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La Forma del Cuore

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Il Simbolo del CUORE

Stilizzato, è una delle icone più potenti del nostro tempo. Basti pensare al celebre I Love New York, per avere un’idea di quanto questa rappresentazione sia entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo.

Il cuore è chiaramente la metafora dell’amore, al punto da sostituire, la parola “love” con l’equivalente simbolo grafico.
Il cuore, nella realtà è composto da ventricoli, vene, atri destri e sinistri, aorta e arterie varie. Tutti combinati insieme formano un intrico complicato e non certo esteticamente gradevole.

Come ha fatto questo cuore…

 

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.. a diventare così?

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Vi siete mai chiesti qual è l’origine del simbolo del cuore?

Molti pensano che esso sia semplicemente la stilizzazione dell’immagine dell’organo fisico, ma in realtà l’ipotesi più probabile è che sia ispirato alla forma di un seme, quello del silphium, in italiano silfio, una pianta selvatica estinta da due millenni, molto conosciuta e apprezzata dagli antichi per le sue eccezionali proprietà mediche.
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Il silfio curava varie malattie, oltre ad essere usato largamente come contraccettivo e per questo era molto richiesto ed utilizzato.
Nell’antichità questa pianta cresceva unicamente in una ristrettissima zona costiera dell’attuale Libia, lunga circa 200 km e larga 55 e inoltre, essendo refrattaria ad ogni genere di trapianto, poteva essere solo raccolta, non coltivata e per questo il suo commercio rimase sempre monopolio della città di Cirene, tanto che l’immagine del seme venne fatta anche imprimere sullemonete.
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Dopo aver fatto la fortuna del territorio per circa 700 anni, il silfio alla fine si estinse, divenendo la prima pianta a scomparire a causa dello sfruttamento umano. L’invio dell’ultima derrata di silphium,destinata all’imperatore Nerone, viene testimoniata da Plinio.

Dalla descrizione che Galeno fornisce nel cuore, si comprende perfettamente da dove nasce l’idea del simbolo grafico. Galeno non lo può sapere, ma questa sua semplice descrizione è destinata a influenzare il futuro.

Il simbolo del cuore come lo conosciamo noi oggi compare nel 1200, in un manoscritto del Roman de la Poire (Il romanzo della Pera), in cui due amanti sbucciano insieme una pera con i loro denti.
Negli scritti medievali, la prima lettera di ogni capitolo era decorata. E in questa “S” appare un uomo che regala il suo cuore, come segno d’amore, alla sua damigella.

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A seguire, nella Cappella degli Scrivegni, di Padova, Giotto raffigura un ritratto allegorico della Carità che porge il suo cuore a Cristo. E anche qui ha la forma del cuore come icona rappresentativa e stilizzata.
Eppure, come dimostrano, per esempio, i disegni di Leonardo da Vinci, nel XV secolo, il cuore era ben conosciuto dal punto di vista anatomico.
Il colpo finale, arriva nel 16esimo secolo, con le carte da gioco francesi. Qui ogni seme ha la sua rappresentazione. Le picche, i fiori, i quadri…

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…e i cuori, che hanno, da quel momento, la loro forma definitiva, che ritroviamo ovunque, anche nelle “emoticons” con cui scriviamo SMS, messaggi di stato su Facebook o pensieri per gli amici o per le persone che amiamo su WhatsApp.

fonte: – www.unikamedicalspa.it

             – immagineallospecchio.blogspot.it

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