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IL SAPERE
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Il Vangelo di Maria – Vangelo Apocrifo

Il Vangelo di Maria – Vangelo Apocrifo

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Introduzione al Vangelo di Maria

Il codice papiraceo di Berlino, designato Pap. 8502, fu acquistato nel 1896 e la sua pubblicazione ebbe vita molto travagliata. Il papiro contiene quattro scritti gnostici: il presente Vangelo di Maria, l’Apocrifo di Giovanni, la Sofia di Gesù Cristo, gli Atti di Pietro. Il primo scritto è il più breve e il più danneggiato. Occupava le prime 18 pagine e termina col titolo il Vangelo di Maria alla p. 19, 5. ….Purtroppo il testo è incompleto: mancano le prime sei pagine e ancora, integralmente, le pagine 11-14: in tutto, dunque, mancano lo pagine di testo……Il luogo di provenienza del papiro è ignoto, tuttavia ci si mantiene entro un margine di sicurezza ipotizzando che provenga dalla regione di Nag Hammadi, come altri codici copti venuti alla luce prima del 1945 e dei quali si ignorava la provenienza. Approfonditi studi e recentissime esplorazioni archeologiche confortano quella che prima era una semplice supposizione….Ma chi è questa Maria? Tre persone camminavano sempre con il Signore: Maria, sua madre, e la sorella di lei, e la Maddalena, detta la sua compagna. Maria infatti (si chiamava) sua sorella, sua madre, e sua compagna ». E ancora: « La compagna deI Figlio è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca. Gli altri discepoli, vedendolo con Maria, gli domandarono: “Perché l’ami più di noi tutti?”».Non vi è dubbio che il nostro sia il « Vangelo di Maria Maddalena ». Come in tutti gli scritti gnostici cristiani la Maddalena è l’esempio del perfetto gnostico e la maestra della dottrina gnostica. L’opera gnostica più sorprendente è, sotto questo aspetto, PS. Le donne che in quest’opera intervengono come interlocutrici di Gesù risorto sono: Maria, sua madre, Marta, Salome e Maria Maddalena, e la parte di gran lunga preponderante non solo tra le menzionate discepole, ma anche tra gli apostoli è di Maria Maddalena che — in maniera sempre importante — interviene per ben sessantasette volte. Di lei Gesù tesse le più ampie lodi, ed ella intercede persino per gli apostoli, specie quando non riescono a seguire le parole del Maestro e a esporre i motivi delle loro domande. Il fatto ha certamente un significato che, forse, va cercato in due direzioni: la prima è la presentazione di Maria nei Vangeli canonici. A quanto sembra, per il nostro scritto, Maria Maddalena è la donna dalla quale Gesù scacciò sette demoni, è la sorella di Marta, è la peccatrice anonima ed è menzionata più volte nei quattro Vangeli che trattano della passione e risurrezione; di lei è detto che le sono stati perdonati molti peccati, e che perciò ha amato molto.
Una seconda linea direttrice va individuata nella concezione dei due sessi che — si è osservato— è innaturale, è segno di imperfezione, e quindi cesserà quando non ci saranno « né donna né uomo »: in qualche modo tale processo si era già compiuto nella Maddalena « il cui cuore è rivolto al Regno dei cieli più di tutti i tuoi fratelli »,e che ha già ricevuto una somiglianza con la vergine luce,come le dice Gesù; il suo « uomo luce è sempre desto, la sua mente sempre pronta e ricolma di « spirito luminoso .
In lei si era già realizzato il ciclo del ritorno, poiché con la sua precedente vita di peccato, dopo l’incontro con Gesù, divenne luminoso esempio di vita in questo i mondo che ebbe origine da una trasgressione », e quindi prototipo del vero gnostico e maestra di gnosi.
In presenza di ciò è difficile non pensare a una tacita o aperta contrapposizione delle comunità gnostiche nei confronti della Chiesa ufficiale circa la posizione della donna nell’ambito della comunità e del culto cristiano. È significativo come sia sempre Pietro — nel VangTom., in PS, e nel VangMar. — ad assumere un atteggiamento ostile alle donne, che immancabilmente il Cristo rimprovera. Leggiamo, ad esempio, che Maria Maddalena ha la mente sempre pronta ma « teme le minacce di Pietro, il quale ha in odio il nostro genere femminile. (PS, 72, 6), e ancora:
« le donne finiscano di domandare, affinché possiamo domandare anche noi! » (146, 1)…
Da quanto è giunto fino a noi possiamo così sintetizzare il VangMar.: Gesù risorto si intrattiene con gli apostoli, risponde alle loro domande e affida loro la missione di predicare il Vangelo. Mancano, sfortunatamente, sei pagine all’inizio; dal testo che abbiamo, le due domande degli apostoli e le risposte di Gesù vertono sulla sorte finale della natura, cioè della materia, e sul « peccato del mondo ». La materia non ha importanza alcuna per il mondo spirituale, viene dal nulla e si dissolverà nel nulla: ciò che non è mai esistito non avrà esistenza, ha avuto esistenza per essere nuovamente distrutto e sarà distrutto.
Alla seconda domanda sul peccato dei mondo, Gesù risponde che non esiste propriamente peccato del mondo, a eccezione di quello che commettono gli uomini con la riproduzione, presentata come unico peccato; e prosegue affermando che il Bene che qui designa lo stesso Salvatore, è venuto a separare nell’uomo il materiale dallo spirituale restituendo ogni natura alla sua radice, con la comunicazione della retta conoscenza, cioè della gnosi che permette la separazione del corpo materiale dalla luce e il ritorno dell’anima alla sua vera patria. Per questo, dopo la nascita è necessaria la morte (7, 21 sgg.). Dalla materia, infatti, si originò una passione che sconvolse tutto il corpo, ed è contro la natura. Quanti vennero in questo mondo sono gocce di luce, sono scintille che dal mondo di luce furono fatte scendere da Sofia nel mondo del Pantocrator, del caos, ove sono avvinte dalle catene dell’oblio: il Salvatore scese per liberare queste gocce, queste scintille, destarle dal sonno, additare la via della luce per risalire al Padre.
Il Cristo incoraggia gli apostoli, dà loro la pace, li mette in guardia contro gli inganni: « il Figlio dell’uomo » —cioè lo stesso Cristo — « è dentro di noi », devono cercarlo e seguirlo. Devono andare a predicare il Vangelo del Regno: non sono araldi di un legislatore, non hanno leggi; tutti possono riconoscere chi sono, donde vengono e dove sono diretti. Dopo che Gesù si è allontanato, entra in azione Maria tra gli apostoli scoraggiati.
La seconda parte inizia con l’intervento di Pietro presso Maria affinché ricordi agli apostoli le parole a lei dette dal Salvatore e ignorate dagli altri. Il Cristo le era apparso in visione e aveva risposto alle sue domande: purtroppo, si è conservata solo una di queste. L’uomo vede la visione attraverso l’anima o attraverso lo spirito? Abbiamo l’inizio della risposta: il Salvatore inizia asserendo che la visione non è percepita né attraverso l’anima né attraverso lo spirito, bensì con la mente.
Mancano le pagine Il, 12, 13, 14, e dopo questo sostanzioso vuoto incontriamo l’anima che conversa con una potenza. Da quanto segue deduciamo che l’anima si intrattiene successivamente con quattro potenze: il nostro testo inizia con la seconda. Pur nella condizione mutila nella quale ci è pervenuto, il testo è di particolare interesse in quanto descrive l’ascensione dell’anima purificata di ogni elemento materiale, l’anima nel suo viaggio di ritorno al Padre, alla sua origine. Da molti testi gnostici sappiamo che per salire al Regno della luce era necessario superare il cosiddetto « luogo di mezzo » infestato da un gran numero di esseri malvagi….Il brano centrale del VangMar. ha dunque un singolare interesse perché tratta un soggetto né marginale né facilmente comunicabile, la cui comprensione presuppone altri articoli non comuni, ma propri dello gnosticismo: ed è significativo che l’autore attribuisca lo scritto alla Maddalena considerata il tipo del perfetto gnostico, come è ugualmente da osservare la reazione piuttosto negativa degli apostoli, non ancora maturi.
Tratto da I Vangeli gnostici,Vangeli di Tomaso,Maria,Verita’,Filippo,a cura di Luigi Moraldi,Filippo,ed 1a, gli Adelphi ,Milano,1993.

Vangelo di Maria

…la materia sarà distrutta, oppure no? Il Salvatore disse: “ Tutte le nature, tutte le formazioni, tutte le creazioni sussistono l’una nell’altra e l’una con l’altra, e saranno nuovamente dissolte nelle proprie radici. Poiché la natura della materia si dissolve soltanto nelle (radici) della sua natura. Chi ha orecchie da intendere, intenda ».
Pietro gli disse: Giacché ci hai spiegato ogni cosa, spiegaci anche questo. Che cosa è il peccato del mondo? ». Il Salvatore rispose: « Non vi è alcun peccato. Siete voi, invece, che fate il peccato allorché compite (azioni) che sono della stessa natura dell’adulterio, che è detto “il peccato”.
« Per questo motivo il bene venne in mezzo a voi, nell’ (essenza) di ogni natura per restituirla alla sua radice . E proseguì dicendo: « Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda.
« La materia diede origine a una passione senza uguali, che procedette da (qualcosa) che è contro natura. Ne venne allora un disordine in tutto il corpo. « Per questo motivo vi dissi: Fatevi coraggio! Se siete afflitti, fatevi coraggio, in presenza delle molteplici forme della natura. Chi ha orecchie da intendere, intenda».
Ciò detto, il Beato li salutò tutti e disse: « La pace sia con voi! Abbiate la mia pace! State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: “Vedete qui” o “Vedete là,,. Il Figlio dell’uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trova.
« Andate, dunque, e predicate il Vangelo del Regno. Non ho emanato alcun precetto all’infuori di quello che vi ho stabilito. Né vi ho dato alcuna legge come un legislatore, affinché non avvenga che siate da essa costretti ». Ciò detto, se ne andò,
Ma essi rimasero tristi e piangevano forte, dicendo:
« Come possiamo andare dai gentili e predicare loro il Vangelo del Regno del Figlio dell’uomo? Se essi non risparmiarono lui, come saremo risparmiati noi?
S’alzò allora Maria, li salutò tutti, e disse ai suoi fratelli: “ Non piangete, non siate malinconici, e neppure indecisi. La sua grazia sarà per intero con voi e vi proteggerà. Lodiamo piuttosto la sua grandezza, giacché egli ci ha preparati e fatti uomini”
Così dicendo, Maria volse al bene la loro mente ed essi incominciarono a discutere sulle parole del Salvatore.
Pietro disse a Maria: « Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, (ma) non noi; (quelle) che noi non abbiamo neppure udito ».
Maria rispose e disse: « Quello che a voi è nascosto, io ve lo comunicherò ».
Ed ella iniziò a dire loro le seguenti parole: « Io, lei disse, vidi il Signore in una visione, e gli dissi: “Signore, oggi ti ho visto in una visione”. Egli mi rispose e disse: “Beata, tu che non hai vacillato alla mia vista. Là, infatti, ove è la mente, quivi è il tesoro”. Io gli dissi: “Signore, adesso (dimmi): colui che vede la visione, la vede (attraverso) l’anima oppure (attraverso) lo spirito?”.
« Il Salvatore rispose e disse: “Egli non vede attraverso l’anima, né attraverso lo spirito, ma la mente, che si trova tra i due, è quella che vede la visione e…” ».

[Mancano quattro pagine].

« … E la bramosia disse: “Non ti ho vista quando sei discesa, ora invece ti vedo mentre sali in alto. Come mai, dunque, tu mi menti dal momento che mi appartieni?”. L’anima rispose: “Io ti ho veduta, mentre tu non mi hai né vista né conosciuta. Io ti facevo da vestito, ma non mi hai riconosciuta”. Ciò detto, ella se ne andò via allegra e gioiosa.
« Andò poi dalla terza potenza che si chiama ignoranza. Questa domandò all’anima: “Dove Vai? Sei stata presa nella malignità, ma sei stata presa. Non giudicare!”. L’anima disse: “Perché mi giudichi, mentre io non ho giudicato? Io sono stata presa, sebbene io non abbia preso. Non sono stata riconosciuta. Ma io ho riconosciuto che il tutto è stato disciolto, sia (le cose e nature) terrestri sia le celesti”.
« Dopo che l’anima ebbe lasciato dietro di sé la terza potenza, salì in alto e vide la quarta potenza. Essa aveva sette forme. La prima è l’oscurità; la seconda è la bramosia; la terza è l’ignoranza; la quarta è l’emozione della morte; la quinta è il regno della carne; la sesta è la stolta saggezza della carne; la settima è la sapienza stizzosa. Queste sono le sette potenze dell’ira.
« Esse domandarono all’anima: “Da dove vieni, assassina degli uomini? Dove sei incamminata, superatrice degli spazi?”. L’anima rispose e disse; «Ciò che mi lega è stato ucciso, ciò che mi circonda è stato messo da parte, la mia bramosia è annientata e la mia ignoranza è morta. In un mondo sono stata sciolta da un mondo, in un typos da un typos superiore, dalla catena dell’oblio, che è passeggera. D’ora in poi io raggiungerò, in silenzio, il riposo del tempo, del momento, dell’eone”
Detto ciò, Maria tacque. Fin qui le aveva parlato il Salvatore.
Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: « Dite che cosa pensate di quanto ella ha detto. Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto ciò. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente insegnamenti diversi ».
Riguardo a queste stesse cose parlò anche Pietro. Egli li interrogò in merito al Salvatore: “Ha egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi? “,
Maria allora pianse e disse a Pietro: “Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore? “.
Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come (fanno) gli avversari. Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi. Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell’uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato, e annunziare il Vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un’ulteriore legge, all’infuori di quanto ci disse il Salvatore“.
Quando Levi ebbe detto ciò, essi presero ad andare per annunziare e predicare.
Il Vangelo secondo Maria.
Da:I Vangeli gnostici,Vangeli di Tomaso,Maria,Verita’,Filippo,a cura di Luigi Moraldi,ed 1a,gli Adelphi,Milano,1993,pp.23-26

Maria Regina Messianica

Maria Maddalena, le Madonne Nere, le Donne Rosse ,la cerca del Graal ed il mistero di Rennes le chateau.
….Nel Nuovo Testamento Maria viene menzionata per la prima volta quando i Vangeli raccontano la storia della sua resurrezione come figlia di Giairo nel 17 d.C.5 Essere “resuscitata” (simbolicamente, dalle tenebre eterne) si riferiva o alla promozione ad un rango più elevato all’interno della “Via” o, come abbiamo visto, alla revoca della scomunica che era una morte spirituale. Il termine viene usato ancora oggi nella Massoneria. Tuttavia, giacche le donne non venivano scomunicate, nel caso di Maria si trattava chiaramente di una iniziazione rituale.Le prime “resurrezioni” per i ragazzi avvenivano all’età di 12 anni e per le ragazze a 14. Posto che Maria fosse stata resuscitata dalle tenebre nel 17 d.C., ciò significa che era nata nel 3 d.C. Aveva quindi nove anni meno di Gesù e quando Io sposò per la prima volta nel 30 d.C., ne aveva 27. Essendo rimasta incinta nel dicembre del 32 d.C., Maria aveva 30 anni all’ epoca del suo Secondo Matrimonio e durante quell’anno (33 d.C.) diede alla luce sua figlia Tamar. Quattro anni dopo diede alla luce Gesù il giovane e nel 44 d.C., quando aveva 41 anni, nacque il suo secondogenito, Giuseppe. A quel tempo Maria era a Marsiglia (Massilia), dove la lingua ufficiale era il greco fino al v secolo. Un fatto che non viene generalmente riconosciuto, ma che dovrebbe forse essere sottolineato, è che il linguaggio di Gesù, degli apostoli e di tutti coloro che avevano a che fare con il giudaismo ellenico, era fortemente influenzato dal greco. Gli ebrei, naturalmente, usavano la loro lingua specificamente semitica. Perciò parole come Alfeo e Rama- Teo sono formate da elementi greci ed ebraici. Inoltre, essendo stata sotto l’occupazione romana per tanto tempo, quest’altra cultura linguistica venne in qualche misura incorporata. Furono apportate anche modifiche nei riguardi dei gentili (non-ebrei) e dei proseliti (gentili convertiti al giudaismo) di modo che, con tutte queste varianti, regnava una grande confusione. Secondo la tradizione gnostica, Maria Maddalena veniva associata alla Saggezza (Sophia), rappresentata dal sole, la luna e un’aureola di stelle. Si riteneva che la gnosi femminile di Sophia fosse lo Spirito Santo , rappresentato perciò sulla Terra dalla Maddalena, che fuggì in esilio recando in seno il figlio di Gesù…… Oltre a Maria, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C. c’erano Marta e la sua serva Marcella. C’erano anche l’apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria-Salomè (Elena nota. la moglie di Simon Mago). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer. Malgrado il posto importante che Maria e Marta occupano nei testi evangelici, non sono menzionate affatto
negli Atti, ne in alcuna delle lettere (epistole) di San Paolo dopo la loro partenza per l’Occidente nel 44 d.C….[omissis] Un particolare brano narrativo della Legenda parla di santa Marta di Betania e di sua sorella Maria Maddalena. Quanto segue è un riassunto in lingua moderna. Santa Marta, ospite del Signore Gesù Cristo, era di famiglia reale. Suo padre si chiamava Siro e sua madre Eucaria; il padre veniva dalla Siria. Come erede della madre insieme a sua sorella, Marta entrò in possesso di tre proprietà: il castello Maddalena, Betania, e parte di Gerusalemme.Dopo l’ Ascensione di nostro Signore, quando i discepoli se ne furono andati, lei, suo fratello Lazzaro e sua sorella Maria, e anche san Massimo, s’imbarcarono su una nave che – grazie alla protezione di nostro Signore li portò sani e salvi a Marsiglia. Da lì si recarono nella regione di Aix, dove convertirono gli abitanti alla fede. Il nome Maddalena o Magdala deriva dal sostantivo ebraico migdal (torre). In termini pratici, l’affermazione che le “sorelle” possedevano tre castelli è un po’ fuorviante, particolarmente perche alle Marie (Miriam) non era permesso possedere nulla. L’eredità comune si riferiva in realtà alla condizione personale : cioè, esse ereditarono alti incarichi (castelli/torri) di tutela della comunità, come in Michea 4:8:9 la Magdal-eder (la torre di vedetta del gregge). Il culto più attivo della Maddalena s’insediò infine a Rennes-leChateau nella regione della Linguadoca.’ Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S.te Marie de Madeleine, fra cui il luogo della sua sepoltura a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, dove i monaci dell’ ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in alabastro dall’inizio del 400. L’ordine di san Cassiano ha una storia interessante. Sebbene san Bendetto venga generalmente considerato il «padre del monachesimo occidentale», in realtà egli fu preceduto da Giovanni Cassiano, che fondò il suo monastero verso il 410 (pur seguendo gli sforzi innovatori di Martino, vescovo di Tours e di Onorazio, arcivescovo di Arles). L’importante progresso nella disciplina monastica compiuto da Cassiano (seguito poi da Benedetto e altri) consisteva nella sua separazione e indipendenza dall’organizzazione della Chiesa episcopale. Cassiano denunciò la pratica di prendere gli ordini come “pericolosa” e dichiarò che i monaci dovevano “evitare a tutti costi i vescovi”. Dopo aver iniziato come eremita ascetico a Betlemme, Giovanni Cassiano istituì le sue scuole gemelle vicino a Marsiglia: una per gli uomini e una per le donne. Marsiglia divenne quindi un noto centro conventuale, dove nacque il rito della Candelora che subentrò all’ antica processione a lume di torce in onore di persefone, regina dell’ Ade. Analogamente, la festa della Madonna ebbe origine nella Basilica di St. Victor, sempre a Marsiglia. Un’altra importante sede del culto della Maddalena fu Gellone, dove l’ Accademia di Studi Giudaici (il monastero di St.-Guilhelmle-Desert) fiorì durante il IX secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maria Maddalena nel 1059 e nel 1096 (l’anno della Prima Crociata) ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di Santa Maria Maddalena a Vezelay. Fu qui che san Francesco d’Assisi fondò i frati minori (poi cappuccini) nel 1217.1 1 Fu pure a vezelay che nel 1146 l’abate cistercense san Bernardo di Chiaravalle predicò la Seconda Crociata al re Luigi VII, alla regina Eleonora, ai loro cavalieri e ad una congregazione di 100.000 persone. In verità, l’entusiasmo per le Crociate era intimamente legato alla venerazione della Maddalena. Così, i cistercensi, i domenicani, i francescani e vari altri ordini monastici dell’ epoca seguivano tutti uno stile di vita separato dall’ episcopato della Chiesa romana. Ma condividevano un comune interesse per Maria Maddalena. Nel redigere la Costituzione dell’Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzionò specificamente il dovere di «obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta» . È chiaro, quindi, che le grandi cattedrali di Notre-Dame in Europa, tutte sorte per istigazione dei cistercensi e dei Templari, non erano dedicate a Maria, madre di Gesù, ma a “Nostra Signora” Maria Maddalena.

Prostituta – Madonna nera

I primi testi cristiani descrivono Maria Maddalena come «la donna che conosceva il Tutto». era colei che «Cristo amava più di tutti i ,discepoli». Era l’apostola «dotata di una conoscenza, una visione e una percezione molto superiori a quelle di Pietro», ed era la sposa diletta che unse Gesù al Sacro Matrimonio (Hieros Gamos) a Betania. Ignorando tutto ciò, la Chiesa romana decise a suo tempo di screditare Maria Maddalena nel tentativo di esaltare sua suocera Maria, madre di Gesù. A tale scopo si servì degli ambigui commenti contenuti nel Nuovo Testamento: commenti che descrivevano originariamente la Maddalena nubile come una “peccatrice” (intendendo con questo che era un’almah nubile sottoposta a Valutazione durante il fidanzamento).I vescovi ipocriti decisero, tuttavia, che una peccatrice doveva essere una prostituta e d’allora in poi Maria fu marchiata come una donna di Malaffare ! Ancora oggi, una definizione della parola Maddalena nell’Oxford Dictionary è «prostituta pentita». Nondimeno, molti artisti hanno avuto cura di contraddire questa denigrazione voluta dalla Chiesa raffigurando Maria con una veste bianca o un mantello foderato della candida seta della purezza. Esiste un affascinante parallelo fra Maria e una delle sue compagne di emigrazione in Gallia sia in termini di calunnie sparse su di lei che di colorazione nelle pitture di artisti posteriori. L’ emigrante in questione è Elena-Salomè (la moglie di Simon Mago).A causa della sua avversione per le donne (e specie per quelle istruite) Pietro aveva sempre considerato Elena-Salomè una strega, senza curarsi del fatto che fosse intima amica della madre di Gesù e che l’avesse accompagnata alla Crocifissione. Come consorte di Simone Zelota (Zebedeo), Elena in effetti era stata anche la madre “conventuale” degli apostoli Giacomo e Giovanni Boanerges. A differenza di Maria Maddalena, che faceva parte dell ‘ordine regionale di Dan, Elena apparteneva all’ordine di Asher, in cui le donne potevano possedere beni personali e le sacerdotesse venivano chiamate, in greco, hierodulai (“sacre donne”). Elena era effettivamente una grande sacerdotessa dell’ordine a Efeso (insignita del titolo di “Sara”) e come tale aveva diritto d’indossare una veste rossa (più o meno come oggi i cardinali cattolici romani sono vestiti di rosso da capo a piedi). Le donne di così alto rango erano molto temute da Pietro giacche quelle come Elena rappresentavano una costante minaccia per la sua posizione. La Chiesa romana ha ereditato la stessa avversione e Io stesso timore: al di fuori degli ordini conventuali, oggi non esiste un clero femminile cattolico romano. Così l’immagine delle “donne scarlatte” , un tempo venerata, venne trasformata e le hierodulai (harlots in inglese passando per il francese medievale) divennero prostitute. Ancora oggi tali donne usano questa immagine falsata, vestendosi magari di rosso o esibendosi in una luce rossa. Le donne dell’Ordine di Dan erano nazaree laiche. Maria Maddalena, come “Miriam” , era una superiore dell’ ordine (equivalente a un vescovo anziano) e aveva il diritto di vestire di nero, come i nazarei e i sacerdoti di Iside.
È anche accertato che in parallelo con l’antica venerazione per Maria Maddalena, un culto noto come quello della “Madonna nera” scaturì da Ferrières nel 44 d.C.,4 Fra le molte raffigurazioni della Madonna nera che ancora esistono, una delle statue più belle è esposta a Verviers, vicino a Liegi: è tutta vestita di nero con uno scettro e una corona d’oro, sormontata dall’aureola di stelle della saggezza (Sophia). Anche il bambino porta una corona regale dorata. In contrasto con l’immagine cupa della Madonna nera, Maria Maddalena veniva raffigurata comunemente con un mantello rosso, spesso sopra una veste verde (il verde è simbolo di fertilità). Un esempio è la Santa Maria di Piero della Francesca, il famoso affresco, datato intorno al 1465, che si trova nel duomo gotico di Arezzo, vicino a Firenze. Anche Maria ai piedi della Croce di Botticelli è vestita in modo simile. Il rosso vuole indicare l’alto rango ecclesiastico di Maria (come gli abiti rossi dei cardinali).L’idea di queste donne dell’alto clero vestite di rosso irritava moltlssimo la gerarchia vaticana. Malgrado la particolare venerazione della Chiesa per la madre di Gesù (specie dopo il Concilio di Efeso nel 431), i vescovi cattolici decisero che gli artisti non dovevano ritrarla con le stesse prerogative che i posteri avevano accordato alla Maddalena. Nel 1649, Roma si sentì obbligata ad emanare addirittura un decreto secondo cui tutte le immagini della madre di Gesù (la “Madonna bianca”) dovevano raffigurarla vestita esclusivamente di bianco e celeste. Questo ebbe l’effetto desiderato e alla madre di Gesù, Maria, sebbene esaltata e persino adulata dalla Chiesa, fu nondimeno negato qualsiasi riconoscimento ecclesiastico in seno all’establishment. Alle donne fu vietato di prendere gli ordini nell’ ambito cattolico.
E l’esclusione delle donne, tranne la madre di Gesù, da qualsiasi culto e venerazione spinse Maria Maddalena ancora più in secondo piano. Con la stessa strategia, gli eredi naturali di Gesù furono totalmente eclissati e i vescovi poterono rivendicare con più forza il loro diritto alla sacra autorità tramite una presunta “successione” maschile. Non era una discendenza messianica da Gesù, come sarebbe dovuta essere, e nemmeno una discendenza dal principe Rama- Theo (Arimatea), Giacomo il Giusto (fratello di Gesù), ma una immaginaria “linea di successione” che iniziava da Pietro, il rozzo e caparbio esseno che disprezzava le donne.Nello stesso periodo, la Chiesa primitiva doveva anche lottare contro la venerazione per la Dea Universale, che era particolarmente forte nel mondo mediterraneo dell’epoca e sarebbe addirittura aumentata durante questo periodo di dispute clericali su questioni di discriminazione sessuale. Dall’epoca preistorica, la Dea Universale era apparsa in molte forme e aveva avuto molti nomi, fra cui Cibele, Diana, Demetra e Giunone. Ma, comunque personificata, veniva sempre identificata con Iside «la Madre Universale, padrona di tutti gli elementi, primordiale figlia del tempo, sovrana di tutte le cose e unica manifestazione di tutto» .Per gli antichi Egizi, Iside era la sorella-sposa di Osiride, fondatore della civiltà e giudice delle anime dopo la morte. Iside era la Dea Universale, in particolare una materna protettrice, e il suo culto era molto diffuso. Veniva ritratta spesso con in braccio suo figlio, Oro, le cui incarnazioni erano gli stessi faraoni. È un fatto ormai assodato che l’immagine familiare della “Madonna bianca” si basa sulle pitture di Iside in veste di madre che allatta. Fu sempre lei a ispirare la misteriosa Madonna nera, di cui esistevano quasi 200 immagini in Francia nel XVI secolo. Oggi sono state scoperte circa 450 raffigurazioni in tutto il mondo.Anche l’amata patrona di Parigi, NotreDame de Lumière (Nostra Signora della Luce), trae origine dalla Madre Universale. L’immagine della Madonna nera e del suo bambino ha rappresentato un costante dilemma per la Chiesa: in particolare le statue che si trovano in chiese e santuari famosi dell’Europa continentale. In alcuni casi, sono tutte nere, ma molte hanno solo il viso, le mani e i piedi neri. Non è una questione di scoloritura, come hanno suggerito alcuni ecclesiastici imbarazzati. Alcune sono state ridipinte color rosa incarnato per adeguarle all’immagine classica della Madonna;altre sono state semplicemente rimosse dalla vista del pubblico. 1 lineamenti della Madonna nera non hanno alcuna caratteristica negroide, ma sono semplicemente di color nero. Alcune Madonne nere sono modestamente abbigliate (più o meno come le Madonne bianche tradizionali), ma altre sono raffigurate in vari gradi di prestigio e sovranità, con ricchi abiti e corone preziose. La Madonna nera ha la sua tradizione nella regina Iside e le sue radici nella Lilith pre-patriarcale. Rappresenta quindi la forza e la parità della donna: una figura fiera, schietta e maestosa, in contrasto con l’immagine rigorosamente subalterna della Madonna bianca tradizionale com’ è vista nelle raffigurazioni ecclesiastiche della madre di Gesù. Si diceva che Iside e Lilith conoscessero entrambe il nome segreto di Dio (un segreto custodito anche da Maria Maddalena, «la donna che conosceva il Tutto»). Quindi, la Madonna nera rappresenta anche la Maddalena che, secondo la dottrina alessandrina, «trasmise il vero segreto di Gesù». Il culto di antica data della Maddalena era infatti legato in particolare ai luoghi della Madonna nera. È nera perche la Saggezza, che esisteva nelle tenebre del Caos prima della Creazione, è nera. Per gli gnostici di Simone (Mago) Zelota, la Saggezza era Io Spirito Santo: la grande e immortale Sophia che trasse fuori dall’abisso il Primo Padre Yaldaboath. Si credeva che Sophia si fosse incarnata nella regina Maria Maddalena sotto forma di Spirito Santo e quindi fosse lei la portatrice della suprema osservanza della Fede.

Maria e la Chiesa

Trascurando l’importanza dell’ideale della dea, accadde che durante l’ascesa del cristianesimo ortodosso tutti coloro che veneravano il principio femminile fossero ritenuti eretici. Furono i primi Padri della Chiesa come Quinto Tertulliano a creare le premesse molto prima dell’avvento di Costantino il Grande. Tertulliano sosteneva la regola per cui […] non è permesso a una donna di parlare in chiesa, ne le è permesso di battezzare, ne di offrire l’Eucarestia, ne di rivendicare per se una parte in qualsiasi funzione maschile, meno che mai nell’ufficio sacerdotale. Tertulliano stesso seguiva semplicemente le opinioni espresse dai capi della Chiesa prima di lui, in particolare Pietro e Paolo. Nel Vangelo di Maria,Pietro contesta il rapporto di Maria con Gesù, dicendo: «Avrebbe egli davvero parlato privatamente con una donna, e non apertamente con noi? Perche dovremmo cambiare opinione e darle ascolto?». E ancora nel trattato copto chiamato Pistis Sophia (La Saggezza della Fede), Pietro protesta per la predicazione di Maria e chiede a Gesù di farla tacere, di impedirle di minare la sua supremazia. Gesù invece rimprovera Pietro e Maria più tardi confessa: «Pietro mi fa esitare. Ho paura di lui perche odia la razza femminile». Al che Gesù replica: «Chiunque sia ispirato dallo Spirito, deve parlare per decreto divino, sia esso uomo o donna». Maria aveva perfettamente ragione di diffidare di Pietro, che aveva palesato chiaramente il suo atteggiamento in molte occasioni, come nel Vangelo di Tommaso. Opponendosi alla presenza di Maria fra i discepoli, «Simon Pietro disse loro: Che Maria se ne vada, giacche le donne non sono degne di vivere».La donna impari con silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna d’insegnare, ne d’usare autorità sopra il marito, ma ordino che stia in silenzio.(1 Timoteo 2:11-12) Direttive così autoritarie erano particolarmente utili perché di fatto nascondevano il vero problema. Il punto era che le donne dovevano essere escluse a tutti i costi. Altrimenti, continuando così, la presenza della Maddalena avrebbe finito col prevalere. Come moglie di Gesù, non soltanto era la regina messianica, ma anche la madre dei veri eredi. Per secoli dopo la sua morte, il retaggio di Maria rimase la più grave minaccia per una Chiesa timorosa che aveva aggirato la discendenza messianica in favore della successione apostolica. In generale, le fedi che si opponevano al cristianesimo romano e che erano definite pagane ed eretiche da Roma, non erano affatto orrende o feroci o sataniche. Per la Chiesa romana, tuttavia, erano tutte queste cose perché accettavano il principio femminile insieme a quello maschile. Per i credenti gnostici., lo Spirito Santo era essenzialmente l’elemento femminile che legava il Padre al Figlio. Ma Roma decretò che la Trinità era un “Unico Dio”. E per questa ragione, sebbene a Maria, madre di Gesù, venisse fatta qualche concessione come Madre di Dio, fu esclusa dalla divina Trinità che rimase definita in termini interamente maschili. Il cristianesimo adottò il Dio d’Israele come risultato della missione di Gesù, al pari degli gnostici e dei nazarei, le cui componenti femminili agivano liberamente come insegnanti, guaritrici, evangeliste e sacerdotesse. Entro l’ambiente cristiano romanizzato, invece, ogni traccia di opportunità per le donne scomparve rapidamente. Una delle più importanti sette matriarcali del secolo predicava una fede ereditata direttamente da Maria Maddalena, Marta ed Elena-Salomè. Tertulliano denunciò irosamente il gruppo:Queste donne eretiche! Come osano! Sono tanto sfacciate da insegnare, impegnarsi in discussioni, compiere esorcismi, somministrare cure, e (forse) persino battezzare! Nelle comunità ebraiche settarie le donne erano state escluse da lungo tempo da molti aspetti della vita di tutti i giorni: l’istruzione, la pratica religiosa in pubblico, insomma qualsiasi attività sociale o politica al di fuori dall’ambiente familiare. Ma così non era stato nelle comunità elleniste, i cui ideali erano invece ispirati dal pensiero culturale della Grecia e dell’ Asia Minore dove le donne erano impegnate al pari degli uomini nella venerazione di Iside. Al tempo di Gesù, le donne avevano raggiunto un’emancipazione particolarmente avanzata in Egitto. Analogamente, le donne romane delle classi ricche erano impegnate negli affari, nella politica, nella letteratura, nella matematica e nella filosofia. Faceva eccezione la Chiesa romana che era diversa per una ragione di primaria importanza:troncare la linea ereditaria dinastica di Gesù, incarnata in Maria Maddalena. Molte delle donne erudite che guidavano i gruppi formalmente definiti eretici propugnavano un insegnamento basato sulla lezione degli ascetici Terapeuti di Oumran. Tale insegnamento tendeva ad avere una base spirituale (mentre il modello romano di cristianesimo era molto materialista) e veniva quindi visto come un’enorme minaccia. La strategia di Roma contro le insegnanti era molto semplice: dovevano essere considerate peccatrici e subalterne, come affermava San Paolo:Adamo fu creato il primo, e poi Eva.E Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, fu cagione di trasgressione.(1 Timoteo 2: 13-14) Fu a quest’ epoca che per la prima volta quelle insegnanti furono definite intenzionalmente meretrici, attribuendo una connotazione riveduta e corretta alle “donne scarlate”. La Chiesa decretò che erano tutte prostitute e la malevola designazione vige ancora oggi. All’inizio del 11 secolo d.C., era già iniziato un processo di segregazione nelle chiese cristiane: gli uomini celebravano il rito, le donne pregavano in silenzio. Alla fine del secolo anche questo limitato coinvolgimento era scomparso: la partecipazione delle donne al culto religioso era del tutto vietata. Se si veniva a sapere che una qualsiasi donna aveva partecipato a una pratica religiosa, essa veniva denunciata come “una prostituta e una strega”. Secondo il vangelo di Maria, Levi (Matteo Anna) discusse con Pietro sui diritti di Maria Maddalena: «Ma se il Salvatore l’ha ritenuta degna, chi sei tu, in verità, per rigettarla? Il Salvatore la conosce sicuramente abbastanza bene: perciò l’ha amata più di noi».Al contrario di Pietro e di suo fratello Andrea, pare che gli altri discepoli fossero d’accordo con Levi giacche furono incoraggiati da ciò che Maria aveva detto e accettarono volentieri il suo insegnamento. Di fatto, i Vangeli che mostravano Maria sotto questo aspetto furono semplicemente esclusi dal Nuovo Testamento canonico. Inoltre, i quattro prescelti furono adattati alle esigenze della Chiesa. Ma la gente conosceva generalmente l’importanza di Maria prima ancora che venisse pubblicata qualsiasi forma di Bibbia ufficiale. La tradizione che serbava tale conoscenza rimase viva in Gran Bretagna e in Francia, attraverso i Secoli Bui, fino all’epoca medievale quando la Maddalena fu la Notre-Dame ispiratrice delle prime Crociate e delle grandi cattedrali gotiche. Stando così le cose, come fece, allora, la Chiesa a rimuoverla dalla posizione di primo piano che occupava nella sua struttura gerarchica apostolica?In primo luogo, la Chiesa romana attirò l’attenzione in particolare su due brani della Bibbia: Genesi (3:16) e Corinti (11:3). Entrambi erano stati citati nelle Costituzioni apostoliche originali del 1V secolo.La prima raccontava come il Signore Iddio avesse detto a Eva parlando di Adamo: «Ed egli signoreggerà sopra te». La seconda (che citava le parole di san Paolo) affermava: «Il capo della donna è l’uomo».Venne quindi pubblicato un nuovo documento speciale che spiegava quale fosse la posizione di Maria Maddalena secondo la Chiesa. Intitolato L ‘ordine apostolico, era in realtà la trascrizione di un’immaginaria discussione fra gli apostoli dopo l’Ultima Cena. Del tutto incidentalmente, affermava (diversamente dai Vangeli) che Maria e Marta erano entrambe presenti, mancando così in parte il proprio scopo. Un estratto del presunto dibattito dice:Giovanni disse: «Quando il Maestro benedisse il pane e il calice, e li designò con le parole Questo è il mio corpo e Sangue, non li offrì alle donne che erano con noi». Marta disse: «Non li offrì a Maria perche la vide ridere».Sulla base di questa storia puramente immaginaria, la Chiesa decretò che i primi apostoli avevano affermato chiaramente che le donne non potevano diventare sacerdoti perchè non erano persone serie ! L’ essenza di questa conversazione inventata fu quindi adottata come dottrina ecclesiastica ufficiale e d’allora in poi Maria Maddalena venne dichiarata una dissenziente incredula. Molto tempo prima, verso il 180 d.C., il vescovo Clemente di Alessandria aveva scritto più o meno l’esatto contrario. Quell’eminente Padre della Chiesa dichiarava: Gli uomini e le donne partecipano in uguale misura della perfezione e devono ricevere la stessa istruzione e la stessa disciplina. Giacche la parola “umanità” si applica nello stesso modo agli uomini e alle donne e per noi in Cristo non esiste maschio o femmina. A giustificazione delle sue parole, Clemente elencava varie donne che avevano occupato un posto importante nella storia passata, specialmente in termini di cultura accademica. Il suo punto di vista era largamente condiviso dalla società colta dell’epoca. Malgrado ciò, il papa decretò in seguito che Clemente era in errore e dichiarò con tonante autorità che «una donna non può diventare prete e che nostro Signore era un uomo» .

La Signora del Lago.

Nel 633 una misteriosa barchetta entrò nel porto di Boulogne-sur- Mer nella Francia settentrionale. Non c’era nessuno a bordo, a parte una statuetta della Madonna nera con bambino alta circa un metro e una copia dei Vangeli in siriaco. Qualunque fosse la sua provenienza, la piccola barca suscitò un grande subbuglio al suo arrivo. La strana Madonna, nota come Nostra Signora del Divino Sangue, diventò l’emblema della cattedrale di Notre-Dame a Boulogne e fu oggetto di grande venerazione finche non fu distrutta durante la Rivoluzione francese.
La Madonna nera di Boulogne rafforzò il legame fra Maria e il mare” nella mente popolare. L’emblema di “Maria del mare” , derivato dalle successive insegne di Boulogne, fu usato sui contrassegni dei pellegrini prima di Carlomagno e una versione dello stesso emblema arrivò fino in Scozia prima che i sigilli araldici divenissero comuni in Gran Bretagna. Nella Scozia dell’XI secolo, il porto di Leith a Edimburgo creò il proprio emblema ufficiale: una raffigurazione di “Maria del Mare” e del suo Bambino del Graal in una barca a vela protetta da una nuvola: un chiaro riferimento a Giacomo (Giuseppe di Arimatea), il capo dei pellegrini, che un tempo era stato la “Nuvola”.
Per qualche motivo, molti studiosi di araldica hanno creduto bene d’ignorare l’importanza di questi emblemi femminili, esattamente come i compilatori degli alberi genealogici e degli annuari della nobiltà hanno colpevolmente tralasciato le discendenze femminili. Questo accadde in particolare durante l’epoca georgiana e vittoriana in Gran Bretagna e i volumi che ad essa si riferiscono sono la fonte di molte delle insoddisfacenti informazioni disponibili oggi.
Forse l’ odierno avvento dell’Età dell’ Acquario vedrà la fine storia dominata dai maschi, ma per il momento la maggioranza di tali opere viene pubblicata secondo il vecchio stile e la vecchia struttura. Tuttavia, non occorre cercare molto per scoprire che concetto di noblesse uterine (nobiltà ereditata da parte di madre) era accettato in tutto e per tutto durante i Secoli Bui e il primo Medioevo.
Si afferma generalmente che l’idea di araldica (avere uno stemma con le armi di famiglia) nacque nel XII secolo. Questo può essere vero per la Gran Bretagna, ma non furono i britannici a inventare l’idea, come gli araldisti di un tempo volevano farci credere.
Il Collegio degli Araldisti e il Collegio dei Blasoni, considerati le massime autorità sull’argomento, furono entrambi istituiti verso la fine del 1300 per controllare gli annuari dei blasonati. A quel tempo un cavaliere doveva portare uno scudo decorato per poter essere riconosciuto anche se vestito da capo a piedi in cotta di maglia e armatura. L’uso di bandiere e altri emblemi indicanti la famiglia o la regione era nato in epoca precedente nelle Fiandre e nella Francia Settentrionale. Malgrado ciò, pochi in Gran Bretagna hanno mai visto uno stemma anteriore al XII secolo, specie uno che non sia di origine feudale. L’emblema del porto di Leith è quindi unico per quanto riguarda la data e il legame femminile e non feudale. La vita di Maria Maddalena , il manoscritto riccamente miniato dall’arcivescovo Raban Maar, comprende 50 capitoli rilegati in sei volumi. Narra, fra le altre cose, che Maria, Marta e le loro compagne lasciarono […] le sponde dell’ Asia e, favorite da un vento dell’est, attraversarono il mare [Mediterraneo] fra l’Europa e l’Africa, lasciando la città di Roma e tutta la terra d’Italia a destra [a nord]. Poi, cambiando felicemente rotta verso destra [il nord], giunsero alla città di Marsiglia nella provincia gallica di Vienne, dove il fiume Rodano raggiunge la costa. Lì – dopo aver fatto appello a Dio, il Grande Re di tutto il mondo – si separarono.
Le biblioteche di Parigi contengono vari manoscritti ancora più antichi di quello di Maar , alcuni dei quali testimoniano dello stesso periodo della vita di Maria. La sua missione in Provenza è specificamente menzionata in un inno del v secolo (ripubblicato negli atti chiamati Acta sanctorum , raccolti e proposti per la prima volta al grande pubblico nel XVII secolo dal gesuita Jean Bolland). Si dice che le compagne di Maria, Maria Salomè (Elena) e Maria Iacopa (la moglie di Cleofa) siano sepolte nella cripta de Les Saintes Maries nella Camargue, insieme alla loro ancella Sara. Molto prima che venisse costruita la chiesa del IX secolo, quella che sorgeva lì in origine si chiamava Sanctae Mariae de Ratis; accanto all’attuale navata centrale vi sono i resti di una scultura che rappresenta le Marie in mare.Il legame di Maria Maddalena con la Gallia è stato artisticamente descritto in due modi: rappresentativo e mistico. In alcuni casi ella viene mostrata en voyage verso Marsiglia, come nei resoconti documentati. L’esempio più importante di questo stile figurativo è forse quello esposto nella chiesa de Les Saintes Maries del IX secolo: un quadro di Henri de Guademaris. Ritrae l’arrivo delle Marie su una barca a largo della costa della Provenza e fu esposto al Salone di Parigi nel 1886. Un altro famoso dipinto dello stesso genere è Il viaggio in mare di Lukas Moser , che fa parte della pala d’altare laminata d’ oro e d’ argento (Der Magdalenltar) nella Katholisches Pfarramt St. Maria Magdalena a Tiefenbrohn nella Germania meridionale. Ella viene altrimenti raffigurata nell’ atto di librarsi sopra la Terra per ricevere l’illuminazione divina (cosa che faceva ogni giorno secondo i racconti apocrifi), oppure mentre viene trasportata a ovest come nella Rivelazione. Un pregevole esempio di questo stile figurativo è Maria Maddalena portata dagli Angeli. Quest’opera di Giovanni Lanfranco, datata intorno al 1606, si trova nella Galleria nazionale di Capodimonte a Napoli e mostra la Maddalena nuda insieme a tre putti in volo sopra un paesaggio europeo deserto.I resti mortali di Marta giacciono sepolti a Tarascona, nella provincia francese di Vienne. Ordinanze di Luigi XI datate 1482 fanno riferimento a una visita del re merovingio Clodoveo a questa tomba verso la fine del v secolo. Le spoglie di Maria Maddalena furono sepolte nell’abbazia di San Massimino, a circa 50 chilometri da Marsiglia. Carlo II di Sicilia, conte di Provenza, dissotterrò il teschio e l’omero di Maria nel 1279 per esporli in teche d’oro e d’argento dove sono ancora oggi. Alcune altre ossa e ceneri di Maria furono poste in un’urna, ma vennero disperse da vandali durante la Rivoluzione francese. La “grotta della solitudine” di Maria si trova nelle vicinanze, a La Sainte Baume. Fu questa grotta che il Sire de Joinville visitò nel 1254 al suo ritorno dalla VII Crociata con re Luigi IX. Dopo scrisse: Arrivammo alla città di Aix en Provence per onorare la Beata Maddalena che giaceva a circa un giorno di viaggio. Ci recammo nel luogo chiamato Baume, su una roccia molto aspra e scoscesa, dove si diceva che la santa Maddalena avesse vissuto a lungo in un eremitaggio.. Tre secoli prima, Wuillermus Gerardus, marchese di Provenza, era andato in pellegrinaggio alla grotta. La chiesa scavata su in alto nella roccia a La Sainte Baume, con i suoi vari altari e la sua scultura di Maria Maddalena, è da molto tempo una famosa meta di pellegrinaggi.
Aix-en-Provence, dove Maria Maddalena morì nel 63 d.C., era l’antica città di Aquae Sextiae e prendeva il nome dalle sorgenti calde di Aix, già Acqs: alterazione medievale di un derivato dal latino aquae, talvolta aquense. In alcune tradizioni, Maria è ricordata come la Dompna del Aquae, “Signora delle Acque”. Oppure, come abbiamo visto, può essere chiamata “Maria del Mare”. Ma viene sempre associata all’ acqua. Per gli gnostici (come in verità per i celti) le donne, che erano oggetto di venerazione religiosa, erano spesso associate con laghi, pozzi, fontane e sorgenti. La Gnosi (conoscenza) e la Saggezza venivano collegate con lo Spirito Santo femminile che «si muoveva sopra la faccia delle acque» (Genesi 1:2). Si riteneva che questo divino spirito della Sophia si fosse appunto incarnato in Maria Maddalena. Come è stato indicato in un precedente capitolo, i sacerdoti che somministravano il battesimo al tempo dei Vangeli venivano definiti “pescatori”. Dal momento in cui Gesù fu ammesso al sacerdozio nell’Ordine di Melchisedec (Ebrei 5, e come abbiamo visto negli Atti), anch’egli venne designato al ruolo di “pescatore”. La linea dinastica della Casa di Giuda fu così riconosciuta come una dinastia di re sacerdoti, o “re pescatori”, come i suoi discendenti divennero giustamente noti nelle storie del Graal. Le linee di discendenza da Gesù e Maria, che emersero attraverso i re pescatori, conservarono lo Spirito materno di Aix per diventare poi la “famiglia delle acque”: la Casa del Acqs. La famiglia occupava una posizione di rilievo in Aquitania: una regione con un nome che ha anch’esso le sue radici nelle aquae o acqs, come pure il toponimo di Dax, a ovest di Tolosa, deriva da Acqs. Qui, i rami merovingi della famiglia che discendevano da Gesù attraverso i re pescatori divennero conti di Tolosa e Narbona e principi di Septimania (il territorio fra la Francia e la Spagna). Un altro ramo della famiglia, imparentato per linea femminile, ricevette in eredità dalla Chiesa celtica Avallon e Viviana del Acqs venne riconosciuta come Regina Suprema ereditaria all’inizio del VI secolo. In Bretagna, i membri di un corrispondente ramo maschile della Casa provenzale del Acqs divennero i conti de Leon d’ Acqs, discendenti dalla nipote di Viviana I, Morgana.
Dal XII secolo, quando Chretien de Troyes scrisse la storia di Ywain e la Signora della fontana , in cui «la Signora» corrisponde a la Dompna del Aquae , l’ eredità di Acqs si è tramandata nella letteratura arturiana. Il retaggio, che rimase al centro del tema, era anche direttamente collegato alle “sacre acque” associate alla Genesi, a Sophia e alla Maddalena. Nel 1484, Sir Thomas Malory nella Morte d’Arthur modificò marginalmente il predicato, per mezzo dell’assimilazione fonetica, da del Acqs a du Lac , col risultato che, nella traduzione, Viviana II (Signora della Fontana e madre di Lancellotto del Acqs) divenne la Signora del Lago. Nei capitoli successivi, le varie linee di discendenza da Gesù e da suo fratello Giacomo andranno gradatamente sviluppandosi. Scopriremo anche perche i romanzi del ciclo di Artù e le tradizioni del Graal hanno prevalso malgrado le accuse di eresia tenacemente rivolte contro di essi dalla Chiesa. Tuttavia, è con il fratello di Gesù, Giacomo, che dovremmo iniziare: eccetto che in questo contesto egli è meglio conosciuto come Giuseppe di Arimatea…

tratto da: Laurence Gardner, La linea di sangue del Santo Graal, la storia segreta dei discendenti del graal, collana i volti della storia, newton & compton editori, 1997, Roma pp 113-128

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