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IL SAPERE
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Akhenaton, Mosè e l’Arca dell’Alleanza [R]

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Akhenaton fu il Faraone Eretico

Famoso per la scissione del popolo Egizio tra credenti in Aton (e la relativa diaspora) e quelli che credevano in Amon Ra (che rimasero in terra d’Egitto).

La storia inizia con l’ascesa al trono di Amenofi IV, figlio di Amenofi III e di Tiy, dedito al culto del Sole unico, Aton, che divenne faraone Riformatore, col nome di Neferkheperura Uaenra Akhenaton, anche se nei primi cinque anni di regno era ancora conosciuto col cartiglio di Neferkheperura Uaenra Amenofi Netjerhekauset o Amenhotep IV.

Egli nacque a Tebe, nel 1375 a.C. circa, appartenente alla XVIII dinastia, regnò per 17 anni, morendo probabilmente intorno al 1334 a.C. È celebre per aver abbandonato il tradizionale politeismo egizio, a favore di una nuova religione di stampo monocratico (che mantenne, cioè, la credenza in più divinità pur adorandone una sola), introdotta da lui stesso e basata sul culto del solo dio Aton, il “disco solare” affiancato da Hathor, la “dea del disco solare”.

La sua rivoluzione religiosa, fu duramente contrastata, perché intaccava i poteri sacerdotali ed economici dei vari templi e delle città, soprattutto Tebe, Menfi e Luxor a vantaggio della nuova capitale Amarna, detta anche Eliopoli.

Le caste sacerdotali escluse dalla Riforma e l’esercito snellito per via di atteggiamenti di pace duratura, mal vedevano i nuovi costumi e vollero opporsi apertamente innescando una vera guerra civile, vinta dal generale Shemenkhara, che combatteva a favore della detronizzazione di Akhenaton.

Si dice che pochi anni dopo lanubi_libro_mortia morte di Akhenaton, i suoi monumenti furono occultati o abbattuti, le sue statue spezzate o riciclate e il suo nome cancellato dalle liste reali e questa forma di cancellazione dei suoi cartigli (l’indicazione del nome in geroglifico), è passata alla storia come damnatio memoriae. Da notare come i cartigli in geroglifico per gli Egizi, qualificavano non solo il nome del defunto ed il suo stato sociale, ma anche l’eventuale stato sacro di divinità, proprio del Faraone, perché tutti i geroglifici sono da considerarsi una forma di scrittura, di natura sacra agli Dei.

E’ illuminante dunque costatare come i rispettivi seker (cartigli dei faraoni) fossero dei veri “sarcofaghi ideogrammici e ideografici” depositari dei nomi e delle qualità dei rispettivi Faraoni. La radice seker è, inoltre,  tramandata in molte lingue moderne per intendere sarcofago, sacro, sacerdote, sicario, Sokar (dio della Morte) , Sakaràh (la Valle dei morti).

In pratica per gli Egizi la profanazione dei templi, la cancellazione e la rimozione dei cartigli, sui documenti e dai monumenti, corrispondeva alla morte reale, fisica e dell’Anima, cui faceva seguito l’impedimento del defunto a trasfigurarsi come Stella imperitura, secondo il rito Egizio, che prevedeva l’Apertura della Bocca e la pesatura del Cuore (la psicostasia), per agire nell’Aldilà, in favore di se stesso e dell’Egitto.

Con la damnatio attiva, il mostro a testa di sciacallo divorava il Cuore e lo sputava disperdendone il Ba (l’Anima) ed il kha (l’Essenza Vitale)  per sempre. Ed ecco perché era così importante conservare intatto il corpo fisico per il senso egizio della morte: serviva infatti alla restituzione fisica del Cuore (dopo la psicostasia), all’interno del corpo stesso, ai fini del passaggio trasmigratorio in un nuovo stato di vita ultraterrena a vita perpetua, con quello stesso corpo mummificato in sua conservazione eterna. Lo dicono chiaramente tutte le invocazioni sacerdotali, lette durante i riti funebri e poste nei Libri della Morte, d’indicazione di tutte le motivazioni, tali per cui quel particolare corpo “meritava” di continuare a vivere nell’Aldilà o, per dirlo in lingua egizia “quel corpo mummificato era giustificato alla presenza degli dei”.

Ciò che resta da capire è se la storia di Akhenaton termina qui, con la sua morte presunta, datata come si è detto  1334 a. C., e quando inserire la figura di Mosè e le vicende dell’esilio. Già il dato che Akhenaton abbia cambiato nome dopo i primi cinque anni di regno è indicativo del suo progetto rivoluzionario, in quanto ogni lustro di regno di un faraone, vedeva la manifestazione di una grande festa, un vero giubileo che faceva interrompere tutte le attività per partecipare ai festeggiamenti, e sicuramente l’idea della trasformazione del nome era indicativo di quello che il giovane faraone intendeva attuare: una radicale mutazione della società. Egli aveva il diritto di esprimere un desiderio per il suo giubileo, in quanto rappresentante divino ed il popolo aveva il diritto/dovere di realizzarlo.

Akhenaton e Mosè hanno troppi elementi in comune per esser due persone distinte: sono contemporanei, il secondo era sicuramente un capo dell’esercito egizio, titolo che spettava al faraone; era cresciuto alla corte come un principe, essendo egli stesso principe dapprima, capo poi. Sia Akhenaton che Mosè predicarono l’amore per il culto dell’Unico Dio, che gli Egizi rappresentavano come il Sole, mentre gli Ebrei, che dovevano scrollarsi di dosso il nome egiziano, per non farsi catturare dalle sentinelle lungo tutto l’impero del Basso e dell’Alto Egitto, preferirono non offrire nessun tipo di effigie con cui poter esser scoperti, riconosciuti e… arrestati perché detentori di un grande tesoro, caro agli Egizi?

Ancora oggi gli ebrei non mostrano immagini di nessun tipo, nemmeno sulle tombe dei loro defunti, a ricordo della Legge di Mosè.

Può esser veritiero che quest’ultimo sia stato cacciato perché eretico, ovvero definito Ebreo col senso di esiliato? Può essere che il Faraone Akhenaton detronizzato, conoscesse un passaggio attraverso il Mare delle Canne, l’attuale Canale di Suez (e non il Mar Rosso), recando con sé un oggetto molto prezioso per gli Egizi?

Un oggetto custodito nel sarcofago della Piramide di Giza è stato sicuramente trafugato e per farlo, già in antichità, i ladri tolsero il coperchio (per portarlo con sé?) e tagliarono l’angolo sud della parete dello sarcofago per sottrarre qualcosa che era contenuto all’interno. Forse che Akhenaton, in qualità di Faraone, aveva accesso alla Camera del Re e abbia dato ordine alle sue guardie di rubarne il contenuto sacro, come vendetta per esser stato detronizzato e costretto all’esilio/Esodo?

Forse che Akhenaton, dopo un tale atto abbia ribattezzato se stesso Mosè, ovvero “salvato dalle acque” dopo aver utilizzato il passaggio del Mar delle Canne, passaggio attraverso il quale sfuggire alla cattura da parte delle sentinelle che stavano cercando gli esiliati/fuggitivi, perché recavano qualcosa che non-avrebbero dovuto portare via (e non stiamo parlando di bestiame e oggetti e nemmeno delle famiglie ebree, ma di qualcosa di molto caro e prezioso)?

Da cosa fuggivano? E Perché? La Bibbia parla di un oggetto luminoso che permetteva loro di viaggiare di notte… forse che oltre ad essere luminoso era anche una potente tecnologia avanzata, capace di creare Energia elettrica gratis, solo grazie ad un “maneggevole” generatore inserito dentro una cassa?

L’Arca dell’Alleanza (in ebraico ארון הברית, ʾĀrôn habbərît, pronuncia moderna /aˌʀo800px-royal_arch_room_ark_replica_2n habˈʀit/), secondo la Bibbia, era una cassa di legno di acacia rivestita d’oro e riccamente decorata, la cui costruzione fu ordinata da Yahweh a Mosè, e che costituiva il segno visibile della presenza di Yaweh in mezzo al suo popolo.  La Bibbia la descrive di forma parallelepipeda, con un coperchio (propiziatorio) d’oro puro sul quale erano collocate due statue di cherubini anch’esse d’oro, con le ali spiegate; misurava 2 cubiti e mezzo di lunghezza e un cubito e mezzo di larghezza e altezza, ovvero circa 110×66×66 cm. Ai lati erano fissate con quattro anelli d’oro due stanghe di legno dorato, per le quali l’arca veniva sollevata quando la si trasportava.
All’interno della cassa si dice fossero conservati un vaso d’oro contenente la manna, la verga di Aronne che era fiorita e le Tavole della Legge, tuttavia la manna compare solo nell’Esodo e all’inaugurazione del Tempio di Salomone ad essa dedicato, ci saranno all’interno dell’Arca solo le Tavole della Legge.

Potrebbe esser che invece custodisse un Tesoro così prezioso come un generatore di Energia che, fuori dal contesto originario (la Grande Piramide di Giza), costruita per contenerlo dentro il sarcofago di granito, collocato all’interno della Camera del Re, desse problemi di scariche elettriche che necessitavano la presenza dell’oro e dei cherubini per contenere la potenza? Ancora oggi l’oro talvolta viene utilizzato  nei microcircuiti, non perchè sia il miglior conduttore (in assoluto il migliore è, com’è noto, il rame), ma perchè è il conduttore col quale si possono fare i fili più sottili.

Ma torniamo al nostro racconto: quanti perirono, infatti, indistintamente ebrei e non, per aver osato avvicinarsi senza le avvedute accortezze all’Arca? Questo dimostrerebbe una conoscenza ed una tecnologia derivata dall’Energia elettrica, non del tutto padroneggiata dai fuggitivi, che si videro costretti ad imparare ad usare velocemente attrezzature ed abbigliamenti isolanti e protettivi.

Anche il Sarcofago presenta delle genialità tipiche del mondo egizio: infatti esso sarebbe dedicato alla Maat, Dea della giustizia e dell’Armonia e costituirebbe il “rettangolo faraonico”, ovvero rappresentazione tridimensionale del numero aureo 1,618, proprio come tutta la Camera che lo ospita. La forma del sarcofago è, infatti, rettangolare avendo le dimensioni 227 cm. di lunghezza e 105 cm. di altezza, ma la cosa strabiliante è che il sarcofago è costruito su uno straordinario rapporto, quello tra il volume del granito che lo compone e il volume mancante dell’interiore vuoto, scavato, che incredibilmente è lo stesso. Il volume scavato nel blocco originario è identico all’attuale parte restante. Questo gioco matematico tra “vuoto e pieno”, tra “essere e non essere” è molto rilevante e ci proietta nel mondo geometrico dell’Armonia geometrica.

La costellazione di Orione venerata dagli Egizi nasconderebbe un simile “rettangolo stellare”. In memoria di questo prodigio pur geometrico ma anche stellare e alla trasfigurazione come stella imperitura dell’anima del faraone nella costellazione d’Orione, fu progettato il sarcofago nella camera del Re. Anche la dea suprema dell’ordine matematico-geometrico del Cosmo, la dea Maat, scelse questo rettangolo come suo simbolo. E, guarda caso, la dea era proprio colei che pesava le anime dei morti prima che i loro corpi riposassero per sempre nel proprio sarcofago, la dimora fisica dei morti.

Nel Medioevo 9 monaci si recarono in Terrasanta per proteggere i pellegrini e per cercare Sacre Reliquie nella zona del Grande Tempio di Salomone distrutto, per opera di Nabucodonosor II nel 586 a.C; quell’Area ricopriva una superficie che riproponeva il “rettangolo stellare”, caro agli dei ed agli Egizi.
Qui quei monaci, passati alla storia come Cavalieri Templari, ritrovarono e portarono in Europa Reliquie Sacre, fra cui si pensa l’Arca della Alleanza.

Forse che i Cavalieri Templari superstiti, custodi dell’Arca dell’Alleanza, nascosero quest’ultima e si infiltrarono in mezzo alle società, ben visibili eppure ben occultati, specie dopo le vicende terribili legate a Filippo il Bello? Che ci sia dunque un intreccio fra tutti questi elementi?

Non ho potuto fare a meno di trovare analogie tra questi misteri ed alcuni argomenti trattati dall’Antico Ordine del Drago. Io vedo un richiamo all’Ordine Cosmico della Maat Egizia. Forse l’Ordine del Drago sa qualcosa che noi non sappiamo sull’Arca dell’Alleanza, sul Sacro Graal e sulla Piramide di Giza?

Forse…

Cinzia Vasone (04/04/2017)

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Appassionata lettrice e studiosa di antichi misteri, è sulla scia del "Sacro Graal" in un cammino di crescita e profonda consapevolezza.

2 Comments

    • Blackstar
      Blackstar

      Buongiorno Antonio, cliccando sul pulsante blu con scritto Facebook, si fa il login in un secondo, senza problemi…senza dover compilare il modulo o fare le operazioni richieste dal “Captcha”… Se così facendo continua ad aver problemi, ce lo faccia SAPERE…grazie!

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