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Gli Hyksos erano Ebrei? [R]

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Nel mio saggio storico Isreliti e Hyksos. Ipotesi sul Periodo Intermedio d’Egitto1, pubblicato a luglio, sostengo l’identificazione dei Patriarchi ebrei con i faraoni Hyksos, riguardo cui fornirò qui alcuni elementi.

T. Flavio Giuseppe identifica negli Hyksos gli antenati del popolo ebraico e traduce la parola «Hyksos» come «re prigionieri»2, vedendo in essi gli schiavi dell’Esodo3.

L‘instaurarsi degli Hyksos in Egitto gradualmente e con buoni rapporti con gli Egizi, da un lato, e violentemente o quanto meno  in apparenza in modo repentino, secondo Manetone, dall’altro, trova un parallelo nel rapporto dei Patriarchi con il Paese del Nilo: un faraone vuole uccidere Abramo4 e un altro fa uccidere degli Israeliti5, ma Abramo dà anche Sara in sposa al faraone6, il faraone dà ad Abramo sua figlia in sposa7, Giuseppe sposa la figlia di un alto funzionario egizio8 e i Patriarchi entrano progressivamente in Egitto (prima Abramo, poi Giuseppe, poi i suoi fratelli, il che ricorda i ripetuti sconfinamenti delle tribù semitiche, su cui governarono gli Hyksos). Gli Hyksos dovevano avere avuto dei legami con gli Urriti, dal momento che portano in Egitto il culto del dio urrito Teshub. Allo stesso modo i Patriarchi ebrei, dato che nella Genesi si delineano chiaramente usanze urrite, come il nominare un servitore successore, in caso di mancanza di un erede. Il vasellame dell’area degli Hyksos è assimilabile al vasellame ritrovato negli scavi archeologici nell’area dell’odierno Israele.

L’archeologo ed egittologo inglese sir W.M. Flinders Petrie studiò i resti archeologici dell’area Hyksos e quelli israeliti, confrontandoli9. L’egittologo norvegese C. Lieblein riteneva coincidenti la città di Avari, capitale degli Hyksos, e la città di Ebron, del biblico Abramo, e scrisse «le città di Ebron e di Avari, i cui nomi sono identici»10. L‘egittologo tedesco K.R. Lepsius riteneva che l’etimologia di «A’baris»11 (Avari) fosse «città degli Abarim/Ebrei»12. K.R. Lepsius collegava Avari agli Ebrei. L’egittologo C.A. De Cara è concorde13. Gli Hyksos avevano nomi simili a quelli dei Patriarchi: Maaybra (Abramo), Yakob-Her (Giacobbe), Apachnas (Safnat-Panèach14/Giuseppe), Aanebra (Ruben), Anakr (Naḫor, fratello di Abramo), Maara (Aram figlio di Kemuèl figlio di Naḫor), Sakar-Her Issacar), Seket (Chesed figlio di Naḫor), Wâlid (Eldaà figlio di Madian figlio di Abramo), Yḫamu (Kemuèl figlio di Naḫor). Scrive Nicola di Damasco15: «Abramo regnò; era un invasore giunto con un esercito dalla terra aldilà di Babilonia detta terra dei Caldei»16. Venuto a sapere che gli Egizi «vivevano bene, Abramo decise di recarsi da loro per partecipare della loro abbondanza e per sentire dai sacerdoti quanto dicevano sugli dèi: […] per portarli [i sacerdoti politeisti] a giudizi migliori»17. Parallelamente gli Hyksos introdussero il culto enoteistico di Baal-Seth18. Dalla narrazione di T. Flavio Giuseppe si evince come fra Abramo (così come gli Hyksos) e il faraone egizio vi fosse un clima conflittuale. Abramo «temeva che […] il re lo facesse uccidere»19. I discendenti di Abramo avrebbero dominato, «combattendo» su «tutta la Cananea da Sidone fino all’Egitto»20, e «avrebbero trovato in Egitto dei cattivi vicini; ma […] avrebbero superato i nemici […] e occupata la loro terra e le loro città»21. Sembrano le vicende degli Hyksos. Abramo prese come concubina un’egizia, Agar22, che la tradizione ebraica identifica con Keturà e la vuole figlia del faraone. Da Abramo e Agar nacque Ismaele23, al quale si unì un‘egizia24. La moglie di Abramo25, Sara, porta un nome faraonico, Sa-ra, vale a dire “figlia di Ra”26, ed era una parente stretta di Abramo, come era consuetudine egizia. La tradizione islamica riporta Àsar come padre di Abramo27 (diverso dal biblico Terah28), variante del teonimo Osiride29/Asar. “Figlio di Àsar”30, in egizio sarebbe sa-Asar, “figlio di Osiride”, potrebbe essere indizio dell’origine egizia di questi fatti, dato che era normale tra i re egizi farsi definire come figlio di una qualche divinità (Dhutmose, Ramessu…). Gli Hyksos, nomadi, vennero in Egitto dalla Siria-Palestina, come Abramo31. Gli Israeliti erano pastori, erano semiti e vissero nel periodo interessato in Palestina e nel Delta del Nilo. I loro capi erano descritti come re, ebbero come leader Abramo, introdussero nuovi culti in Egitto, erano enoteisti, avevano un esercito, adottarono costumi e nomi egizi, vissero in Egitto un periodo di crisi, vissero una situazione di conflitto con gli Egizi e, come si vedrà, condussero uno spostamento di grandi quantità di persone dal Delta del Nilo, sempre in conflitto con il faraone, e fondarono Gerusalemme. Non uno di questi aspetti non può essere attribuito anche agli Hyksos, con un’unica differenza: il loro primo capo non si chiamava Abramo, bensì Maaybra. Se Abramo fosse stato un re, allora lo stesso si potrebbe presumere dei suoi discendenti. Il Kebra Nagast afferma che Abramo, Isacco e Giacobbe regnarono32. Abramo mente al faraone dicendo che Sara è sua sorella, anziché sua moglie, in modo che il faraone la prenda in moglie. Se Abramo fosse stato un re, questa storia avrebbe senso: un faraone per essere legittimato a regnare, secondo le usanze egizie, avrebbe dovuto avere madre di stirpe reale. «Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro»33. Solo un re avrebbe potuto possedere tante ricchezze. Gli Amorrei erano alleati di Abramo34, che aveva schiavi e un esercito35 (legami fra Amorrei e Hyksos sono testimoniati da scoperte archeologiche ad Avari36). Abramo si unì ad Agar/Keturà37: il faraone dà ad Abramo, oltre alle mandrie e all’oro, sua figlia38; Abramo dà invece Sara, che cambierà nome. “Sara” in ebraico significa “principessa”. Quando Abramo morì, fu seppellito nella stessa città, Ebron, in cui era stata inumata Sara39. Ed Ebron, se abbiamo ragione, era Avari, la capitale degli Hyksos. I resti di Abramo, sua moglie Sara e suo nipote Giacobbe-Israele sarebbero allora sepolti presso l’attuale sito di Tell el-Dab’a, nel Delta del Nilo, poiché, come cercheremo di dimostrare anche in seguito, gli Hyksos erano i re degli Ebrei.

Andrea Di Lenardo  (20/08/2016)

Autore di Israeliti e Hyksos

Studente di Storia a “Ca’ Foscari”

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http://www.lafeltrinelli.it/libri/lenardo-andrea/israeliti-hyksos-ipotesi-sul-ii/9788868849221

1 A. DI LENARDO, Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d’Egitto e la sua cronologia, Kimerik, Patti (Me) 2016.

2 T. FLAVIO GIUSEPPE, Contro Apione, I; EUSEBIO, Cronaca.

3 Es., 1, 11.

4 Gn.

5 Es.

6 Gn.

7 Midrash.

8 Gn.

9 W.M. FLINDERS PETRIE, Hyksos and Israelite Cities, First Rate Publishers, U.S.A..

10 C.A. DE CARA, Gli Hyksôs. Re Pastori di Egitto, Elibron Classics, Roma 2006 (1889).

11 Ibid., p. 336.

12 Ibid., p. 336.

13 Ibid., p. 336.

14 Gn., 41, 45.

15 T. FLAVIO GIUSEPPE, Antichità giudaiche, I, 159.

16 NICOLA DI DAMASCO, Storie, IV.

17 T. FLAVIO GIUSEPPE, Antichità giudaiche, I, 161.

18 M. LURKER, Dizionario di angeli, demoni e dèi, Piemme, Alessandria 2004 (1994), voci Baal e Seth.

19 T. FLAVIO GIUSEPPE, Antichità giudaiche, I, 162.

20 Ibid., I, 191.

21 Ibid., I, 185.

22 Ibid., I, 187.

23 Ibid., I, 215.

24 Ibid., I, 220.

25 T. FLAVIO GIUSEPPE, Antichità giudaiche, I, 151.

26 M. MESCHINI, R. PERSICO, I giorni della Storia, vol. I, Mondadori, Bologna 2008., p. 76.

27 MAOMETTO, Corano, VI, 74.

28 Gn., 11, 26.

29 M. LURKER, op. cit., alla voce Osiride.

30 MAOMETTO, op. cit., VI, 74.

31 G. SOZZANI, in egittologia.net.

32 Kebra Nagast.

33 Gn., 13, 2.

34 Ibid., 14, 13.

35 Ibid., 14, 14.

36 «Australian Times», 2 novembre 2009

37 Midrash.

38 Ibid.

39 Gn., 25, 9-10.

Articolo revisionato dalla Redazione de IL SAPERE

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Andrea Di Lenardo
About

Andrea Di Lenardo, classe 1994, nasce a Gemona del Friuli (Ud) il 12 aprile. Musicista, batterista, fin dall'infanzia sviluppa l'interesse per la musica – studia per anni batteria e chitarra classica – e per la storia, in particolare antica, l'egittologia, la biblistica, la storia delle religioni, la filosofia e la letteratura. Dai 14 anni scrive per la stampa locale, partecipa a trasmissioni radiofoniche e televisive e si aggiudica premi e riconoscimenti a concorsi letterari e filosofici, tra cui si ricordano i Colloqui Fiorentini, concorso letterario intercontinentale, con la tesi È tutta questione di metodo in studi danteschi, nel 2009, e un certamen filosofico con un elaborato sul nichilismo, nel 2013. Diploma al Liceo Classico (lo stesso anno), attualmente vive a Udine e studia Storia all'Università “Ca' Foscari” di Venezia. Nel 2016 viene pubblicato il saggio storico "Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d'Egitto e la sua cronologia", Kimerik, Patti (Me) 2016. Attualmente sta lavorando a "Filistei e Cretesi" e, con Alessandro De Angelis, a "Exodus".

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