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Aronne, Fratello di Mosè, era il Faraone Smenkhkara?

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Se i tentativi di ricostruzione del contesto storico che potrebbe essere all’origine della narrazione mitica1 dell’Antico Testamento (A.T.) avanzati, fra gli altri, oltre che da noi2 anche dall’egittologo britannico Arthur E.P. Weigall3, da Sigmund Freud4, dall’egittologo prof. Jan Assmann, docente di Egittologia all’Università di Costanza5, ecc., sono fondati, il periodo dell’Esodo di Mosè è quello della fine della XVIII dinastia, di Amarna e del culto di Aton di Akhenaton.

Aronne è fratello di Mosè6. Mosè sarebbe Thutmose V de iure, come abbiamo cercato di dimostrare in Exodus7. Ankhkheperura Smenkhkara Djeser Kheperu, successore di Akhkheperura Neferneferuaton8, sembrerebbe di stirpe reale9, fratello (per parte di padre) di Thutmose V, in quanto figlio di Amenhotep III e forse di Sitamon10 (la madre di Thutmose V e di Akhenaton è invece Tiye).

Aronne alla corte del faraone (Tutankhamon secondo la nostra ricostruzione11) compie un prodigio riguardante un bastone e dei serpenti12. Si fa riferimento a un rituale che comprenderebbe un bastone e un serpente, proprio del faraone13.

Quindi se Aronne fosse stato re d’Egitto, avrebbe dovuto regnare prima di Tutankhamon. I predecessori di Tutankhamon furono, in ordine cronologico: Akhenaton (che morì nel XVII anno di regno e di cui abbiamo la mummia sepolta nella tomba KV55 e quindi non può essere Aronne, che parrebbe ancora vivo sotto Tutankhamon), Neferneferuaton Merytaton (una donna e quindi non identificabile con Aronne) e Smekhkara (l’unico candidato possibile).

Smekhkara sposa una figlia (Neferneferuaton Merytaton) di Amenhotep IV/Akhenaton, dalla cui unione nascerebbe Merytaton Tasherit14. Aronne sposa una figlia (Elisabetta) di Aminadab (o Amminadab). Aminadab potrebbe essere la forma ebraica dell’egizio Amenhotep15.

Il nome di Elisabetta (Elishevat, figlia di Aminadab) in ebraico significherebbe “perfezione di Dio/Adon”. Neferneferuaton (figlia di Amenhotep IV) in egizio significa “perfetta (o magnifica) è la bellezza di Aton”.

Neferneferuaton Merytaton, moglie di Smenkhkara, sarebbe nota anche come Merytamon o Meryamon. Dal nome Meryamon sembrerebbe derivare quello ebraico di Maryam o Miriam16. Aronne è sempre associato a Miriam, i quali vengono definiti fratello e sorella17. L’espressione di “fratelli” era indicativa anche del rapporto fra due sovrani e sia Neferneferuaton Merytaton che Smenkhkara erano sovrani (faraoni).

La variante Merytamon di Merytaton potrebbe indicare un tentativo di ritorno al politeismo pre-atoniano e alla supremazia del clero tebano di Amon (così come effettivamente sappiamo accadde per Tutankhaton/Tutankhamon e Ankhesenpaaton/Ankhesenamon). Effettivamente Aronne fece costruire il “vitello d’oro”, in opposizione al culto di Adonai e ai precetti mosaici, che potrebbe rappresentare il dio-toro egizio Api o anche Amon, definito “toro di sua madre” (come più tardi Min) e “toro dell’Enneade”. La religione ebraica, per come viene descritta dallo storiografo latino Publio Cornelio Tacito, è una contro-religione18 che è l’esatto contrario di quella tradizionale egizia, e prevederebbe l’uccisione di montoni «a quanto pare per schernire Ammone»19 (Amon) e il sacrificare per oltraggio i tori, sacri ad Api20.

Il padre di Amenhotep IV/Akhenaton era Amenhotep III. Il padre di Aminadab, secondo il Vangelo di Luca, era Admin21, che potrebbe essere una deformazione di Aminadab (Amenhotep).

Amenhotep III era padre di Smekhkara, Thutmose V e Amenhotep IV. Il padre di Mosè e di Aronne viene chiamato Amram, che potrebbe essere una variante di Ram o Aram22. Il padre di Aminadab, secondo l’A.T., era Aram (riportato anche come Ram).

Nell’A.T. viene nominato un Aminadab appartenente alla dinastia sacerdotale e parente di Mosè, Aronne e Miriam. Amenhotep IV era parente di Thutmose, Smenkhkara e Meryamon.

Il nome “Smekhkara” termina con “-ra”, il Sole. La luce del Sole si potrebbe indicare con “ra-on” (cfr. “Har” – “Har-on” –, versione di Horo, dio del Sole oggetto di teocrasia con Ra; cfr. “Aronne”, “Ahàron” in ebraico standard, “Harun” in arabo23). Il nome “Ahàron” in ebraico significherebbe “illuminato” e “brillante”.

Nella tomba ad Amarna di Meryra II, sacerdote di Aton e attendente di Nefertiti, moglie di Akhenaton, si trova una rappresentazione di Smenkhkara e Merytaton24, assistiti dai raggi del dio Aton. Merari potrebbe essere la forma ebraica del nome egizio “Meryra”. Aronne era un adoratore del dio Adonai e Merari un nome della sua famiglia, portato, p.e., da suo prozio, di stirpe sacerdotale.

Aronne uscì dall’Egitto con Mosè durante l’Esodo. Né la tomba di Smenkhkara, né quella di Merytaton, né quella di Thutmose V (né quella di Thutmose, viceré di Nubia, se lo si considera una persona diversa dall’omonimo principe ereditario, a differenza di quanto da noi proposto25) sono mai state trovate, a differenza di quelle degli altri membri della famiglia reale: Tutankhamon, Akhenaton, Kiya (ossia “the Younger Lady”), Amenhotep III, Tiye, Yuya, Tuya, ecc. (secondo la ricostruzione familiare di Zahi Hawass basata sulle analisi del dna delle mummie).

Di queste nuove ipotesi, conseguenti a quelle riportate in Exodus26, si tratterà per la prima volta in Aton, il dio egizio della Bibbia di Andrea Di Lenardo27, di prossima pubblicazione.

Note
1A. DI LENARDO, Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d’Egitto, Kimerik, Patti (Me) 2016.
2A. DE ANGELIS, A. DI LENARDO, Exodus. Dagli Hyksos a Mosè: analisi storica sui due Esodi biblici, Altera Veritas, Roma 2016.
3A.E.P. WEIGALL, The Life and Times of Akhenaton, Pharaoh of Egypt, Butterworth, Edimburgo-Londra 1910.
4S.S. FREUD, L’uomo Mosè e la religione monoteistica, Bollati Boringhieri, 2013.
5J. ASSMANN, Mosè l’egizio, Adelphi, Milano 2000 (1997); J. ASSMANN, La distinzione mosaica, Adelphi, Milano 2011.
6Es.
7A. DE ANGELIS, A. DI LENARDO, op. cit.
8J.P. ALLEN, The Amarna Succession, in Causing His Name to Live: Studies in Egyptian Epigraphy and History in Memory of William J. Murnane, P. Brand and L. Cooper, in «Culture and History of the Ancient Near East», n. 37, Leiden, E.J. Brill Academic Publishers, 2006.
9F. CIMMINO, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bompiani, Milano 2003, p. 267.
10A. DODSON, Monarchs of the Nile, The American University in Cairo Press, Il Cairo 2000, p. 105.
11Ibid.
12Es.
13L. GARDNER, I segreti dell’Arca perduta, Newton Compton, Roma.
14A. DODSON, D. HILTON, The Complete Royal Families of Ancient Egypt, Thames & Hudson, 2004, p. 151.
15L. GARDNER, op. cit.
16Ibid.
17Es.
18J. ASSMANN, Mosè l’egizio, Adelphi, Milano 2000 (1997),p. 64.
19P. CORNELIO TACITO, Storie, V, 5.
20Ibid.
21Lc.
22L. GARDNER, op. cit.
23MAOMETTO, Corano.
24N. de GARLES DAVIES, The Rock Tombs of El Amarna, parte II, The Tombs of Panehesy and Meryra II. Archaeological Survey of Egypt, F.L. Griffith, Egypt Exploration Fund, Londra.
25A. DE ANGELIS, A. DI LENARDO, op. cit.
26Ibid.
27A. DI LENARDO, Aton, il dio egizio della Bibbia. Da Mosè a Gesù: storia dei regni di Israele e Giuda, Altera Veritas, Roma, inedito, di prossima pubblicazione.

Andrea Di Lenardo (04/11/2016)

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Alessandro De Angelis

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Andrea Di Lenardo
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Andrea Di Lenardo, classe 1994, nasce a Gemona del Friuli (Ud) il 12 aprile. Musicista, batterista, fin dall'infanzia sviluppa l'interesse per la musica – studia per anni batteria e chitarra classica – e per la storia, in particolare antica, l'egittologia, la biblistica, la storia delle religioni, la filosofia e la letteratura. Dai 14 anni scrive per la stampa locale, partecipa a trasmissioni radiofoniche e televisive e si aggiudica premi e riconoscimenti a concorsi letterari e filosofici, tra cui si ricordano i Colloqui Fiorentini, concorso letterario intercontinentale, con la tesi È tutta questione di metodo in studi danteschi, nel 2009, e un certamen filosofico con un elaborato sul nichilismo, nel 2013. Diploma al Liceo Classico (lo stesso anno), attualmente vive a Udine e studia Storia all'Università “Ca' Foscari” di Venezia. Nel 2016 viene pubblicato il saggio storico "Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d'Egitto e la sua cronologia", Kimerik, Patti (Me) 2016. Attualmente sta lavorando a "Filistei e Cretesi" e, con Alessandro De Angelis, a "Exodus".

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