Wednesday, 17/10/2018 UTC+2
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Impronte Umane di 5,7 Milioni di Anni fa

Impronte Umane di 5,7 Milioni di Anni fa

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DOVE : CRETA

CHI: Gerard Gierlinski, paleontologo del Polish Geological Institute

COSA : un fossile con impresse impronte umane di piede

DATAZIONE : 5,7 milioni di anni fa.
Metodo di datazione: chiamato ‘foraminifera’, studia i microfossili marini, insieme con l’analisi della posizione delle impronte negli strati sedimentari del terreno in cui sono state trovate; questi si sono formati circa 5,7 milioni di anni fa, quando il mar Mediterraneo si è prosciugato parzialmente abbassandosi.

Siamo sicuri quindi che L’origine dell’uomo fu in Africa?

La scoperta a Creta di impronte umane impresse in un’antichissima pietra fossile, minaccia di azzerare tutto quello che gli scienziati attualmente sanno sullo sviluppo della civiltà umana. Il nuovo reperto di Creta viene dopo altri recenti ritrovamenti in Europa che mettono in dubbio l’ipotesi che l’Africa sia stata il luogo che ha ospitato i primi esseri umani.

Il fossile di Creta risale a 5,7 milioni di anni fa, e quindi non è conforme alle credenze degli scienziati che seguono la teoria dell’evoluzione: sul fossile sono ben visibili delle impronte umane, non di scimmie. Questo vuol dire che l’umanità ha un’origine molto più antica di quello che si è pensato finora e che esiste una linea diversa di sviluppo dell’uomo, dato che la scoperta sposterebbe la nostra origine in un periodo molto più lontano e in un luogo molto diverso rispetto a quello indicato dagli evoluzionisti nelle teorie pre-esistenti.

La forma dell’impronta sul fossile di Creta riflette la struttura di un piede che supporta lo stare eretti: la pianta lunga, le dita corte con un dito più grande (l’alluce), l’avampiede ben distinto e l’assenza di artigli sono senza dubbio umani; se fosse stata l’impronta di una grande scimmia sarebbe stata molto più simile ad una mano umana.
Analisi degli strati sedimentari del reperto di Creta (Andrzej Boczarowski)
La scoperta stupisce e fa sorgere dubbi in quanto indicherebbe che gli esseri umani erano presenti sulla terra molto prima di quanto si è pensato fino ad ora e che le origini dell’umanità non sono in Africa, per lo meno per le scoperte di fossili più vecchi ritrovati fuori dall’Africa. Potrebbe indicare molto di più e suggerire che esistono diverse linee di progenitori di diverse stirpi dell’umanità.
impronta
Quello che gli scienziati prima pensavano, era che le impronte trovate in Tanzania risalenti a 3,7 milioni di anni fa, rappresentassero il reperto più antico, sebbene anche per questo si ritiene che siano più simili alle impronte di scimmie che di esseri umani.
Il fossile di Creta è stato scoperto da Gerard Gierlinski, paleontologo del Polish Geological Institute, mentre era in vacanza sull’isola nel 2002 e da allora è stato sottoposto a un decennio di studi.

Le impronte sono state lasciate quando Creta era ancora parte della Penisola greca, e l’età è stata dedotta analizzandole con il metodo chiamato ‘foraminifera’, che studia i microfossili marini, insieme con l’analisi della posizione delle impronte negli strati sedimentari del terreno in cui sono state trovate; gli strati sedimentari si sono formati circa 5,6 milioni di anni fa, quando il mar Mediterraneo si è prosciugato parzialmente abbassandosi.

Come ha riportato il Telegraph un’altra scoperta paleontologica, che mette a soqquadro le menti degli scienziati e crea una rottura con il concetto che sia l’Africa il più antico e l’unico luogo in cui è sorta l’umanità, sono i fossili di 7,2 milioni di anni fa ritrovati in un’altra parte della Grecia e in Bulgaria, che hanno subito una riclassificazione come appartenenti ad antenati pre-umani.

A dispetto delle continue scoperte, ci sono ancora scienziati che rifiutano qualsiasi nozione che includa la possibile origine dell’umanità anche in Europa.

Articolo in inglese: 5.7 Million-Year-Old Human Footprints Found in Crete Obliterate Previous Thinking on Human Origins

Traduzione di Fabio Cotroneo

Introduzione Marie Therese Elise Morlet
Fonte: http://epochtimes.it/news/impronte-umane-di-57-milioni-di-anni-fa-duro-colpo-allevoluzionismo/

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Marie Therese Elise Morlet
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Adesso mi trovo anche io una teoria soddisfacente che mi fa stare bene. Faccio una bella raccolta di diverse fonti e altre testimonianze di gente che conferma quella teoria me le stampo e fine. Tutti quelli che dicono milioni di altre cose, via, nel cestino. E farei una cosa. Invece ne faccio un'altra, creo castelli che poi devo prendere a picconate per tirare giù , disfare tutto quanto e ricominciare da zero. Vedere tutta la storia sotto un'altra luce, un'altra prospettiva e cominciare a riscrivere tutto. Chissà quante volte dovrò farlo ancora. Alla fine sto imparando che il non affezionarsi a nessun punto di vista o teoria è solo un vantaggio e questo vantaggio si chiama: consapevolezza. Sono consapevole che non sarà un problema girovagare fra diverse possibilità per molti anni ancora , che non mi illudo di trovare la verità in questa vita e che poi alla fine non mi interessa più di tanto se non quanto mi interessi la bellezza e il fascino dello stesso viaggio. In realtà sarà lui a tenermi compagnia fino alla fine dei miei giorni e senza nessuna verità per le mani. È come partire sapendo che non si arriverà mai a destinazione, forse solo in un remotissimo caso, ma non mi ci affeziono. A forza di fare e disfare, ti accorgi che l'unica cosa in cui credi veramente non sono le divinità, non sono gli alieni o altro, ma l'incredibile straordinario percorso che traccia il confine fra tutto ciò che appare magico e impossibile e la cruda realtà storica. Voglio continuare a stare qui, ogni giorno di più con un piede nel sogno fra le stelle e l'altro affondato nella terra!

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