Monday, 16/7/2018 UTC+2
IL SAPERE
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Catalogazione di una Diversa Razza?

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Si stanno conducendo ricerche del DNA sulla progenie del Clan Donald. Ha questo a che fare con la storia sulle origini della famiglia?

Sono anni in cui archeologia controversa e ricerca della verità hanno portato l’intraprendenza di diversi ricercatori a nuove teorie, sia per quanto riguarda la nascita dell’essere umano, che le sue origini. Scoperte e ricerche scollegate che vanno ad unirsi in rivelazioni al di là persino dell’immaginabile realtà, sia passata che attuale. E’ infatti ormai nota la connessione esistente nelle religioni e nei culti di tutto il mondo, ricche di similitudini sin nei dettagli. Diverse divinità con stesse caratteristiche, per non parlare delle megalitiche costruzioni che accomunano una conoscenza tecnologica superiore a quella umana, di ora e dell’epoca. Siti longitudinalmente ben allineati a precise costellazioni, ed in specifiche datazioni che vanno a collimare con le leggende di dei e uomini su cui si fondamenta il tutto. Questo parla di una comparsa dell’uomo attraverso la creazione interventistica da parte di razze aliene più evolute, di distinte provenienze esse stesse e per diversi scopi. Qui si sovrappongono anche le credenze su verità nascoste, nella perenne lotta tra bene e male che si contendono, in questo caso, una piccola fetta dell’Universo. Più che la Terra sarebbe ad essere a rischio l’anima dell’essere umano nella sua evoluzione spirituale, nella sua consapevole coscienza di essere. Si divulgano notizie in tal senso da diverso tempo, anzi, per essere precisi è da tempo immemore che ogni civiltà ne narra.                                                  

Ciò che mi domando è: ha questo in un qualche modo a che fare con la catalogazione del DNA dai discendenti reali britannici? Sono anni che si stanno conducendo ricerche sulla progenie degli appartenenti al clan scozzese dei Mac Donald e altre branche di clans derivanti dallo stesso ceppo natale. Nelle varie pagine web si fanno vari proclama di laboratori che effettuano di questi test sui “figli di Somerled”, un noto antico guerriero vichingo ascendente del capostipite che diede il nome al clan, invitando i membri a scoprirne il grado di appartenenza.  

                                                                                                                                   

Ma per poter iniziare a comprendere è necessario fare qualche passo indietro nella storia della famiglia, che si disperde (o si ritrova) nelle antiche leggende celtiche d’Irlanda, le quali riportano storie di dei “…arrivati su nuvole scure nelle isole del nord del mondo, atterrati sulle montagne del Connachta, portando il buio sopra il Sole per tre giorni e tre notti…”. Essi erano i Tùatha Dè Danann, ovvero il popolo di Dan. Nell’antico libro delle invasioni d’Irlanda, il Leadhar Gadhal, si fa menzione a navi volanti. Si parla di loro anche come figli di Nemed, del lignaggio di Noè attraverso il figlio Lafeth, che ne ereditò per diritto divino le terre d’Europa, mentre il figlio Sem disseminò la stirpe in Asia ed il terzogenito Cam ebbe l’Africa. Nell’isola verde i nuovi colonizzatori del cielo predominarono sui primi popoli, ossia gli iberici. Gli stranieri divini erano i protetti della dea madre Danu, e visto il periodo in cui sarebbero apparsi, queste leggende rientrerebbero nel periodo in cui il culto della dea madre era focalizzato e localizzato in ogni angolo del pianeta, naturalmente con differenti nomi dati dall’etimologia locale nel suo significato. E ad essere presenti un po’ ovunque sono i Dan, che presero parte sia nella mitologia greca, che atlantidea o tibetana, come in quella egizia, sempre coincidenti per alcune loro peculiarità. Furono i portatori di armi potentissime in grado di compiere prodigi, vedi la lancia di Lugh, associata ancor oggi alla lancia di Longino, e poi la spada di Nuada, il calderone di Dagda, e la pietra del destino.

Esseri dotati di un elevato stato di coscienza che permetteva loro di sprigionare una grande energia dal terzo occhio, raffigurati appunto con un triangolo ed un occhio centrale, simbolo del quale più tardi si appropriarono le massonerie. Si dice anche avessero la padronanza del suono, della matematica e della geometria sacra, la conoscenza del potere del verbo e della quabbalah. Nella simbologia irlandese l’arpa rappresenterebbe l’onda sonora di frequenza in grado di far levitare e spostare la materia più densa. Questi angeli, o alieni, sembrerebbe furono i veri costruttori dei megaliti sparsi nel mondo, proprio attraverso il controllo della loro sapienza. Furono i mentori degli uomini, condividendone l’arte della medicina, della metallurgia e del druidismo. Elitari che ebbero dei figli con gli umani, creando una stirpe reale selezionata. Nelle diverse culture la storia dei Dan è sempre presente, con sfumature che differiscono solo nei periodi storici, quelli del matriarcato e quelli del futuro patriarcato, che oscurarono e distorsero le prime versioni delle leggende dell’epoca. Sta di fatto che è stato inciso e scritto di questi dei e dei loro figli semi dei, a cui fu garantito il dominio sulle sorti degli uomini attraverso le loro discendenze.  

 

Nello specifico parleremo dei Shardana, la tribù di Dan ebrea, ovvero la discendenza di Davide, anch’essa portatrice di un’arma potente chiamata Shamir, annoverata come un prodigioso raggio laser, e  basti pensare alla storia biblica di Mosè e del suo bastone per far tornare i conti. Per entrambi nella mitologia il punto di origine sarebbe nel loro DNA in parte appartenente alla casta eletta in quanto figli dei Dan. La singolarità risiede nel fatto che i Tùatha Dè Danann furono descritti come alti, dai capelli biondi o rossi, dalla pelle chiara e dagli occhi blu o verdi.  E qui ci colleghiamo all’antico Egitto, perché al di là di ciò che l’archeologia ufficiale insegna anche le caste dei faraoni egizi furono raffigurate con i capelli rossi o biondi, dagli occhi e la pelle chiari. Innumerevoli sono gli esempi, per citarne alcune le rappresentazioni della tomba di Bagt ed altre a Beni Hassan. Lo stesso dicasi per il ritrovamento di alcune mummie, come quella del principe di Amarna, nella tomba di Amenhotep II, la sua ciocca di capelli era di un colore rossiccio. Ma le stesse caratteristiche si ritrovano nei tratteggi delle personificazioni della madre di Amenhotep IV, nella princinessa Ranofri, una delle figlie di Tuthmosis III, o Ramses II. Persino il dio Horus veniva illustrato con l’occhio blu, ma l’elenco potrebbe essere lungo.  E’ bene annotare che in ogni continente sono stati fatti ritrovamenti in tal senso, mummie e rappresentazioni altrettanto antiche dello stesso genere.           

 

  

Nefertiti, moglie di Akhenaton, è tra le più conosciute e riconosciute per i fini lineamenti europei, e si ricongiunge a questa storia loro figlia, la principessa Scota, che dopo le sommosse dalla morte dell’eretico padre viaggiò sino in Irlanda, portando con sé quegli oggetti simbolo di potere rappresentanti i Tùatha Dè Danann.  La principessa era, guarda caso, la moglie del re Eochaid, o Heremon, della stirpe di Davide. Tra le reliquie divine la pietra del destino è quella identificata ancor oggi come tale, considerata sacra e custodita gelosamente nel castello di Edimburgo. Essa fu “il cuscino” su cui Giacobbe ebbe in visione Dio a comunicargli la continuità della sua dinastia prescelta, la pietra sulla quale furono insigniti tutti i futuri re di Irlanda, poi di Scozia, sino ad arrivare all’attuale regina Elisabetta II. Perché come è noto ai conoscitori della casata reale britannica gli attuali monarchi di Gran Bretagna, imparentati peraltro con tutte le stirpi reali europee, sono i discendenti diretti della stirpe di Davide, e per loro stessa amissione. Il comune denominatore di questa storia è uno, il DNA delle famiglie (o famiglia) in una mescolanza mirata e unica.

Da sottolineare nei vari passaggi degli antenati dei Mac Donald il supremo alto re d’Irlanda Conn delle cento battaglie, annoverato nella mitologia celtica egli unì i due regni di alta e bassa Irlanda, questo dopo le aspre battaglie contro Nuada e la sua sfolgorante spada, durante le invasioni irlandesi. Conn venne assassinato, ma la sua discendenza diretta proseguì sino in Scozia, che prese il nome dalla principessa egizia Scota. Da sempre tra umani, dei e semi dei, si sono dunque create fazioni per il controllo, divisioni. I Tùatha Dè Danann stessi, infatti, antecedentemente ebbero nemici potenti sulla Terra, i Fomor, coloro che vennero spazzati via da una grande alluvione, un’analogia con la storia di Noè.

Sta di fatto che gli ascendenti del primo Donald divennero i protettori del cristianesimo. Il cerchio simbolo del Sole ed il culto della madre si trasformarono nella croce simbolo di una religione patriarcale, in una mescolanza di conoscenze sovvertite ad uso e consumo alla sudditanza dell’uomo reso ignorante e timoroso. Ogni religione venne creata sulle stesse basi ritualistiche e plasmate proprio per gestire ed influenzare le società degli umani che andavano ad espandersi e crescere sul pianeta, con nuovi e vecchi simulacri al contempo, emblemi comunque di chiaro messaggio per i detentori della conoscenza che ne diedero voce. Il clan ebbe padri come Kenneth I, primo re di Scozia, una stirpe che dominò e si ramificò per discendenza reale nelle isole e nel paese tutto, sino alla Gran Bretagna di adesso e non solo, essendo una delle famiglie che detengono una parte del potere mondiale anche attraverso la regina Elisabetta II.        

Tutte queste coincidenze storicamente anche troppo ben congruenti sono quantomeno meritevoli di dubbi sulle ragioni di queste ricerche in giro per il mondo sui discendenti del clan Donald, considerando che negli  esami del DNA si dà anche una percentuale di purezza nella successione. Ma perché mai questa catalogazione? E’ solo per il famoso “scottish proud” o è una selezione mirata? E a quale fine? Un censimento a favore dei più puri appartenenti ad una stirpe “superiore”, o a sfavore di umani utilizzati come cavie per test? E da chi? Si parla molto di accordi segreti tra i poteri occulti dominanti della Terra e alcune razze aliene, è anche questo un meccanismo appartenente ad un qualche accordo segreto? Sappiamo attraverso diverse fonti che esistono più fazioni aliene che hanno interesse per la specie umana per diverse ragioni, come diversi sono gli intenti nell’avere così a cuore il destino degli umani. Perché se è in ballo l’evoluzione dell’uomo, lo è anche quella di chi cerca di controllarlo, altresì dicasi per chi ne segue le sorti per aiutarlo. Forse è solo immaginazione, ma facendo di conto, tra tutte le coincidenze e le linee che vanno ad intersecarsi c’è da pensare. Come suggerito da Carlo Di Litta, ricercatore ed autore del libro “Cosa nascondono i nostri governi”, sarebbe interessante scoprire se coloro con buona purezza nel DNA di appartenenza al clan hanno le stesse peculiarità, in “sensibilità” di coscienza e per casistica abductions. Una ricerca molto lunga e complicata da effettuare, ma credo che molte risposte arriveranno comunque da sé attraverso l’osservazione degli eventi.  Le ricerche sulla fisica quantistica hanno mostrato come il pensiero sia una forma creativa tangibile nella realtà, ovvero ciò che sei è ciò che crei, dunque è presumibile che una razza semi umana che porti nel suo patrimonio genetico uno stato di consapevolezza del proprio potere e potenziale energetico, controllabile attraverso la coscienza di questa realtà, sia di interesse per le innumerevoli implicazioni sia per chi li ha creati, sia per coloro che ne sono a conoscenza nell’Universo, vuoi per un nuovo equilibrio pacifico,  vuoi per un controllo su un potere creativo che destabilizzerebbe le forme aliene che si alimentano delle paure umane. Fantasia? Coincidenze? Concretezza? Ritengo sia sempre bene conoscere dati oggettivi, se non per valutazioni personali definitive, quantomeno per avere un dubbio che porti attenzione nello svolgersi degli eventi.  

Debora Ann (12.07.2017)

 

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La Conoscenza risiede nella Verità, ma non può essere insegnata, bensì ricercata in sé e nel proprio impegno, in ogni nuova personale coscienza in perenne trasformazione. E la ricerca è la linfa vitale della dinamica.

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