Friday, 22/2/2019 UTC+2
IL SAPERE
IL SAPERE

Ardore

Ardore

Ho sempre parlato molto.
Ma oggi… oggi per la prima volta ho ascoltato.
Cit.

Ci sono figure nella storia dell’umanità che hanno segnato le sorti di molti uomini, e di intere epoche storiche.
Figure spesso giunte fino a noi con ritratti piatti, incolori, ma la cui grandezza è invece il frutto di accesi contrasti, di colori vivaci, di forti opposizioni tra luci e ombre.
Platone diceva, come Cartesio, che le anime più grandi sono capaci dei più grandi vizi come delle più grandi virtù. Si tratta soltanto di un cambio di segno, dal più al meno o viceversa.

Quattro personaggi.
1. Un tenace pagano, uno dei più feroci persecutori dei cristiani.
2. Un lascivo e brillante oratore della remota provincia che sa giocare con parole forbite e concetti raffinati per voltare le situazioni a proprio vantaggio, ingannare le persone e potersi così avvicinare al potere imperiale di Roma.
3. Un ragazzo allegro che ama ogni sera uscire a bere e ubriacarsi con gli amici, per festeggiare e scherzare.
4. Un ligio monaco che cerca di riportare sulla retta via la comunità dei credenti.

Ciascuno di questi personaggi diverrà qualcosa di profondamente diverso da quello che può rivelarsi a uno sguardo superficiale.
Il loro comun denominatore? La passione. In ogni momento della loro vita, questi personaggi hanno sempre messo se stessi in ciò che stavano facendo, in ciò in cui credevano.
Non importa che abbiano cambiato idea più e più volte; non importa se hanno sbagliato e ancora sbagliato; non importa se hanno disperato, sofferto, vagato, dubitato, errato, brancolato nel buio. Queste figure non hanno mai smesso di ricercare. Accanto a una forte determinazione è stata presentein loro una caratteristica spesso sottovalutata: la capacità di cambiare. Essi non si accaniscono nella coerenza, nel tentativo assurdo di confinare se stessi in una definizione. Lottano strenuamente e con ardore per la causa in cui credono; ma quando si rendono conto che questa causa non è altro che un guscio vuoto, non esitano ad abbandonarla.
Trovare ciò a cui anelano è più importante di aver sbagliato mille e altre mille volte; e non importa se l’errore è ancora una volta dietro l’angolo. Per andare avanti, non bisogna far altro che camminare, anche quando si inciampa. Da questa unica e grande ispirazione, dal desiderio di risolvere quella nostalgia, quel sentimento di mancanza che avvertono da sempre dentro di sé, nasce l’apparente multiformità della loro veste esteriore. Numerosi sono i vestiti dell’anima, ma una sola è l’ispirazione che li nutre. Svariati colori vengono fuori dal prisma dell’arcobaleno, ma la luce li racchiude tutti.
Allo stesso modo, le convinzioni e gli atteggiamenti di questi uomini possono mutare rapidamente, attraversando ideologie e cause persino opposte. Il talento e la passione che li anima cambia direzione, mettendosi al servizio della nuova forma assunta dal proprio intuito.
Forse nessuno di loro conosce tutte le conseguenze, a volte paradossali, delle proprie decisioni.
E come potrebbero? Soltanto dal punto di vista dell’eternità, sub specie aeternitatis, è possibile vedere gli intrecci tra le linee delle cause e degli effetti, il ricamo dell’eterno presente che chiamiamo passato e futuro.

Eppure simili personaggi si stagliano come fari nell’oscurità rispetto alla massa degli altri uomini. Ci si potrebbe chiedere: dove sta l’uomo? Cos’è un uomo, cosa descrive la sua essenza, dove è possibile rinvenirla? Nel suo prima o nel suo dopo? In un atteggiamento o nel suo opposto?
E se l’essenza dell’uomo non risiedesse in nessuno dei due opposti?
Ma vediamo come evolvono i nostri personaggi.
Il pagano persecutore diventa una delle figure decisive per lo sviluppo della nuova religione un tempo perseguitata, il cristianesimo. Il lussurioso e sofista oratore di provincia si tramuta in guida spirituale per intere città e schiere di lettori nei millenni che verranno. Il ragazzo burlone diventa un frate amabile, ispirato e visionario; il devoto e pio confratello agostiniano con i suoi principi riformisti è l’origine di tremendi e sanguinari conflitti religiosi e civili in tutta l’Europa moderna.
Ognuno ha tirato fuori il suo talento, dando il suo contributo tanto nel bene quanto nel male. Ma come discernere cosa è stato bene e cosa è stato male nel loro operato? Una sola cosa è certa: la loro passione, il loro ardore, il loro fuoco, difficilmente verrà dimenticato, e probabilmente continuerà a ispirare gli uomini per molto tempo nei secoli che verranno.

I loro nomi?

Paolo, Agostino, Francesco, Martino.

Scritto da: Valentina C.

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