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IL SAPERE
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La Maddalena non è Maria di Betania

La Maddalena non è Maria di Betania

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La Maddalena

Foto: Pietro Perugino, Santa Maria Maddalena (fine XV sec.), olio su tavola; Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina.

La questione dell’identificazione tra Maria di Magdala, o Maddalena che dir si voglia, e Maria di Betania dura da secoli. Io ritengo che si tratti di due donne, omonime, per una serie di motivi che tenterò qui di seguito di sintetizzare ed elencare:

  1. Maria, Maryam o Miriam in ebraico, era il nome femminile più diffuso tra le ebree di I sec. d.C. Può pertanto trattarsi tranquillamente di due donne diverse, e, anzi, l’omonimia non è elemento nemmeno lontanamente indiziario di identità in questo caso. Tra le discepole di Gesù o comunque nella comunità dei primi giudeo-cristiani, si hanno diverse Marie, Maria di Magdala, Maria di Betania, Maria madre di Gesù, Maria madre di Giovanni Marco, Maria parente della madre di Gesù, così come diverse donne che non si chiamavano Maria: Giovanna, Susanna, Veronica, Salomé, Marta. La percentuale di Marie rispetto al novero totale delle donne non è assolutamente anomalo stanti le percentuali di diffusione onomastica che sono note grazie al Lexicon, una racconta di tutte le menzioni, storiografiche, epigrafiche, archeologiche, ecc., di nomi nella terra degli Ebrei tra il 300 a.C. e il 200 d.C.

  2. Una delle due Marie in esame è indicata come “di Magdala” con il tipico riferimento al luogo di nascita, l’altra come “di Betania”. Erano nate dunque il luoghi diversi, e, dato che una persona non può nascere in due luoghi diversi, è evidente che si abbia a che fare con due persone differenti. Inoltre Magdala si trova in Galilea, mentre Betania in Giudea, il che fa della prima Maria una galilea, mentre della seconda una giudea. Qualcuno potrebbe obiettare che Maria, intesa come unica persona, fosse oriunda di Magdala, ma vivesse a Betania. Ciò potrebbe anche essere, sebbene non vi siano prove in merito, se non fosse che Maria di Magdala era venuta dalla Galilea con Gesù. Si legge infatti nel Vangelo di Luca che «Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù»1. Si sta parlando di Giuseppe d’Arimatea e delle sepoltura di Gesù. Quali erano queste donne? Ci risponde Marco: «Maria di Magdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto»2. Conferma anche Matteo: «Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Magdala e l’altra Maria»3. Circa la provenienza dalla Galilea sin dal magistero galileo di Gesù è ancor più chiaro Marco che precisa: «Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme»4. Maria Maddalena era quindi una delle donne che avevano seguito Gesù sin dalla Galilea, il che implica che non possa identificarsi con Maria di Betania che invece abitava a Betania, in Giudea, durante il magistero di Gesù, come ci narra sempre Luca (dunque la stessa fonte di prima e non un’altra fonte contraddittoria): «Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola»5. Di che villaggio si trattava? Di Betania, ci informa Giovanni: «Un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato»6.

  3. La coerenza interna dei testi evangelici canonici mostra come si tratti di donne diverse. Marco, il più antico dei vangeli, non menziona nemmeno Maria di Betania, e parla solamente delle ben più importante Maria Maddalena, che introduce nel versetto già riportato al punto II: Gesù si trova in croce e «Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme»7. Impossibile si tratti dunque di un’abitante di Betania. Lo stesso vangelo la menziona nuovamente pochi versetti dopo, quando Gesù viene posto nel sepolcro. «Maria di Magdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto»8. Poi nel capitolo successivo: «Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salomé comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: “Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?”. Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: ‘Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto’”. Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore. E non dissero niente a nessuno, perché erano impaurite»9. Questo è il testo integrale dell’ultimo capitolo, il XVI, del Vangelo di Marco, la cui protagonista è Maria Maddalena insieme all’altra Maria, la madre di Gesù, di Giacomo e di Iose. Il resto del capitolo è spurio e fu aggiunto successivamente: non si trova infatti nei manoscritti più antichi. Sebbene si citi «Maria di Magdala»10 anche nella parte spuria, tale menzione non va presa pertanto in considerazione. Anche il Vangelo di Matteo, una versione elaborata di Marco con aggiunte più anti-giudaiche e filo-romane, non ha notizia di una Maria di Betania o non ritiene l’episodio importante. Ricorda, al pari della sua fonte Marco, sempre e solo la ben più rilevante Maria di Magdala, che cita per la prima volta così: «Tra queste c’erano Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo»11. Il versetto12 peraltro si sposa perfettamente con il corrispettivo in Marco13 se si identifica la «Salomé»14 di Marco con «la madre dei figli di Zebedeo»15. Gesù si trova poi nel sepolcro: Matteo prosegue, nel summenzionato versetto, come Marco: «Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Magdala e l’altra Maria»16. Circa il sepolcro vuoto è palese come i toni e le aggiunte di Matteo rispetto all’originale di Marco siano miracolistici e lontani dal sentire giudaico del tempo: «Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: ‘È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete’. Ecco, io ve l’ho detto”. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: “Salute a voi!”. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno”»17. Questo tutto ciò che Marco e Matteo ci dicono sulla Maddalena; niente riferiscono invece su Maria di Betania, che compare soltanto nel vangelo successivo, in Luca, unico dei sinottici a farne menzione, e poi infine in Giovanni. Luca parla prima di Maria Maddalena e poi di Maria di Betania. Ecco come introduce la prima: «In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni»18. Soli due capitoli dopo parla di Marta di Betania. Se fosse la stessa persona lo direbbe, e invece no, anzi: introduce ex novo il personaggio, il che, secondo i critieri della critica testuale non può che farci giungere alla conclusione che Luca riteneva fossero due persone distinte. Ecco come parla, soli due capitoli dopo il precedente passo riportato, di Maria di Betania: «Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”»19. Ci si aspetterebbe, se le due Marie fossero una sola, che la volta successiva in cui Luca nomina il personaggio faccia intendere in qualche modo al lettore che si sta parlando dello stesso personaggio. Niente affatto. Ecco infatti come Luca parla di nuovo di Maria di Magdala in seguito, facendo comprendere come parli della stessa Maria di cui ha già parlato al capitolo VIII chiamandola di Magdala e non della sorella di Marta di Betania che introduce a parte nel capitolo X: «Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto»20; «Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”. Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse»21. Marco e Matteo nominano solo Maria di Magdala e non conoscono o non ritengono rilevante l’episodio di Marta di Betania. Luca conosce entrambe ma ritiene siano due donne diverse. Veniamo ora infine a Giovanni. Egli parla prima di Maria di Betania e poi di Maria di Magdala. Ecco quanto riferisce sulla prima in ordine cronologico: «Un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”. All’udire questo, Gesù disse: “Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato”. Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: “Andiamo di nuovo in Giudea!”. I discepoli gli dissero: “Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?”. Gesù rispose: “Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”. Disse queste cose e poi soggiunse loro: “Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo”. Gli dissero allora i discepoli: “Signore, se si è addormentato, si salverà”. Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!”. Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: “Andiamo anche noi a morire con lui!”. Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betania distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà”. Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. Gli rispose Marta: “So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno”. Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?”. Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”. Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: “Il Maestro è qui e ti chiama”. Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”. Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: “Dove lo avete posto?”. Gli dissero: “Signore, vieni a vedere!”. Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: “Guarda come lo amava!”. Ma alcuni di loro dissero: “Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?”. Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: “Togliete la pietra!”. Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni”. Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”. Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: “Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato”. Detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: “Liberàtelo e lasciàtelo andare”. Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto»22. Dopo questo celebre episodio, nel capitolo successivo, Giovanni parla ancora di Maria di Betania e fa riferimento all’episodio della resurrezione di Lazzaro per far giustamente capire al lettore che si sta parlando degli stessi personaggi: «Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?”. Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: “Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti»23. Giovanni inserisce due chiari riferimenti per concatenare gli episodi. Se ora, nei passi che stiamo per vedere, non lo fa è perché parla di un’altra Maria, Maria Maddalena: «Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé»24; «Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa. Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!”. Ella si voltò e gli disse in ebraico: “Rabbunì!” – che significa: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: ‘Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro’”. Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e ciò che le aveva detto»25. Anche per Giovanni, come per Luca, pertanto – si può concludere – Maria di Betania e Maria Maddalena sono due figure diverse. Giusto per completezza, anche gli Atti degli Apostoli si riferiscono a Maria di Magdala, dato che l’autore degli Atti è sempre Luca e in quest’ultima opera parla delle discepole, tra le quali va annoverata la Maddalena nel seguente passo, ove però non la chiama per nome: «Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui»26. Nel resto del Nuovo Testamento non si nominano più le due Marie.

  4. Si parla della Maddalena in altri vangeli, negli apocrifi, ma in nessuno di essi la si identifica mai con Maria di Betania.

  5. Maria Maddalena seguiva Gesù sin dalla Galilea, si è detto. Era una donna adulta che viaggiava presumibilmente con suo marito nel seguito dei discepoli. Maria di Betania invece vive a casa con sua sorella Marta e con suo fratello Lazzaro, in quella che parrebbe essere la casa paterna di un tal fariseo di nome Simone. L’una dunque sarebbe adulta, per i parametri del tempo almeno, l’altra una minore.

  6. Nel Talmud compaiono le figure delle sorelle Marta e Maria, la prima associata al cibo, proprio come nel Nuovo Testamento, e l’altra agli unguenti profumati e costosi. Sia in Giovanni (Giuda Iscariota) che nel Talmud (i rabbini) si lamentano dello sperpero di tale profumo per il suo prezzo. Ottima analisi di tali passi è stata condotta dal docente universitario, qumranologo e studioso del Nuovo Testamento prof. Robert H. Eisenman nel suo libro Codice Gesù27. Nel Talmud le sorelle Marta e Maria risultano essere figlie di un uomo appellato sia Simone che Boeto e parenti di Nicodemo (talvolta indicato, parrebbe erroneamente, come padre, ovvero con altri termini di parentela). Nel Vangelo di Giovanni Nicodemo appare come fariseo e seguace di Gesù, così come fariseo e seguace, o almeno amico, di Gesù doveva essere quel Simone che pare essere padre di Maria, Marta e Lazzaro. Il Talmud riporta altresì di un Lazzaro figlio di questa Marta, il che sembrerebbe concorde con le usanze ebraiche di chiamare un figlio col nome di un fratello come ricordato anche in Luca nell’episodio dell’attribuzione a Giovanni Battista del nome in cui tale consuetudine viene violata tra lo sgomento generale. Ebbene a Talpiot è stata rinvenuta una tomba di una «Maria figlia di Simone», datata tra il 20 a.C. e il 70 d.C.. Sempre a Talpiot è stata rinvenuta una tomba, datata tra il 30 d.C. e il 70 d.C., e dunque coerente con la precedente e con l’epoca di Gesù, di famiglia di «Gesù, figlio di Giuseppe», «Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù» (ritrovata nel mercato ma proveniente dalla stessa tomba, come ha mostrato l’analisi chimica dell’ossario contenente tale iscrizione), «Giuda, figlio di Gesù», «Maria», «Matteo», «Iose», «Mariamene la Maestra». Iose, nome portato da meno dell’1% dei maschi ebrei dell’epoca, era un fratello di Gesù secondo il Nuovo Testamento, così come Giuda, e qui si trova, oltre a uno Iose, anche un Giuda, figlio di Gesù. Si ricordi a tal proposito il discorso precedente circa i nomi dei fratelli e dei figli. Matteo Levi, sempre secondo il Nuovo Testamento, era figlio di Alfeo, e Alfeo era Cleopa, scrive il padre della Chiesa di II sec. Papia. Egesippo, sempre nel II sec., come riferito da Eusebio nella sua Storia ecclesiastica, era fratello di Giuseppe, padre di Gesù. Matteo quindi era un cugino di Gesù. Giacomo era un altro fratello di Gesù, e Maria la loro madre. Sono tutti a Talpiot. Mariamene è una variante di Maria che compare in tutta la storia della letteratura e dell’epigrafia solo due volte e sempre riferita a Maria Maddalena, che era una Maestra secondo i testi gnostici, proprio come si legge qui nell’iscrizione. Le possibilità che si tratti della tomba di un omonimo Gesù, figlio di Giuseppe, con tutte queste relazioni di parentala con epiteti e nomi rari sono pochissime: per più del 98% di probabilità si tratta della tomba del Gesù dei vangeli. Si rimanda per lo studio in punto, che giunge a questi risultato, al libro La tomba perduta di Gesù del docente universitario, archeologo e studioso del Nuovo Testamento prof. James D. Tabor28. Di conseguenza Maria di Betania, figlia di Simone, e Maria Maddalena la Maestra non possono essere la stessa persona perché entrambe sepolte a Betania, in tombe vicine.

  7. In conclusione, dall’analisi critica testuale dei fonti originali su le due Marie, vale a dire i vangeli del Nuovo Testamento, si evince come siano due persone distinte, identificate solamente a scopo religioso e propagandistico per presentare la Maddalena come la peccatrice che unge Gesù. La stessa Chiesa cattolica ha disconosciuta l’identificazione delle due, e conferma di un tanto non resta che in agiografie tarde, medievali, come la Legenda aurea di Jacopo da Varazze, o Varagine, che, evidentemente imbarazzate dalla evidente contraddittorietà insita nelle menzioni evangeliche sia di Magdala che si Betania come città della supposta Maria, si improvvisano in arzigogolati tentativi di far collimare le fonti, che evidentemente parlano di persone diverse, ipotizzando un’eredità dei genitori di Lazzaro, Marta e Maria divisa tra i figli che avrebbe dato Magdala a Maria, una parte di Gerusalemme a Lazzaro e Betania a Marta. Non si capisce allora perché in Giovanni Lazzaro, Marta e Maria vivano tutti insieme a Betania.

Bibliografia essenziale

Atti degli Apostoli, in C.E.I. 2009 (2008), vol. III.

C.E.I. (a cura di) 2009 (2008), La Sacra Bibbia, vol. III, Milano, Mondadori.

Eisenman R.H. 2008, Codice Gesù. I manoscritti segreti di Qumran smascherano le manipolazioni e le falsificazioni dei Vangeli, Casale Monferrato (Al), Piemme.

Tabor J.D., Jacobovici S. 2013, La tomba perduta di Gesù. Una straordinaria scoperta archeologica rivoluziona la storia del cristianesimo, Casale Monferrato (Al), Piemme.

Vangelo di Giovanni, in C.E.I. 2009 (2008), vol. III.

Vangelo di Luca, in C.E.I. 2009 (2008), vol. III.

Vangelo di Marco, in C.E.I. 2009 (2008), vol. III.

Vangelo di Matteo, in C.E.I. 2009 (2008), vol. III.

1Lc. XXIII, 55.

2Mc. XV, 47.

3Mt. XXVII, 61.

4Mc. XV, 40-41.

5Lc. X, 38-39.

6Gv. XI, 1.

7Mc. XV, 40-41.

8Mc. XV, 47.

9Mc. XVI, 1-8.

10Mc. XVI, 9.

11Mt. XVII, 56.

12Mt. XVII, 56.

13Mc. XV, 40.

14Mc. XV, 40.

15Mt. XVII, 56.

16Mt. XVII, 61.

17Mt. XVIII, 1-10.

18Lc. VIII, 1-3.

19Lc. X, 38-42.

20Lc. XXIII, 55-56.

21Lc. XXIV, 1-11.

22Gv. XI, 1-46.

23Gv. XII, 1-9.

24Gv. XIX, 25-27.

25Gv. XX; 1-18.

26At. I, 12-14.

27EISENMAN 2008.

28TABOR, JACOBOVICI 2013.

Andrea Di Lenardo (22-04-2018)

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Andrea Di Lenardo
About

Andrea Di Lenardo, classe 1994, nasce a Gemona del Friuli (Ud) il 12 aprile. Musicista, batterista, fin dall'infanzia sviluppa l'interesse per la musica – studia per anni batteria e chitarra classica – e per la storia, in particolare antica, l'egittologia, la biblistica, la storia delle religioni, la filosofia e la letteratura. Dai 14 anni scrive per la stampa locale, partecipa a trasmissioni radiofoniche e televisive e si aggiudica premi e riconoscimenti a concorsi letterari e filosofici, tra cui si ricordano i Colloqui Fiorentini, concorso letterario intercontinentale, con la tesi È tutta questione di metodo in studi danteschi, nel 2009, e un certamen filosofico con un elaborato sul nichilismo, nel 2013. Diploma al Liceo Classico (lo stesso anno), attualmente vive a Udine e studia Storia all'Università “Ca' Foscari” di Venezia. Nel 2016 viene pubblicato il saggio storico "Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d'Egitto e la sua cronologia", Kimerik, Patti (Me) 2016. Attualmente sta lavorando a "Filistei e Cretesi" e, con Alessandro De Angelis, a "Exodus".

3 Comments

  1. Valentina Castalia

    in realtà le argomentazioni addotte non sono probanti, il punto forse più convincente è il terzo. inoltre la chiesa cattolica diversamente da quanto sostenuto ammette l’identità delle due donne

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