Monday, 9/12/2019 UTC+2
IL SAPERE

Buddhismo Tibetano

Buddhismo Tibetano

Alcuni praticanti occidentali dicono che il Buddhismo Tibetano è costituito in parte da tradizioni tibetane ed in parte dalla pratica del Dharma, e che non riescono sempre a distinguere l’uno dall’altra. E’ molto importante conoscere la differenza.

Nelle biografie di Milarepa, Marpa e Gampopa ogni cosa è Dharma puro. Tutto ciò che concerneva questi grandi maestri Kagyu; il modo in cui vissero, il modo in cui insegnarono, ecc… era Dharma puro. Per esempio Marpa portò gli insegnamenti dall’India al Tibet dove egli insegnò da tibetano. Prima studiò il Dharma in India in accordo con la tradizione indiana. Naropa, il suo maestro, era indiano. Naropa era nudo la maggior parte del tempo, ed a volte indossava gli ornamenti di Heruka, ma Marpa non disse mai ai tibetani che loro avrebbero dovuto fare lo stesso. Quando Marpa insegnò in Tibet non cercò di introdurre le usanze indiane, tipo indossare vesti dei sadhu. Lasciò che i tibetani indossasero la loro Chuba (gli abiti tibetani). Egli insegnava il Dharma in modo purissimo.

In Occidente avete letto molto sui lama tibetani. Alcuni studiosi occidentali hanno fatto dei viaggi di avventura verso il Tibet. Successivamente, in America, Lobsang Rampa scrisse libri pieni di fantasie, comprese storie di viaggi astrali, dove una mente viaggia in un’altra mente per trasmettere un qualche messaggio. Come risultato della meditazione, dei praticanti buddisti altamente realizzati possono comprendere questo tipo di cose soprannaturali e possono anche leggere il pensiero. Quando si è sviluppata una meditazione molto, molto buona, si è capaci di sapere cose incredibili. Buddha per esempio conosce tutti i pensieri di ogni singolo essere senziente. Tuttavia Lobsang Rampa ha presentato questi fenomeni in modo molto diverso. Ne fece qualcosa di misterioso. Era una sua invenzione il fatto che si possa trasferire la propria mente in quella di un altro per poterne leggerne i pensieri. I suoi libri hanno influenzato le idee occidentali sul Tibet. Quando le biografie vennero tradotte nelle lingue occidentali, naturalmente venne tradotto tutto lo “strano corredo”. Facendo così, si svilupparono molte idee errate sui “santi” del Buddismo tibetano; per esempio, che tutti loro potevano volare in aria.

Voi occidentali avete sviluppato l’idea che tutti i lama tibetani sono totalmente puri. Qualsiasi cosa un lama faccia, si pensa: “Oh, dev’esserci un profondo significato sotto”. Se un lama avesse una parvenza un po’ insolita, si darebbe a questa cosa un significato particolare, e si darebbe per certo che questo lama abbia visto qualcosa a proposito della nostra mente. Stando alla mia esperienza, molti studenti occidentali hanno idee di questo tipo.

Di che si tratta allora? Tanto tempo fa in Tibet venne introdotto il sistema di portare i bambini piccolissimi nei monasteri, dove sarebbero stati allevati e sfamati gratuitamente. Un re tibetano molto devoto divenne un po’ estremista. Nel territorio che è oggi l’Afghanistan ci fu un “Regno Vajrayana”, Oddiyana. In questo regno il sovrano raggiunse l’Illuminazione ed insegnò tutti gli aspetti della pratica. Anche tutti i sudditi raggiunsero l’Illuminazione ed il regno scomparve. Il re tibetano voleva fare la stessa cosa. Voleva porre fine al samsara facendo in modo che il Tibet scomparisse, così introdusse delle nuove regole, e vennero eretti monasteri per monaci e monache in tutto il paese. Tutti i monaci e le monache ricevevano cibo gratis ed il raccolto di tutti i contadini andava ai monasteri. Il risultato fu che la gente si faceva monaca non solo per raggiungere l’Illuminazione ma perché c’era cibo gratis. C’erano anche alcuni illuminati, ma non erano la maggioranza, forse uno su un milione. Gli esseri illuminati lì erano molto rari perché c’erano troppe distrazioni. C’era abbastanza da mangiare, ma non molto da fare. Nessuno di loro praticava come faceva Milarepa tempo prima. Così c’era un monastero in ogni valle e tutto il Tibet fu riempito di monasteri che avevano grandi amministrazioni.

All’inizio un maestro Kagyu fondò un monastero nel modo giusto iniziando un programma di studi ed un centro di meditazione. Il suo desiderio era che gli insegnamenti fossero preservati e non svanissero come se niente fosse. A quel tempo non c’era un sistema di tulku (il sistema del riconoscimento di maestri Buddisti reincarnati consapevolmente) quindi il figlio del maestro prendeva il posto di responsabile del monastero dopo il padre. Molti monasteri Kagyu si ingrandirono in questo modo. Ma le persone sono semplicemente persone e man mano che il tempo passava, le cose peggioravano. I monasteri divennero piccoli regni con amministratori molto arroganti. Questi erano spesso scaltrissimi. Sapevano che i leaders spirituali erano necessari per controllare la gente ed allora introducevano un leader spirituale, cercando però di mantenere il potere interamente nelle loro mani. Era una cosa molto politica – spirituale esternamente, ma politica internamente. Gli amministratori volevano controllare le persone.

Ogni monastero aveva della terra, a volte grandi distese. Quando i monasteri erano confinanti, ognuno di questi voleva proteggere la propria terra. Avevano anche bisogno di forza lavoro, così i contadini diventarono schiavi del monastero, e gli amministratori regnavano come dittatori. A volte si combattevano per i confini. Se un animale di un monastero oltrepassava il confine che segnava il territorio dell’altro monastero, veniva tenuto lì, e via dicendo.

Il vero reggente del paese non aveva pressoché alcun potere perché i singoli monasteri divennero così potenti e continuamente in lotta. Il governo era totalmente privo di influenza. In seguito riuscì a conquistare del potere e si organizzò come i monasteri, e in questo modo il paese divenne controllato in modo severamente religioso. I buoni praticanti non facevano parte della amministrazione. I buoni maestri ed i buoni monaci praticavano più che altro da soli. Quasi nessuno raggiunse l’Illuminazione in un monastero, perché questi erano organizzati così pressante dall’amministrazione. Religione e politica erano fortemente mescolate in Tibet. I politici usavano la religione per controllare la gente. Era una situazione molto difficile. Il problema non erano gli Illuminati, ma gli amministratori. Gli occidentali hanno l’idea che tutto quello che accadeva lì era Dharma. Pensano che un monastero sia un grande mandala, ogni monaco un certo aspetto di buddha e che il guru sia Dorje Chang.

Voi pensate anche che i troni dei lama siano parte della pratica del Dharma. In realtà anche questi potrebbero essere una fonte di problemi. Avete preparato un trono per me ed io ora ci sto seduto sopra. Se non fate la stessa cosa per qualcun altro potrebbero iniziare dei problemi. Questa è la politica. Se aveste messo qui una bella sedia occidentale, nessuno avrebbe avuto dei problemi a tal proposito. I vecchi lama tibetani, persino quelli buoni ed amichevoli, hanno alcune usanze che si basano sulla loro cultura. Quando vengono in occidente e non vengono usati strumenti musicali tibetani, o al trono mancano dei bei broccati, sentono che manca qualcosa. Vi dicono anche che dovreste sistemare le cose in un dato modo ed allora voi pensate che tutto ciò faccia parte della pratica. In questo modo voi state costruendo la tradizione tibetana in Occidente ed io non penso che questo durerà. Se dura, comunque, sarà fonte di problemi in futuro. Chi dovrebbe avere un trono più alto? Qualcuno avrà un trono più piccolo e qualcun altro ne avrà uno ancora più piccolo. E così facendo voi avrete molti problemi.

Dovete vedere la differenza tra Dharma e tradizione. Quando capitano dei problemi, capite che non sono provocati dagli illuminati, ma dagli amministratori. Persino i comunisti cinesi, che non credono per niente alle cose religiose, usano di volta in volta la religione per ragioni politiche perché è così potente e così bene affermata. In occidente non dovete assorbire questa parte amministrativa che è mescolata con la religione. Con questo non voglio dire che i vostri maestri ora si debbano sedere da qualche parte sul pavimento e che voi dovreste rivolger loro i piedi quando vi sedete, ma semplicemente non c’è bisogno di troppa tradizione.

 Fonte:
Kunzig Shamar Rinpoche – Vienna, Settembre 1993

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E' alquanto meglio edificare una Piramide nel deserto piuttosto che mille oasi brulicanti di vita ordinaria. Maestosa, fredda, perfetta ti ficca due dita in gola facendoti vomitare domande e dubbi. Oscura per un attimo l'ego che brilla compiaciuto di stupidità ebete, per aver rinchiuso nel buio e nel silenzio l'anima sgomenta che così viene accarezzata dalla fredda luce della ragione.

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