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Il Solstizio d’Estate: tra Scienza, Mito e Religione

Il Solstizio d’Estate: tra Scienza, Mito e Religione

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Solstizio deriva dal latino “sol” (sole) e “sistere” (fermarsi), e la nostra stella si ferma proprio allo zenit

Il solstizio d’estate è il fenomeno astronomico che rappresenta un momento preciso, quello in cui il Sole, nel suo moto apparente, raggiunge il punto più alto rispetto all’orizzonte. L’evento si verifica ogni anno durante il mese di giugno e contraddistingue l’inizio dell’estate astronomica boreale (il nostro emisfero) e dell’inverno australe.

Quest’anno il solstizio cade alle ore 10.07 del 21 giugno (in Italia avremo un dì lungo 15 ore e 14 minuti, a Stoccolma 22 ore di luce, a Londra 18, a Parigi 17…). Ma il fenomeno più particolare è il cosiddetto “sole di mezzanotte”, cioè la luce del sole rimarrà visibile, al circolo polare artico, sopra l’orizzonte per quasi 24 ore. Bisogna precisare che ogni anno il momento del solstizio ritarda di circa sei ore rispetto all’anno precedente, a causa della “precessione degli equinozi”, un interessante schema astronomico che ha interessato la civiltà dell’uomo fin dai suoi albori, da trattare in altra sede.

Al problema del ritardo delle sei ore, si è cercato di porre rimedio con l’introduzione dell’anno bisestile ogni quattro anni, e, pertanto, il solstizio torna al punto di partenza ogni quattro anni. Per questi continui allineamenti, il solstizio non cade sempre il 21 giugno, ma può cadere il 20 giugno, come capiterà nel 2020. Ma il giorno più lungo dell’anno è da sempre legato a riti esoterici e ad antiche tradizioni. Si tramandano molteplici miti che legano questa ricorrenza a forze naturali e a poteri occulti.

Secondo alcuni interpreti esoterici, durante il solstizio d’estate, sogno e realtà si confondono: il Sole, che rappresenta l’universo conosciuto, e la Luna, che invece rappresenta l’inconscio, si metterebbero in comunicazione tra loro, creando dei portali di comunicazione tra diverse dimensioni spazio-temporali. Civiltà importanti ed evolute, come gli Inca, i Maya, gli Aztechi e gli Egizi avevano diversi “orologi” solari e svariati punti di osservazione.

Gli antichi Romani festeggiavano Giano Bifronte, che era rappresentato con una chiave in una mano e un bastone nell’altra, simbolo di acqua e fuoco. La tradizione prevedeva, infatti, di fare il bagno in correnti di acqua naturale e di saltare su fuochi accesi per scopi di purificazione. Ma il luogo più strano ed in sintonia con il solstizio d’estate è sicuramente Stonehenge (UK). In questo luogo è possibile assistere ad un rarissimo fenomeno: il giorno del solstizio d’estate, un raggio di sole attraversa un trilite, ossia la struttura composta da due monoliti verticali con architrave, colpendo l’altare centrale del sito.

Probabilmente si tratta di una sorta di “segno rituale”, che aveva la funzione di calendario per le antiche popolazioni celtiche del luogo. Il complesso monumentale di Stonehenge è pieno di misteri: le pietre sono allineate in corrispondenza dei punti in cui il sole sorge nei solstizi di estate e di inverno, e negli equinozi di primavera e di autunno, per cui si ipotizza che si trattasse di un vero e proprio osservatorio astronomico. Si tramandano comunque antichi rituali celtici, con elemento predominante il fuoco, poi confluiti nelle cosiddette “feste di mezza estate” o di “San Giovanni Battista” festeggiate in diversi Paesi europei in date che più o meno oscillano tra il 21 e il 25 giugno, a conferma che molte tradizioni pagane sono state sublimate in ricorrenze cristiane.

Mi piace concludere questa breve trattazione, ricordando il santo venerato dalla Chiesa Cattolica il 21 giugno: San Luigi Gonzaga (forse sono un pò di parte!): un ragazzo di famiglia nobile e ricca del sedicesimo secolo, che rinunciò a tutto per entrare nella Compagnia di Gesù e poi per dedicare la sua breve vita al servizio degli altri… Si dice che fosse talmente ascetico e penitente che l’unico ordine che potessero impartirgli i suoi superiori era quello “di non fare penitenza”….

Luigi Angelino (20-06-2018)

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Luigi Angelino
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Luigi Angelino ha conseguito la maturità classica a Napoli e poi la laurea in giurisprudenza presso l'Università Federico II. A seguire, ha ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione forense presso la Corte di Appello di Roma ed un master di secondo livello in diritto internazionale presso l'Università di Roma tre. Non ha mai abbandonato la passione per le materie classiche, filosofiche e teologiche, partecipando a molteplici corsi e seminari parauniversitari, conseguendo una laurea in scienze religiose presso l'Istituto Superiore di scienze religiose di La Spezia. Ha pubblicato un romanzo di ampio respiro con la Cavinato editore international dal titolo "Le tenebre dell'anima". Attualmente vive a La Spezia, dove lavora presso un'Amministrazione pubblica.

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