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Bayer: Cosa sappiamo di questa Famosa Casa Farmaceutica?

Bayer: Cosa sappiamo di questa Famosa Casa Farmaceutica?

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Breve Storia della Bayer

110 mila dipendenti, 35 miliardi di euro di fatturato nel 2010, 150 anni di storia. Questa è la Bayer, detentrice del marchio Aspirina, produttrice di eroina, del gas Zyklon B nella Seconda Guerra Mondiale e colosso della chimica di oggi.

Fondata nel 1863 dal trentottenne Friedrich Bayer (1825-1880), l’omonimo colorificio divenne ben presto uno dei maggiori simboli della forza industriale tedesca, grazie anche alla vittoria nella guerra franco-prussiana del 1870-71. La Germania di quel periodo, con i suoi 34 milioni di abitanti sparsi in 500 mila kmq, non aveva colonie che potessero fornirle materie prime, a differenza di Inghilterra, Olanda o Francia, e dovette cercare di sfruttare la carenza di territorio.

Fu l’industria chimica che cercò di trainare la potenza imperiale in vetta allo scacchiere mondiale. Il chimico Franz Joseph Emil Fischer (1877-1947), co-inventore del processo Fischer-Tropsch per la produzione di combustibili sintetici come la benzina del Reich, dichiarò nel 1911: “Il futuro non si basa sulla conquista degli imperi coloniali, ma piuttosto sulla chimica; essa e le scienze naturali sono la vera terra delle opportunità senza limiti”.

Bayer

La scienza divenne quasi una religione, tant’è che il medico più in vista di allora, il patologo Rudolf Ludwig Karl Virchow (1821-1902), oltre a dichiarare questo nel 1865 ad un congresso, otto anni più tardi disse: “Noi abbiamo un credo: la fede nel progresso della nostra conoscenza della verità”.

Lo sviluppo scientifico fu talmente importante per la Germania che si affacciava al nuovo secolo, che quando Wilhelm Röntgen scoprì i raggi X, l’imperatore Guglielmo II gli inviò un telegramma con scritto: “Io elogio dio perché ha dato alla nostra patria questo nuovo trionfo della scienza”.

Eroina ed Aspirina

Nel 1895 nei laboratori della Friedrich Bayer & C. si produceva eroina, una sostanza indicata contro le infezioni delle vie respiratorie che prendeva il nome dalla forza acquisita dal paziente dopo la sua assunzione (heroin deriva da heroisch = eroico) e che sostituì la morfina, potente alcaloide antidolorifico estratto dall’oppio che però aveva effetti collaterali maggiori rispetto alla nuova sostanza.

L’acido acetilsalicilico, antipiretico ed antinfiammatorio già sintetizzato in laboratorio nel 1853 dal francese Charles Frédéric Gerhardt, che aveva studiato chimica in Germania, era un composto raro da trovare in natura, e così nel 1897 due chimici della Friedrich Bayer & C. crearono una molecola completamente nuova e con minori effetti collaterali rispetto a quelle sintetizzate fino ad allora. Nasceva così l’Aspirina (brevetto registrato due anni dopo) e, con essa, l’industria farmaceutica, grazie al geniale lavoro di Arthur Eichengrün (1867-1949) e Felix Hoffmann (1868-1946).

bayer - eroina - aspirina
Boccetta di Eroina e pubblicità dell’Aspirina

Per l’industria di Barmen era arrivato il momento di ottimizzare la propria produzione. L’uomo che ebbe l’onere e l’onore di questo compito fu Carl Duisberg (1861-1935), entrato in azienda a soli ventidue anni e divenuto amministratore delegato a trentanove, nel 1900.

I processi produttivi vennero pianificati con solerzia affinché fosse aumentata la produttività a partire dall’arrivo dei materiali in azienda per finire col trasporto dei prodotti pronti al commercio. I lavori nell’impianto di Leverkusen, futura sede del gruppo Bayer AG, furono ultimati nel 1907 e sette anni dopo contava quasi 8 mila dipendenti, divenendo il modello di riferimento per tutte le altre aziende tedesche.

La concorrenza americana

Mentre negli Stati Uniti d’America il fordismo riuscì ad organizzare in maniera efficiente una forza-lavoro non qualificata composta dagli immigrati, la Germania organizzò in modo altrettanto valido il lavoro degli scienziati stimolandoli con l’ideologia del “genio creatore” che ha il potere di dominare le forze della natura con lo scopo di trasformare il Paese in una potenza mondiale. Il nazionalismo fu quindi il motore trainante dell’industria tedesca, in special modo quella chimica.

Nel 1903 Carl Duisberg visitò in America alcuni stabilimenti, tra cui quelli della Standard Oil e della US Steel e si accorse della reale forza statunitense che aveva saputo unire il potere amministrativo-burocratico all’industria. Scrisse allora al capo della Hoechst, Gustav von Brüning, proponendo l’unione di tutte le società tedesche dei coloranti, proprio come il modello industriale americano delle fusioni.

La Hoechst aveva appena perfezionato un nuovo procedimento per la sintesi del colore indaco e non aveva intenzione di dividere i profitti con altri, pertanto a Duisberg arrivò risposta negativa.

L’idea venne però presa in considerazione da Heinrich von Brunck, presidente della BASF che, insieme all’Agfa, il primo gennaio 1906 si concentrarono in una Interessen Gemeinschaft (comunità di interessi), chiamata anche “Piccola I. G. Farben”. La I. G. mancava però di una burocrazia centralizzata, tant’è che i profitti erano divisi secondo il rapporto di 43% alla BASF, 43% alla Bayer e 14% all’Agfa.

Crimini di guerra

Nel 1921 i chimici tedeschi scoprono una cura contro la malattia del sonno che colpiva l’Africa più povera. Produssero il farmaco Germanin e provarono a barattarlo con gli inglesi in cambio di eventuali colonie, ma l’impero britannico rifiutò la proposta.

Quattro anni più tardi si ebbe la formazione della I. G. Farben, trust che univa le tre aziende della “Piccola I. G.” al cartello Hoechst-Cassella-Kalle, accordatesi tra loro poco prima della creazione della “Piccola I. G. Farben”.

Fino alla Prima Guerra Mondiale l’industria tedesca vendeva i suoi prodotti oltreoceano tramite la tecnica del dumping, così gli Stati Uniti si difesero attuando una politica protezionistica tendente ad eliminare lo svantaggio della propria industria avuto fino al 1914. Alle aziende tedesche, non potendo più trarre profitti dal mercato americano, non rimaneva altro che avviare una politica di concentrazione costituendo un monopolio.

La guerra impose lo spostamento della produzione dai coloranti ai materiali bellici come i gas. Uno di questi fu lo Zyklon B (acido cianidrico), creato dal chimico ebreo Fritz Haber (1868-1934) utilizzato come pesticida ed antiparassitario (anche in USA) prima di essere impiegato nelle camere a gas dei campi di sterminio nazisti, e prodotto dalla I. G. Farben.

Bayer - camere a gas - Zyklon B
Camera a gas nel campo di sterminio polacco di Majdanek
Il colore bluastro è provocato dall’utilizzo di Zyklon B

Il monopolio finanzierà ed appoggerà in pieno il governo di Adolf Hitler, compresa la Hoechst, titubante, e che fu pure attaccata dagli stessi nazisti in quanto praticava “il crimine della vivisezione animale” all’interno dei propri laboratori. La I. G. Farben trasse enormi profitti dalla guerra: pochi giorni dopo l’occupazione nazista della Cecoslovacchia gestiva tutti i suoi colorifici; i prigionieri di guerra venivano impiegati come schiavi negli stabilimenti, tant’è che il colosso chimico ne aprì uno adiacente ad Auschwitz ed uno vicino a Maidanek. I. G. Farben aveva così trovato la sua manodopera gratuita e senza sindacalisti di sinistra o bolscevichi, che tanto odiava avere all’interno delle proprie fabbriche prima dell’ascesa del nazismo.

Persa anche la Seconda Guerra Mondiale, la Germania nel 1952 si vide smembrare la I. G. Farben e le varie aziende poterono riprendere i loro affari che avevano lasciato in sospeso ad inizio guerra, mentre i capi vennero accusati di crimini contro l’umanità, arrestati e condannati (lievemente), grazie anche al recupero di molti registri su cui appuntavano ogni respiro che avveniva sotto l’insegna del trust.

Dalla rinascita ad oggi

Riparte alla grande, la Bayer. Entra nel settore petrolchimico creando, assieme alla Deutsche BP, la Erdolchemie GmbH; nel 1952 acquisisce come sussidiaria la Agfa che aveva cominciato a lavorare i materiali fotografici.

Negli anni Sessanta conta ormai 80 mila dipendenti (che raddoppieranno a fine anni ’80) nei suoi quattro siti produttivi e lavora nei settori farmaceutico, agroalimentare, chimico e dei coloranti.

Nel decennio successivo acquisisce la Cutter Laboratories, Inc. ed i laboratori Miles che avevano commercializzato l’Aspirina negli States ed in Canada dopo lo scoppio della Grande Guerra.

Il crollo del muro di Berlino segnò un momento importante per l’azienda, in quanto poté approfittarne per espandersi ad Est e nel resto del mondo, divenendo presto il primo gruppo industriale nel campo della chimica-farmaceutica.

Nel 2003 il gruppo Bayer AG diventa una holding ramificandosi in sei settori: Bayer CropScience (agricoltura), Bayer HealthCare (farmaceutica), Bayer MaterialScience (tecnologia dei materiali), Bayer Business Services (IT, supporto tecnico), Bayer Technology Services (soluzioni per aziende chimiche e farmaceutiche), Currenta (gestione rifiuti). Il colosso è anche proprietario della squadra di calcio Bayer 04 Leverkusen che fondò nel lontano 1904.

Tra i prodotti commercializzati nei decenni dalla Bayer ricordiamo, oltre a quelli già visti: Alka-Seltzer, Canesten, Ciproxin, Levitra, Supradyn.

Fonte: http://cronachedal900.blogspot.it/2012/02/storia-bayer.html

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