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IL SAPERE
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A Caccia dell’Animale di Potere

A Caccia dell’Animale di Potere

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Nelle popolazioni tribali, sapevano che come la carne dell’animale rinvigoriva il corpo, così lo spirito di un animale era necessario per ridare energia allo spirito debole o malato

Perciò mentre i cacciatori andavano in cerca di prede nella realtà ordinaria, gli sciamani andavano a caccia di un animale di potere nel mondo degli spiriti per riportarlo a chi ne aveva bisogno.

A noi moderni la caccia sembra qualcosa di violento, ma nelle culture sciamaniche non è esattamente così – le prede, ad es. gazzelle, vengono donate dallo spirito della Gazzella, il cui aiuto è stato chiesto in precedenza nella danza e nel Viaggio sciamanico. Così le prede in un certo senso si offrono da se stesse ai cacciatori.
In modo simile, lo sciamano nella sua caccia cerca uno spirito di animale che si offra per ridare potere alla persona malata.
Questa poi creerà un rapporto il più possibile profondo con l’animale di potere, fino addirittura a un’identificazione – così come i cacciatori si travestono e imitano le movenze delle loro prede e mangiandone la carne la assimilano acquisendone in parte la natura.

L’animale di potere non ha un corpo fisico, perciò la persona non ne mangia la carne, ma lo assimila quando lo sciamano glielo soffia nel petto e nella testa.
Prima però occorre “catturarlo”.

Il rituale

Se la persona è debole o si ammala facilmente oppure non ha capacità di ripresa, significa che il suo animale di potere lo ha lasciato. Lo sciamano scenderà allora nel mondo inferiore a caccia di un animale che dia al cliente potere ed energia.
Cercherà, se possibile, il suo doppio animale, l’animale che la persona aveva fin da piccola e che ora si è allontanato.
Per ritrovarlo, lo sciamano deve stabilire un rapporto di sintonia con il cliente, passare la giornata con lui, mangiare insieme. Non dovranno esserci altre persone insieme a loro, tranne coloro che parteciperanno al rituale, in particolare il suonatore di tamburo (che può essere un assistente dello sciamano o un amico del cliente). Un piccolo gruppo di tre o quattro persone, ma a volte possono essere tutti i componenti di un circolo di tamburo, una intera comunità sciamanica.
Alla fine della giornata, in una stanza in penombra, rischiarata solo da una candela, lo sciamano farà stendere il cliente su un tappeto o una pelle di animale che, come in altri rituali di guarigione, diventerà il centro del mondo.
Questo luogo verrà consacrato con fumi di erbe gradite agli spiriti (ad es. salvia selvatica) diffusi nelle 6 direzioni dello spazio (Est,Sud, Ovest, Nord, Cielo e Terra). Ciò servirà a invocare l’aiuto degli spiriti delle direzioni.
Poi lo sciamano danzerà intorno al cliente agitando il sonaglio e cantando un canto di potere per attirare i propri spiriti aiutanti, in particolare il proprio animale di potere. La danza, sempre più vorticosa e battendo forte i piedi a terra, serve anche a far circolare energia tra lo sciamano e il cliente (che pure rimane disteso e rilassato) e stabilire un più forte collegamento con lui. Il tambureggiatore batterà il tamburo all’unisono col sonaglio dello sciamano.
Il ritmo del sonaglio, il canto e la danza alterano la coscienza dello sciamano che comincia a vedere i propri spiriti aiutanti nella penombra.
Infine, stordito dal vortice della danza, si lascerà cadere a terra accanto al cliente. Si accosterà a lui in modo da toccarlo all’altezza delle caviglie e delle spalle. Intanto prosegue ad agitare il sonaglio sopra il proprio petto attirando così fuori la propria anima che si dirigerà all’imboccatura del tunnel verso il Mondo Inferiore. Quando entra nel tunnel, smette di scuotere il sonaglio e si copre gli occhi con un bandana o con il braccio. Il tambureggiatore prosegue a battere il tamburo allo stesso ritmo.

Lo sciamano può dover viaggiare molto lontano nel Mondo Inferiore prima di trovare il doppio animale del cliente. Il proprio animale di potere gli farà da guida ed egli terrà salda dentro di sé l’intenzione di incontrare l’animale del cliente, forse la griderà nel vento o agli alberi o all’acqua e la ripeterà ad ogni spirito, umano e animale, che incontra. Spesso qualcuno di loro gli darà delle indicazioni sulla strada dove cercare.

Passare la giornata con il cliente, mangiare insieme, danzare intorno a lui fino a stordirsi non sono pratiche necessarie per alterare la coscienza e neppure per trovare un animale di potere. Si può benissimo, come d’altronde viene fatto nei seminari, sdraiarsi accanto a un cliente semi-sconosciuto e, dopo un rapido Viaggio, riportargli un animale di potere.
Ma, così facendo, nulla garantisce che troveremo il doppio animale ,quello che il cliente aveva fin da bambino e che ha, o almeno dovrebbe avere, il più profondo rapporto con lui. Lo sciamano troverà invece un qualunque animale che ha pietà del cliente e che è disposto a essere uno dei suoi animali di potere.
Ciò è di solito sufficiente per una guarigione. L’animale che troviamo sarà certo portatore di un potere utile alla persona in quel frangente della vita.
Spesso però non si instaura un rapporto duraturo e l’animale lo lascia dopo qualche tempo.

Il ritrovamento però dell’animale di potere principale ha un effetto molto più intenso e definitivo e produrrà un aumento generale del potere e della vitalità della persona in tutti i suoi aspetti. Inoltre è uno dei pochi modi, per chi non pratica lo sciamanismo, di incontrare il proprio doppio animale.

Anche se personalmente credo che l’animale di potere principale non ci lasci mai definitivamente, gli sciamani di alcune culture sono di altra opinione. In tal caso, se il doppio animale avesse del tutto abbandonato una persona, questo rituale troverà un nuovo doppio animale per lei o lui.

Nel rituale veloce si trova semplicemente un qualunque animale che ha pietà del cliente – in altre parole, se un altro sciamano ripetesse la guarigione troverebbe probabilmente un animale diverso. Questa relativizzazione dell’animale di potere ne riduce di fatto l’efficacia perché disperde il potere.
Il rituale più impegnativo ricerca un animale che può essere solo quello e non altri e che spesso il cliente poi ricorda essere stato il suo animale favorito da bambino.
Così se un altro sciamano cercasse di nuovo, ritroverebbe lo stesso animale. La controprova però non può essere fatta, perché i riti non vanno ripetuti: essi funzionano all’inverso del metodo scientifico: basano la loro efficacia sull’unicità , sul loro essere assoluti. Ma proprio la convinzione che il rito e l’animale siano unici e assoluti ne concentra il potere. Questo è purtroppo un aspetto del rito che la New Age, influenzata forse dalla mentalità scientifica, non riesce a capire.
E’ per questa ragione che io attuo sempre la caccia all’animale di potere nel modo che ho detto: anche se in teoria un qualunque animale disponibile sarebbe sufficiente alla guarigione, il rito potente e assoluto di ricerca del doppio animale ha, nella mia esperienza, un’efficacia anche curativa molto più alta.

La caccia

L’animale di potere di cui lo sciamano va a caccia si offrirà alla fine al suo cacciatore, come avviene per tutte le prede, o non sarebbe possibile catturarlo. Ha abbandonato la persona che proteggeva perché trascurato o deluso, perché questa non ne usava il potere e l’animale si sentiva inutile – o soltanto perché, come spesso gli uomini diventando adulti, aveva dimenticato la l’identità del suo animale e non aveva più rapporto con lui, spingendolo così ad andarsene.
Ma lo sciamano griderà ai quattro venti che il suo cliente è debole e malato e, almeno nella maggioranza dei casi, il doppio animale si impietosirà e si farà riconoscere.
L’animale di potere si rivela mostrandosi allo sciamano per quattro volte da quattro angolazioni diverse. Può apparirgli prima di profilo, poi di fronte, in fuga e accovacciato, per esempio. Alcuni sciamani, non meno potenti di altri, non “vedono” immagini, sentono con gli altri sensi oppure percepiscono quel che è intorno a loro. Anche in questo caso percepiranno l’animale di potere 4 volte, in modi diversi, potranno sentirlo dietro di sé, poi di fronte, udirlo fuggire e percepire che sta accovacciato sotto di loro. Però può anche mostrarsi come 4 animali della stessa specie, ad es. 4 orsi o 4 cerbiatti o una coppia di cervi con due piccoli o un’Aquila con 3 uova. Tutte queste manifestazioni vanno bene.
Lo sciamano allora chiede all’animale se è lui l’animale di potere che sta cercando e questo si lascerà prendere. Se sono quattro si fonderanno in uno solo, o tre se ne andranno via.

Fonte: http://www.sciamanesimo.com/tecniche/recuperoanimale.html

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Ricercatore della Verità, appassionato di Arti Marziali ed Esoterismo.

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