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Base 211 – Segreto in Antartide

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Base 211 nota anche come Nuova Berlino (Neu Berlin in tedesco) è il nome in codice della principale base di una presunta e indimostrata installazione militare nazista, situata nel sottosuolo della Schwabenland (Nuova Svevia, in Antartide), ma non esistono prove che supportino, in questa teoria pseudostorica, la reale esistenza dell’installazione.
In base a dichiarazioni di autorità naziste, che ipotizzavano luoghi di rifugio sicuri per le loro forze militari nel corso della guerra, si presumeva la costruzione di città sotterranee e della Base 211 fosse iniziata negli anni quaranta, anche per il fatto che sembra siano stati inviati molti U-Boot tedeschi nella zona antartica.
Secondo teorie cospirative indimostrate e prive di alcun riscontro storico, lo scopo dell’Operazione High Jump (una missione esplorativa e scientifica delle forze armate statunitensi in Antartide), sarebbe stato anche legato alla presunta ricerca delle ipotetiche ultime basi naziste in Antartide.
Altre teorie pseudostoriche correlano questa base agli UFO, alla morte di Hitler e alla costruzione del Quarto Reich.
Ad alimentare ulteriormente la leggenda, si è aggiunto un altro fatto: pare che dopo la resa del Reich, Karl Dönitz avesse ordinato, via radio, a tutti gli U-Boot ancora in circolazione di cessare la propria attività e quindi di arrendersi.
Il 10 luglio 1945 (circa 2 mesi dopo l’ordine di resa dato da Dönitz) un U-Boot Tipo IX numero 530, approdò in Argentina. La cosa che più lasciò perplessi era che il sottomarino a bordo fosse privo di documenti di navigazione ed addirittura di armamento, con inoltre poco carburante e l’equipaggio solo presente. Il 530 era comandato da Otto Wermuth, e con esso era salpato il 3 marzo 1945 da Horten in Norvegia. Il sottomarino esegui quindi una navigazione di ben 130 giorni, di cui la metà trascorsi in mare senza la minima possibilità di rifornimento. Al suo arrivo in Argentina, l’equipaggio fu trattenuto in un campo di prigionia ed interrogato, riguardo al cosa fosse accaduto durante gli ultimi mesi di navigazione, ottenendo risultati dubbi e contrastanti. L’apparente occultamento delle prove (eliminazione di documenti ed armamento) a bordo del 530, diede vita dunque a diverse ipotesi che avrebbero voluto fornire una risposta alla domanda: tra queste quella secondo la quale il 530, negli ultimi 2 mesi, avesse fatto rotta verso Antartide, più precisamente verso la segretissima Base 211, con lo scopo di rilasciarvi lì scienziati, armamento e progetti segretissimi, e come ultimo obiettivo quello di fare ritorno in Argentina e di arrendersi. Dopo moltissimi anni l’intera faccenda è ancora avvolta nel mistero, e il destino finale dell’U-Boot 530 fu quello di essere usato (e infine affondato) come bersaglio dalla marina statunitense il 27 novembre 1947.
La storia della ricerca Antartica Tedesca inizia nel 1873, quando Sir Edward Dolman, sotto gli auspici della neonata Società Germanica di Ricerca Polare, scoprì nuove rotte Antartiche con la sua nave Grönland.
Le esplorazioni Tedesche delle regioni polari furono alquanto innovative in quanto la Grönland fu la prima nave a vapore a vedere per intero l’Antartico. Nei 60 anni successivi ebbero luogo due nuove grandi spinte di spedizione e due missioni complete furono realizzate, nel 1910 sotto la direzione di Wilhem Filchner con la sua nave Deutschland e nel 1925 con la nave Meteor, progettata espressamente per spedizioni polari, al comando del Dr. Albert Merz.
Negli anni successivi, prima della Seconda Guerra Mondiale, i Tedeschi pretesero l’egemonia su alcune zone dell’Antartico ed il desiderio di realizzare in questi territori una propria base crebbe in modo sempre più incalzante. In quel tempo l’Antartico non era sicuro a causa di trattati internazionali e, a pochi giorni dalla guerra, una dimostrazione pragmatica della pretesa Germanica con una singola missione al Polo Sud sembrò la migliore opzione. Lo stesso Hitler era ansioso di conquistare una solida posizione in Antartico ed una tale pretesa avrebbe potuto essere ben usata per la propaganda nazional-socialista e per un’ulteriore dimostrazione dell’insorgenza del “superpotere Germanico”.
Da un altro punto di vista una nuova provocazione degli Alleati doveva, per il momento, essere evitata in quanto la Germana, in quel tempo, non era ancora completamente preparata per la guerra in arrivo. Effettivamente, stava prendendo forza l’idea di una spedizione semi-civile in cooperazione con la compagnia area nazionale Lufthansa; una spedizione apparentemente civile ma con uno scopo militare e strategico, un atto di compensazione caricato di un valore altamente politico.

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Il comando di questa missione fu affidato al Capitano Alfred Ritscher, che aveva precedenti esperienze polari avendo condotto alcune spedizioni al Polo Nord ed avendo dimostrato coraggio ed abilità in situazioni critiche. La nave scelta fu la Schwabenland, una portaerei Germanica usata fin dal 1934 per la consegna di posta transatlantica. Nel frattempo, l’equipaggio fu programmato e preparato precisamente dalla Società Germanica di Ricerca Polare.
La stessa Società fece il sensazionale passo di invitare Richard E.Byrd, il più famoso ricercatore ed esploratore polare Americano. Nel mese di Novembre del 1938 egli giunse ad Amburgo e presentò all’equipaggio e ad un pubblico selezionato di 84 persone la sua nuova documentazione cinematografica sull’Antartico nel teatro Urania di Amburgo.
Byrd, il primo uomo ad aver volato attraverso il Polo Sud nel 1929, era, già in quel tempo, una leggenda vivente, un eroe nazionale Americano e il massimo ricercatore polare. Nel 1938 era ancora un civile. Questo invito ha tutta l’aria di una tipica ironia della Storia, dato che circa dieci anni dopo, proprio Richard E.Byrd, nei ranghi di Ammiraglio della Marina degli Stati Uniti, ricevette istruzioni di distruggere la Base Segreta Antartica denominata “Nuova Berlino” o “Base 211”.
Ritornando ai fatti, la portaerei Neuschwabenland lasciò il porto di Amburgo il 17 Dicembre 1938 diretta in Antartico su una rotta determinata precedentemente e lo raggiunse il 19 Gennaio 1939. Le settimane seguenti 15 voli dei velivoli “Passat” e “Boreas” tracciarono circa 600.000 chilometri quadrati e scattarono più di 11.000 fotografie dell’area.
Le antiche mappe Norvegesi di questi territori, risalenti al 1931, furono rinnovate in quanto le nuove immagini dimostrarono la loro inesattezza. Quasi un quinto dell’intero continente Antartico fu in questo modo esaminato, documentato per la prima volta e nello stesso tempo preteso dai Tedeschi come territorio Germanico.
Per accentuare questa pretesa, i due velivoli sparsero diverse migliaia di bandiere a caduta, speciali paletti di metallo muniti di bandiera con il simbolo della svastica.
L’intero territorio ricevette il nome, ancora valido, di “Neuschwabenland”, in riferimento alla regione meridionale della Germania.
è interessante notare che la spedizione sembrò aver scoperto zone di territorio libere dai ghiacci, laghi e piccoli segni di vegetazione nel mezzo dell’Antartico. I geologi dissero che questo fenomeno era causato da sorgenti di acque calde nel terreno. In Febbraio 1939, la Schwabenland lasciò l’Antartico. Impiegò due mesi per tornare ad Amburgo ed il Capitano Ritscher utilizzò questo tempo per organizzare attentamente i risultati, le nuove mappe e le immagini. Egli, sorpreso dai risultati dei voli, immediatamente dopo l’arrivo programmò una seconda spedizione, completamente civile, dotata di aeroplani più leggeri e forniti di slitte, ma con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, all’incirca in Ottobre del 1939, questi programmi civili furono abbandonati.
Tuttavia c’è da chiedersi quali furono le alternative militari e strategiche raggiunte da questa missione. È difficile pensare che queste risorse furono sprecate. Oggi, tutti gli storici concordano sul fatto che la Seconda Guerra Mondiale non iniziò incidentalmente ma fu pianificata già dagli anni ’30 e forse anche prima. Almeno a partire dal 1933 la dittatura Germanica programmò di raggiungere una completa potenza bellica entro un decennio. I Tedeschi furono determinati a perseguire la loro via alla guerra in tutti gli aspetti della vita, da quelli militari a quelli civili, economici, sociali, scientifico-tecnologici, a quelli della politica, sia interna che estera. Niente fu lasciato al caso, e questo stesso metodo fu certamente usato nella questione Antartica, che molto probabilmente non finì con il ritorno del Capitano Ritscher nel 1939 ma continuò durante lo svolgimento della guerra. Sfortunatamente a questo punto però ogni valida informazione scompare. Rimane un confuso puzzle di tracce, affermazioni e voci che portano agli anni ’50 e che è possibile verificare solo parzialmente. Se i Tedeschi furono in grado di costruire una base sotterranea Antartica sui risultati della spedizione di Ritscher, si tratterebbe di uno dei segreti più occultati nella storia moderna. Di fatto, l’enorme stabilimento sotterraneo di Nordhausen nelle montagne Harz, come il complesso di Kahla a Th&uumlringen dimostrano la capacità e la perizia degli ingegneri del Reich di costruire grandi e complesse strutture sotterranee. Le sorprendenti informazioni fornite dalla spedizione del 1938 avrebbero potuto effettivamente essere le basi per la realizzazione del manifestato progetto Tedesco di fare dell’Antartico un baluardo della potenza Nazista. Tenteremo così di ricostruire una successione cronologica degli eventi e delle loro conclusioni, per quanto sono oggi a nostra conoscenza. Tutto ciò conduce alla costituzione della Base Antartica 211 alla fine della guerra, per mezzo dei sottomarini Tedeschi e dei mezzi volanti a propulsione anti-gravitazionale, e al fallito tentativo di distruggerla da parte della Marina degli Stati Uniti nel 1947.

1936: Valutazione, nell’estate del 1936, della propulsione anti-gravitazionale di un primo disco volante pienamente funzionale. Un’ipotesi alternativa indica il possibile sviluppo di tale propulsione dagli esperimenti sull’anti-gravità di Viktor Schauberger.
1938: Primo volo senza equipaggio con la nuova propulsione. Il progetto era destinato alla costruzione di caccia e trasportatori di truppe a propulsione antigravitazionale. Il progetto viene chiamato “Hanebu” o “Vril”. Nei primi anni il progetto subisce molte battute d’arresto a causa dei massici disturbi elettromagnetici e la loro interazione con i componenti elettrici convenzionali. Sebbene questo tipo di propulsione possa essere utilizzato in modo primario sembra quasi impossibile guidare questi prototipi in angoli minori di 90°, rendendoli inadatti come caccia. Inoltre i normali sistemi di navigazione relativi ai campi magnetici erano completamente inutili e fu progettata una strumentazione di navigazione speciale, indipendente dai campi magnetici, i sistemi di guida celeste “”Meisterkompass” e “Peiltochterkompass”.
1940: Ulte U977. Alti Ufficiali della Marina degli Stati Uniti si recano immediatamente in Argentina per sottoporre gli equipaggi Tedeschi a severi interrogatori. Sebbene essi rifiutarono ripetutamente di rivelare il carico trasportato e il luogo di destinazione del loro ultimo viaggio è possibile che da questi interrogatori siano emersi importanti informazioni riguardo la locazione della base segreta. Gennaio 1947: La Marina degli Stati Uniti cerca di distruggere la Base Tedesca che non si arrende al termine della guerra. Ulteriori spedizioni segrete Tedesche dopo la Neuschwabenland del 1938. Come punti di sbarco potrebbero essere stati usate due delle tre baie di sbarco già documentate dalla spedizione di Ritscher.
1942/1943: Inizio della costruzione della Base Antartica 211. Contemporaneamente viene costruita una seconda base segreta su un altopiano Andino del Sud America, forse in Argentina.
1942/1945: Materiale necessario per la costruzione delle basi segrete viene continuamente trasportato per mezzo di sottomarini. I comandanti dei sottomarini Tedeschi hanno grande esperienza di acque artiche a causa della necessità di trasferire materiale e persone alle basi Artiche Tedesche e alle stazioni di ricerca civile. Almeno 20 operazioni artiche documentate di sottomarini hanno avuto luogo fino al 1945.
Estate del1944: La serie “Hanebu” lascia lo stadio di prototipo e sono costruiti da 19 a 25 navi in 2 o forse 3 dimensioni. Hanebu I è una piccola nave, Hanebu II è un modello più grande. Alcuni rapporti accennano anche ad un Hanebu III, progettato per essere una nave madre. Ciò nonostante le capacità di trasporto sono ancora molto limitate, a causa del piccolo diametro dei dischi. Inoltre la produzione dei questi velivoli diviene sempre più difficile perché gli Alleati riescono a ridurre sempre più i materiali di costruzione necessari.
Inverno 1944/45: L’enorme pressione esercitata dagli Alleati forza i Tedeschi ad abbandonare i grandi progetti di strutture sotterranee nella Germania Orientale. Gli stessi Alleati sembrano ben informati sull’esistenza di queste strutture e sono del tutto intenzionati ad espugnarle. I Tedeschi fuggono da queste strutture e viene lasciato molto materiale riguardante il progetto Hanebu. Il tentativo di ricostituire le zone di costruzione nella Germania Centrale fallisce. La guerra sta per terminare.
Aprile 1945: un ultimo convoglio di sottomarini lascia i porti Tedeschi diretti in Sud America e in Antartico. Nell’ultimo convoglio vi sono anche i sottomarini U530 e U977.
Maggio 1945: Capitolazione della Germania.
17 Agosto 1945: Alcuni equipaggi di sottomarini raggiungono l’Argentina consegnando i loro sottomarini completamente vuoti. Tra questi vi sono i casi documentati dei sottomarini U530. L’operazione è un disastro. La base rimane funzionante. Più di un anno dopo la resa del sommergibile U977, gli Stati Uniti lanciano la più grande operazione militare in Antartico sotto il comando dell’Ammiraglio Richard E.Byrd. L’operazione denominata “High Jump” include 13 navi, una portaerei, 2 idrovolanti e 4000 uomini. Lo scopo ufficiale è quello di testare nuovo materiale nelle condizioni estreme dell’Antartico. Ufficialmente l’operazione ha un grande successo ma c’è da chiedersi quale fosse la necessità di muovere una forza militare del genere per dei semplici test su materiali e perché Byrd fece ritorno negli Stati Uniti solo un mese dopo quando la spedizione era programmata per un periodo di 6-8 mesi.
Febbraio 1947: Al suo ritorno negli Stati Uniti, Byrd in un’intervista (spesso citata ma mai convalidata) affermò che fu “necessario per gli Stati Uniti intraprendere azioni difensive contro caccia aerei nemici che giunsero dalle regioni polari” e che in caso di un nuova guerra, gli Stati Uniti sarebbero stati attaccati da “caccia in grado di volare da un polo all’altro con incredibile velocità”. Byrd dovette affrontare un segreto contro-interrogatorio da parte delle autorità Americane. Gli Stati Uniti si ritirano dall’Antartico per quasi una decade. Al suo ritorno negli Stati Uniti, Byrd in un’intervista (spesso citata ma mai convalidata) affermò che fu “necessario per gli Stati Uniti intraprendere azioni difensive contro caccia aerei nemici che giunsero dalle regioni polari” e che in caso di un nuova guerra, gli Stati Uniti sarebbero stati attaccati da “caccia in grado di volare da un polo all’altro con incredibile velocità”. Byrd dovette affrontare un segreto contro-interrogatorio da parte delle autorità Americane. Gli Stati Uniti si ritirano dall’Antartico per quasi una decade.
Dal 1953 in poi: Avvistamenti di UFO in tutto il mondo. Dagli anni ’70 diviene sempre più ovvio che molti di questi oggetti avvistati sono, in diversi dettagli tecnici, identici alla serie Hanebu.
1957: Inizia l’Anno Internazionale Antartico con l’avvio di grandi programmi di ricerca civile. Il risultato è il Trattato Antartico nel quale tutti i partecipanti si accordano nell’evitare qualsiasi operazione militare in questa regione per i tempi futuri. Il trattato finisce all’incirca nell’anno 2000.
Ritornando per l’ultima volta al tema Base 211, dopo aver raccontato una storia intrisa di realtà e fantasia, ci piace concludere il presente articolo riassumendo solo le vicende realmente accadute, lasciando tutte le conclusioni del caso al lettore che, ne siamo sicuri, le valuterà in maniera oggettiva e razionale.
I tedeschi si sono recati numerose volte in Antartide, acquisendo notevoli dosi di conoscenze ed esperienze sul campo.
Il 17 dicembre 1938 partì la missione che avrebbe permesso ai nazisti di fotografare e campionare una vastissima area dell’Antartide, oggi nota come Terra della Regina Maud.
Almeno due sommergibili, ma probabilmente un numero molto maggiore, ritardarono la resa del ’45 di almeno due mesi, rimanendo in mare per ragioni ignote.
Il 2 dicembre 1946, appena un anno dopo la fine dell’ultima colossale e dispendiosa guerra mondiale, scattò la missione statunitense High Jump alla quale presero parte, nonostante fosse ufficialmente solo una spedizione scientifica e di addestramento, una portaerei, undici navi, un sommergibile, sei elicotteri e dodici aerei: destinazione Antartide. Per cause ancora sconosciute, quattro uomini hanno perso la vita e tre velivoli sono andati perduti.

Inoltre l’amministrazione statunitense ha recentemente confermato in maniera ufficiale e definitiva l’esistenza della celeberrima a Area 51. Esistono video che mostrano oggetti volanti capaci di muoversi in maniera indubbiamente non convenzionale. Probabilmente l’Area 51 – insieme a chissà quali altre installazioni – altro non è che frutto di ciò che gli americani riuscirono a depredare, in termini di tecnologia, ai nazisti. Non dimentichiamo che, se gli USA hanno messo piede sulla Luna prima dei sovietici, moltissimo lo devono al brillante von Braun, le cui grandi capacità di esperto in missilistica furono messe al servizio dell’oltreoceano. O ancora, qualunque esperto in unità subacquee non potrà negare l’enorme contributo che i Type XXI tedeschi hanno dato alla successiva evoluzione del sommergibile.
Da sottolineare che l’ultimo convoglio di sommergibili tedeschi lasciò la Germania alla fine dell’aprile 1945, nel tentativo di mettere in salvo quel poco che rimaneva dell’ormai sconfitto Reich. C’è addirittura chi afferma che anche Hitler si sarebbe imbarcato su quei battelli, tesi che però non ci sembra molto sostenibile in base alle analisi effettuate sui cadaveri di Adolf Hitler ed Eva a Braun e anche in accordo alle numerose testimonianze rilasciate da tedeschi e sovietici ai vertici dei rispettivi governi. Comunque sia, è certo che l’ultimo gruppo partito fosse costituito da almeno due sommergibili: l’U-530 del capitano Otto Wermuth e l’U-977 del capitano Heinz Schaeffer. È poi intercorso un periodo di circa tre mesi durante il quale non si seppe più nulla dell’U-977 (l’ultimo contatto risale al 2 maggio, quando il sommergibile lasciò Kristiansand, Norvegia), dopodiché il sommergibile venne consegnato dall’equipaggio completamente vuoto agli ufficiali della Marina Argentina, dunque parecchio tempo dopo la resa ufficiale dei tedeschi (avvenuta l’8 maggio). L’ipotesi più accreditata (anche se non certa) è che i sommergibili trasportassero persone e materiali di una certa importanza, che sarebbero stati sbarcati presso la Base 211, prima che venissero definitivamente consegnati agli argentini. Alti ufficiali della U.S. Navy raggiunsero l’Argentina per interrogare gli equipaggi nazisti e, sebbene il comandante Schaeffer abbia ripetutamente negato di aver trasportato qualcosa o qualcuno di speciale, non è da escludere che qualche membro dell’equipaggio abbia alla fine parlato. Sembra inoltre che l’U-530 e l’U-977 non siano stati gli unici sommergibili operanti nell’Atlantico meridionale ad aver ritardato la resa, anche se i casi documentati sono solo questi due. Alcune agenzie di stampa dell’epoca parlavano di sommergibili tedeschi operanti nell’area antartica anche a distanza di un anno dalla fine delle ostilità in Europa.
Da considerare inoltre che il bunker di Hitler a Berlino aveva una rete di gallerie e cunicoli di cui ancora oggi non se ne conosce l’accesso e la destinazione, e che mancano all’appello ben 100 sommergibili U-BOT di cui non si conosce il destino.

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