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Il Significato Occulto dello Yoga – Quarta Parte [R]

Il Significato Occulto dello Yoga – Quarta Parte [R]

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DEVI  YOGA 

Il Devi Yoga è l’ultimo degli Yoga cui l’umanità può accedere nell’attuale ronda planetaria ed è riservato esclusivamente a coloro che in passato, realizzando gli sforzi e sacrifici personali richiesti, hanno raggiunto il culmine di se stessi, posizionandosi, pienamente coscienti, nel Shahasrara o chakra della corona. Questo centro esprime nella sua essenza l’Archetipo Divino, compito evolutivo dell’essere umano in questa 4 Ronda.

Il Mistero Cristiano dell’Ascensione fa riferimento a questo Yoga e vi accedono solo i Maestri di Compassione e di Saggezza, gli aspiranti spirituali ed i discepoli. Fissando la mente nel Proposito divino, e l’attenzione nel centro più elevato di se stessi, si possono scoprire alcune delle possibilità di azione immediata in relazione al Devi Yoga. Vi è da segnalare che in questa elevata dimora alberga il più profondo dei silenzi ed esiste un punto di ancoraggio per le energie della Monade Spirituale.

Il Fuoco che si manifesta è di natura elettrica e il potere del “Dio Agni” si esprime, per l’essere umano, nella sua più pura e perfetta essenza. Si intende dire quindi che si tratta di un luogo eminentemente sacro e che il suo centro di irradiazione, per il pianeta terra, si trova in quella parte sperduta nel cuore dell’Asia, che gli esoteristi chiamano Shamballa o Isola Bianca nel deserto del Gobi. Questa positiva, diretta e permanente relazione fra il Shahasrara e la Monade Spirituale, le Energie del Fuoco Elettrico e Shamballa caratterizza quella facoltà dinamica e risolutiva dell’Essere chiamata Volontà, aspetto principale del processo del Devi Yoga.

Non tutti gli aspiranti tuttavia sono pronti a seguire “questo Cammino di Fuoco che è da percorrere con i piedi nudi e senza altra difesa e guida se non l’ardente fede, il deciso proposito ed il profondo distacco“.

Il Fuoco di Shamballa, che si manifesta gradualmente nell’essere umano attraverso il centro della corona è molto diverso dal Fuoco Solare, che attua attraverso il centro cardiaco e caratterizza il processo dell’Agni Yoga, ponendo in vibrazione quei sottilissimi filamenti eterici chiamati “nadi”, che vanno dal centro cardiaco al chakra coronario. Si può affermare che l’Agni Yoga, agendo dal centro mistico del cuore, da inizio al processo di Ascensione, quello della drammatica lotta contro i Signori della vita personale e il “serpente di ogni possibile tentazione”, che culmina, nel Devi Yoga, nell’unione con il “Padre nei Cieli”.

L’arrivo dell’Agni Yoga nel Devi Yoga con la progressione delle energie del Fuoco Solare del chakra del cuore verso il Shahasrara, nel quale si manifesta il Fuoco elettrico di Fohat, sono azioni riservate a quegli spiriti veramente forti, che, stanchi dei tormenti della vita, hanno deciso di fondersi, come un fiume nell’oceano, nella Vita di Dio. Come detto precedentemente, con l’Agni Yoga era necessario un determinato contatto con il quarto sotto piano del piano buddhico. Nel Devi Yoga si può parlare di un contatto con i livelli superiori di quel piano, che richiede un perfetto raffinamento del corpo eterico, ricettore di ogni energia, una totale purificazione dei “nadi” ed uno sviluppo completo dei chakra. Questo conduce ad un riorientamento totale della vita psicologica e all’attivazione di ciò che esotericamente viene chiamato “il Sentiero della Sanità”.

L’individuo che è riuscito ad arrivare a questo punto, si è liberato non solo delle infermità fisiche e dei conflitti emozionali, ma anche e per sempre del “conflitto di decidere” non essendo più condizionato dalla facoltà del “libero arbitrio”. Le decisioni e scelte diventano sempre più certe ed opportune poiché il cuore e la mente, pienamente integrati, riposano nel Giudizio di Dio, nella Cui Mente sono perfettamente identificati. Il Devi Yoga quindi, a differenza degli altri Yoga precedenti, che riflettono progressive integrazioni della coscienza dell’aspirante, deve essere considerato quello dell’unione con Dio ovvero della conquista finale di ciò che Cristo chiamò “le Questioni del Padre”, con le quali il ricercatore può, coscientemente, contribuire allo sviluppo del Piano di Dio sulla Terra. L’essere umano che è riuscito a raggiungere questa elevatissima tappa dello Yoga, utilizza il potere di Dio per portare coscientemente l’Essenza di Vita in tutto l’Universo che lo circonda, attraverso il controllo e il dominio di determinati gruppi di Deva, che costituiscono le schiere costruttrici di tutte le forme oggettive e soggettive del pianeta. L’attività del Devi Yoga, alla quale tutti noi dovremmo accedere un giorno, presuppone:

  1. Una perfetta coscienza sul livello buddhico ed un contatto permanente con l’essenza buddhica, emanante dal piano eterico cosmico, espressa dai Deva del Piano Buddhico del nostro Sistema Solare.
  2. Una continuità di coscienza all’interno di una definita linea di Raggio, utilizzandone le energie caratteristiche per cooperare con i Deva superiori nella costruzione di nuove e più perfette forme di vita nella Natura.
  3. Un contatto cosciente con i “Cinque Arcangeli Sacri”, Signori del Piano Atmico, Buddhico, Mentale, Emotivo e Fisico. In questa linea di contatto naturale si trova implicito il Mistero della Quinta Iniziazione, che converte l’essere umano in un Maestro.
  4. Il potere di controllare coscientemente le schiere deviche che si esprimono nei piani Mentale, Emotivo e Fisico; possibile attraverso la realizzazione della gloria del distacco da se stessi, che trova la sua espressione nella famosa frase, riferita all’adepto, di “Signore dei Tre Mondi”.
  5. Una ispirazione costante e la creazione di un nuovo antahkarana (ponte) verso i livelli Monadici, nuove Strade di Luce per lo Yoga dell’Adepto, culminante nelle sesta e settima iniziazione, che caratterizzano lo stato puro del Choan o di Direttore spirituale all’interno di un determinato Raggio.

Il processo che va dall’uomo comune, che ha solo accesso alle pratiche dell’Hata Yoga, fino al Maestro o uomo perfetto, che esercita il suo elevato tipo di vibrazione nel Piano Buddhico del nostro Sistema Solare, è scrupolosamente selettivo e richiede un’acquisizione di “potere” in ognuno dei piani e sotto piani in cui si pratica lo Yoga. Questo “potere” racchiude in sé tre aspetti consustanziali: Invocazione, Contatto e Controllo degli elementi devici che realizzano la loro evoluzione nei livelli conquistati con il corretto esercizio dello Yoga.

In ognuno dei piani e sotto piani della Natura “si agitano gaudiosamente” una incredibile moltitudine di Angeli o Deva, che compongono gerarchie ben definite, con il compito di “costruire” le forme che caratterizzano ciascun piano e sotto piano, e fornire i veicoli alle Monadi spirituali ed a tutte quelle creature che, appartenendo ad una linea evolutiva diversa da quella umana, realizzano un determinato processo evolutivo all’interno del Grande Schema Creatore della Divinità. Questa idea presuppone l’introduzione, nell’ambito del nostro studio sullo Yoga, di altri elementi ancora sconosciuti, che assieme alla nostra Quarta Gerarchia creatrice, l’umana, contribuiscono all’espressione del Logos del nostro Sistema Solare. Per quanto concerne il potere che l’essere umano va acquisendo nei diversi livelli evolutivi della sua coscienza è necessario considerare che il “controllo su se stessi”, così come è enunciato in qualsiasi trattato psicologico o yogico, è la base del dominio su determinati gruppi di Deva, i quali, senza che l’uomo se ne renda conto, creano attorno a lui quelle situazioni ambientali che ne costituiscono il Karma.

Nell”infinito oceano dello Spazio dove si esprimono i mondi, gli Universi e le Galassie esiste una continuità di Vita, di Coscienza e di Forma. L’essere umano è una esatta riproduzione di questo Mistero della Vita, che dà luogo ad “una espressione di forma oggettiva, ad una incessante evoluzione della coscienza ed alla continuità del proposito creatore“.

Il Devi Yoga esprime, nella sua essenza, il “potere” dell’uomo sull’ambiente e sulle circostanze. Dall’individuo comune fino all’Adepto si estende una linea di potere, o di azione karmica, che ciascuno deve cercare di conquistare dal suo particolare livello evolutivo e con il suo sforzo contribuire all’evoluzione del grande insieme della Natura, il quale “compirà la sua vera missione quando l’uomo avrà compiuto la sua“.

Ma che cos’è esattamente un Angelo o Deva? Si potrebbe rispondere che si tratta di un’entità spirituale che possiede un potere indescrivibile sugli eteri dello spazio e sulla sostanza materiale del Sistema Solare. Nella Vita centrale della Divinità, durante il processo di creazione di un Sistema Solare, si manifestano sette elementi vivi, che costituiscono la base della strutturazione di ogni tipo di forma. Siamo solo a conoscenza di cinque di questi: la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco e l’etere. Gli altri due, la cui sottigliezza può essere percepita soltanto dall’Alto Iniziato, sono alla base del Mistero iniziatico e non ci è quindi permesso entrare nei dettagli sull’argomento. Si può segnalare che tali elementi stanno alla base strutturale dei piani Atmico e Monadico, dove gli esseri umani non possiedono ancora corpi definiti. Riferendoci invece alla vita dei Deva, possiamo affermare che le loro Gerarchie si estendono dal piano adico (quello della vita intima della Divinità, la cui sottigliezza e potere sfuggono completamente alla più profonda ed elevata delle concezioni) fino al piano fisico, nel quale attuiamo la nostra evoluzione di esseri umani. In ogni piano esistono determinate Gerarchie deviche dipendenti da un Potere devico centrale, conosciuto come Mahadeva in Oriente ed Arcangelo in Occidente, con la missione di rivelare gli Archetipi che la Divinità ha ideato e programmato per il particolare sviluppo della Sua coscienza. Un Arcangelo, una serie di Deva elevati e una grande moltitudine di Deva minori sono responsabili dello sviluppo dello schema programmato e della costruzione di tutte le forme che compongono la vasta sfera universale con tutti i suoi piani e dimensioni. Oggettivando queste idee si potrebbe, per esempio, affermare:

  1. Un Sistema viene costruito secondo un disegno cosmico, programmato dalla Mente di Dio.
  2. Questo disegno o Archetipo è sempre consono al grado di perfezionamento raggiunto dal Logos del Sistema in un periodo evolutivo anteriore e quindi segnato da un certo karma, emanato da fonti cosmiche.
  3. Questo disegno caratterizza una qualità specifica di Raggio ed è costantemente presente nella Mente della Divinità, esprime un potere caratteristico e determinato e costituisce un “ordine” per le Gerarchie deviche, agenti diretti della Sua volontà.
  4. Questa “vibrazione”, ordine o potere devono essere adempiuti. Tale è il senso delle parole mistiche del Cristo: “Padre, sia fatta la Tua Volontà”. Gli Arcangeli sono gli esecutori diretti di tale Volontà. Ciascun Archetipo, discendendo di piano in piano e di gerarchia devica in gerarchia devica, si trasmette dal livello più elevato a quello più denso. Questo Mistero custodisce il processo dell’evoluzione.
  5. Gli Arcangeli, Esecutori della Volontà divina, riempiono con la Loro Vita tutti i vuoti dello spazio. Sono Etere e vivono nell’Etere. Per etere si intende quella sostanza emanata dalla stessa Vita della Divinità, che satura ogni piano del Sistema con un determinato aspetto della Sua Individualità Psicologica, e non un semplice elemento, come viene considerato dalla scienza. Ogni piano della Natura ha così il suo Etere, la sua sostanza vitale e di relazione e la sua sottigliezza, funzione della sua “distanza” dalla vita centrale della Divinità.
  6. Si può affermare che lo Spazio, l’Etere che lo riempie, e gli elementi naturali, coesistenti in ciascun piano della Natura, sono la vita espressiva dei Deva. Si può anche assicurare che non esistono “vuoti” nel Cosmo, che è invece pieno della sostanza vitale dei Deva, Agenti creativi di Dio.
  7. In un “Principio dei Principi”, quando esisteva soltanto il caos o il grande vuoto cosmico (il Grande Pralaya), la Volontà del Logos emise un Suono, una Voce o un Mandato. Esotericamente questo è riconosciuto come A.U.M. o, in altri termini, come “Sia Fatta la Luce”. A questa Voce sacra che tutti i Logoi riprodussero, a prescindere dal Sistema Solare a cui appartenevano, risporero immediatamente le Alte Gerarchie Deviche e, “seguendo le infinite ed innumerevoli cadenze” di quella Voce o di quel inappellabile Mandato, si crearono le strutture dell’Universo in base al potere del Suono.
  8. Esistono sette piani all’interno del nostro Sistema Solare. Ciascun piano è governato da un Arcangelo o Mahadeva attorno al quale vi è una Gerarchia Devica o corte angelica che asseconda i Suoi piani in relazione con la Volontà e il Disegno di Dio. La comprensione delle ragioni appena espresse lascia un grande margine al processo mistico dell’intuizione, poiché si trattano questioni che, per le loro particolari caratteristiche, sfuggono all’aspetto discriminativo della mente logica.

Si deve tuttavia ammettere che non si ha ancora a disposizione una intuizione sufficientemente sviluppata per poter giungere al fondo delle diverse questioni trattate e che la mente umana, ancora priva di elementi devici di tipo superiore, si rifiuta di penetrare in quei supremi vuoti cosmici, dove nasce la meraviglia della creazione. Quando ci riferiamo all’Hatha Yoga, ricordiamo gli agenti devici che “vivono, si muovono ed hanno l’essere” negli elementi che costituiscono la nostra natura fisica (terra, acqua, aria, fuoco, etere) e che, nel loro insieme, costituiscono “l’elementale fisico”, il cui controllo caratterizza lo specifico tipo di Yoga. Questa idea essenziale si può applicare analogicamente a tutti gli altri nostri corpi, manifestando, anche se con molte limitazioni, il potere della nostra potenza creatrice. Il Bakti Yoga e il Raja Yoga sono attività universali che cercano di approfittare del potere dell’Anima sulla nostra mente e sulle nostre emozioni, creando all’interno dei piani emozionale e mentale un vuoto di caratteristiche personali che progressivamente si riempie di elementi devici di straordinaria sottigliezza e della più elevata vibrazione se confrontati con quelli del nostro attuale stadio evolutivo. E’ per questo che la pratica del Devi Yoga fu iniziata, senza che noi ne fossimo coscienti, nelle primissime tappe della nostra ricerca spirituale, anche se è proprio nell’Agni Yoga che l’aspirante e il discepolo iniziano ad essere coscienti della cooperazione devica nei loro sforzi di perfezione. Si dice che questa coscienza sia realmente oggettiva e reale nel Mistero della Trasfigurazione, quando l’Uomo, vincendo l’imperativo dei sensi e delle illusioni mentali, è asceso al monte Tabor della sua coscienza.

Per concludere si vuole sottolineare che ogni potere sviluppato e non controllato si converte in un motivo di regressione, di ritorno all’incerto e doloroso passato. E’ evidente il pericolo che si deve evitare.  Bisogna affermare che tutti gli Yoga sono consustanziali ed appartengono al processo evolutivo della coscienza umana, intesa come un tutto. Il processo di perfezione è unico, varia soltanto la qualità degli elementi devici introdotti in un determinato stadio, essendo precisamente questa qualità che definisce il tipo di Yoga attivo in un determinato momento della storia solare, planetaria e umana.

Fonti:

I MISTERI DELLO YOGA, Vicente Beltràn Anglada – Edizioni Synthesis

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E' alquanto meglio edificare una Piramide nel deserto piuttosto che mille oasi brulicanti di vita ordinaria. Maestosa, fredda, perfetta ti ficca due dita in gola facendoti vomitare domande e dubbi. Oscura per un attimo l'ego che brilla compiaciuto di stupidità ebete, per aver rinchiuso nel buio e nel silenzio l'anima sgomenta che così viene accarezzata dalla fredda luce della ragione.

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