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Il Significato Occulto dello Yoga – Terza Parte [R]

Il Significato Occulto dello Yoga – Terza Parte [R]

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HATHA YOGA 

Il nostro Sistema Solare, con il Sole, i pianeti, i satelliti, i suoi sette piani di evoluzione, i suoi schemi planetari, le sue ronde, catene, regni di Natura, razze e sotto-razze che costituiscono le diverse umanità e le leggi ed i principi che concorrono allo sviluppo di questa gigantesca struttura incessantemente in movimento, è soltanto il Corpo Fisico di una Entità Cosmica di proporzioni a noi quasi inconcepibili. Si può immaginare che il complesso processo evolutivo di questo Universo “in cui viviamo, ci muoviamo e siamo”, si realizzi secondo le regole, i principi e le discipline di un indescrivibile Yoga Fisico, un Hatha Yoga Cosmico. Il Sistema Solare, peraltro, è stato creato ed è vivificato da una radiosa Entità Psicologica di Secondo Raggio, il Raggio Cosmico dell’Amore di cui il Cristo fu il più elevato esponente su questo pianeta. Si capisce l’importanza che esotericamente è stata assegnata al Dramma della Nascita di questo grande Avatar di Amore, in quanto espressione del vero Sentiero di Unione e Redenzione. Il nostro Universo è governato, per ragioni che sono completamente incomprensibili e non commensurabili con le nostre capacità speculative ed immaginative, dal principio di Analogia e Corrispondenza, definito da Ermete Trismegisto, Maestro della Sapienza (Thoth, Nigishzida, Quetzalcoatl), attraverso questo semplice enunciato: “In Alto come in Basso, in Basso come in Alto“, le cui cause si trovano nei Misteri esoterici di Secondo Raggio.

In queste idee si concentra il Mistero dell’Hatha Yoga planetario. Il nostro sistema planetario ha un’espressione palesemente fisica, concentrando lo sforzo evolutivo che si realizza in ciascuno dei suoi piani di evoluzione lungo le direttrici dell’Hatha Yoga, emanazione di una Volontà Centrale di un Logos Cosmico, in aspetti e dimensioni totalmente inarrivabili ed incomprensibili per la nostra minuscola mente umana. Questa considerazione conduce ad identificare l’Hatha Yoga come lo Yoga di base e tutti gli altri Yoga che si succederanno nel processo evolutivo, come aspetti sempre più sottili di questo, sottilizzazioni infinite di un indescrivibile sforzo compiuto dalle profondità mistiche della Materia, plasmata incessantemente dalla Monade fin dall’inizio dei tempi.

Illuminante, a tal riguardo, l’affermazione della Blavatsky che scriveva nella sua Dottrina Segreta: “Lo Spirito è Materia nel suo stato più oggettivo e denso, la Materia è Spirito nel suo stato più sottile e puro”, in perfetto accordo con il Principio di Analogia.

Si cercherà quindi di illuminare progressivamente le zone intermedie, quei livelli situati tra la Materia, lo Spirito e l’essere cosciente in ciascuno dei successivi sviluppi di quel potere divino, che, all’interno della materia, “sta costantemente cercando di redimersi e liberarsi”.

La Strutturazione dell’Hatha Yoga 

L’essere umano, all’alba delle sue origini, ha dovuto imparare a respirare, con penosi sforzi, per poter sviluppare i polmoni; gli fu insegnato a mangiare, avendo bisogno dello stomaco e di alcuni intestini; fu istruito all’atto riproduttore, per tramandare la specie attraverso il tempo, e così offrire alle Monadi spirituali la possibilità di rivelarsi. Il modo in cui fu realizzato questo processo selettivo dei materiali affini e come poterono essere attivate le funzioni organiche dei corpi che, seguendo disegni archetipici, venivano modellate, è di una drammaticità inenarrabile. Le funzioni organiche che ogni essere umano esprime oggi, talvolta con sforzo ma anche con piacere, costituirono in quei tempi primordiali, una drammatica e impareggiabile lotta verso un ambiente prevalentemente ostile, del quale la nostra mente non può avere la benché minima nozione. Molti degli esseri che furono istruiti in quel primigenio processo di allenamento alla vita non raggiunsero l’esito dei loro intenti; molti morirono per non aver saputo affrontare l’eccessiva durezza del confronto, lasciando i loro corpi incompiuti, per tornare, in accordo con la legge del karma, a recuperarli in seguito attraverso la reincarnazione. Questa immane lotta dell’essere primitivo doveva culminare nella strutturazione di archetipi sempre più raffinati, nella modellazione di organismi vieppiù complessi e sensibili al richiamo della vita interioreSoltanto da qualche milione di anni l’umanità possiede un corpo fisico capace di rispondere, sebbene ancora in piccola misura, all’impulso cosciente e creativo della Monade e riflettere nella sua meravigliosa e complessa struttura, l’Archetipo fisico che Dio ha predisposto per l’essere umano.

Obbiettivo Archetipico dell’Hatha Yoga

Il Mistero dell’Hatha Yoga è legato alla creazione e sviluppo di una struttura fisico-eterica che risponde agli Archetipi di Bellezza ed Equilibrio delle funzioni organiche, così come alla costante sensibilizzazione di ogni elemento cellulare costituente questa struttura che segue il ritmo solare ed universale. Questo processo richiede, e stabilisce, un complesso sistema di contatti sempre più stretti e definiti tra il cervello e la mente, tra la mente discernitiva e la vita affettiva attraverso il corpo eterico, che si comporta da veicolo di relazione naturale dell’esistenza sul piano fisico e sugli altri piani del Sistema Solare come l’astrale, il mentale ed altri in processo di costruzione (buddhico, atmico e monadico). L’espressione odierna dell’Hatha Yoga, attraverso lo sport, l’igiene naturale, la dietetica e i diversi tipi di respirazione e posture del corpo, si prefigge di purificare e raffinare il Calice Oggettivo e sensibilizzare costantemente il corpo eterico affinché riesca ad accogliere senza attriti, causa di malattie, la crescente vibrazione spirituale del Pensatore, che deve percorrere il mondo per offrire perpetuamente “il suo corpo ed il suo sangue”, affinché ogni pellegrino della terra possa colmare la sua sete di giustizia sociale ed umana. La nota frase mistica dai loro frutti verranno riconosciuti sintetizza questa tappa dello Yoga, nella quale Dio è perfettamente riconoscibile attraverso il corpo fisico.

I Grandi Avatar (Cristo, Ermete, Buddha, ecc.) dimostrarono oggettivamente la purezza delle Loro splendenti Vite dai Veicoli o Calici indescrivibilmente immacolati e radianti. Il conseguimento di tali obbiettivi, come rivelazioni di certi Archetipi, è lo scopo dello Yoga e il suo raggiungimento esigerà di trasferire le proprie energie ai Chakra superiori del cervello e del cuore, consentendo un contatto con la Realtà più elevata: il Dio che è in noi.

Il ritmo costante ed invariabile dell’evoluzione promuove il sorgere di altri Yoga in conseguenza della pressione interiore della Monade Spirituale che dall’alto (corona) e verso l’interno (cuore) vuole stabilire l’unione diretta e positiva con la Vita Divina in tutti i Suoi piani di Espressione Psicologica. La Gloria di Dio deve rivelarsi, come dimostrò il Cristo, attraverso Gesù e da qui il Mistero cristiano che deve essere rivelato con l’Hatha Yoga.

Questa Scienza di unione ha quindi il compito di raffinare l’organismo, introducendovi elementi vitali di elevatissima vibrazione composta da un particolare tipo di prana più sottile, che potrà essere utilizzato soltanto quando la mente (Raja Yoga) e il cuore (Bakti Yoga) abbiano raggiunto un buon grado di equilibrio e sviluppo. Ma questo è solo l’inizio di una incessante ricerca.  Tale Mistero ha ancora molti segreti da rivelare e molti elementi di saggezza e conoscenza da apportare prima di chiudere i cerchi di perfezione fisica programmata dalla Divinità per l’essere umano espressi dal grande Archetipo Causale (Angelo Solare). Utilizzando necessariamente la chiave dell’analogia, si può dire che così come il nostro Logos Solare, piano fisico di un Logos Cosmico, si manifesta nei sette piani sempre più sublimati di coscienza (dal più denso piano fisico al piano Adi, dove gli eteri si sono convertiti nel Fuoco Creatore dello Spirito), anche l’Entità umana, nel suo corpo fisico, deve esprimere sette stati di coscienza: dal livello più denso di energia in cui il Calice è oggettivo e tangibile fino a toccare il piano monadico, dove tutto è Luce e Fuoco e dove la natura umana è completamente deificata e redenta. Il compito della Vita che ci anima è quindi cercare di purificare costantemente il Calice o Corpo, affinché lo Spirito possa, un giorno, manifestare il sublime Tesoro di Saggezza che costituisce il contributo permanente del nostro sistema Solare.

 BAKTI YOGA

 Noto anche come Yoga della Devozione o “Cammino Mistico”, è il secondo dei grandi Misteri del Cristianesimo, quello del Battesimo nel Giordano, essendo l’elemento acqua un simbolo di purificazione e quello più vincolato con lo sviluppo di questo Yoga che è la rappresentazione dello stato di sensibilità in crescente evoluzione nella coscienza dell’umanità.

  • Il nostro Sistema Solare è il Corpo fisico di una Entità Psicologica di Secondo Raggio, la cui naturale espressione è l’Amore.
  • L’Amore è una Qualità di Vita che si esprime negli esseri umani come sensibilità delle emozioni e sentimenti.
  • Emozioni e sentimenti, e la sensibilità che attraverso questi si manifesta, sono le qualità caratteristiche del Piano emotivo, che è il Corpo emotivo della stessa divinità in cui l’Anima o Io superiore, sensibile alla vita spirituale (Monadica), cerca di esprimere il sentimento di Unità inerente a questa Vita.
  • I desideri, le emozioni ed i sentimenti si sviluppano per giungere ad una piena Unità attraverso il corpo emotivo, che, nell’essere umano, è il più potente vincolo di unione della Divinità creatrice con l’aspetto Amore dell’Angelo Solare (che risiede nel corpo causale).

Possiamo considerare il Bakti Yoga come un tentativo del Creatore di manifestare Amore attraverso gli esseri umani, riconoscendolo quale base fondamentale e creatrice di questo sistema Solare, in cui viviamo, ci muoviamo e siamo. Esotericamente rappresenta il Sentiero di minore resistenza per ciò che è lo sviluppo psicologico dell’essere umano. Il veicolo emozionale contiene in sé lo spirito di unità e la sua linea di attrazione naturale o Sentiero interiore conduce al piano buddhico, dove i sentimenti di pace, amore e unità impregnano gli eteri sottili che lo costituiscono. L’etere di questo piano appare puro e radiante e non viene contaminato da elementi nocivi e separativi, inerenti al desiderio materiale, costituente della radice del karma umano. Lo studio esoterico dello Yoga racconta di un corpo fisico suddiviso in due aspetti ben definiti: quello denso e quello sottile; di un corpo mentale concreto ed uno astratto. Solo il corpo emotivo, come ricettacolo e veicolo dell’aspetto Amore della Divinità, ha una struttura unitaria e agisce come un unico, solido blocco, mentre, negli individui più evoluti, cerca di ricostruire nei loro cuori la stessa qualità di Amore di Colui che gli diede la Vita.

La costante aspirazione “verso l’interno” seguendo il cammino del cuore costituisce la regola e la disciplina del Bakti Yoga.

La sua linea naturale di devozione a ciò che è superiore deve trovare nel sentimento di buona volontà, nella incommensurabile bontà del cuore e nel sincero adattamento a tutte le cose, a tutti gli esseri ed a tutte le situazioni il massimo compimento, ovvero il riconoscimento di essere parte costituente dell’intero creato. Lasciando che le intuizioni penetrino in noi potremo osservare che il Bakti Yoga non è uno yoga di grandi sforzi e neppure di rigide discipline. Paradossalmente, l’unico sforzo consiste nel “lasciarsi guidare” verso l’Essere Interiore. Le parole Cristiche Soltanto dall’Amore l’uomo sarà salvato e redento giustificano l’importanza del corpo emotivo il cui raffinamento costante conduce la sensibilità al suo culmine, cioè, al sentimento di unità così come si manifesta nei piani buddhici del Sistema Solare. L’unico sforzo permesso al corpo emotivo, in accordo con le più raffinate virtù dello Yoga, è quello di lasciarsi condurre senza sforzo dallo stimolo soave che proviene dalla profondità di noi stessi e che deve culminare nel ritrovamento del Paradiso Perduto.

L’unica attenzione che il praticante del Bakti Yoga deve osservare è di mantenere costantemente accesa la Torcia nel Cuore, piena di fede e speranza in Qualcosa o Qualcuno, la cui ricerca e ritrovamento devono necessariamente essere la suprema guida e la suprema speranza della sua coscienza nel percorrere il sentiero.

L’Identità Mistica di tutti gli YOGA

Anche se la maggior parte delle persone non ha il dono di un temperamento mistico, che identifica i genuini praticanti del Baki Yoga, le strade spirituali che i Santi e gli Iniziati di tutti i tempi hanno calcato nella loro ricerca dell’Amore Universale furono, e sono, autentiche creazioni dello spirito immortale dell’uomo e una rivelazione, ad ogni passo, del suo tesoro occulto. Le radici mistiche del Bakti Yoga affondano profondamente in quella lontanissima tappa della storia planetaria, nella seconda sotto-razza della Seconda Razza radice, dove “certe Potestà deviche di Secondo Raggio” introdussero negli eteri planetari quelle semenze contenute nell’atomo permanente astrale del Logos planetario. Questi atomi permanenti all’interno dell’essere umano produssero i due risultati seguenti:

  • Alcune Gerarchie Deviche specializzate, provenienti da specifiche posizioni del Sistema Solare, con la precisa missione di costruire il corpo emotivo dell’essere umano e dotarlo di natura sensibile, si incorporarono nel ritmo evolutivo della Natura planetaria e specificatamente nel Regno Vegetale.
  • L’apertura di questo Principio di Sensibilità diede l’avvio all’era del desiderio che, milioni di anni più tardi, si convertirà nell’affetto sensibile che governa le relazioni tra gli esseri umani e che, al traguardo, dovrà convergere, in perfetto Amore, in quel sentimento indescrivibile di pace e fraternità, rivelazione del perfetto Archetipo emozionale delle razze del futuro.

 Lo sviluppo della sensibilità umana è quindi soltanto l’espressione di gradi di sensibilità del sentimento del Creatore, esercitati dall’essere umano a misura in cui vince l’inerzia del desiderio e dei suoi attaccamenti attraversando il Bakti Yoga. Il termine “Aspirazione” ne definisce il processo, qualunque siano le sue discipline. L’Aspirazione non è altro che l’aspetto sensibile di Dio che cerca di rivelare Amore in tutti i Piani del Sistema Solare, in ciascun Regno di Natura, in ogni essere umano e in tutte le cose create. Lo sviluppo della sensibilità umana si esprime nella musica, nella letteratura e nella poesia, così come nella scienza della contemplazione, le quali possono essere percepite come tesori artistici tratti dall’anima sensibile dell’umanità e come nobili Archetipi emozionali della Razza per epoche future.

IL RAJA YOGA

Il processo di espansione dello Yoga proseguì fino alla quinta sotto-razza della Terza Razza Radice o Lemure, e qui si produsse una drastica modificazione. Ci fu un Concilio Solare, nel quale parteciparono “inviati celesti” provenienti da altri pianeti del nostro Sistema, dal Sole centrale spirituale ed anche da altri Sistemi Solari karmicamente vincolati con il nostro (un giorno verrà compresa la verità ermetica secondo la quale tutti gli Universi sono solidali tra di loro e i Logoi costituiscono una società fraterna che sfugge completamente alla comprensione della nostra piccola intelligenza). Il punto centrale della discussione fu l’esito raggiunto dal pianeta Venere a proposito dell’introduzione del “sistema iniziatico” come accelerazione del processo evolutivo della sua splendente umanità. Si presero determinati accordi che furono messi in pratica più avanti, in occasione della favorevole posizione delle costellazioni siderali legate al pianeta Terra:

  • Fu sollecitata la cooperazione di un Grande Adepto della Catena Venusiana, nell’opera di accelerazione del processo evolutivo sulla Terra.
  • Fu richiesto al Logos Solare di inviare sul nostro pianeta alcune Entità di grande elevazione spirituale, di livello simile ai nostri Maestri di Compassione e Saggezza, al fine di prepararlo ad accogliere il seme della mente. Queste Entità avevano raggiunto il loro elevato grado spirituale in un Sistema Solare precedente. Esotericamente sono conosciute come “Dhyan del Fuoco” (Dottrina Segreta) o Angeli Solari e manifestano la Perfezione di uno stato di Pace, Amore e Saggezza del Logos Solare, arrivando al limite di comprensione della nostra piccola mente umana.
  • Una cospicua legione di schiere angeliche fu mobilitata per contribuire all’espansione del processo iniziatico in preparazione, con la precisa missione di operare da “intermediaria celeste” fra la indescrivibile Potestà Venusiana e gli Angeli Solari, nonché preparare la sostanza degli eteri per poter resistere alla tremenda pressione del Quinto grande Principio Cosmico: la Mente di Dio.

Le ragioni che indussero i componenti del Grande Concilio Solare a chiedere l’intervento del Grande Adepto Venusiano, erano fondate sul Suo glorioso passato e sulla Sua relazione Spirituale e Karmica con alcuni Pitri che, provenienti dalla Luna (quando questa era un rigoglioso pianeta), avevano seguito l’uomo sulla terra. Sanat Kumara, nome con cui è conosciuta questa poderosa Entità Venusiana, accettò la missione che gli veniva offerta, come un Atto di Servizio e Sacrificio Creatore e, lasciando la “pace degli Alti Luoghi”, come scritto in alcuni passaggi de “Il LIbro degli Iniziati”, (allegoricamente) discese sulla Terra accompagnato da 3 eccelsi Discepoli del Suo Ashram su Venere. Queste quattro entità sono esotericamente chiamate “I Quattro Kumara” o anche “I Signori della Fiamma”. Con il loro arrivo sulla Terra si aprì una nuova via per l’espansione del Logos Solare. Il Grande Concilio prese anche in considerazione l’evoluzione di un considerevole numero di Entità monadiche provenienti dalla catena lunare, che evolvevano sulla Terra sotto forme animali di tipo superiore, ed anche quelle delle Monadi spirituali planetarie custodi del germe attivo dell’essere umano. Entrambi questi tipi di Monade presentavano un livello simile di evoluzione spirituale e su queste, simbolicamente parlando, discese il Potere della Grazia Santificante, il Fuoco Divino, che le avrebbe trasformate in esseri umani. Così, da allora l’evoluzione di queste Monadi condivisero lo stesso principio redentore, quello della Mente, che arde nel Quinto Piano del Sistema Solare e che ha le sue infinite ripercussioni nel quinto sotto-piano di ogni Piano della Natura ed in ogni quinta sotto-razza di una qualsiasi Razza. L’intervento diretto dei Signori della Fiamma, l’invocazione degli Angeli Solari e il contributo delle schiere angeliche provenienti dal pianeta Venere furono causa di un certo tipo di evoluzione:

  • Fu attivata, stabilita e strutturata la Grande Gerarchia Spirituale o Grande Fratellanza Bianca, che da quel momento assunse il governo dei destini spirituali della Terra e dell’evoluzione di tutti i Regni di Natura. Sanat Kumara, come espressione visibile del processo spirituale in atto, e il Triangolo dei Tre Signori della Fiamma, oltre alla cooperazione di tre indescrivibili Entità cosmiche che volontariamente scelsero di convertirsi in Agenti soggettivi di queste, costituirono i Sette Centri con i quali il Logos Planetario, attraverso Sanat Kumara, doveva stabilire un contatto diretto con il Logos Solare e con la natura mistica di Coloro che costituiscono il Suo corpo di espressione.
  • Ciascuna delle entità monadiche alle quali ci siamo riferiti, superato un certo grado di evoluzione all’interno del Terzo Regno di Natura, si fece potentemente invocativa “ed elevando soddisfacentemente la coppa verso l’Alto” esigette, per la prima volta nella storia della vita della Natura, il diritto di possedere un’anima individuale, libera ed indipendente. Gli Angeli Solari risposero immediatamente a tale poderosa invocazione e, lavorando intelligentemente sugli eteri, per bruciare in questi le scorie della tappa trascesa, “affondarono profondamente le spade di giustizia” nell’anima-gruppo animale, che custodiva l’integrità di tanti desideri e speranze, liberando tutte quelle Monadi che avevano trasceso o stavano trascendendo la tappa puramente animale. Frutto di questa attività fu l’introduzione del germe della mente all’interno del cervello dell’uomo-animale, il debutto del Quarto Regno di Natura, l’ingresso della Razza umana nel ritmo dell’evoluzione planetaria.
  • Le gerarchie deviche provenienti da Venere e da radiazioni solari si unificarono alle schiere angeliche di provenienza lunare, responsabili della creazione sulla Terra di tutte le forme esistenti in Natura. Il risultato di questo legame devico generò il mistero infinito di quella rara sostanza o essenza conosciuta come elettricità. Un tipo di elettricità già era presente e conosciuta con il nome di Kundalini, che irradiava calore e produceva il mistero della vita. La somministrazione di fuoco solare da parte delle schiere deviche di Venere produsse però LUCE, la quale, nelle sue prime fasi, determinò per “radiazione” una raffinata evoluzione nel regno vegetale, il più bello, il più puro, il più radiante dell’evoluzione planetaria. Produsse anche una notevole espansione nel regno minerale, che perse gravità o peso grazie all’elevazione dell’indice degli elementi chimici dotati di radioattività e di elettricità o energia creatrice.

Tutto questo grandioso processo portò in dote alla Terra ed in particolare all’umanità il terzo dei Grandi Misteri dell’evoluzione Umana: il Raja Yoga, dando il via all’era della Trasfigurazione planetaria e di tutto il cambiamento che ne sarebbe seguito, dal momento in cui la luce, per la prima volta, penetrò nel cervello dell’uomo primitivo, dotandolo della facoltà di autocoscienza. Autocoscienza che ai nostri giorni sta raggiungendo la sua piena espansione nella quinta sotto-razza della Razza Ariana, nella quale si stanno già modellando i tipi umani che costituiranno la sesta sotto-razza e che non è altro che un’espressione evolutiva del Raja Yoga che culminerà, tra alcuni milioni di anni, con l’apparizione della settima sotto-razza della nostra Quinta Razza Radice. Gli uomini appartenenti alle Razze precedenti, Lemure ed Atlantidea, mantengono ancora implicita l’attività dello Yoga in seguito al quale si sono manifestate attraverso le età, e seguono un piano archetipico che deve riflettere, come un linguaggio profondamente mistico direbbe, la Gloria del Figlio di Dio o del Figlio della Mente, come viene occultamente definito l’Angelo Solare. Possiamo allora affermare che attualmente coesistono tre tipi di Yoga principali con le seguenti analogie occulte e le loro funzioni archetipiche:

YOGA CORPO ELEMENTO QUALITA’
Hatha Yoga Fisico (denso ed elettrico) Terra Bellezza
Bakti Yoga Emotivo Acqua Bontà
Raja Yoga Mentale (quinto sotto-piano) Fuoco (minore) Verità

 Il Corpo Mistico dell’Espressione Universale

Il veicolo mentale che, come già osservato, è una creazione dell’Angelo Solare, che esercita il Raja Yoga attraverso il germe della mente proveniente dal quinto Piano del Sistema Solare, in cui si trova l’atomo permanente mentale del Dio del nostro Sistema Solare, ha due caratteristiche ben definite, come sanno tutti i sinceri praticanti del Raja Yoga.

  • Una è di tipo concreto ed è relazionata con le energie eterico-fisiche connesse con l’aspetto intellettuale della mente e con quella parte specifica del cervello dove è ubicata la ghiandola pituitaria o pineale.
  • L’altra, di tipo puramente astratto, sfrutta energie di qualità profondamente spirituali e mistiche, relazionata quindi con la vita dell’Angelo Solare.

Il suo campo di irradiazione è quel punto nel cervello che chiamiamo ghiandola pineale. Questi sono i centri focali di energia mentale dove si sviluppa l’attività del Raja Yoga. Lo sviluppo del principio naturale di osservazione, il processo analitico dell’intelligenza, il potere di controllare le emozioni e il processo di collegamento della personalità con l’Angelo Solare, mediante l’unificazione del Centro Ajna con il centra Sahasrara, la fontanella, grazie alla costruzione dell’Antahkarana, costituiscono la linea naturale di espansione del corpo mentale con il Raja Yoga. Si potrebbe descrivere il Raja Yoga come un processo alchemico che permette all’essere umano di utilizzare creativamente il fuoco che arde nel quinto sotto-piano del piano mentale dell’Universo, per bruciare le scorie che il tempo, l’attrazione per la materia e il desiderio di esistere nei tre mondi dell’evoluzione umana hanno decantato nelle cavità occulte di ciascuno dei corpi di espressione psicologica, rigenerando e sublimando così l’elettricità o aspetto esoterico del Prana. Contattando i dati cristallizzati nell’Akasha si giunge alla conclusione che il Raja Yoga è più antico del nostro mondo, essendosi rivelato nel momento in cui il Logos Solare decise di incorporare il Sistema Planetario nella Sua Vita, dando il via al processo mentale e strutturale di tutto ciò che costituirà il nostro pianeta. Quando poi gli Angeli Solari, raccogliendo il soffio vitale della Sua Volontà, si introdussero misticamente nell’essere umano e lo dotarono della gloria della mente, non fecero altro che proiettare il processo spirituale e trascendente del Raja Yoga. Quando il grande iniziato Patanjali, alcuni secoli prima di Cristo, iniziò a riorientare creativamente la vita mentale degli esseri umani per mezzo dei suoi famosi Yoga Sutra, non fece altro che salvaguardare il patrimonio spirituale dell’umanità attraverso un sacro Codice di Leggi e Principi che, correttamente interpretati, aiutano a stabilire un contatto cosciente con l’Io superiore o Angelo Solare, Signore delle sette Chiavi della Saggezza e del processo spirituale della storia.

Fonte:

I MISTERI DELLO YOGA, Vicente Beltràn Anglada –  Edizioni Sintes

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E' alquanto meglio edificare una Piramide nel deserto piuttosto che mille oasi brulicanti di vita ordinaria. Maestosa, fredda, perfetta ti ficca due dita in gola facendoti vomitare domande e dubbi. Oscura per un attimo l'ego che brilla compiaciuto di stupidità ebete, per aver rinchiuso nel buio e nel silenzio l'anima sgomenta che così viene accarezzata dalla fredda luce della ragione.

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