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Il Principio Cristico

Il Principio Cristico

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Vi proponiamo qui la traduzione in italiano dell’ultimo capitolo del libro La Luce sul Cammino di Isha Schwaller de Lubicz, intitolato “Il Principio Cristico”

In queste pagine l’Autrice ci fa un grande regalo, spiegando forse come nessuno ha mai fatto prima, il significato simbolico della vita di Gesù descritta dai quattro Vangeli, che altro non rappresentano se non la descrizione del viaggio iniziatico che l’Anima incarnata deve compiere per tornare a Casa e sedere alla destra del Padre.

Nei capitoli precedenti Isha aveva fatto parlare i suoi personaggi, che sono tanto esteriori, quanto interni a noi stessi, e raccontato la lotta a cui è sottoposto colui che, appartenendo ai Pochi, sente dentro di sé la spinta cruciale ad evolvere. La prima luce è quella della Coscienza Umana, che spinge alla ricerca, ma si dibatte nel mondo della dualità, costretta dalla mente ad apprendere attraverso l’analisi e la separazione con l’ illusione di comprendere ciò che solo il Testimone Permanente o Spirito di Verità può abbracciare in un sol colpo. La Coscienza Umana, la cristallizzazione dell’esperienza acquisita dalla persona mortale, man mano che si purifica attrarrà verso di sé l’Anima storica, il Testimone Permanente capace di guidarla nelle tappe successive fino all’integrazione completa con se stessa. La vita di Gesù è il simbolo di quest’opera alchemica spinta fino al punto più alto della realizzazione attraverso le tappe dell’integrazione della Coscienza Umana e del Testimone Permanente, dell’unione di quest’ultimo con il Testimone Spirituale ed infine dell’integrazione completa dei due Testimoni Divini.

E’ lo stesso cammino descritto nei testi alchemici ed ermetici, cambiano i termini, ma lo scopo della Grande Opera è sempre quello di tornare a Casa e di sedere alla destra del Padre.

———————–

LA LUCE SUL CAMMINO

CAP 19

“Benvenuti, Signori. Ho voluto radunarvi qui, intorno all’albero della tradizione, per questa veglia di Natale “. Dominique invitò i suoi ospiti dentro lo studio, che era illuminato delicatamente da piccole lampade multicolori. Comode sedie erano sparpagliate intorno ad un braciere, e la fragranza di punch mescolata agli aromi di incenso e spezie.

In disparte c’erano due grandi pannelli che raffiguravano due differenti alberi: da una parte una palma da dattero, dall’altra uno strano albero verde che richiamava l’immagine di un acero, il cui tronco era stato sostituito con una colonna di Osiride. Al suolo, fra i due alberi, c’era un nido di paglia intrecciata, che sembrava incubare la fiamma che lo illuminava dall’interno.

La gioiosa musica di un canto natalizio era dolcemente diffusa dalla radio.

Dominique lasciò che i suoi ospiti acuissero la loro curiosità rispetto a questo allestimento inatteso. Il suo sorriso malizioso all’improvviso li allertò. ” Il mio albero di Natale sembra avervi ammutoliti”, disse mentre faceva passare alcune sigarette. “Vorrei che ognuno di voi mi restituisse la sua impressione.”

“E’ uno strano albero di Natale!” esclamò Dutheil. “Se davvero è un albero di Natale, che cosa vuoi simbolizzare con la dualità…?”

“Che cosa ne pensi, Jean-Jacques?”

“La colonna di Osiride e la palma mi spingerebbero a cercare in Egitto la chiave del tuo enigma,” rispose l’aviatore. ” Esiste dunque anche un Natale Osirideo?”

” E’ il nido di paglia a intrigarmi,” mormorò il Dottore. ” Sembra una strana mangiatoia, nella quale il fuoco interno sostituisce il Cristo Bambino”.

“Congratulazioni, Thomas,” rispose lo scultore mentre si accendeva la pipa. “Questo fuoco appena nato è il legame e la chiave dei miei due alberi simbolici.”

“L’origine del Natale come festa della Natività origina molto prima dell’Era Cristiana. Il culto di Mitra, il Sole invitto, celebrava l’inizio della sua ascensione e il ritorno della Vita il 23 Dicembre (il solstizio d’Inverno). A mezzanotte, luci e grandi pianti di gioia davano il benvenuto al Sole neonato e a sua Madre, la Vergine Celeste: ‘La Vergine ha partorito, la Luce cresce!’”

“Comunque il Natale Cristiano non esistette fino a molto più tardi, poiché la Chiesa degli inizi non aveva dato una data precisa per la nascita del suo Cristo Bambino. A poco a poco, fra i Cristiani d’Oriente, si radicò l’usanza di celebrarla il 6 Gennaio. E’ stato solo nel IV secolo che la Chiesa d’Occidente spostò indietro la data al 25 Dicembre, per sostituire la festa pagana della nascita del Sole, il cui culto è stato formalmente condannato da Papa Leone il Grande nel IX secolo.”

“In questo modo il rituale Cristiano della divina Natività replicò anche il rito Egizio, La Festa di Khoiak, che nello stesso giorno celebrava la resurrezione di Osiride, cioè la sua rianimazione mediante la luce solare.”

“Osiride, Neter della Natura, rappresenta il principio di eternità, cioè dei cicli che si rinnovano continuamente. Egli è il Principio Vitale, che in tutta la Natura duale, perpetuamente nasce, vegeta, cresce, muore e rinasce. Questo è il motivo per cui in certe tombe di Osiride si trovano delle sagome di conifera, il cui simbolo rende questo albero l’antenato del nostro albero di Natale. Il suo tronco è rimpiazzato dallo djed di Osiride, la sua colonna vertebrale, al quale i quattro elementi fisici danno stabilità.”

“Il mondo di Osiride è quello dell’esistenza terrena. Ciò che collega il nostro albero di Natale all’albero di Osiride è che entrambi sono illuminati dal risveglio nel fuoco nuovo. Questo fuoco è manifestato dalla stella dei Magi, il 6 Gennaio, l’Epifania. In questa data, il sole, intersecando l’abside, incomincia a prolungare il giorno e le mattine e i crepuscoli si allontanano. Da qui la nostra tradizione di mantenere accese le luci natalizie fino a questa data.”

“Questi paragoni sono tanto istruttivi quanto pittoreschi” disse Thomas.

“Possiamo essere ancora più specifici,” continuò Dominique. “Facciamo una sintesi del simbolismo. Il Natale-Khoiak è l’stante in cui il fuoco del seme, bruciato a San Michele, ha conquistato il dragone infernale e ha rianimato il germe del seme nel quale Osiride è resuscitato con il sole. Il potere cosmico di Michele ha trasformato lo sterile fuoco di Satana in fuoco portatore di vita Luciferino; Il potere cosmico di Osiride ha trionfato sul fuoco Sethiano e la vegetazione terrena ancora una volta continua il suo corso con la rinascita del sole.

“La somiglianza fra i due miti mi affascina”, esclamò Dutheil mentre si alzava per esaminare i due alberi nel dettaglio, “ma non riesco a cogliere il significato della palma”.

“L’ho messa in opposizione all’albero di Osiride, così come il sole che splende durante il giorno è in opposizione al sole notturno del Dwat, così come il regno dei cieli è differente dal regno della terra. Non solo, la palma da dattero, le cui foglie sono lunari[1] e il cui frutto è solare, unisce le due nature nella sua essenza mercuriale.”

“Nella leggenda di San Cristoforo, che trasporta il Bambino Divino al di là del fiume, Cristoforo il traghettatore si appoggia ad una palma, che usa come bastone. In questa allegoria ermetica, la palma egizia collega il mito di Horus al simbolo Cristiano. E noi abbiamo già visto che Il Cristo è per la nostra teologia ciò che Horus era per il dogma egizio.”

“Tuttavia, notate che Gesù è detto “figlio di Davide” (Daud), cioè della linea umana di Davide, per la quale egli rappresenta il culmine trascendente dell’umanità Osiridea. Inoltre, così come Cristo in Gesù sposa il Divino con l’umano, così Horus realizza questa unione nell’essere umano.”

” Perciò è Horus e non Osiride l’equivalente di Gesù Cristo.” Questo è il motivo per cui il Natale Cristiano si differenzia dal Khoiak egizio. La loro somiglianza si limita all’idea di rinnovamento della vita, che è portata sulla terra da un Potere Divino partorito dalla Vergine Celeste.

Ma la resurrezione di Osiride è una rinascita nell’esistenza terrena. E’ l’annuale rianimazione della vita vegetale..”

“Il simbolismo cosmico del Natale Cristico ha un preciso significato cosmico: rappresenta l’ingresso del Sole in un nuovo segno zodiacale, quello dei Pesci, che caratterizza l’Era Cristiana. E’ l’inizio di un nuovo ciclo, il cui simbolismo è adeguatamente dipinto con la nuova fase dell’Armonia Cosmica.” “Il suo insegnamento rivela e divulga la possibilità della Redenzione.

Sebbene questo mistero fosse già conosciuto in Egitto, sotto il nome di Horus il Redentore, era rivelato solo agli iniziati del Tempio.” Dominique si alzò ascoltando le campane di Notre Dame, che suonavano a distesa. ” E’ mezzanotte, signori, prendiamoci un po’ di tempo per dare il benvenuto al mistero Cristiano.”

“Natale. . . l’arrivo del primo nato della nuova Era. Adamo, caduto dalla nobiltà, con la sua nascita nel mondo che separa la Terra dal Cielo, ritrova di nuovo la sua nobiltà nella nascita che unisce il Cielo con la Terra.”

“Sei mesi prima di Natale -quando la luce solare prepara la sua progressiva discesa nel buio, dove avverrà la gestazione del seme concepito dalla Vergine in primavera- una donna sterile e vecchia dà la vita a Giovanni il Battista, il Precursore, nelle sterili montagne della Giudea.”

“Giovanni, il Precursore della Luce, che anche ha la sua gestazione nel buio, è il testimone predestinato dalla nascita, da quando la visita della Vergine l’ha riempito con lo Spirito Santo nel ventre di sua madre. . ..”

“Il Precursore crebbe nel deserto e si fortificò lì nello Spirito così da riuscire a separare il puro dall’impuro in ogni essere che accettava di essere immerso nell’acqua del Giordano.”

“Giovanni il Battista è il Precursore del Logos di Cristo. La sua presenza nel fiume Giordano bagna il deserto montagnoso, ‘abbassa le colline e riempie le valli’, così che non ci sia più divisione e opposizione fra ciò che è Alto e ciò che è Basso, in modo da ‘preparare la via’ al nostro Salvatore e così che la Terra ‘unificata’ si apra essa stessa e generi la salvezza”.[2]

” E il seme della salvezza, portato in gestazione nel buio, emerge dall’ oscurità durante la notte di Natale, quando il sole, essendo arrivato al punto più basso del suo viaggio, annuncia il ritorno della luce con la sua ascensione.”

“Il Bambino Divino è nato in mezzo al letame di una stalla nella mangiatoia di fieno, dove mangiavano gli animali. . .circondato da un bue e un asinello grigio, progenitore dell’asino che più tardi l’avrebbe portato al Tempio sotto le palme intrecciate.”. . .

“Natale. . . perché gli angeli, i messaggeri della Luce dall’alto sono scesi nella notte della Terra, svegliando i guardiani del gregge dell’Ariete, se non per annunciare la nascita di un Mediatore tra il Cielo inaccessibile e il gregge umano, che giace in attesa di un nuovo fuoco?”

“Agni, l’agnello, il Fuoco Divino che rianima il Fuoco dell’Ariete esaurito. . . l’agnello, figlio dell’Ariete. . .”

“Gesù, figlio di Davide, il Pastore di pecore. . . l’agnello, concepito sei mesi prima del suo precursore, per essere battezzato da lui nelle acque del Giordano.”

“Poi Gesù, il nuovo pastore, avendo soggiornato per quaranta giorni nel deserto, sceglierà i pescatori per nutrire il suo gregge.”

Dominique tacque, permettendo ai suoi amici di meditare sulle sue parole.

Essi aspettarono in vano un commento. Quando Maitre Pierre cominciò a distribuire il punch, ognuno di loro ritornò al suo posto intorno al braciere. Il sorriso solenne del loro Maestro diede una strana solennità a questo momento.

“Capite l’importanza del Natale per i nostri tempi?” continuò, mentre si accendeva la pipa.

“Sul grande orologio cosmico una rotazione della meridiana zodiacale è completa. Duemila anni fa, il sole, lasciando la regione della costellazione dell’Ariete, si spostò nella casa celeste che è sotto l’influenza della costellazione dei Pesci. Nel simbolismo zodiacale, che esprime l’influenza di ogni segno, i Pesci sono un segno doppio, per cui la sua influenza sull’umanità terrestre è stata dualistica. Ciò caratterizza l’intera era Cristiana, formando la mentalità analitica e il pensiero dialettico, nella scienza come anche nella teologia. Ed è stata un’era di conflitti fra opinioni contrastanti, fra il materialismo e la spiritualità, fra credenze imposte e il ‘libero pensiero’. C’è stata una rivalità di dottrine nelle quali ciascuna religione ha cercato di imporre la sua particolare fede sulle masse.

Però il nostro destino, sotto l’influenza delle case celesti, ci sta conducendo in una nuova avventura, poiché è arrivato il tempo per il sole di entrare in una nuova regione (designata dal segno dell’Acquario). Il passaggio da un segno a un altro è sempre un’esperienza sconcertante per l’umanità. Porta un ritmo diverso, un nuovo impulso, al quale noi dobbiamo adattare il nostro comportamento. Altrimenti, noi rimaniamo in uno stato di confusione.”

“Il segno dell’Aquario, la cui influenza noi stiamo iniziando a sentire, ci incita irresistibilmente all’individualismo. Perfino interi popoli e razze subiscono gli effetti di questo incitamento, che si esprime con un improvviso desiderio di indipendenza. E sebbene l’istinto gregario delle masse continui a riunire gli uomini in gruppi (politici, sociali e religiosi), un senso critico si sta sviluppando nell’individuo come una ribellione istintiva contro le nostre dottrine di minacce divine.”

Questo nuovo orientamento, che le masse subiscono come una corrente d’opposizione contro concetti superati, è sentito dagli esseri più consapevoli come un bisogno urgente di assumersi la propria responsabilità nella scelta delle proprie direzioni e delle proprie esperienze. Ma questa scelta richiede conoscenza dei vari stati di coscienza del nostro essere, e delle loro relazioni con l’influenza cosmica della nostra era.”

“Così come in primavera, la Natura stimola il regno vegetale e animale a essere fecondo, così nella stagione processionale dei Pesci, l’Armonia Cosmica chiama per lo sviluppo della mente umana. Allo stesso modo durante la stagione processionale dell’Aquario, questo nuovo accordo dell’Armonia Cosmica provoca nell’uomo terrestre il risveglio della sua istintiva coscienza primitiva.”

“Questa influenza è rinvigorita da una reazione al nostro esagerato sviluppo cerebrale. La mente si è interposta fra il nostro istinto e il suo sviluppo iperintuitivo e li ha dominati al punto tale da soffocarli. Tuttavia, l’eccessivo progresso della scienza razionale si è rivelato impotente nel risolvere i problemi dell’uomo. Per trovare una soluzione l’uomo sarà forzato a risvegliare le sue facoltà di diretto contatto con la Natura, in modo da continuare a risvegliare le sue facoltà intuitive.”

“Così come l’attivazione delle facoltà cerebrali stimolò un’intensa curiosità intellettuale, anche l’attuale incitamento al risveglio della coscienza inizia a provocare una ricerca individuale di conoscenza.

E’ qui che Maitre Jacques svolgerà un ruolo importante, poiché questa ricerca individuale di conoscenza richiede il costante intervento del Testimone Permanente. Altrimenti può essere spinta fuori strada da concetti mentali errati.”

“Per molto tempo io confusi la coscienza intuitiva con la coscienza cerebrale, ma la seconda è, come tu dici, solo una registrazione delle nostre operazioni mentali, ” disse Jean-Jacques.

“E’ proprio così”, continuò Dominique. ” ma per ‘gli apprendisti’ non potrei smettere di ripetere che la coscienza è uno stato di identificazione. Prendere coscienza di qualche cosa vuole dire riconoscere in se stesso questa identità: bisogna farne esperienza. L’artigiano che si identifica con la materia con cui sta lavorando fa esperienza della sua natura e reazione in se stesso. Egli diventa conscio di essa. Così anche il domatore di animali prova su di se le reazioni della bestia. In questi esempi avviene il risveglio della coscienza intuitiva. In un modo più sottile, questo sarà il risveglio delle nostre facoltà intuitive, l’esercizio delle quali crea in noi lo stato intuitivo.

“La coscienza per identificazione è innegabile fino a che non interviene la coscienza cerebrale, eccetto che come osservatore. Questo è il motivo per cui la ricerca individuale di conoscenza richiede la sottomissione della mente, che deve solo giocare il ruolo di trascrittore.”

“Questo significa che la libertà della ricerca individuale non può essere confusa con il ‘libero pensiero’ dei sofisti razionalisti,” intervenne Jean Thomas.

“Non devono mai essere confusi” confermò Dominique, “non più di quanto la logica razionale deve essere confusa con la logica vitale, poiché essa rigetta (essendo irrazionali) le misteriose funzioni dello Spirito nella Natura. Queste misteriose funzioni, che sono intrinseche nelle leggi dell’Armonia Cosmica, sono state insegnate in ogni grande era dell’umanità attraverso i simboli, ai quali sono stati iniziati solo coloro, che avevano ‘orecchie per intendere’.” Per gli altri questi simboli sono diventati miti storici o racconti umanizzati, sui quali la religione ha elaborato (per legittimare il suo potere) dogmi o leggi che si uniformano alla sua particolare interpretazione dell’iniziale Rivelazione.”

“E’ necessario cercare la saggezza nei sacri testi delle età antiche?” chiese Thomas.

“E’ vantaggioso se si studia le vere tradizioni e non interpretazioni arbitrarie. Questo è il motivo per cui il simbolo è il miglior guardiano dell’intenzione dell’iniziatore. Ma coloro, che hanno coltivato l’Intelligenza del Cuore, sapranno come decifrare ciò che è utile per i loro tempi. Per esempio, nei Vangeli, le parole di Gesù alla donna di Samaria sono utili per il ‘tempo che verrà’ (il nostro tempo).”

“Dobbiamo pensare che fu riservato esclusivamente per questo tempo?” chiese Thomas.

“Non solamente”, rispose Dominique. La rivelazione di realtà fondamentali è universale. Perciò è valida per ogni tempo, ma solo per coloro, che sono in grado di capire che ‘quel tempo è arrivato’”.

“Con ciò che abbiamo visto riguardo agli impulsi dati dall’età dell’Aquario, il doppio precetto insegnato alla donna di Samaria diventa vitale: è il nostro nuovo dovere di ‘conoscere ciò che adoriamo’ e di ‘adorare in Spirito e in Verità’. Questo non riguarda più il sottomettersi a una credenza imposta, per la quale solo i guardiani del gregge sono responsabili. E’ la conoscenza acquisita attraverso l’esperienza individuale di un’attuale rinascita, dei nostri due Elementi di Immortalità, il nostro Spirito, che è il nostro Testimone Spirituale e la nostra Verità, che è il Testimone Permanente. “

“Questo è il significato del Natale per l’Età dell’Aquario. E’ l’arrivo di un periodo favorevole a questa rinascita e allo sviluppo delle nostre possibilità sovraumane.”

“Capisco la sua importanza” disse Thomas. “Il Natale non è più la festa particolare di una religione. E’ un evento cosmico che riguarda l’intera élite dell’umanità.”

“Questo è vero” rispose Dominique. “Tuttavia, devi osservare che il principio del Cristo incarnato, la cui realizzazione negli uomini coscienti è la loro redenzione, è stato particolarmente insegnato nel Nuovo Testamento Giudeo Cristiano.”

E’ vero che in Egitto troviamo il principio di Horus il Redentore, che è ‘generato dalle membra umane’. E’ vero che il Buddha diede l’esempio e i mezzi della reintegrazione spirituale. Tuttavia non è meno vero che, l’insegnamento di queste realtà fu espresso in ogni tempo in un modo che corrispondeva allo stato di coscienza dell’umanità. Per di più questo stato fu dettato dal Cielo.”

“Ciò è anche vero per la Rivelazione Cristica, il cui simbolismo umano è stato in parte adattato alla mentalità giudaica, come se Gesù basasse la sua autorità sui Profeti di Israele. Dall’altra parte, il suo insegnamento era nuovo rispetto alla legge terrestre di Mosè: egli annunciava una ‘nuova Alleanza’ del Divino con l’umano per l’opera di redenzione, la cui chiave era il Principio Cristico.”

“L’essoterismo di questa Rivelazione apportava alla Chiesa Cristiana, una legge morale d’amore, fraternità altruistica e semplicità, opposte alla complessità cerebrale. Questo programma, come vedete, fu un antidoto agli aspetti nocivi dell’influenza dei Pesci. Ma quando si vede come questo misticismo puro è stato razionalizzato dal dogmatismo coercitivo, non sorprende che la ‘Pietra’ sulla quale è stata costruita la Chiesa fosse la stessa Pietra (Pietro) che Gesù criticò: ‘Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini’[3] “

“L’esoterismo di questa Rivelazione fu dato essenzialmente nel racconto della Passione di Gesù. Eppure in questa Passione il ruolo di traditore è attribuito a Pietro. Ed è Giovanni (e non il fondatore della futura Chiesa) che fu presente alla crocefissione di Gesù.”

“In altre parole: Pietro (fortemente legato alla Legge Giudaica)[4] , fu il rappresentante del Messia (figlio di Davide) per la materialistica età dei Pesci, mentre Giovanni ricevette il testamento spirituale di Gesù Cristo Redentore per il suo futuro avvento: ‘Se io voglio che egli rimanga in attesa fino al mio ritorno…,’ disse Gesù a Pietro parlando di Giovanni. ‘Fino al mio ritorno ‘ significa fino al tempo futuro (il nostro tempo attuale), l’ultimo tempo della Realizzazione Cristica nell’umanità.”

“Questa visione spiega la coesistenza nel Cristianesimo, della mentalità Giudaica, la cui storicità personifica e particolarizza, e dello spirito di Saggezza, che attraverso il suo simbolismo cosmico, universalizza il Principio Cristico”, disse Jean-Jacques.”

“Io non ti seguo, amico mio!” disse Dutheil. “Io posso comprendere il valore iniziatico di un insegnamento basato sui pilastri immutabili della Saggezza tradizionale, ma come posso credere in una dottrina che impone di credere alla veridicità storica dei racconti dei Vangeli, quando non esiste una prova autentica della famiglia di Gesù, del suo luogo di nascita, o perfino delle date esatte della sua esistenza?”

“I critici dei Vangeli hanno dei buoni motivi”, disse Jean-Jacques. “Ho cercato invano qualche punto inconfutabile nelle multiple controversie lanciate da questi detrattori. I critici seri (che spesso sono solo dei commentatori) sono ben armati di documenti, ma arrivano a conclusioni contraddittorie, che danno luogo a confusione fra il Messia iniziatore della dottrina evangelica e il Messia atteso dai Giudei, per liberarli dalla dominazione romana e per ristabilire il Regno di Israele. Alcuni addirittura identificano Gesù con Giovanni Battista e con l’autore del libro dell’Apocalisse,…Il personaggio di Gesù rimane un enigma storico.”

” Ho cercato di risalire alle fonti storiche, continuò Dutheil. Mi sono immerso nello studio dei testi gnostici (sia di quelli conosciuti da molto tempo, che di quelli scoperti recentemente), dei Vangeli Apocrifi, delle ‘Parole del Signore'( Le Logie), della ‘Cena Segreta’ e di altri insegnamenti segreti attribuiti a Gesù, che spesso modificano il significato dei Vangeli canonici. Alla fine ne sono uscito totalmente confuso.”

“Ma, ci deve essere pur stata qualche testimonianza storica di un evento che deve aver scosso la società pagana.” disse Thomas.”

” Dai primi secoli in poi”, rispose Jean Jacques, “molti scrittori (incluso il romano Tacito) hanno parlato della ‘nuova Setta Cristiana’ e del suo fondatore, il Cristo. I membri di questa nuova setta furono tollerati, o (come con Tacito) considerati traditori, e furono perseguitati per i loro crimini dal governo romano.”

“Nessuno può determinare con certezza la fonte dei Vangeli. Anche se dal secondo secolo in poi, la comunità Cristiana riconobbe la tradizione orale e le prime versioni dei racconti che costituiscono il fondamento dei Vangeli canonici.”

“Ma non trovarono mai altri manoscritti, che possano avvalorare questi?” Chiese Thomas sorpreso.

“Più di duemila”, rispose Dutheil. “Il più antico chiamato il Codice Vaticano, appartiene al Vaticano e sembra essere il documento più autentico, poi il Codice Sinatico, scoperto in un monastero nel Sinai, che risale al quarto secolo. Anche in questi due testi ci sono differenze e interpretazioni divergenti. Alcune testimonianze (inclusa quella del Vescovo Papias, nel 140 d.C) datano gli scritti dei tre Vangeli Sinottici di Marco, Matteo e Luca prima di questa data. I loro testi e quello di Giovanni (l’autore più controverso), sono prevalsi sugli altri Vangeli e sui vari scritti che la Chiesa ha eliminato.” “Ma studi accurati hanno mostrato che i loro testi attuali sono stati sottoposti a correzioni, interpolazioni, e anche ad alcune cancellazioni, in base al pensiero teologico del momento.”

“Allora, come si possono considerare una Rivelazione?” esclamò Thomas.

Uno scoppio di riso sarcastico arrivò da Maitre Pierre, che stava riaccendendo il fuoco sotto il braciere. “Che divertente!” disse, mentre distribuiva il punch. “Il mio Maestro, Pietro del Cantone,[5] ha svolto molto bene il suo ruolo di separare il fuoco separatore, non vi sembra? E’ il ruolo del seduttore che incita la dialettica per legiferare le credenze. . . . . . . . che ‘per salvare le anime’ inventano le oppressioni dell’Inquisizione e della scomunica. Il Maestro di Verità sembra avere sconfitto Satana, resistendo alle tentazioni dei tre poteri, ma non si può dire lo stesso di quelli che, gli sono succeduti.!” “Non è meno vero,” fece notare Dutheil, “che la religione Cristiana si è divulgata fino ai confini dei quattro angoli della Terra, nonostante le credenze e gli errori dei suoi stessi ministri con i loro scismi, i loro scandali, le loro guerre fratricide, e le loro molteplici dispute teologiche”.

“E’ veramente incomprensibile” disse Thomas. “Ma la cosa più incredibile per me è che si possa basare la propria fede su racconti, la cui autenticità non può essere provata”.

“E cosa vuol dire questo per voi?” replicò burbero Dominique, interrompendo la discussione, che aveva seguito in silenzio.

“Che cosa importa della realtà storica degli eventi, se anche il più piccolo episodio rappresenta un insegnamento simbolico?”

“Ciò che mi sorprende è che, avendo osservato la persistenza del Cristianesimo, nonostante gli errori delle sue guide, voi non abbiate cercato la spiegazione in una causa che sia indipendente dal comportamento umano. Se questo comportamento fosse stato influenzato dalle caratteristiche della casa celeste dominante durante l’era dei Pesci, l’insegnamento Cristico avrebbe parimenti portato l’antidoto necessario agli aspetti deleteri di questa influenza.

” Il Satana mentale e dualizzante di Maitre Pierre era solo l’espressione di una forza fatale, un ritmo naturale, il ritmo di un nuovo tempo, come quello a cui siamo sottoposti attualmente; mentre l’impulso compensatore emanato da una forza cosciente, una Coscienza Divina, fornì coloro che erano ricettivi dei mezzi per evadere da questa trappola infernale. I mezzi consistono nell’affermazione del loro destino sovraumano, nella strada per raggiungerlo e in un nuovo influsso spirituale.”

“La manifestazione periodica della Saggezza provvidenziale si traduce sempre in un insegnamento adatto ai bisogni dei tempi. Questo insegnamento diviene rivelazione per coloro che ‘intendono’ il suo significato iniziatico. Ma si trasforma in fermento di discordia per le guide settarie, e per i ‘ Dottori della Legge’.”

Questo duplice effetto è intrinseco nella dualità dell’essere umano: Ciò che è Spirito si accorda con la realtà vitale del simbolo; ciò che è mentale trova piacere nell’interpretazione della ‘ lettera’.”

Questo ci permette di capire i frutti della Luce o dell’errore nell’insegnamento evangelico.”

“Ciò mi basta per imparare a non confondere più l’opera mistica con l’opera ‘politica’,” disse Thomas. ” Ma i Vangeli non comportarono anche un aspetto ‘politico’?”

“Hai toccato un punto critico, amico mio. Il fondatore stesso disse : ‘Il mio regno non è di questo mondo.’ Ma le masse sono di questo mondo. Comunque, egli disse anche:’Non sono venuto per il mondo, ma per coloro che non sono di questo mondo. ‘”

Dutheil, perplesso, chiese a Dominique: “Come mai non hai parlato della personalità del fondatore durante la tua spiegazione?”

Dominique prese tempo per riaccendere la sua pipa. Poi rispose gravemente:

“Il ruolo di Redentore, impostogli dal dogma Cristiano, pone Il Cristo al di fuori del tempo e dello spazio.”

“Gli episodi nella vita di Gesù raccontati nei Vangeli sono immagini tipiche dell’evoluzione spirituale verso il sovraumano, un’evoluzione spinta fino al punto della Realizzazione Cristica, predicata da San Paolo, come la suprema meta del Cristiano:’……….finché non abbiate formato il Cristo in voi.’” “Seguiamo attentamente le tappe di questa evoluzione.”

“All’età di dodici anni, Gesù manifesta la sua precoce consapevolezza nel Tempio di Gerusalemme con le sue domande e le sue risposte ai Dottori della Legge. Allo stesso modo nel Tempio Egiziano[6] l’età della prima manifestazione del Principio Faraonico era anche dodici anni, dato che, per l’Uomo Reale che egli rappresenta, questa età è considerata la prima tappa verso la realizzazione: l’integrazione del suo Ka immortale, cioè l’integrazione del suo Testimone Permanente, la cui presenza si manifesta attraverso l’acume del bambino.”

“Il battesimo da parte di Giovanni Battista nelle acque del Giordano segna un’ulteriore tappa : mentre Gesù usciva dall’acqua, lo Spirito scese su di lui ‘come una colomba.’ Questa è una bellissima immagine del suo Testimone Spirituale, che viene a librarsi sopra di lui e a ispirargli la sua missione. E ‘lo Spirito lo spinge nel deserto,’ dove la sua Coscienza Umana, divenendo consapevole di nuovi poteri, subì e respinse la tentazione di servirsene per potere personale.”

“Se Gesù era Dio dal momento della sua nascita, non capisco come la sua Coscienza Umana possa essere stata tentata” disse Thomas.

“Per il momento non è importante,” rispose Dominique.

“Non metto in dubbio qui il dogma dell’immacolata concezione di un Bambino Divino, non più della realtà storica di Gesù. Guardo agli eventi spirituali della sua vita, come sono narrati nei Vangeli, e osservo la loro progressiva evoluzione. Il fatto che si tratti di una progressione verso lo stato Cristico finale è provato dai Vangeli, dal momento in cui Gesù proibì formalmente ai suoi discepoli di dire che era il Cristo fino al momento della sua realizzazione (la sua Passione).”

“Tutto si svolse come se si trattasse di un essere predestinato per la sua realizzazione spirituale e incarnato per compiere la sua perfezione Cristica, attraverso la quale egli divenne il Mediatore fra il Divino e l’umano.”

“Perciò, non mi preoccupo dell’autenticità della sua figura storica: il simbolismo del suo insegnamento corrisponde integralmente alla realtà di una tale evoluzione e la saggezza della sua espressione gli dà un valore iniziatico che va al di là di ogni resoconto storico.

“L’interesse di questo sviluppo risiede, da una parte, nella successione delle tappe della reintegrazione, e dall’altra, nell’ insegnamento velato riguardo ai due aspetti dell’ Anima-Entità (per Gesù come per gli uomini): lo spirito e l’anima che corrispondono rispettivamente al Testimone Spirituale e al Testimone Permanente. Il ruolo della Coscienza Umana è chiaramente percepibile, per esempio, nell’episodio delle tre tentazioni: queste possono influenzare solo questo stato di coscienza.”

“E’ ovvio,” disse Thomas: “i due elementi divini dell’Anima non possono ‘cadere in tentazione’. Ma perché queste realtà così importanti non sono insegnate esplicitamente? “

“Sono sempre state insegnate, ma simbolicamente. Le prove iniziatiche degli antichi misteri rivelavano sperimentalmente la differenza fra la coscienza umana e i due aspetti dell’anima divina.”

“Anche i maestri yoga Indù lo insegnano nei loro esercizi di reintegrazione spirituale,” fece notare Dutheil.

Se voi fate attenzione, troverete indicazione di ciò nel simbolismo dei Vangeli, e questa ‘Reintegrazione’ non è altro che la realizzazione Cristica. Nei vangeli questa è spinta fino alla massima realizzazione.”

“Ma così come i metodi Indù e i miti Egizi esprimono molti aspetti che sono complementari senza essere contradditori, così anche i quattro vangeli esprimono quattro aspetti di una sola Realtà (che sono rappresentati dai quattro animali attribuiti ai quattro evangelisti).”

“Vi chiedo di non distrarvi, ma di concentrarvi su ciò di cui stiamo parlando oggi: le tappe progressive della Realizzazione Cristica,” continuò Dominique. ” Notiamo dapprima (secondo Matteo) che quando Giovanni Battista rifiutò di battezzare Gesù, Gesù lo pretese, poiché disse, ‘Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia’.[7] In altre parole, colui che, doveva poi ‘battezzare nello spirito’ (quando egli stesso lo fosse diventato) doveva essere prima battezzato dal suo Precursore (Giovanni Battista, simbolo del Testimone Permanente).

“E’ stato solo dopo la sua tentazione, dopo la sottomissione della sua Coscienza Umana, che Gesù ha potuto scegliere i discepoli e iniziare la sua missione. Dopo, i suoi miracoli furono la testimonianza del suo potere sovraumano sulle forze inferiori, demoniache, umane e terrestri.”

“Poco tempo dopo, un nuovo fenomeno manifestò una tappa ulteriore: la sua trasfigurazione in cima alla montagna alla presenza di tre discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni. ‘Il suo viso era trasfigurato’, splendente ‘come il sole ‘, e ‘le sue vesti divennero candide come la luce’.[8] “

“E’ ovvio, no, che questa trasfigurazione manifesti la sua illuminazione da parte dello Spirito della Luce: il suo Testimone Spirituale. Tuttavia, vicino a Gesù apparirono nel loro corpo di gloria due figure ‘che parlarono della sua morte’. Pietro appesantito dal sonno, nominò Mosè ed Elia, ‘non sapendo ciò che diceva.’”

“Potremmo dire che Pietro, Giacomo e Giovanni rappresentino la proiezione nell’umanità ‘dormiente’ della luminosa triplicità, che nel simbolo di Mosè, Elia e Gesù fa di Gesù il ‘Signore’? chiese Thomas timidamente.

“Non avere paura di dirlo, amico mio, perché avendo colto ciò, hai afferrato il significato del Maestro: l’uomo la cui Coscienza Umana è diventata sovraumana, i cui conflitti sono arbitrati da Maitre Jacques e la cui Coscienza Divina comprende la sua prossima Passione e morte, a cui egli può guardare con distacco poiché ha in se il seme della resurrezione.”

“E ora che hai svelato il profondo significato di questa immagine, osserva gli elementi che la confermano. Fai un confronto fra le due triadi: Mosè, Elia e Gesù e Pietro, Giacomo e Giovanni; ma nota il livello spirituale dei primi tre e il carattere umano dei secondi tre.”

“Una volta che questa differenza è stabilita, si può situare Gesù (nella prima triade) come un illuminato dal suo Testimone Spirituale. Allo stesso modo Giovanni (nella seconda triade) simboleggia il Testimone Spirituale. Elia e Giacomo simboleggiano l’anima cioè il Testimone Permanente. E così, Mosè (che non arriva alla Terra Promessa) e Pietro (coi suoi errori) sono l’immagine perfetta della Coscienza Umana.”

“Il Testimone Permanente è rappresentato da Elia e Giacomo. Riguardo a Elia, nota che Gesù asserì, che Giovanni Battista era quell’Elia che doveva venire prima della rivelazione del Messia. Poi, qui egli afferma che ‘Elia è già venuto.’ Ovviamente, il Battista deve venire prima della Trasfigurazione.”

“Nella triade umana il Testimone Permanente è rappresentato da Giacomo,[9] fratello di Giovanni, il cui Spirito è il Testimone Spirituale dell’iniziato. Tuttavia questi due discepoli, Giacomo e Giovanni, sono chiamati ‘i figli del tuono.’ Non sono essi, in effetti, ‘caduti dal Cielo?’ Non rappresentano essi i due aspetti di una Entità Divina?”

“Io non invento nulla, sto solo sottolineando punti importanti del Vangelo. ” “Ora troveremo la stessa triade umana, Pietro, Giacomo e Giovanni nella scena dell’agonia nel Giardino degli Ulivi, ma non vedremo qui la triade luminosa. In questo grande testo Gesù all’inizio sembra smarrito, preso da spavento e ‘molto agitato’ (come da Marco 14:33). Egli è così debole di forza spirituale che per tre volte chiede aiuto ai suoi tre discepoli, ma essi erano ‘troppo addormentati’ per poterlo aiutare! Fu dunque nell’eccesso della sua debolezza che Gesù trovò il coraggio di ‘superare se stesso.’”

” Perché parlano di agonia qui?” domandò Thomas.

“Perché Gesù sembra essere abbandonato dalla sua Anima Divina, senza la quale non potrebbe mai superare l’angoscia della Coscienza Umana, che lo abbandona di fronte alla sofferenza prossima: ‘Padre! se vuoi , allontana da me questo calice!’[10] “

Tuttavia, dovete notare che anche dopo la tappa della Trasfigurazione, Gesù aveva messo in guardia i suoi discepoli che ‘c’è un battesimo che devo ricevere.’[11] “

“Che cosa è un battesimo se non una rigenerazione? Essere battezzato vuol dire ricevere un nuovo afflusso di vita che genera uno stato d’essere superiore rispetto a quello precedente.”

“Il battesimo in acqua (Giovanni Battista) fu un battesimo di purificazione, che pose l’essere animale umano in contatto con la sua Anima (il Testimone Permanente), che poteva correggere la coscienza umana e mostrargli la sua meta. Questo era il ruolo del Precursore.”

“Il secondo battesimo è l’afflusso dello Spirito (il Testimone Spirituale), simbolizzato dalla Trasfigurazione.”

“Il terzo, (quello che Gesù stava aspettando), era la riunione dell’Anima con lo Spirito, che non poteva essere raggiunta definitivamente fino a che le cause e le conseguenze della loro separazione in questa incarnazione fossero esaurite. Questo è il senso della ‘purificazione della carne e del sangue’ (in altre parole la natura animale), simbolizzate dalle prove dell’agonia (la traspirazione del sangue)[12] e della Passione.”

” Comprendete bene il significato di questa agonia: lo stato di angoscia dell’individuo fisico e psichico momentaneamente isolato dalla sua anima e dal suo spirito. L’anima e lo spirito stanno attendendo la rinuncia della sua ‘personalità’ all’esistenza terreste e la totale abnegazione della Coscienza Umana, che si fonde al Testimone Permanente: ‘Non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi!’”

“E’ solo allora che l’angelo (la sua Entità Divina)[13] viene a dargli forza.

Si tratta di uno stato sovraumano, ottenuto oltrepassando la natura umana.”

La prova arriverà al termine solo dopo la crocifissione. Poi ascoltate le ultime parole, che rivelano i due Testimoni nel momento cruciale: prima Gesù è rattristato dall’allontanamento della sua Anima (il Testimone Permanente): ‘Eli, Eli perché mi hai abbandonato?’[14] E per rendere questo simbolo ancora più preciso il Vangelo lo ripete tramite un soldato lì presente: ‘Questo uomo ha chiamato Elia.’ Poi prima di spirare:’ Padre, nelle tue mai consegno il mio spirito.’[15] “

“Allora tutto è compiuto perché il Testimone Spirituale di Gesù aspetterà ‘vicino al Padre,[16] ‘il Testimone Permanente, l’anima, che secondo la tradizione canonica, discese agli inferi ‘per tre giorni.’”

“Questo soggiorno agli inferi significa la purificazione del Testimone Permanente?”, chiese Dutheil.

“Naturalmente, confermò Dominique. Egli deve distaccarsi da ciò che il simbolismo egizio chiama ‘la polvere della Terra e la sete di vivere.’”

“Ora Gesù aveva spiegato in anticipo il carattere e la necessità delle prove della Passione: ‘il Figlio dell’Uomo dovrà soffrire, essere rinnegato e disprezzato.’ In altre parole, l’ultima tappa della Realizzazione Cristica richiede il superamento prima di ciò che è umano, poi di ciò che è sovraumano, con l’eliminazione di ogni particolarismo e con l’identificazione con il Divino Impersonale (la ‘volontà del Padre’). Solo allora il Cristo potrà risorgere alla destra del Padre.”

Ma voi dovete capire questo ritorno alla ‘destra del Padre’. Non si tratta di un annichilamento ‘nel Padre’, ma di uno stato attivo di Coscienza Divina raggiunta per mezzo della consapevolezza acquisita nello stato umano e con l’unificazione dei due Testimoni.”

“E’ a ciò che ci si riferisce con ‘mediazione’ di Cristo, una mediazione resa possibile attraverso la sua partecipazione in ciò che è umano e in ciò che è Divino?”, suggerì Jean Jacques.

” Ciò è vero” rispose Dominique. ” E la liturgia pone questo ritorno, che è la ‘glorificazione’ di Cristo, quaranta giorni dopo la Pasqua, la festa dell’Ascensione. Comunque ciò che succede fra la resurrezione e l’ascensione è degno di attenzione:”

“Le prime parole della resurrezione sono indirizzate a Maria Maddalena (che non riconobbe la sua forma umana):’Non mi trattenere,’ egli disse, ‘poiché non sono ancora salito al Padre’. Lo spirito di Gesù non era dunque ancora reintegrato. ‘Ma, egli aggiunse: va dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro’.[17] E quando in seguito egli apparve ai suoi apostoli, dopo essere diventato Cristo attraverso la sua totale reintegrazione, egli annuncia la sua realizzazione e il potere derivante da ciò. Questo potere non era più sovraumano ma Divino:’ Mi è stato dato ogni potere in Cielo e in terra.’”[18]

“Ciò che mi colpisce nella tua interpretazione,” disse Dutheil, “è che non c’è confusione fra l’aspetto metafisico del Figlio, la seconda persona della Trinità, e Gesù mandato da Suo Padre e a cui è legata l’iniziazione Cristica e il Cui Padre Divino è anche il nostro Padre; . . . . come Lui manda i suoi Apostoli nel mondo; Gesù, Figlio di Dio (secondo le sue stesse parole) ‘come tutti quelli che fanno la volontà di Dio’.”[19]

“Ciò che dici è confermato dalle parole di Gesù: ‘Mio Padre è più grande di me,’” disse Dominique. “E’ ovvio che questo “me” si riferisce all’essere ancora perfezionabile di Gesù, e non al Figlio della Suprema Trinità, poiché il Dogma Cattolico afferma la assoluta uguaglianza di queste tre Persone Divine!”

“E’ la parola ‘Padre’ che ha creato questa confusione”. “Fra il Principio della Divinità Assoluta chiamata Padre nel dogma Cristiano della Trinità essenziale, da una parte, e ‘il Nostro Padre che è nei Cieli’, dall’altra, c’è la stessa differenza che c’è fra ciò che è ‘inconcepibile’ e ciò che è ‘concepibile’. Non è una differenza in ‘se stessa’, ma solo nel modo in cui è considerata.”

Quando mi rivolgo al ‘Padre che è nei Cieli’, sto rimettendo un Potere in uno stato d’essere che è superiore al mio. Questa non è eresia se non confondo il Potere che io imploro con l’inaccessibile, l’innominabile Assoluto e se non attribuisco al Padre un’esistenza personale, ma lo concepisco come la Causa Attiva originale da cui è emanato tutto ciò che esiste.

“Allora Lui è il ‘Dio vivente’ il cui ‘volere’ è Armonia Cosmica, e il ritorno all’Unità di ciò che è stato diviso, e di cui ogni Anima-entità è il ‘figlio’. Ma ogni Anima-entità incarnata nell’umano deve ‘portare la sua croce’[20] ad esempio di Gesù, cioè deve percorrere le tappe della ‘Cristificazione’.”

“Questo è l’insegnamento evangelico. E troverete riprova di ciò nell’asserzione di San Paolo che per breve tempo ‘Gesù è inferiore agli Angeli’.[21] Per Angeli bisogna intendere le Entità Celesti i cui due aspetti complementari non sono separati,[22] mentre lo sono nello stato umano di Gesù.”

“Molte cose diventano chiare se ‘si prende come filo conduttore la costituzione reale dell’essere umano’, disse Jean Thomas.”

Jean-Jacques e Dutheil annuirono gravemente. Ma Maitre Pierre si ribellò improvvisamente contro Dominique: “Capisco l’insegnamento attraverso i simboli, ma perché neghi in modo così adamantino la realtà storica dei Vangeli?”

“Non la nego, semplicemente non la considero“. rispose con forza Dominique. “Se vuoi esaminare la storia umana di Gesù, dovrai affrontare le divergenze dei quattro vangeli, (a cominciare dai dati discordanti delle due genealogie secondo Luca e Matteo). Poi dovrai affrontare il totale silenzio che circonda gli anni fra la prima manifestazione della sua coscienza nel Tempio di Gerusalemme e il suo battesimo da parte di Giovanni Battista.”

“Le leggende che gli attribuiscono un’iniziazione Essena o Egizia rimangono nel campo delle ipotesi. Che differenza fa se egli è stato istruito da dei Saggi o dalla sua stessa rivelazione? Persino l’identità della personalità umana attribuitagli non ha alcuna importanza per me.”

“Una cosa è certa: qualcuno scrisse (o fece in modo che fossero scritti) questi Vangeli, e l’insegnamento che essi rappresentano testimonia una innegabile Conoscenza. Qualcuno fece coincidere la venuta del Messia della Nuova Rivelazione con la data della venuta del nuovo eone (la nuova era dei Pesci). Qualcuno lo circondò di dodici apostoli come era consono ad un Cristo (Horus) solare emergente dal mondo lunare (Mosaico-Osirideo) di Israele.”

“L’iniziale aspetto essoterico della predicazione evangelica portò un impulso mistico, la cui ripercussione fece di Gesù Cristo il Signore dell’era dei Pesci. Il suo aspetto esoterico (spesso represso dai teologi) ispirò i Maestri d’Opera delle cattedrali e i Saggi filosofi del Medioevo. L’esattezza del suo simbolismo fa del Cristianesimo la legittima Rivelazione succedente a tutte le precedenti Rivelazioni: quella egizia il cui aspetto Horusiano fu il preludio del Cristo, e quella di Mosè che fu l’eredità dell’Egitto Osirideo.”

“Alla luce di tutto ciò, penso di non dovere cercare la realtà storica. Inoltre è impossibile stabilirne una con certezza! Che io creda nella realtà umana del Maestro di Saggezza la cui realizzazione spirituale fece di lui il mediatore non è importante, né per voi, né per me, poiché nessuna convinzione, per quanto grande possa essere, risveglierà la Rivelazione interiore del valore ‘in se’ della Realtà Cristica.”

“Questa Rivelazione è indipendente da ogni contingenza storica.”

“E’ una Realtà vitale, poiché è connessa al destino sovraumano dell’umanità. Per ogni uomo che attrae in sé, anche se lievemente, i due elementi della sua Anima Divina, è Realtà vivente, così come per il seme in stato di germinazione, è una realtà vivente la pianta realizzata, che deve scaturire da esso.” “L’errore dell’uomo è di credersi pienamente realizzato, quando consegue la maturità fisica e intellettuale. Ma ciò è solo la realizzazione del supporto mortale dell’essere immortale, che vuole sbocciare in lui. Questo essere immortale è il seme Cristico, il nostro, il vostro e il mio, poiché rappresenta (attraverso il nostro Numero entità-) la nostra identità spirituale. Ciò è anche tuttavia l’oggetto del dramma evangelico…”

“Se capisco bene non stai parlando di Gesù, ma di Cristo, che è diventato attraverso Gesù , il Principio Cosmico,” intervenne Dutheil.

“Ma allora come si può attribuire il Principio Cristico a realizzazioni identiche, per esempio al Principio Horusiano o a quello realizzato dal Budda?” “Stai facendo diversi errori, amico mio. L’universale non può essere limitato dal particolate. Perciò, se tu personifichi Gesù, non puoi dire che Cristo divenne attraverso di lui, Principio Cosmico. Ma il Principio Cristico ha potuto incarnarsi in Gesù, che è stato così capace di ‘Cristificarsi’ con l’eliminazione di tutto ciò che in lui non era Cristo. In questo senso è evidente che questa realizzazione può essere chiamata Horusiana o Buddica, o con ogni altro nome con cui la possano chiamare i più alti mistici.”

Il significato etimologico della parola Cristo è ‘unto’. A livello teoretico, l’unzione sacramentale ha come obiettivo l’unzione con lo spirito attraverso l’intermediazione della quina essenza, la cui sottile qualità la rende un mezzo penetrante della ‘grazia’ con la quale è stata impregnata.”

“L’unto dal Signore è colui che, è penetrato dal Signore. L’uomo che ha integrato la sua Anima Divina è ‘unto dal suo proprio Signore’.”

“Nell’estrema unzione, Cristo, è in realtà ‘efficacia’ dell’ unzione.

Perciò si può dire che il Principio Cristico è la quintessenza manifestabile del Divino.”

“Comincio a vedere il mio errore”, disse Dutheil. Deriva dalla confusione fra la persona di Gesù e il principio astratto del Cristo. Ma per evitare questo errore, dovrei dare a questo principio astratto uno dei nomi attribuiti da un’altra tradizione di misticismo?”

“Non capisco cosa intendi,” replicò Dominique. “La parola Cristo definisce sufficientemente i due aspetti di questa Realtà Divina, che contrariamente a quanto dici, non è un’astrazione. Se la prendi nel suo significato di ‘unzione’, il suo significato esoterico si riferisce alla realtà positiva dei poteri spirituali e (nel miglior senso della parola) magici affermati da queste parole del Cristo realizzato: ‘Tutti i poteri mi sono dati in cielo come in terra.’” “Questo deve essere inteso nel senso di un Mediatore fra l’uomo e il Padre, poiché, come Coscienza totale universalizzata, Cristo partecipa simultaneamente in ciò che è umano e in ciò che è Divino. Inoltre è una Realtà positiva, poiché questo stato di mediatore rappresenta il mezzo di salvezza per tutti coloro, che seguono le tappe di questa trascendenza.”

Dopo alcuni minuti di riflessione, passati a osservare il silenzio sognante dei suoi amici, Dominique riprese il filo del suo discorso.

“Ciò che ho appena spiegato potrebbe sembrare una ripetizione fastidiosa, ma se mi concederete la vostra attenzione, potreste percepire un punto di vista inaspettato. San Paolo, nella Lettera agli Ebrei, usa il simbolo biblico di Melchisedek, per insegnare la differenza fra l’azione ordinaria (che è azione continua) del Verbo e l’azione straordinaria e trascendente del Potere Cristico. Prima l’enfasi che Melchisedek non deve essere considerato un uomo mortale, ma il principio di animazione perpetua: Melchisedek…’senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni, né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote in eterno.’[23] “

Poi egli rappresenta un parallelo fra l’eterno sacrificio di Melchisedek (l’incarnazione continua del Verbo-Spirito in tutta la Natura) e l’eccezionale sacrificio di Cristo, la cui qualità trasmutativa può trascendere ciò che il primo sacrificio può solo animare.”

“Per evitare un’ interpretazione materiale di questi ‘sacrifici’, Paolo le differenzia dai sacrifici rituali di animali compiuti dai sacerdoti del Levitico (‘alla maniera di Aronne’), che erano governati dalla vecchia alleanza, la cui legge, egli disse, ‘non ha portato nulla alla perfezione.’[24] “

“Fra la vecchia e la nuova Alleanza, Paolo pone Gesù nel suo stato ancora imperfetto, suscettibile alla tentazione, come il precursore del Cristo, che egli deve diventare e che, come tale, appartiene anche ‘alla maniera di Melchisedek’. Ma Melchisedek corrisponde ad Osiride, il cui continuo sacrificio di rianimazione è causa di ogni rinnovamento nella Natura. Nel simbolismo biblico questo ruolo di Osiride è quello della vecchia alleanza dell’Antico Testamento_ e cioè La Legge Comune che è solo ‘una copia e un’ombra delle realtà celesti’[25] “

Paolo ripudia non solo questa via imperfetta, ma per il discepolo della perfezione Cristica, egli rigetta anche i principi della dottrina del Cristo, che sono la rinuncia alle opere morte e della fede in Dio, della dottrina del Battesimo… della resurrezione dei morti, e del giudizio eterno.”[26] “Come può Paolo, il pilastro della Chiesa, ripudiare le prime basi della sua fondazione?” esclamò Dutheil.

“Paolo non li ripudia”, rispose Dominique. “Ma, in relazione alla via Cristica, di cui egli stesso si fa apostolo, egli li pone come ‘mezzi preliminari’ verso i quali non si può più retrocedere se si vuole ottenere lo stato superiore.”

“La sua puntualizzazione è di grande importanza per mostrare chiaramente i tre stadi dell’opera di ‘Cristificazione’”

“Il primo stato è quello ‘precursore’ di Gesù, che è ancora abbastanza imperfetto da sentire la paura (Lettera agli Ebrei 5:7). Poi arrivano le prime tappe della sua rinascita spirituale, nella quale egli si situa ‘fuori dal mondo’ (sebbene viva in questo mondo) e nella quale è riunito con il Padre, con quei discepoli che anch’essi non sono di ‘questo mondo’. Infine c’è la completa realizzazione dello stato Cristico, che gli dà ‘ogni potere in cielo come in terra’ e gli consente di affermare la permanenza della sua ‘Presenza’ fino alla fine del mondo terreno.”

“Non dimenticate che, Paolo, il pilastro della Chiesa, è formalmente opposto all’altro ‘pilastro’, Pietro, la cui predicazione è basata sui primi precetti. Paolo va così tanto più in là da denunciare pubblicamente Pietro, di non camminare rettamente secondo la verità del vangelo.[27] Egli chiaramente rivendica la sua indipendenza dall’insegnamento di Pietro. Egli si dichiara direttamente illuminato dal Cristo, il cui cammino di perfezione egli predica.”

“Tuttavia, nonostante le divergenze che separano Pietro e Paolo, la Chiesa li associa entrambi come ‘i due pilastri sui quali è saldamente costruita la Chiesa’.[28] Sono le loro divergenze che caratterizzano le due vie rappresentate da questi due apostoli.”

“La prima via, quella di Pietro, è la via preliminare, che si basa sull’osservanza di dottrine e precetti. Usa mezzi di purificazione sacramentale, come il battesimo e la penitenza (confessione). E’ la via della Legge, la Legge Comune, accessibile ai molti seguaci della dottrina Cristiana, la via del ‘gregge’, poiché sostituisce la responsabilità personale con la sottomissione al ‘pastore responsabile’ e anche sostituisce la Conoscenza individuale (acquisita attraverso l’illuminazione della coscienza) con aderenza al dogma imposto.”

“la seconda via, quella di Paolo, è la via della Realizzazione Cristica. Questa realizzazione non può essere raggiunta attraverso rituali, precetti o dogmi, ma avviene attraverso l’azione diretta della ‘grazia’_e cioè l’azione dell’Anima e dello Spirito, la cui conscia reintegrazione apre le porte del sovraumano all’essere umano.”

“Questa apertura può essere progressiva o repentina, come per Saulo sulla via di Damasco. In ogni caso, essa presuppone una ‘predestinazione’ o, come dice Paolo, una santificazione precedente.”

“Ma non vedete favoritismi da parte del destino in questa predestinazione, una scelta determinata da una predilezione divina: le parole scelta, elezione e predestinazione esprimono la conseguenza di una disposizione che è stata acquisita precedentemente, attraverso le prove di questa vita, o parzialmente realizzata in una precedente incarnazione.”

Questa disposizione[29] è la sottomissione della Coscienza Umana alle direttive della sua Anima Divina (il Testimone Permanente), che la può illuminare progressivamente.”

“In conclusione”, disse Thomas, ‘l’esistenza di queste due vie rende la Religione Cristiana accessibile sia ai Molti che ai Pochi. La severa regola di Paolo riguarda solo i seguaci della via perfetta.”

“Esattamente”, convenne Dominique. “L’apostolato Cristiano è indirizzato sia alle masse che ai singoli, affermando come un credo che chiunque riceva il battesimo sia cristiano. Tuttavia questa è solo un’adozione, che offre alla persona battezzata la possibilità di partecipare ai benefici spirituali dei servizi religiosi- rituali e sacramentali- mezzi che Paolo classifica come precetti preliminari e non come mezzi effettivi della Realizzazione Cristica. “I fatti hanno dato ragione a Paolo. Nella moltitudine delle persone battezzate, sono rari coloro che, non rimangono nella sicurezza illusoria dell’osservanza imposta. Molte persone hanno perso il fine essenziale della loro esistenza: integrare il loro essere immortale nella loro persona mortale.”

“Tuttavia il lavoro di integrazione è strettamente individuale, e richiede da parte di ciascuno l’intervento libero della sua Coscienza Divina (il Testimone Permanente), al di fuori di tutti i contrasti dottrinari , e sotto la propria personale responsabilità.

“Ma allora qual è lo scopo della via preliminare di culto e dogma?” chiese Thomas sorpreso.

“Serve per ‘preparare la via del Signore’”,[30] rispose Dominique.

“Sveglia nella Coscienza Umana il senso di relazione fra ciò che è Divino e ciò che è umano.”

“Attenzione ora,” rispose Dutheil. “Chi vede una relazione suppone vi sia uno stato di separazione fra le cose che vuole riunire.”

“Ciò è corretto, amico mio, ma si può rispondere che le masse umane, sotto l’influenza della mente, sono incapaci di concepire il Divino se non in opposizione a ciò che è umano. La via di Pietro è rivolta alle masse. Il suo scopo religioso è provocare il desiderio di avvicinarsi al Divino. Il suo metodo è quello di imporre il pensiero della salvezza negli uomini attraverso l’intervento della religione in tutte le circostanze della vita (essendo la salvezza condizionata all’obbedienza alle leggi della Chiesa). Il suo scopo ecclesiastico è di attirare il numero più grande possibile di peccatori da salvare. E’ la rete di Pietro, la rete del pescatore, che raccoglie senza discriminazione tutti i tipi di pesci, ma occasionalmente anche esemplari eccezionali. Non dimenticate che l’anello del capo della Chiesa è l’anello del pescatore.

“La via di Pietro è la via umana. La via di Paolo porta al superamento di ciò che è umano.”

“Non è questo il metodo dei monasteri Cristiani?” chiese Dutheil.

“Teoricamente, è l’obiettivo degli ordini monastici. Ma praticamente, la dominanza del dogma e l’obbedienza assoluta al superiore del monastero impediscono la libera espressione del Testimone Permanente.”

Jean Jacques si scusò per l’interruzione e disse:” Se la via di San Paolo porta al sovraumano, come consideri la via di Giovanni? Sono sorpreso che tu non abbia detto nulla riguardo al suo insegnamento, che è così chiaramente diverso da quello degli altri evangelisti.”

“Sto in silenzio riguardo a questa cosa,” rispose Dominique, “per la stessa ragione lo è la Chiesa; la Chiesa ha posto il Vangelo di Giovanni fuori dalle Masse (quando la Messa è finita). E’ una via diversa e un diverso insegnamento.

“Per prima cosa, notate che l’Ultima Cena Eucaristica include lo spezzare il pane e la sua consacrazione. Ciò non esiste nel Vangelo di Giovanni, che al posto dell’ultima Cena dà la grande cerimonia sacerdotale, dove Gesù afferma la perfetta unione del Figlio con il Padre e con gli uomini che sono venuti dal Padre.

“Poi notate che il suo racconto della Passione non riporta alcuno dei tre fatti che negli altri Vangeli caratterizzano la separazione dell’Anima e dello Spirito: angoscia, agonia, le due frasi di Gesù crocifisso: ‘Eli, Eli, perché mi hai abbandonato’ e ‘Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito.’

” Il Vangelo di Giovanni si limita a ciò che conferma la sua via. La sua via non è quella dello sforzo umano del peccatore che ritorna verso Dio (la Via di Pietro). Non è quella dello sforzo sovraumano di dare i pieni poteri ai due Testimoni reintegrati (la via di Paolo). Al loro posto c’è il divino stato di Unione, che è virginale perché mai violato. E’ uno stato di Amore assoluto nel quale l’umano è costantemente assorbito e trasmutato con il Divino, senza sforzo e senza volere personale.“

“La via di Paolo insegna come dar forma a Cristo in se stessi, come Gesù modellò Cristo in se stesso. Questa formazione consiste nel riunire i due elementi divini nell’essere umano, la cui riunificazione è la Realizzazione Cristica.

“La via di Giovanni non deve riunire ciò che non è mai stato separato: E’ l’identificazione del Verbo e del Padre dall’inizio. C’è la stessa identificazione negli uomini ‘nati di Dio’, cioè in uomini nei quali l’essere immortale era totalmente incarnato dal momento della nascita.”

“Ogni cosa in Giovanni è una questione di identificazione, senza separazione di alcunché, senza differenziazione o confronto.

Paolo confronta e differenzia la via di Pietro e quella della perfezione, mentre Giovanni non fa paragoni. Egli si accontenta di predicare l’unico comandamento dell’Amore ogni-potente, l’unica cosa in grado di realizzare senza divisioni il miracolo dell’unità.”

“Viste in questo modo, le divergenze spesso stupefacenti fra i quattro Vangeli assumono un aspetto molto coerente e intenzionale_ e il significato iniziatico di Cristo riceve una spinta inaspettata,” fa notare Jean-Jacques dopo un’attenta riflessione.

“Possiamo essere ancora più precisi,” rispose Dominique, ” se noi osiamo abbandonare l’aspetto sentimentale, che riduce il ruolo di Gesù Cristo al livello della nostra consapevolezza umana: Se consideriamo l’incarnazione dello Spirito (Il Verbo Divino) come la causa creativa di tutta la Natura; se noi concepiamo le Anime-Entità incarnate come la manifestazione umana delle molteplici espressioni del Divino; se noi consideriamo la loro incarnazione come la loro iniziazione nella Coscienza dell’antropocosmo; se osserviamo le sventure dei loro antenati come l’educazione (buona o cattiva) della coscienza umana che ogni anima divina cerca di illuminare…, allora saremo in grado di concepire l’Opera Cosmica come la continua ripetizione dell’Azione e della Passione del Verbo incarnato nella Materia. Lo vedremo successivamente risvegliare tutti gli aspetti della coscienza funzionale, attraverso i diversi Regni della Natura. E lo vedremo infine, subire la persecuzione della Mente dualizzante nella natura umana.”

“Questo è il processo del naturale Divenire, che è terreno, umano e Osirideo, e la cui impressionante eternità può essere solo vinta dal lavoro sovraumano della progressiva ‘Cristificazione.’”

“I saggi egizi chiamarono questo compito sovraumano il lavoro solare o il lavoro Horusiano. La Chiesa Cristiana lo chiamò la Via del Cristo, e si può dire che ogni uomo che progressivamente incarna la sua Entità Immortale è della razza del Cristo e partecipa allo sviluppo del Principio Cristico nell’umanità terrestre.“

Dutheil, attonito, obiettò: “Non è dunque Cristo la perfezione in se stesso? Chi, allora può partecipare alla sua realizzazione?”

“Come è difficile per l’uomo personale concepire qualcosa di impersonale!” osservò Dominique. “Prova a fare ciò, osservando un esempio individuale:

“Un uomo che comincia a realizzare l’unione dei suoi due Testimoni comincia già a diventare un sole, e la sua radianza è proporzionale alla sua impersonalità. Se egli riesce a eliminare i suoi desideri divergenti, e se la sua coscienza umana si identifica con quella del Testimone Permanente, egli partecipa della Divina Armonia (il volere del Padre), senza perdere alcuna delle qualità della sua Entità-Numero: al contrario con l’arricchimento della sua coscienza attraverso la ‘passione’ dell’esistenza umana.”

“Tuttavia il più alto livello di questa realizzazione è lo stato Cristico, cioè la Cristificazione di ciò che il Verbo incarna, di ciò che subisce la passione dei suoi antenati terreni, di ciò che diventa conscio di ogni consapevolezza e ‘forte di ogni forza’, avendo acquisito nella ‘passione’ il potere sulle forze inferiori. E lo stato Cristico è in grado di attrarre e trascendere tutti coloro, che seguono lo stesso movimento di espansione anti-egoistica. La sua culminazione è il ritorno ‘alla destra del Padre’, che è il ritorno ‘consapevole’ alla Sorgente Divina.”

“Dominique smise di parlare, si ritirò profondamente in se stesso , poi fece un riassunto, ponendo valore in ogni parola:

“Fate attenzione”, disse. ” Nel parlare in questo modo, stavo parlando del Verbo e del Cristo sia nel suo valore universale che nel compimento dell’uomo rigenerato. Ma sappiate anche che in entrambi questi casi sto parlando di una realtà attuale che è verificabile sperimentalmente. In entrambi i casi parlo di uno Stato Divino, conscio di ogni consapevolezza, nel quale ogni particolarismo dualizzante è dissolto, e che considerato nei termini della nostra umanità, guida e unifica tutti coloro, che rompono le loro catene per entrare nel sovraumano.”

“Lo stato di cui stai parlando è uno stato di perfezione,” obiettò Thomas. “Come si può immaginare la possibilità di entrare in questo stato per il nostro essere mortale e imperfetto?”

“Chiedo scusa, amici cari. Questo essere imperfetto è solo il supporto, la carcassa della nostra Entità Spirituale. E’ a questa Entità, da cui fluiscono, che appartengono la Natura Divina e le possibilità sovraumane. Ma la relazione fra le due è data dalla Coscienza Umana, che è la cristallizzazione dell’esperienza acquisita dalla persona mortale.”

“La coscienza umana è l’impronta vivente delle impressioni multiple fissate dalla complessa esperienza di vita. E’ il riflesso di essa”.

“Intendi uno specchio?”

“No, poiché lo specchio riflette, mentre la coscienza umana, è fatta da questa immagine riflessa. Se spostate uno specchio, non rifletterà più le stesse immagini. Invece, la Coscienza Umana mantiene le impressioni, fino a che queste non sono modificate o sostituite da altre che sono più forti a livello vitale. Questo è il motivo per cui può essere corretta e migliorata.”

“Il massimo della sua perfezione sarà la sua identificazione con la Coscienza Divina dell’uomo, il suo Testimone Permanente, la cui presenza è attratta dal suo intenso desiderio di essere illuminata da esso.”

“Questa unificazione è una tappa nel cammino della ‘Cristificazione’, la cui realizzazione è il congiungimento del ‘Divino umanizzato’ (il Testimone Permanente) con ciò che è universalmente Divino (il Testimone Spirituale). Ma siete consapevoli che questa realizzazione non è solo un raggiungimento personale, ma influenza e arricchisce anche coloro, che sono essi stessi sulla strada di questa realizzazione?”

“Non parlo qui dello scambio individuale fra esseri che irradiano la loro spiritualità. Parlo della loro cooperazione nell’aumentare l’intensità di una sfera spirituale che nutre e trascende gli esseri umani dotati di un’aspirazione identica.”

“Se vi liberate dall’ossessione mentale del tempo e dello spazio, diverrete consci di questa sfera di Potere, la cui immagine concreta ci è mostrata nei più bassi Regni della Natura.”

“Se, per esempio parliamo del regno vegetale, parliamo di tutto ciò sulla Terra che è di natura vegetale e che sottostà alle leggi di questo regno. Questo riguarda sia le condizioni fisiche della sua crescita, come anche le influenze delle stelle che governano il suo corso.

Dunque queste influenze celesti provocano le stesse reazioni in tutti i soggetti della stessa specie, (tenuto conto delle modifiche causate dalla zona). In altre parole, questi influssi vitali avviluppano il nostro globo con un’ atmosfera vitalizzante, in cui tutte le forme vegetali comuni una all’altra , secondo la loro specie, acquisiscono l’influsso corrispondente alla loro aspirazione.”

“Ho scelto il regno vegetale come esempio, poiché la sua docilità nei confronti delle influenze delle stelle e delle stagioni può essere verificata facilmente. Fate voi stessi lo sforzo per trasporre ciò nello stato trascendente del regno sovraumano: allora forse sarete in grado di percepire la realtà di una ‘atmosfera’ di ordine spirituale, una sfera di influenza che non è più astrale, ma divina, con la quale cooperiamo attraverso i nostri sforzi di trascendere, al tempo stesso in cui partecipiamo al Potere rigenerante che esso produce a causa di questa comunione.

Un raggio di comprensione illuminò l’espressione di Thomas.

“Se veramente l’uomo potesse contare su una tale speranza…,” mormorò Dutheil.

“Non è una speranza,” disse Thomas, “è una certezza! Il nostro Maestro non ci sta predicando sforzi virtuosi per evocare il miraggio di un paradiso ipotetico. Ci sta mostrando una legge, immanente in uno stato d’essere che, se ho ben capito, è il regno di realizzazione che noi stiamo aspettando…”

“Regno o stato d’essere che è già tuo, se la tua Entità Divina vive in te, amico mio,” affermò Dominique con una calda emozione nella voce.

“Non comprendete il carattere imperativo della legge d’attrazione, che trascina nella stessa corrente tutto ciò che è dominato dalle stesse aspirazioni? Come nella genesi di un uovo o di una nuvola, tutti gli elementi che partecipano alla sua formazione, partecipano anche alle multiple correnti vitali generate dal centro causale di questa genesi, così (ancora maggiormente) nella grande opera della Cristificazione si crea una continua cooperazione fra ogni essere che crea in se stesso il suo proprio Cristo, e il Centro archetipico di questa perfezione.”

“Poiché questo Centro è il più alto Potere di salvezza emergente dalla Natura dualizzata, E’ il Sole Cristico la cui virtù trasmutativa è il fermento della rinascita per il Mondo Divino.”

Plan de Grasse
Natale 1959

Isha Schwaller de Lubicz

NOTE:

[1]Vedi Her-Bak: L’iniziato Egizio
[2]Liturgia della Messa Cristiana
[3]Marco 8:33
[4]Egli sostiene, contro San Paolo, la pratica della circoncisione; egli rifiuta di mangiare le carni proibite dalla Legge Mosaica.
[5]Vedi capitolo 3.
[6]Nel Tempio di Luxor. Vedi R. A. Schwaller de Lubicz, Il Tempio dell’Uomo (Parigi: Dervy-Livres, 1977).
[7]Matteo 3:14-15
[8]Matteo 17:2; Luca 9:29-31
[9]Giacomo il maggiore, quello di Santiago di Compostella.
[10]Marco 14:36; Luca 22:42
[11]Luca 12:50
[12]Il sangue contiene l’anima animale; la traspirazione del sangue significa il superamento della natura animale.
[13]Questi due Testimoni riuniti, ma non ancora fusi l’uno nell’altro
[14]Matteo, 27:46,47
[15]Luca, 23:46
[16]Vicino si riferisce ad uno stato non ad un luogo.
[17]Giovanni 20:1
[18]Matteo 28:18
[19]Giovanni 14:28
[20]Queste parole di Gesù sono poste nei quattro Vangeli immediatamente prima della Trasfigurazione, e ovviamente significano che si devono imitare le tappe seguite da Gesù.
[21]Lettera agli Ebrei 2:9
[22]Sono insieme, ma non fusi l’uno nell’altro
[23]Lettera agli Ebrei 7:3.
[24]Lettera agli Ebrei 7:19
[25]Lettera agli Ebrei 8:5
[26]Lettera agli Ebrei 6:1-2
[27]Lettera a Galati 2:14
[28]Dom Lefèvre, Missario giornaliero
[29]La disposizione che Paolo chiama ‘Santificazione’ che è un prerequisito della Realizzazione Cristica
[30]Giovanni Battista in Matteo 3:3

Fonte: http://societa-ermetica.it/?p=1378

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