Sunday, 16/6/2019 UTC+2
IL SAPERE
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Incontro con Chiara, la Donna Italiana che vede “a Raggi X”

Incontro con Chiara, la Donna Italiana che vede “a Raggi X”

La scienza cosiddetta “ufficiale” ha una visione limitata dell’entità Uomo

considerandolo sì il più evoluto dei mammiferi Primati (Homo Sapiens), ma negandogli facoltà che vadano al di là della sua intelligenza (è caratterizzato da un notevole sviluppo del cervello, possiede razionalità, creatività e un linguaggio articolato con cui comunica), della sua forza fisica, della sua abilità manuale, della sua capacità di creare attrezzi e strumenti. Prevale la convinzione, nell’ambiente accademico, che i cinque sensi umani siano i soli strumenti con cui il bipede che governa la Terra possa conoscere la realtà delle cose, oltre alla facoltà della ragione. Uomini di scienza dalle opinioni meno rigorose prendono in considerazione anche ulteriori esperienze e risultati conseguiti da esseri umani attraverso “poteri” e virtù che non sono innati nella specie umana, ma appartengono solo a pochi individui. In Russia la medicina si è avvalsa e si avvale tuttora di sensitivi e guaritori. In quel paese è noto il caso di una donna capace di vedere all’interno degli organismi e di rilevare eventuali disfunzioni o malattie dei loro organi. E’ una persona dalle straordinarie capacità fisiche, mentali e spirituali che un certo ambiente scientifico ha aiutato a progredire, a studiare e a conseguire una laurea in medicina, per esercitare nella piena legalità il suo dono. In Italia stiamo scoprendo le doti di Chiara, la donna italiana capace a propria volta di vedere “ai raggi X”. La conosceremo insieme in modo graduale, cominciando da questa intervista davvero interessante:

Chi è Chiara e come è venuta a conoscenza delle sue straordinarie capacità?

Mi sono sempre ritenuta molto “strana” già dall’ infanzia. Molte sensazioni e intuizioni davano luogo ad
accadimenti veri e propri con regolarità. Nonostante la particolarità dei fenomeni, non ho mai voluto approfondire,
piuttosto ho ritenuto fossero “stranezze” della mia personalità e quindi evitavo di parlarne con amici o conoscenti.
Con il passare degli anni, verso l’età adolescenziale, i flash visivi e auditivi di preveggenza si sono intensificati e ho cominciato ad avvertire
un certo disagio: sembrava quasi vivessi avanti nel tempo, prevedevo con facilità eventi che si sarebbero verificati in un futuro immediato, altri in un futuro più lontano.
Tutto questo, ormai, fa parte della mia vita.
Alla fine dell’anno scolastico (frequentavo la prima media inferiore), era d’uso concludere le attività educative andando insieme ai professori al Cinema. Il film destinato aveva per titolo, se non ricordo male, “Viaggio alla scoperta del corpo”.
Tutto il film, direi altamente educativo, fu senza dubbio l’opera più educativa che a quei tempi potesse essere diffusa.
Ricordo ancora adesso lo stupore, il fascino, la gioia, ed aggiungo anche il rapimento, che quella visione dell’interno del corpo umano ebbe su di me.
Fu così forte l’effetto che uscii da quel Cinema stordita ed estasiata. Non ho mai dimenticato quel viaggio fantastico che il creatore di quel Documentario aveva reso così reale ai miei occhi.
Durante le scuole medie superiori, l’interesse si ripropose nuovamente, mentre consultavo un libro di medicina che entrava nei dettagli del corpo umano.
Da quel momento scattò qualcosa in più. Sentivo che stavo per intraprendere un sentiero che non mi dispiaceva, anzi mi affascinava. Così,
tenni aperta questa porticina e iniziai ad osservare meglio i miei “simili”.
Dopo poco tempo, guardando negli occhi delle persone, riuscii a stabilire se avessero patologie agli occhi, per poi iniziare un vero e proprio check-up totale del loro corpo.
Inizialmente provai molti dubbi su questa possibilità, e quasi mi convinsi che, proprio perché a conoscenza dell’anatomia di base, proiettavo sui miei simili le immagini dei vari organi interni.
Ma qualcosa mi spinse a continuare e indagare, perché c’erano troppe coincidenze, troppi riscontri, non poteva solo essere fantasia.
Da quel periodo, così significativo per la mia vita, è passato molto tempo. Al giorno d’oggi riesco a “vedere” dentro le persone guardandole direttamente, oppure guardandone una fotografia, oppure conoscendo il nome senza avere la persona di fronte a me.
L’ho fatto anche utilizzando il PC mentre ero in collegamento con persone sconosciute.
Purtroppo le mie conoscenze mediche non sono così approfondite, ma solo di base, e questa è una lacuna che vorrei colmare.

Che metodo usi per vedere nel corpo delle persone?

Nell’arco del tempo, ho creato una mia tecnica personale e un mio, chiamiamolo “data-base”.
La tecnica è molto semplice. Se ho la persona di fronte la guardo sommariamente, come se la fotografassi,
poi “sposto” questa pseudo fotografia in un punto vuoto e la riproietto.
Questo mi permette, per esempio, di osservare in profondità lo scheletro, gli organi interni, il sistema vascolare, o i nervi, “alleggerendo” l’immagine dalla massa muscolare.
Se non riesco a percepire bene mi “muovo” intorno alla figura proiettata per osservarla meglio.
Quando dico che mi “muovo” significa che mi muovo con la vista.

E cosa vedi?

Vedo se la persona ha “energia bloccata”. Gli organi, se sofferenti, mi appaiono con sfumature
di grigio a diversa gradazione, e questo per me significa quanto la patologia sia grave o meno.
Posso anche vedere a colori e scendere più in profondità nell’organo o nella parte sofferente.
Vedo cicatrici vecchie o nuove.
Posso vedere come ognuno di noi può fare guardando una lastra a raggi X o, se è il caso, come
una risonanza magnetica.

E se la persona non si trovasse di fronte a te come faresti a vederne l’interno?

Ti porto un piccolo esempio.
Ho alcuni amici/amiche che sono a conoscenza di queste mie capacità; mi telefonano e mi chiedono:
“Ho qui un amico/(un’amica) che non sta bene, per favore guardala!”
(A volte mi dicono il nome, a volte no).
Mi appare una sagoma umana, completamente piatta, senza dimensioni. Durante la “visione” ho gli occhi aperti, ma a volte li chiudo per concentrarmi meglio.
La sagoma, senza alcuna “dimensionalità”, ma solo con i suoi contorni, pian piano si modifica e,
partendo dalla testa, inizio a scrutarla più in profondità. Se ci sono problemi, sia di natura organica che di
natura psicologica, la sagoma inizia a “riempirsi” evidenziando le parti del corpo doloranti.
Per problemi di natura organica, intendo dire patologie dell’organo in se stesso, oppure mi arriva informazione
che l’organo non sia propriamente “ammalato”, ma solo disturbato dalla psiche del soggetto che evidentemente
in quel punto scarica le sue emozioni e/o tensioni
Viene (passami il termine), scannerizzata lentamente tutta la sagoma umana, a partire appunto dal capo,
mettendo in luce in vari organi.
Nel caso in cui io riscontri che qualcosa non sia perfettamente in “salute”, l’immagine di quella parte del corpo assume
delle colorazioni diverse e, attraverso queste, mi arriva anche un messaggio (mentale) di “patologia” o meno.
Intendo per “messaggio” , l’informazione che lo stesso organo mi rimanda, e che probabilmente si avvale di quel
“data base” di cui ho parlato prima.
Per effettuare (visualizzazioni) dello scheletro è come se io creassi un “filtro” che mi occulta la massa degli organi e
quella muscolare. Evidenzio così solo la parte ossea. Viceversa, se desidero vedere solo gli organi interni, occulto la
parte scheletrica e quella muscolare. Così è anche per la parte dei nervi, cerco di mettere a fuoco solo quelli,
tralasciando tutto il resto.
Per darti un’idea più concreta, ed usando un pizzico di fantasia, direi:
immagina di avere delle slides, (quelle che si usano per le presentazioni) e di sovrapporre slide dopo slide
la parte scheletrica, la parte “organi interni”, quella nervosa e tendinea, e la parte muscolare.
Immagina ancora che è come se io togliessi mano a mano una slide alla volta per arrivare sino alla prima slide,
oppure creare il processo inverso.
Oppure volendolo spiegare in termini fotografici, è come quando si inquadra in primo piano un soggetto, ed il piano
retrostante si sfuoca, o viceversa.

Hai conseguito dei risultati?

Sì, ce ne sono stati e ce ne sono.
Capita che persone con patologie non riscontrate dai medici abbiano approfondito con esami
specifici, dopo mio suggerimento, e l’esito abbia coinciso con quanto da me riscontrato.
Ci terrei molto a precisare che il soggetto su cui indago “deve” sempre recarsi dal proprio medico per verificare se tutto coincide.
Non potrei mai né deviare il corso di indagini in atto né dare rimedi di alcun genere, perché non è questa la mia funzione.
La Vita dell’essere Umano è un bene prezioso che va rispettato nel modo più assoluto!

Hai delle prove per confermarci i tuoi risultati?

Prove sì, ce ne sono; certo, dovrò chiedere il permesso alle varie persone, ma sono certa acconsentiranno,
dopotutto abbiamo parlato molto chiaramente sul rispetto della privacy mia e ovviamente anche altrui, quindi
non ci saranno problemi di sorta.
Per quanto riguarda i medici, diciamo che uno sicuramente potrebbe dichiararti la mia serietà.
Il suo parere è che la cosa è decisamente interessante e si rammarica di non essermi più così vicina, perché
avrei molto voluto continuare a collaborare con lui.
Se lo riterrai veramente necessario lo contatterò. Purtroppo si è trasferito in altra città, ma credo la cosa sia realizzabile.

Come vorresti utilizzare le tue straordinarie capacità?

Nell’arco di questi anni mi sono posta molte domande quindi, spero e mi auguro, che questo vostro articolo possa avvicinarmi a sinceri medici,
ed anche uomini di scienza, che accettino queste capacità, rendendosi disponibili ad una collaborazione, nonché ovviamente ad
una verifica, e non solo a scopo di ricerca, ma anche per aiuto del nostro prossimo.

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