Wednesday, 29/1/2020 UTC+2
IL SAPERE

La Formazione del Doppio (Parte Quarta)

La Formazione del Doppio (Parte Quarta)

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Ventinovesimo giorno

Una libellula ha danzato con me.

Trentesimo giorno

Potere in espansione. Nessun ostacolo. Nessun oggetto che si mette di traverso. Il potere fluisce, libero e consapevole. Lo percepisco su tre livelli: con il corpo, con il cuore e con la mente. Dall’esterno, giungono segnali di disperazione rabbiosa. La stirpe di Caino … lol …

Trentunesimo giorno

Visione veramente nitida e intensa. Riguarda il rapporto maschile/femminile prima e dopo il Patto.

Non esiste memoria storica dell’umanità antidiluviana, tuttavia e a mente del mitologema che vuole una femmina come prima mangiatrice del frutto proibito (le chiavi biologiche, vedi Keter), è lecito pensare (McKenna – Il cibo degli dei) che la società nata da quell’evento sia stata profondamente matriarcale.

Femmine potenti, nella quasi totale assenza di un Super-Io (sia individuale, sia razziale) e profondamente a contatto con la propria dimensione preverbale, dominano il mondo, disegnando un rapporto con il maschile, con ogni probabilità molto simile a quello che possiamo oggi osservare fra le api.

Maschi/fuchi, privi di qualunque rilevanza sociale, con la sola eccezione della riproduzione. Uomini bambini, forse anch’essi dotati di capacità visionarie, ma assolutamente privi di qualunque potere di direzione dei clan, accanto a donne anch’esse bambine, ma nel pieno del loro potere stregonesco, capaci di mirabilia soprattutto durante il flusso mestruale.

Un potere enorme in assenza di qualunque freno inibitorio, il quale deve avere portato i nostri progenitori dentro abissi d’abiezione difficilmente immaginabili.

Ecco, tutto questo è spazzato via dal Diluvio. Evento che lascia i superstiti schiacciati da un senso di colpa anch’esso difficilmente descrivibile e che, siccome tale, li porta a cambiare drasticamente direzione attraverso il Patto.

Lo strumento del Patto è semplice, avviene fra i superstiti del Diluvio e consta di due sole norme; la prima prevede che la femmina rinunci definitivamente e per sempre al Potere in cambio del Piacere, la seconda che nessun sopravvissuto potrà mai fare parola con la prole di quanto ricorda del periodo precedente il Diluvio.

Ora, se la seconda potrebbe essere definita una “norma transitoria”, la prima determina un mutamento tanto profondo, quanto drammatico nel rapporto fra i sessi poiché il Potere, sino a quel momento legato al sangue femminile, è trasferito al fallo maschile. E questo ha conseguenze, sotto il profilo strettamente psicologico, davvero molto importanti.

Jung chiama il fenomeno enantiodromia (Eraclito) e lo descrive come un avvenimento che “si verifica quasi universalmente là dove una direttiva completamente unilaterale domina la vita cosciente, così che col tempo si forma una contrapposizione inconscia altrettanto forte, che dapprima si manifesta con un’inibizione delle prestazioni della coscienza e in seguito con un’interruzione dell’indirizzo cosciente” (Dizionario di Psicologia Analitica).

Se e con riferimento all’Io razziale, per “inibizione delle prestazioni della coscienza” leggiamo Diluvio, mentre per “interruzione dell’indirizzo cosciente” intendiamo Patto, allora è chiaro che siamo di fronte a uno spostamento psicodinamico di proporzioni universali e che pone il maschile alla guida dei clan (così come di qualunque altra organizzazione sociale), fornendolo del titolo di “regnante”, ossia di apice della piramide gerarchica, nonché di un bastone o uno scettro che ne rappresenti il fallo. In questo modo il Potere è “portato fuori” e, passando dal sangue mestruale al fallo, esso (il Potere) s’istituzionalizza, si rende manifesto, finendo sotto l’egida di un Super-Io che, nel frattempo e soprattutto grazie alla catarsi del Diluvio, è cresciuto in dimensione e, di conseguenza, in capacità di controllo.

Dall’altra parte, la donna è privata d’ogni potere (si tratta ovviamente di una finzione la quale, tuttavia e grazie all’immenso senso di colpa che la sostiene, regge perfettamente) ma ha acquisito il diritto al piacere e ciò fa di lei un individuo del tutto incapace di autonomia (come prima del Diluvio era il maschio) e totalmente determinato dalla penetrazione del fallo.

Al punto che la femmina vergine è in attesa di questo evento come di qualcosa che la caratterizzerà in modo definitivo e “legale” perché lei, in base al Patto, non ha alcun diritto ad autodeterminarsi! E, in effetti, questo è ciò che accade. Quando si fa penetrare, il fallo le dà la direzione che le manca. E sarà esattamente la direzione che proviene da quel maschio.

Da notare che quella direzione potrà essere in totale disaccordo con ciò che quella donna ha appreso prima di quell’istante, tuttavia questo non è per nulla importante perché la donna abbandonerà immediatamente qualunque impostazione contraddittoria per uniformarsi alla direzione avuta dal fallo.

Su questo, tra l’altro, s’innesta benissimo l’intera retorica della “coppia”, con lei fedele (e compulsivamente “progettuale”) e lui tendenzialmente infedele. Questo, quindi, diventa sistemico giacché una donna che ha più uomini “perde direzione” diventando inaffidabile e, quindi, pericolosamente vicina al pattern antidiluviano. Mentre un uomo che ha più donne, in definitiva crea ordine sociale poiché dispensa direzione a donne che o ne sono prive, oppure che hanno perduto quella che già avevano.

Ovviamente, questi comportamenti hanno costi. Tuttavia, tali costi trovano il loro saldo all’interno delle storie individuali che, quindi, garantiscono al sistema la tenuta del Patto.

Trentaduesimo giorno

Il flusso di Potere promanante da Keter non smette mai. Siamo noi che ci rendiamo inaccessibili a esso diventando storti e malati, nascondendo noi stessi sotto strati nevrotici che costruiamo a mo’ di scudi. Paure, ossessioni, fissazioni, abitudini, convinzioni variamente profonde e intangibili, sacralità, disgusto, fede sono alcuni esempi di tali strati nevrotici che avvolgono, come le bucce di una cipolla, l’ambito nevrotico di fondo: il nostro EGO.

Il Filo del Rasoio è l’unico strumento capace di “sbucciare” l’individuo, portando l’Ego a diretto contatto con il Potere fluente da Keter ed è inevitabile che, quando ciò avviene, l’individuo stesso si trovi a diretto contatto con l’angoscia.

A questo punto, l’individuo (che, nel frattempo, ha anche cessato d’essere un guerriero, ossia è uscito anche da quell’ambito nevrotico) deve affrontare l’ultimo ostacolo: destrutturare il proprio Ego, l’ultimo ambito nevrotico. In altre parole, rinunciare a se stesso.

Trentatreesimo giorno

A proposito di “tratti nevrotici” (da non confondere con gli ambiti nevrotici i quali hanno una forte caratterizzazione sociale), di seguito è la “lista Gallup”. La Gallup è una società ovviamente americana che, insieme a uno psicologo di nome Donald Clifton, ha partorito questo capolavoro.

1 – L’IPERATTIVO (ACTIVATOR) – Ha sempre bisogno di fare qualcosa per creare progredire stimolare gli altri. Eccelle nel lanciarsi a capofitto nelle cose: quando iniziamo?

2 – IL FLESSIBILE (ADAPTABILITY) – Dotato di scioltezza e spirito di adattamento, accoglie con facilità l’imprevisto, anche se le cose vanno diversamente dai programmi

3 – IL DETERMINATO (ACHIEVER) – Preciso, meticoloso, scompone i suoi progetti in tappe e obiettivi da raggiungere. Ha bisogno di evolvere in un universo prevedibile per realizzare i suoi obiettivi

4 – L’ANALITICO (ANALITICAL) – Analitico , logico e razionale, ama i fatti e vuole la prova di ciò che si afferma. Prende tempo e verifica tutto. Dicono di lui che è affidabile.

5 – L’ORGANIZZATORE (ARRANGER) – è multifunzionale e gestisce diverse variabili in contemporanea per ottimizzare il risultato. Più una situazione è complessa più cerca le combinazioni di massima efficacia.

6 – IL FOCALIZZATORE (FOCUS) – una volta presa la decisione, resta concentrato sull’obiettivo e investe tutta la sua energia finche non lo raggiunge. Può essere paragonato a un missile.

7 – IL LEADER (COMMAND) – Sa e ama comandare, dare direttive e prendere in mano le situazioni. Il confronto, per lui, non è un problema.

8 – IL POSITIVO (POSITIVITY) – Vede sempre il bicchiere mezzo pieno e il lato buono di ogni situazione. Eccelle nel mettere in luce ciò che è positivo.

9 – IL RESPONSABILE (RESPONSABILITY) – il suo senso di responsabilità e dei valori, fa si che se dà la sua parola e si impegna per portare a termine il compito, costi quel che costi. Onestà rettitudine e lealtà sono i fondamenti della sua reputazione.

10 – IL COMUNICATORE (COMMUNICATION) – Come un abile narratore, fa passare il messaggio rendendolo accattivante. Elabora la forma e non si accontenta di enunciare i fatti.

11 – IL PERSUASIVO (WOO) – Sa convincere gli altri, persuadendoli del suo punto di vista. E’ bravo a sedurre e a vendere e soprattutto vuole piacere a tutti i costi.

12 – IL MEDIATORE (HARMONY) – Sviluppa rapporti di collaborazione, creando armonia intorno a sé. Vuole a
tutti i costi evitare le situazioni conflittuali.

13 – L’EMPATICO (EMPATHY) – Sa mettersi al posto dell’altro e sentire ciò che prova, mantenendo la distanza necessaria per non essere travolto della emozioni altrui.

14 – IL COMPETITIVO (COMPETITION) – Confronta il livello delle sue prestazioni con quelle degli altri e ha bisogno di questo per trarre energia e motivazione poiché il suo obiettivo è essere il migliore riesce a fare sempre di più e meglio.

15 – IL POTENZIATORE (DEVELOPER) – Riconosce il potenziale intorno a sé, sa vedere ciò che è unico e speciale nell’altro per sostenerlo ed aiutarlo a crescere. Sa vedere il potenziale e cerca modi per mettere le persone in ottica di crescita.

16 – L’ECCELLENTE (MAXIMIZER) – L’eccellenza non è la media ma la sua misura: adora trasformare qualcosa di forte in superbo. E’ un naturale scopritore di talenti.

17 – IL VISIONARIO (FUTURISTIC) – Ama guardare il futuro e questa immagine lo spinge ad andare avanti. E’ un sognatore che vede i dettagli del domani, permettendogli di avere le visioni che gli permettono di andare avanti.

18 – IL CREATIVO (IDEATION) – Innovativo, creativo e intelligente , le idee lo affascinano. Ama prendere il mondo come tutti lo conosciamo e rigirarlo in modo da vederlo da uno nuovo punto di vista.

19 – LO STRATEGA (STRATEGY) – Questo modo particolare di pensare gli permette di trovare sempre le strade migliori. Vede soluzioni li dove tutti vedono complessità.

20 – IL COLLEZIONISTA (INPUT) – E’ un curioso di natura e ama collezionare cosa tangibili, informazioni che immagazzina. E’ un ottimo archivista.

21 – L’INTELLETTUALE (INTELLECTION) – Ama pensare, ragionare sulle cose: il piacere gli deriva dall’esercitare i suoi muscoli mentali. Ama stare da solo per andare in introspezione porsi le domande e darsi le risposte.

22 – LO STUDIOSO (LEARNER) – Ama imparare, è il processo di apprendimento che lo interessa e non il risultato in termini di diploma o riconoscimenti.

23 – IL CONNESSO (CONNECTEDNESS) – Crede che niente succede per caso nella vita, e che ogni cosa è collegata. Ha valori che lo guidano in ogni decisione.

24 – IL DIFFERENZIATORE (INDIVIDUALIZATION) – Il tema lo guida a essere intrigato dalle qualità uniche di ogni persona. Non gli piacciono le generalizzazioni perché non vuole oscurare ciò che è speciale e distinto di ognuno, mentre si focalizza sulle differenze negli individui.

25 – IL RISERVATO (DELIBERATIVE) – Attento, vigile e riservato, sa che il mondo è imprevedibile. Sa evidenziare i rischi delle situazioni.

26 – L’ACCOGLIENTE (INCLUDER) – Vuole sempre includere le persone per farle sentire nel gruppo. Non gli piacciono i gruppi esclusivi, tende ad evitarli. Vuole espandere il gruppo affinché tante persone possano beneficiare del suo supporto. Odia la vista di qualcuno che canta fuori dal coro.

27 – IL SOLUTORE (RESTORATIVE) – Risolve i problemi, laddove gli altri si scoraggiano di fronte ai problemi lui si sente energizzato. Gli piace analizzare i sintomi, identificare ciò che è sbagliato e identificare le soluzioni. Gli piace riportare in vita le cose o le situazioni.

28 – IL SICURO IN SE’ (SELF ASSURANCE) – Convinto che si risolleverà sempre, la critica non colpisce, la sua sicurezza e la fiducia in se stesso. Assomiglia al gatto che cade sempre in piedi.

29 – IL CONTESTUALIZZATORE (CONTEST) – Ama guardare il passato per spiegare il presente. Per prendere decisioni ha bisogno di guardare indietro per capire la struttura di ciò che c’è sotto.

30 – IL SISTEMATICO (DISCIPLINE) – Ama avere un mondo prevedibile e ordinato, quindi impone una struttura nel quale muoversi. E’ focalizzato nelle tempistiche e scadenze, è molto preciso. Vuole routine e strutture che gli permettano di mantenere il controllo sugli eventi.

31 – IL COLLEGATORE (RELATOR) – Ama andare verso persone che già conosce per andare in profondità nelle relazioni, scrutare il dettaglio e capire tutto fino in fondo.

32 – IL SIGNIFICATIVO (SIGNIFICANCE) – Vuole essere riconosciuto a tutti i costi, vuole essere ascoltato e apprezzato. Gli piace essere ammirato per il suo successo. E’ molto indipendente, perché vuole avere libertà d’azione. Su qualunque cosa si focalizzi, andrà verso l’alto fuori dalla mediocrità

33 – IL CREDENTE (BELIEF) – Ha dei forti valori, molto radicati: generalmente questo talento porta ad essere una persona con un credo molto radicato.

34 – L’EQUO – L’equilibrio è importante, vuole che le persone siano trattate tutte allo stesso modo, ci deve essere parità di trattamento. Gli piacciono quindi le regole chiare e fare in modo che siano applicate: in questo modo tutto è prevedibile e imparziale.

La lista è un evidente elenco di tratti nevrotici, ossia proprio ciò che il Filo del Rasoio mira a distruggere. E’ dalla fine degli anni 60 che i c.d newagers ci scamosciano gli zebedei con i loro vaniloqui. Nello stesso tempo, le librerie del pianeta sono state invase da testi “risolutivi”, scritti da altrettanti sciroccati, che “insegnano” il segreto della felicità e del successo.

Risultato? Il mondo (tutto) si è drammaticamente ficcato in una spirale di follia sempre più grande e devastante.

Ciononostante, la “lista Gallup” un merito potrebbe anche averlo. Può essere usata per conoscere meglio il nemico da abbattere.

Trentacinquesimo giorno

Questa mattina, al risveglio, ho visto l’Ego. Fra immagini ipnagogiche, un volto. Cercava di sfuggire al fuoco della mia attenzione, quindi e per qualche attimo, desisteva e ricambiava lo sguardo. Occhi nocciola, feroci e scaltri. Mi sfidava.

Poi, ho visto una pletora di piccoli uomini, ciascuno teneva la cima di una fune attaccata a un alto muro. Erano tutti assorbiti dallo sforzo di tirare quelle funi per tenere su quei muri.

Così ho capito. Stavo osservando una rappresentazione visuale del mio dialogo interno. Ossia, del modo con il quale l’Ego protegge se stesso dalla dissoluzione.

La conseguenza è stata una lunga passeggiata durante la quale ho spinto sul mio silenzio interiore che, a seguito di questo, è diventato materico, quasi solido.

Nel pomeriggio sono caduto in un sonno profondo.

Trentaseiesimo giorno

Di nuovo silenzio interiore, ancora sonno pomeridiano. Il silenzio assorbe moltissima energia.

In any way, qualche nota a proposito dell’aspetto psicodinamico del Filo. In specifico, al rapporto con il mito di Sisifo.

Sisifo è l’uomo astuto, il grande ingannatore degli dei, dei quali si fa beffe. A causa di ciò, Zeus lo condanna a spingere un grande masso in cima a una montagna dalla quale, però, il masso stesso precipita nuovamente verso terra, costringendo il re di Tiro a ripetere il suo atto all’infinito.

Chi cammina sul “Filo” è l’uomo astuto che al pari di Sisifo, inganna gli dei. Solo che, essendo gli “dei” nient’altro che circuiti nevrotici, ciò che è messo in atto non è solo un inganno, bensì una vera e propria distruzione. Tuttavia, l’azione dell’uomo astuto è necessariamente doppia. Non potendo, per ovvi motivi, distruggere con un’unica azione i propri circuiti nevrotici (alcuni dei quali generati dal suo stesso patrimonio genetico), egli è costretto ad adottare una strategia a lungo termine, segnatamente estesa all’intera età adulta. Un lungo periodo, durante il quale, alternativamente distrugge e genera Falsa Personalità. La distrugge quando agguata, la ricrea quando, inevitabilmente, ricade nell’autocommiserazione. Un meccanismo sistemico e verosimilmente più intenso all’inizio del Filo, quando l’energia interna è ancora molto grande.

Cinquantesimo giorno

L’unica possibilità è smettere di lottare.

Cinquantanovesimo giorno

Anello d’oro.

Sessantesimo giorno

Difficoltà atroce.

Ottantaseiesimo giorno

Forse, lo Stato Terzo ha bisogno di un unico individuo per la sua realizzazione: 144.000 monadi, un solo individuo.

Ieri ho visto bene che il mitico Graal e il Punto d’Unione sono la medesima cosa. Ossia, il punto preciso nel quale il pre-verbale diventa verbale. Ho visto che ciascuno di noi c’è piantato sopra, sempre, ma che non se ne accorge mai per via della folle velocità con la quale il meccanismo si attua.

Il flusso di Coscienza entra da Keter diventando un flusso energetico duale, indistinto. Potere assoluto poiché del tutto indeterminato e che, quando giunge sul P.U. è trasformato all’istante in realtà tramite il linguaggio. All’istante significa a tempo zero e, dato ciò, la mente non ha modo di percepirne la dinamica. Questo rende il meccanismo del tutto inconoscibile, almeno sino a che il Doppio mnestico è, anche solo in parte, cristallizzato.

Tuttavia, quando il Doppio mnestico raggiunge la fluidità completa, quel meccanismo può divenire percepibile. E’ accaduto ieri.

Ho cominciato a percepire me stesso come un centro dal quale promana in modo costante un flusso di potere creatore che spande in ogni direzione e che crea, è letterale, ogni oggetto del mondo che percepisco.

In realtà, posso dire di percepire il mondo circostante in un determinato modo, proprio e solo perché io lo sto creando così, un istante dopo l’altro.

In effetti, NOI PERCEPIAMO CIO’ CHE STIAMO CREANDO IN QUELL’ISTANTE.

Centesimo giorno

Molto difficile. La consapevolezza del Centro Creatore è un fatto veramente difficile, delicato, che risente della più piccola sfumatura disarmonica.

Cento quindicesimo giorno

Visione potente, relativa all’intera struttura del Filo. Sono rimasto di stucco per quanto è stata plastica, dinamica, lucida e, a tratti, realmente “visual”.

L’intero Filo fonda se stesso sul SOLVE ET COAGULA e, per farlo, sfrutta l’innata tendenza dell’organismo a espandere e, alternativamente, a contrarsi. Tendenza che crea un movimento pressappoco sinusoidale, in ogni caso diastolico (espansione) e sistolico (contrazione), durante il quale la Totalità conosce prima un aumento del calore con conseguente riscaldamento ed espansione e, quindi, una diminuzione del medesimo con raffreddamento e inevitabile contrazione della materia sia fisica, sia psichica.

Questo è un meccanismo talmente naturale da essere connaturato a qualunque tipo di essere vivente, vegetale o animale che sia e comporta sempre un’evoluzione del singolo organismo. Evoluzione caratterizzata, in particolare, dal fenomeno dell’invecchiamento dell’organismo stesso, nonché dalla morte del medesimo ma, soprattutto, dal fatto di trovare un limite severo nella sofferenza che la fase espansiva sempre produce.

Il Filo del Rasoio sfrutta questo meccanismo in modo sublime poiché, eliminando la sofferenza, toglie i freni alla macchina.

Prima della trasmutazione, noi non siamo altro che un contenitore d’informazioni.

Cento trentaduesimo giorno

Il Fuoco dal Profondo è lo strumento della Trasmutazione.

Cento quarantasettesimo giorno

La Libertà Totale è un work in progress che inizia che la consapevolezza che trattasi di un fatto mentale e termina, anni dopo, con l’assoluta fluidità del Doppio mnestico.

Cento sessantaduesimo giorno

Terra, Acqua e Aria. I tre elementi puri attendono il Fuoco (il quarto elemento). Anche se dovrebbe essere chiaro che i tre elementi corrispondono a rettile, emozionale e intellettuale, diventa davvero difficile spiegare. Posso solo descrivere i tre elementi in uno stato di purezza profonda. Nessuno dei tre interferisce, nessuno mischia la propria essenza perché la morbosità ha esaurito il suo potere.

Questa è la vittoria sul Quarto Nemico, la Vecchiaia giacché, paradossalmente, è proprio la Vecchiaia a mettere nella condizione di portare l’EGO (LUX) all’accettazione del proprio destino.

Cento novantantasettesimo giorno

Il Doppio degli individui ha la foggia di chiocciola di lumaca. Anzi, l’individuo può essere efficacemente descritto come una lumaca. Mentre, il guerriero, come una lumaca che si muove sul filo del rasoio.

Filo del Rasoio

Filo del Rasoio

Il doppio mnestico è la materia destinata alla trasmutazione in Pietra dei Filosofi.

Duecento venticinquesimo giorno

La scrematura dell’input sensoriale avviene a livello del cervello rettile e la ragione è solamente una: la sopravvivenza. Si tratta del comando più antico, probabilmente strutturatosi in concomitanza alla comparsa della vita sulla terra.

In conformità a questo comando, ogni essere appartenente a una data specie “percepisce” il mondo circostante in un determinato modo. Un modo comune alla specie stessa che, al fine di attuarlo, costruisce il suo organismo in modo tale da isolare, all’interno dell’input sensoriale, solo le informazioni che serviranno alla sua sopravvivenza.

Il rettile ha un unico comando: sopravvivere. E questo è attuato anzitutto proprio dall’uniformità percettiva dettata per ciascuna specie dalla relativa conformazione somatica.

Si tratta di un comando cogente e che interessa l’intera esperienza di veglia. Dall’istante nel quale apriamo gli occhi e sino a quando ripiombiamo nel sonno, il cervello rettile esercita un controllo strettissimo sull’input sensoriale, al fine di scremarlo dalla massa delle informazioni non necessarie e/o dannose alla nostra sopravvivenza.

Questo comporta l’eliminazione di una parte quantitativamente molto grande d’informazioni e, come detto, per l’intero periodo di veglia.

Trecento novantatreesimo giorno

Giornata di una difficoltà eccezionale e gestita in modo unico. Sono realmente impressionato da me stesso.

Non può esistere trasmutazione senza libertà totale la quale è sinonimo di perfezione assoluta. A sua volta, la perfezione assoluta corrisponde a una totale assenza di ganci emotivi.

Trasmutare vuol dire fondersi con il proprio Eloah (עלאָאַה, pl. Elohim עלאָהים), ossia con la propria parte immortale. Una parte che da molti è chiamata anima e che appare profondamente indifferente poiché priva della modalità dell’essere, in modo molto simile alla Coscienza Creatrice (CC). Potremmo affermare che gli Elohim sono il primo epifenomeno della CC (la quale è il fenomeno originario per definizione e dalla quale promanano tutti gli altri epifenomeni). Potremmo forse predicare che la CC è dio. Diremmo una cosa vera, ma sarebbe moltiplicare inutilmente la complessità. E questo è sempre un errore (Occam docet). In particolare, tutte le qualità che l’uomo ha da sempre attribuito a dio, per la CC non hanno alcun significato. Nel panorama filosofico, probabilmente solo il Tao (Cina) e il Brahman (India) s’avvicinano all’essenza della CC. Cito da Wikipedia:

 Con le Upaniṣad si passa ad indagare la natura di questo Brahman che diviene l’origine di ogni cosa, l’Assoluto:

« Invisibile, inafferrabile, senza famiglia né casta, senza occhi né orecchie, senza mani né piedi, eterno, onnipresente, onnipervadente, sottilissimo, non soggetto a deterioramento, Esso è ciò che i saggi considerano matrice di tutto il creato. Come il ragno emette [il filo] e lo riassorbe, come sulla terra crescono le erbe, come da un uomo vivo nascono i capelli e i peli, così dall’Indistruttibile si genera il tutto.»
(Muṇḍaka Upaniṣad, I,1,6-7)

La CC, quindi e nella sua accezione più stretta, è incapace di sperimentare l’essere. Per farlo, per sperimentare direttamente la dualità, deve specializzarsi creando degli intermediari che svolgano, in sua vece, questo compito. Così, anzitutto genera gli Elohim i quali, a loro volta e poiché troppo simili alla CC, generano l’uomo. E lo fanno a mo’ di burattino provvisto della capacità specifica d’essere.

L’uomo, quindi, è una specializzazione finalizzata alla risoluzione del problema della Danza Folle e, allo stesso tempo, è un esperimento, un incidente semantico che ciascun Eloah realizza senza, tuttavia, nutrire alcuna speranza sul raggiungimento dello scopo. Probabilmente, ciascun Eloah può originare più burattini, ma questo è un fatto che non m’interessa approfondire.

Trecento novantaquattresimo giorno

Stanotte una svolta stupefacente. Dopo la giornata di ieri, durante la quale ho gestito con il massimo della fluidità una situazione di vita davvero difficile (possibilità di un polipo in gola, poi rivelatasi infondata), verso le tre del mattino mi sono svegliato. Ovviamente e in modo del tutto automatico, sono tornato sui fatti del giorno precedente e, come questo è accaduto, ho visto all’istante qualcosa dentro di me rabbuiarsi.

Sono rimasto di stucco quando, un attimo dopo, ho capito che si trattava del mio intero sistema limbico che, in modo silente, automatico e istantaneo, stava entrando in uno stato autocommiserativo. Ho visto come l’emozione si propaga in tempo zero al suo interno e lo colora, caratterizzandolo.

Così, proprio in quell’istante, trasformando l’emozione negativa in positiva, ho “visto” quella parte silenziosa cambiare ancora e tornare trasparente, senza ombre. Allora, ho potenziato la mia attenzione e ho “visto” che, proprio grazie a quanto avevo fatto, quella parte era diventata la “casa dell’Eloah” perché l’Eloah, una volta portato il sistema limbico in quella situazione di fluidità e controllo assoluti, era semplicemente entrato in esso, prendendone possesso.

Ero in estasi e, per la prima volta dopo anni, ho capito il motivo della strisciante tristezza che da sempre ha caratterizzato mio Doppio mnestico. Ho capito che quella tristezza derivava dalla sua mortalità. Solo l’Eloah è immortale, perciò il Doppio mnestico può divenire tale solamente se fonde se stesso con quello. E ciò avviene proprio grazie all’entrata dell’Eloah nel nostro sistema limbico.

Ciò che facciamo sul Filo del Rasoio è solamente questo: portare il Doppio Mnestico in una situazione di fluidità e controllo totali. Quando questo accade, l’Eloah ne prende possesso e l’intero nostro essere è pervaso dall’indescrivibile sensazione dell’immortalità.

Ho speso 394 giorni per giungere sin qui ed è a questo punto che chiudo il lavoro. Non perché la trasmutazione sia compiuta, anzi, presumo che richiederà altro tempo e una crescita lenta e armoniosa, ma l’innesco è avvenuto e il resto, tutto il resto, sono e saranno solamente fatti miei.

 

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