stessi dei corpi sottili perfettamente costituiti.

IL LAVORO CON L’ENERGIA SESSUALE PUÒ INIZIARE SOLO DOPO UNA LUNGA PRATICA SUL RICORDO DI SÉ E SULLA TRASMUTAZIONE DELLE EMOZIONI NEGATIVE. La capacità di gestire e trasmutare le espressioni della sua natura inferiore deve essere stata acquisita in maniera completa dall’aspirante. Il corpo dell’anima, a questo punto dello sviluppo del mago, si è già cristallizzato quasi per intero, ed egli ha assunto il controllo delle sue emozioni.

Solo quando la fabbricazione di tale corpo è vicina al suo termine e il praticante è sulla via dell’apertura del Cuore, egli può arrischiare un efficace ma pericoloso lavoro per mezzo dell’energia sessuale.

L’energia è sempre la stessa, ma a seconda del grado evolutivo e delle conoscenze esoteriche di chi la utilizza essa può dare origine ai più svariati risultati.

AD ESEMPIO, TUTTA L’ARTE CHE L’UMANITÀ È STATA IN GRADO DI ESPRIMERE ORIGINA DALL’ENERGIA SESSUALE CORRETTAMENTE INCANALATA VERSO I CHAKRA SUPERIORI DELL’UOMO ANZICHÉ VERSO QUELLI INFERIORI. I chakra del CUORE, della GOLA e della TESTA consentono lo sviluppo di maggiore amore, creatività e intuizione. Perversione, fanatismo dogmatico e guerre sono invece il risultato della medesima energia incanalata verso i chakra inferiori. Il fine del lavoro alchemico tramite l’energia sessuale è quello di fare in modo che essa non si disperda, ma si ACCUMULI PROGRESSIVAMENTE nell’organismo umano e venga indirizzata verso scopi definiti. Fino a un certo grado evolutivo, l’essere umano, invece di mettere l’energia sessuale al servizio della propria volontà, di norma ne è completamente succube. In un normale rapporto infatti questa forza non viene controllata e diretta, MA LIBERATA NELL’AMBIENTE QUASI INCONSCIAMENTE.

Ed è un bene che sia così, in quanto tale individuo anche qualora avesse il controllo della propria energia sessuale non saprebbe cosa farsene ed essa gli arrecherebbe esclusivamente danno; ciò che capiterebbe a chiunque volesse afferrare un serpente per la coda. 

Come può allora un uomo sapere se è giunto per lui il momento di fare uso di tale energia per scopi magico/evolutivi?

Innanzitutto si tenga presente che l’impiego dell’energia sessuale non costituisce mai di per sé una via evolutiva né magico/alchemica, né di altro genere. Le pratiche che concernono il suo utilizzo possono rappresentare un valido aiuto nelle proprie realizzazioni solo se inserite in un ben definito contesto di purificazione interiore. Inoltre, perché risultino efficaci la loro applicazione deve cominciare esclusivamente in seguito all’acquisizione di determinati traguardi evolutivi da parte del praticante. Un aspirante mago non può mai decidere autonomamente di intraprendere un lavoro con l’energia sessuale, in nessuna fase del processo alchemico, ma deve sempre chiedere l’assistenza di un iniziato. Per molti alchimisti non è di alcuna utilità lavorare con l’energia sessuale e per molti altri è addirittura controproducente, perché essa andrebbe a smuovere forze interiori che, se portare alla luce, frenerebbero il lavoro ermetico intrapreso. Non esistono regole valide allo stesso modo per tutti. Solo un vero mago già realizzato è in grado di verificare se tale percorso può risultare vantaggioso piuttosto che dannoso per il neofita. Egli deve possedere la capacità di monitorare le trasformazioni che avvengono nei corpi sottili del praticante, deve poter evidenziare i suoi eventuali errori e fornirgli giorno per giorno le più corrette indicazioni. LE CONSEGUENZE NEGATIVE DI UN LAVORO CON L’ENERGIA SESSUALE CONDOTTO SENZA CRITERIO SONO SPESSO TERRIBILI E IRREPARABILI. 

Conclusioni

Come dice il Buddha l’esperienza e la conoscenza va fatta direttamente o non diventa un’esperienza completa che cambia. La conoscenza va acquisita attraverso la coscienza diretta del vissuto. Dunque l’uomo crede e pensa di sapere e conoscere molte cose ma in realtà conosce molto poco, neanche sé stesso e la sua parte interiore, accecato e rapito dagli input esterni. Quello che apprendiamo dall’esterno è idealizzato, razionalizzato, immaginato e sfalsato. È in definitiva un punto di vista altrui che ci illudiamo sia nostro.Questo è il gioco della vita, una danza troppo spesso influenzata senza facile controllo dall’emotività e dal fraintendimento della realtà e di noi stessi, la danza degli ego, specchi del mondo, che sviano il contatto con l’anima, a cui si giunge scappando al dominio dell’ego che dà energia, forma, senso e acceca la coscienza in questa danza illusoria di maya. Dunque non perderti. I libri, certo, ampliano le prospettive, aiutano a correggere il tiro dei progetti, aiutano a scegliere, aiutano a capire, ma il vero cambiamento si opera personalmente. LA SVOLTA ARRIVA QUANDO FINALMENTE REALIZZI CHE OGNI LIBRO, OGNI CONCEZIONE, OGNI VERITÀ ESPRESSA A PAROLE HA I SUOI LIMITI E ALLORA CI SI RENDE CONTO CHE L’UNICA COSA CHE POTRÀ PLACARE LA SETE DI VERITÀ CHE CI AFFLIGGE È L’ESPERIENZA VIVA E REALE DI CIÒ CHE È DIETRO OGNI PAROLA ED OGNI SILENZIO. 

Testi suggeriti per Argomenti

PRESENZA E RISVEGLIO

  • Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto di P.D. Ouspensky, 1915-1923, Astrolabio.
  • Vedute sul Mondo Reale di Georges I. Gurdjieff 1917-1931, Neri Pozza.
  • La Quarta Via di P.D. Ouspensky 1921-1946, Astrolabio.
  • Il Lavoro Pratico su Se Stessi di E. J. Gold 1989, Edizioni Crisalide.
  • La Macchina Biologica Umana di E. J. Gold 1991, Edizioni Crisalide.
  • Il Ricordo di SE di Robert Earl Burton 1991, Astrolabio.
  • Il potere della Kabbalah di Yehuda Berg 2004, Tea

ALCHIMIA

  • Corpus Hermeticum – Biblioteca Universale Rizzoli.
  • Studi sull’Alchimia di Carl G. Jung 1929-1957, Bollati Boringhieri.
  • La Tradizione Ermetica di Julius Evola 1931, Mediterranee.
  • Psicologia e Alchimia di Carl G. Jung 1944, Bollati Boringhieri.
  • Il Diario di un Alchimista di Douglas Baker 1977, Edizioni Crisalide.
  • Il Corpo Alchemico di David Gordon White 1996, Mediterranee.
  • Agricoltura Celeste di Giorgio Sangiorgio 2005, Edizioni Cenacolo
  • Officina Alkemica di Salvatore Brizzi 2006, Anima Edizioni.

MAGIA 

  • La Filosofia Occulta o la Magia (de Occulta Philosophia) volumi I-II-III di Cornelio Agrippa 1553, Mediterranee.
  • Il Libro del Comando e Il Secondo Libro del Comando attribuiti a Cornelio Agrippa (a cura di Jorg Sabellicus, 1977 e 2007), Mediterranee.
  • Dogma dell’Alta Magia e Rituale dell’Alta Magia di Eliphas Levi 1854/56, Atanor.
  • Magia Sexualis di Pascal B. Randolph 1931 (trad. di manoscritti del 1870), Mediterranee.
  • Magick di Aleister Crowley 1929, Astrolabio.
  • Introduzione alla Magia vol. I-II-III di Gruppo di Ur 1927-1929, Mediterranee.
  • La Tecnica Sessuale dello Yoga Tantrico Indo-Tibetano di Tommaso Palamidessi 1948, Edizioni Grande Opera. Questo piccolo testo è inedito da anni. Può essere rintracciato solo in fotoriproduzione, presso la Libreria Esoterica di Milano. sito: gruppoanima.it
  • Lo Yoga per Non Morire di Tommaso Palamidessi 1949, Edizioni Grande Opera (ibidem).
  • Iniziazione all’Alta Magia di Jorg Sabellicus 1977, Mediterranee.
  • Magia Pratica vol. I-II-III-IV di Jorg Sabellicus 1992-2001, Mediterranee.
  • L’Elisir e la Pietra – La Grande Storia della Magia di Baigent e Leigh 1997

ALIMENTAZIONE 

  • La Cucina del Diavolo – Sai Cosa Mangi? di Gunther Schwab 1995, Macro Edizioni.
  • Sugar Blues – Il Mal di Zucchero di William Dufty 1975 (ed. agg. 2000), Macro Edizioni.
  • L’Arte di Vivere in Risonanza di Jasmuheen 1995, Mediterranee
  • Nutrirsi di Luce di Jasmuheen 1996, Mediterranee.
  • I vegetariani nelle Tradizioni Spirituali di Guidalberto Bormolini 2000, Il Leone Verde.
  • Cibo per l’Anima di Deborah Pavanello 2005, Mediterranee. 

ESOTERISMO

  • Flatlandia di Edwin A. Abbott 1882, Adelphi (romanzo).
  • Sogni di C.W. Leadbeater 1896, Edizioni Teosofiche Italiane.
  • Gli Aiutatori Invisibili di C.W. Leadbeater 1896, Macro-Alaya.
  • Il Piano Astrale di C.W. Leadbeater 1896, Edizioni Teosofiche Italiane.
  • Le Forme Pensiero di A. Besant e C.W. Leadbeater 1901, Anima Edizioni.
  • L’Iniziazione di Rudolf Steiner 1904/05, Editrice Antroposofica.
  • Il Lato Nascosto delle Cose di C.W. Leadbeater 1913, Macro-Alaya.
  • Dall’Intelletto all’Intuizione di Alice A. Bailey (canalizzati tra 1919-1949), Editrice Nuova Era.
  • Il Corpo Astrale di Arthur E. Powell 1927, Macro-Alaya.
  • Forme Pensiero I – II di Anne Givaudan 1996 e 2004, Edizioni Amrita.

 ALTRI ARGOMENTI

  •  1984 di George Orwell 1948, Oscar Mondadori
  • Satana e la Svastica di Peter Levenda – 1995/2002, Oscar Mondadori
  • Dopo l’11 Settembre, dalla Sottomissione alla Liberta vol. II di Anne Meurois-Givaudan (2004), Edizioni Amrita
  • I signori di Thule di Fabrizio Bucciarelli 2006, Edizioni Il Punto d’Incontro
  • Alieni o Demoni di Corrado Malanga 2007, Chiaraluna Edizioni.
  • L’uomo come Potenza di Julius Evola 1925, Mediterranee.
  • La dottrina del Risveglio di Julius Evola 1943, Mediterranee.
  • Il Regno della Quantita e i Segni dei Tempi di Rene Guenon 1945, Adelphi.
  • Forme tradizionali e Cicli Cosmici di Rene Guenon 1970 (raccolta di articoli scritti fra il 1925 e il 1949), Mediterranee.
  • Medicina Universale e il Settimo Senso di Nader Butto 2004, Mediterranee.
  • Sistema Immunitario e Vaccinazioni di Heinrich Kremer 2003, Macro Edizioni.
  • Il Mattino dei Maghi di Pauwels, Bergier 1960, Oscar Mondadori.
  • Le Profezie dei Maya di Gilbert, Cotterell 1995, Corbaccio.
  • Risvegliarsi al Punto Zero conferenza di Gregg Braden del 1995 fuori commercio, la trascrizione e scaricabile dal sito stazioneceleste.it al link www.stazioneceleste.it/articoli/braden.htm

FILMOGRAFIA

  •  Stati di Allucinazione (Altered States) di Ken Russell, 1980, USA
  • Essi Vivono (They Live) di John Carpenter, 1988, USA
  • Il Serpente e l’Arcobaleno (The Serpent and The Rainbow) di Wes Craven, 1988, USA
  • Allucinazione Perversa (Jacob’s Ladder) di Adrian Lyne, 1990, USA
  • Linea Mortale (Flatliners) di Joel Schumacher, 1990, USA
  • L’ultima Tempesta (Prospero’s Books) di Peter Greenaway, 1991, GB/Francia.
  • Il Pianeta Verde (La Belle Verte) di Coline Serrau, 1996, Francia.
  • Moebius di Gustavo Mosquera, 1996, Argentina.
  • Ipotesi di Complotto (Conspiracy Theory) di Richard Donner, 1997, USA
  • The Truman Show di Peter Weir, 1998, USA
  • Matrix di Andy e Larry Wachowski, 1999, USA
  • The Butterfly Effect di Eric Bress, J. Mackye Gruber, 2003, USA
  • Guerre StellariEpisode III (Star Wars: Episode III Revenge of the Sith) di George Lucas, 2005, USA

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3 Comments

  1. Avatar
    Trilly 75

    Anche io ho apprezzato molto questo articolo. L’ho trovato parecchio approfondito.
    Il capitolo sulla trappola della realtà è a dir poco affascinante

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