Sunday, 19/1/2020 UTC+2
IL SAPERE

Archetipi [R]

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ARCHETIPI

La danza della vita

Ciò che si percepisce dipende dall’archetipo cui si è intonati

Elémire Zolla

 

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LA TAVOLA DI SMERALDO

«È vero senza menzogna, certo e verissimo.

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.

Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e terminato ».

 PRESENTAZIONE

 “Per  me  esiste  solo  il  cammino  lungo  sentieri  che  hanno  un cuore,  lungo  qualsiasi  sentiero  che  abbia  un  cuore.  Lungo questo io cammino e la sola prova che conta è attraversarlo in tutta la sua lunghezza”. (Castaneda)

E  qui  io  cammino  guardando,  guardando  senza  fiato.

 La  conoscenza  degli  Archetipi  è  il  patrimonio  che  i  popoli antichi ci hanno lasciato in eredità. Conoscenza sapienziale, alla quale i grandi dell’umanità sono sempre rimasti fedeli. Nell’antichità  gli  Archetipi  erano  conosciuti  ed  usati,  su  di  essi furono costruiti i primi linguaggi ed alfabeti. Socrate e Platone li definiscono  i  mattoni  dell’universo,  erano  in  grado  di  usarli ottenendo così una comprensione profonda dei fatti della vita. Gli  archetipi  sono  funzioni  basilari  della  realtà,  ogni  cosa esistente  in  natura  è  caratterizzata  dalla  presenza  della funzione  da  cui  si  origina  e  attorno  a  cui  si  struttura.  La funzione è propriamente la modalità attraverso cui un’energia si  manifesta.  Le  cose  (una  particella,  una  molecola,  un  essere vivente)  si  presentano  con  quelle  determinate  caratteristiche proprio perché concretizzate e rese operanti dalla funzione che le informa.

Il  mondo  degli  Archetipi  è  presente  in  ciascuno  di  noi,  nel nostro  inconscio,  nella  natura  che  ci  circonda,  tra  le  pieghe della nostra cultura d’appartenenza, nel nostro stesso pensare ed  agire,  esso  si  esprime  attraverso  l’immenso patrimonio  di simboli ed immagini che ogni giorno incontriamo dentro e fuori di noi. Conoscere tale patrimonio significa incamminarsi sempre più in un percorso di consapevolezza di se stessi e del  mondo. Questo  lavoro  presenta  e  propone  un  percorso  di consapevolezza per Archetipi. Qui  per  archetipi  si  intendono  le  lettere  degli  alfabeti. Fondamentalmente l’alfabeto ebraico che, insieme al sanscrito, sono  i  due  alfabeti  ancora  oggi  conduttori  di  energie,  di sostanze. Ebraico e sanscrito sono “simboli viventi”. Simbolo  è  termine,  dal  greco  symbàllò  “metto  insieme”, designante in origine le due metà di un oggetto che, spezzato, può  essere  ricomposto  avvicinandole:  in  tal  modo  ogni  metà diviene  un  segno  di  riconoscimento.  Simbolo,  rinvia  ad  una realtà,  ad  un  oggetto  la  cui  esistenza‐presenza,  nel  nostro pensiero e nella nostra realtà, è anticipata da quella metà che abbiamo già davanti, ossia il segno grafico‐fonetico del simbolo. “Due  sono  le  forme  che  può  rivestire  la  scrittura  quando  fissa mediante  segni  grafici  il  pensiero  dell’uomo:  quella ‘pittografica’  e  quella  ‘fonetica’  o  ‘alfabetica’.  Nella  scrittura ideografica  ogni  concetto  è  rappresentato  mediante un’immagine  pittorica,  da  cui  si  ricava  l’idea  della  cosa  che  il disegno rappresenta. Nella scrittura alfabetica, invece, il segno lineare  fonetico  rappresenta  il  suono  che  deve  avere  la  parola stessa: il vero simbolo dell’idea, del pensiero, è il suono” (Mario Pincherle, Archetipi, Macroedizioni).

Il  simbolo  conduce  concretezza:  l’energia  corpuscolare,  quella materia  che  i  nostri  sensi  colgono.  Il  simbolo  conduce  anche quella parte di realtà che non cade sotto i cinque sensi ma che è altrettanto vera e concreta e che noi cogliamo con l’intuizione e  la  percezione.  Recettori  che  vanno  oltre  i  cinque  sensi,  che indagano la nostra parte analogica, ci permettono di giungere a fare esperienza e a conoscere, di noi stessi e del mondo, ciò che esiste  come  energia  vibrazionale:  il  pensiero,  la  forza dell’emozione, i sentimenti, la nostra Anima. Percorrere  gli  alfabeti  è  ritorno  alla  Sorgente,  è  ritrovare  noi stessi oltre l’apparenza della materia e del quotidiano, entrare in  quegli  stati  di  noi  in  cui  sempre  siamo  come  Anime  del cosmo.

Sperimentare  e  diventare  consapevoli  che  ogni  istante  Siamo Uno. Nel nostro qui e ora siamo questo corpo e questa psiche e siamo  altre  dimensioni,  stiamo  esistendo  in  mondi  altri,  oltre. Non  in  un  prima  e  dopo  che  separa  in  segmenti  di  tempo  e spazio  la  storia  dell’Anima  che  siamo  ma  in  un  adesso  che attraversa,  contemporaneamente,  più  mondi,  più  universi,  più Nomi,  più  stati  e  campi  di  coscienza.  Ecco  l’Uno,  il  Tutto, l’Abbondanza  e  vastità  dell’universo  che  si  riversa  nel  nostro oggi. Perché con gli Archetipi eleviamo la coscienza di noi stessi, siamo consapevoli di essere i creatori della nostra realtà e che lo  siamo  da  Creatori  ovvero  con  l’identità  di  un  Dio,  Padre amorevole della Sua creazione. Perché  negli  Archetipi  attiviamo  i  ganci,  le  connessioni,  gli enzimi,  i  catalizzatori,  giungiamo  al  Portale  che,  attraversato, rende  visibili  e  toccabili  le  grandi  energie  dell’universo. Entriamo nell’inconscio.

In  questo  percorso  si  sperimenta,  si  lavora  con  le  mani,  con  il corpo, con la vita, non solo con il pensiero. Si  ripercorrono  i  segni,  si  entra  nelle  geometrie  sacre  che stanno all’origine dei segni.  I  percorsi  dei  segni  sono  percorsi  del  pensiero,  mettono  in connessione ed attivano la forza dell’essere‐simbolo che sta nel segno.

Segni‐simboli  conduttori  di  energie,  portali  verso  le  sostanze, verso  i  mondi  che  stanno  racchiusi  dentro  di  noi  e  aspettano solo  che  noi  ci  rendiamo  conto,  accettiamo  che  da  sempre, stiamo vivendo in essi. Segni‐simboli  che  ci  affrancano  dalla  riduttività  del  solo pensiero  razionale,  concettuale  e  dicotomico,  per  aprirci  al pensiero  olistico,  frattalico  in  cui,  da  sempre,  la  nostra  Anima vive.

Si tratta, in questo laboratorio, di fare prima che di conoscere.

Andiamo alle Tavole degli alfabeti e con semplicità, con umiltà, come  fanno  i  bambini,  riproduciamo  nelle  Tavole  vuote  i simboli.  Soffermiamoci,  attardiamoci  a  riprodurli  con  amore, con  curiosità,  pazienza;  stiamo  ripercorrendo  i  nostri  percorsi mentali,  stiamo  ritrovando  pezzi  della  nostra  storia,  ci  stiamo ricongiungendo  ad  altri  mondi  in  cui  stiamo  vivendo.  Altre civiltà,  altre  nostre  esistenze,  altri  popoli,  altre  nostre esperienze, altre persone, altri amori.

Déjà vu, ritroviamo noi stessi amplificati, rinnovati, rinnoviamo il passato rielaborando il futuro. Attiriamo il futuro. Riproduciamo  i  segni  delle  Tavole,  coloriamoli  con  il  colore corrispondente,  pronunciamo  i  suoni  delle  note.  Ecco  che cogliamo le vibrazioni in cui da sempre siamo. Attiviamo i codici da  secoli  criptati  dentro  di  noi,  in  quelle  parti  del  DNA addormentate che contengono la vastità della nostra coscienza e le nostre potenzialità.

Soffermiamoci  soprattutto sull’alfabeto  ebraico,  sintesi  della nostra storia. Poi usciamo da questa storia, verso altri vissuti e altri segni che siamo. Il  secondo  passo  sarà  leggere  la  funzione  di  questo  lavoro: conoscere  la  funzione  degli  Archetipi,  e  il  loro  essere  funzione nel processo di creazione della nostra esistenza. Perché questa è la presa di coscienza: cogliere la realtà e le energie nella loro funzione, prima che nel loro significato. La funzione è dinamica, è la modalità in cui le energie si danno nella creazione.

Il  significato  ne  è  solo  un’interpretazione  che  oggi  può  essere importante ma che non ci deve frenare, non ci deve ingabbiare, noi possiamo darci sempre nuove creazioni e nuovi significati. Il  mondo  è  sempre  nuovo  da  sperimentare,  da  conoscere  e, attraverso esso, conoscerci.

 L’autrice nella sua ricerca si è rivolta non solo ai segni ma anche ai significati delle lettere. In questo libro, dopo ogni Tavola, c’è una spiegazione della lettera stessa. Ogni significato aggiunto al semplice  segno  è  già  sovrastruttura  perciò  “mente”.  I  segni stessi  sono  già  un  rappresentazione  del  verbo,  ma  ne  sono anche  l’espressione  in  uno  spazio‐tempo  perciò  siamo  ancora nell’ambito  del  momento  creante.  I  significati  li  possiamo conoscere ma rischiano di spostarci in un contesto intellettivo e non  permetterci  l’esperienza  della  forza  della  funzione.  Per questo  sono  ricondotti  ad  un  presenza  sobria  e  sintetica. L’obiettivo  fondamentale  di  questo  libro  resta  farci  avvicinare personalmente ai segni e alle dinamiche della Forza. Importante  è  che  l’archetipo  risuoni  nella  nostra personale esperienza.

Le funzioni, ovvero i verbi, qui sono citati al presente indicativo singolare.  La  realtà  è  sempre  un  fatto  di  soggetti,  persone, esseri,  elementi,  ecc.  È  sempre  una  identità  o  una  collettività che agisce. Quando un soggetto si riferisce ad un “tu” o ad un “egli” sta già compiendo un processo mentale. L’unica realtà, e anche  questa  è  relativa,  è  quella  di  chi  crea  la  propria  realtà attivando l’osservatore.

Lavorando  su  queste  semplici  osservazioni  gli  archetipi  ci conducono  all’essenziale,  a  sollevare  il  velo.  Raggiungere  lo spazio in noi in cui le energie di creazione scorrono libere e noi, dalla consapevolezza, le possiamo attivare e usare. È certo che gli  archetipi  sperimentati  nella  loro  forza  originaria  e  nel  loro valore,  ci  conducono  a  creazioni  sempre  più  in  sintonia  tra individuale e collettivo per il bene di ciascuno e di tutti.

da: Archetipi, la danza della vita

autrice Francesca Salvador, ed. Youcanprint

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