Saturday, 19/10/2019 UTC+2
IL SAPERE
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Comprendete che Voi e Io siamo Uno

Comprendete che Voi e Io siamo Uno

 Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prasanthi Nilayam il 18 maggio 2010 Tutti temono Yama, il Dio della Morte. Egli va in giro per ogni angolo del mondo e porta via il principio vitale di coloro il cui soggiorno sulla terra è giunto alla fine. La castità conferisce alle donne un potere immenso Quando Egli prese la vita di Satyavan, marito di Sâvitrî, questa fu straziata dal dolore e lo pregò di riportarlo in vita dicendo: Restituisci la vita a mio marito o prendi anche la mia. Io non posso vivere senza di lui, noi siamo Uno. Quando Yama stava per andar via dopo aver preso la vita di suo marito, Sâvitrî gli sbarrò la strada e non gli premise di andarsene. Yama non ebbe altra scelta che ascoltare le sue preghiere e le chiese: Madre! Che cosa vuoi? Restituiscimi mio marito perché non posso vivere senza di lui, disse Sâvitrî. Alla fine Yama dovette accondiscendere alla sua preghiera e resuscitare Satyavan. Egli non solo rese la vita a Satyavan ma concesse loro anche molti altri doni, tanto era felice della castità e della determinazione di lei. Fu per merito della sua castità che Sâvitrî poté riportare in vita il marito. Chandramatî fu un’altra grande donna della terra sacra di Bhârat che diede al mondo un esempio luminoso di castità. Mentre, assieme al marito Harishchandra e al figlio, stava attraversando la foresta, questa fu improvvisamente avvolta da un fuoco divampante che minacciò la loro vita. Allora ella pregò: Se io sono veramente una donna casta e mi sono comportata nel rispetto del Dharma per tutta la vita, fai in modo che questo fuoco selvaggio venga spento. Il fuoco si spense in men che non si dica e l’intera foresta divenne calma e serena. Tanto grande è il potere della Penitenza e della Castità in una donna casta! Ella, comunque, fu sempre umile ed espresse gratitudine al Signore dicendo: È per grazia di Dio che sono stata in grado di sostenere il Dharma di donna casta. Chandramatî seguì sempre suo marito e non tollerò di essere separata da Lui neanche per un momento; questo è il segno di riconoscimento della donna casta. Marito e moglie dovrebbero vivere assieme in armonia per tutta la vita. [A questo punto Bhagavân ha narrato la storia del re Harishchandra e della sua casta moglie Chandramatî che, nonostante le sofferenze indicibili a cui dovette far fronte, rispettò sempre le virtù della verità e della giustizia divenendo un esempio fulgido di vita virtuosa] “Questa terra di Bhârat ha dato nascita a molte donne nobili come Damayantî, che ridusse in cenere un cacciatore malvagio con il potere della sua castità e Sîtâ che diede prova della sua castità uscendo indenne da un fuoco ruggente”. La VITA trova Compimento quando Marito e Moglie vivono in UNITÀ. Quando Sîtâ venne sottoposta alla prova del fuoco, lo stesso Dio del Fuoco si manifestò e disse a Râma: Sîtâ è una donna di grande castità. Nella terra sacra di Bhârat, ci sono state molte donne caste come Sîtâ, Chandramatî, Damayantî e Sâvitrî. La gente teme Yama, il dio della Morte, ma Yama teme le donne caste. Proprio come Sâvitrî poté restituire la vita al marito con il potere della sua castità, anche Sîtâ poté uscire indenne da un fuoco ruggente grazie al potere della propria castità. Tutti questi esempi di donne caste di Bhârat hanno creato l’ideale secondo il quale la moglie considera il marito come Dio. Questi ideali posti da tali donne caste, hanno fatto diventare l’India l’insegnante del mondo e la guida di tutte le nazioni. Oltre all’India, in quale altro Paese potete trovare esempi di donne che hanno saputo ridare la vita ai propri mariti? Neppure cercando in tutto il mondo potete trovare donne di simile castità. Tale è la sacralità di questa terra di Bhârat; per questo motivo, Dio ama incarnarsi in Bhârat. Proprio come le donne dovrebbero osservare il Pativratâ Dharma (Dharma di una donna casta), anche gli uomini dovrebbero aderire al Satîvratâ Dharma (Dharma di un marito ideale). Come una donna deve essere una Pativratâ (donna casta), così suo marito un Satîvratâ (marito ideale). La donna non dovrebbe mai andare contro gli ordini di suo marito e, analogamente, egli dovrebbe comportarsi secondo i desideri della moglie e provvedere a lei con grande amore. Sfortunatamente però, oggi ci sono solo pochissimi uomini che osservano il Satîvratâ Dharma nonostante un gran numero di donne aderisca al Pativratâ Dharma. Dio si compiace di quelle donne che osservano il Pativratâ Dharma. Quando c’è unità tra marito e moglie, essi possono raggiungere qualunque risultato e trovare appagamento nella vita. Draupadî ebbe 5 mariti e li considerò sempre come il suo respiro vitale. Le donne odierne dovrebbero osservare la castità come Sîtâ, Sâvitrî, Draupadî e Damayantî. Soltanto nella terra sacra di Bhârat potete trovare un gran numero di donne Pativratâ, non altrove. La gente che lascia un luogo così sacro andando a vivere all’estero spreca la propria vita. Voi dite: Il mio corpo, il mio fazzoletto… e così via ma chi è il SOGGETTO di questo MIO? È il SÉ o L’IO? IO significa ÂTMA. Se non si giunge a manifestare l’Âtma, tutte le pratiche spirituali, come Yajña e Yâga, non servono a nulla. Voi dite: Questo è mio e quello è tuo; a che servono allora tutte le pratiche spirituali se non vi LIBERATE del SENSO di MIO E DI TUO? Liberatevi di questi sentimenti meschini e comprendete che VOI e IO siamo UNO.

Fonte: www.sssbpt.org

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